Archivio per Dicembre 2007

God Jul!

Dicembre 22, 2007

Bene bene, siamo sotto Natale quindi apriamo con gli auguri tradizionali norvegesi, God Jul, ovvero buon natale. Non chiedetemi perchè Natale si dica “Jul” in norvegese e svedese perchè al momento non ho ancora investigato, comunque prima o poi lo scoprirò.

Vi scrivo questo post del blog prima di tornare in Italia: tra poche ore spero che l’aeroporto di Oslo, Lufthavn Gardermoen (OSL), non sia più incasinato come oggi a causa del lieve peggioramento delle condizioni climatiche. Insomma cosa saranno mai -13°C, una nebbia con visibilità 10 metri e ghiaccio su tutte le piste, quante storie! Stando alle previsioni del tempo locali, estremamente affidabili (“Si vede il sole” / “Non si vede il sole”, in genere sono di questo livello), dovrei essere a posto. Mal che mi vada mi toccherà rimanere ad Amsterdam una notte, non mi pare la fine del mondo.

E’ stato Natale anche qua alla Funcom comunque, giovedi infatti la passerona inarrivabile del quinto piano ci ha deliziato con il suo accento francese arabo norvegese indiano portandoci il regalo che la Megaditta offre a noi dedicati dipendenti che si sbattono per completare quel sanguinolento gioco chiamato Age of Conan: un coltello da chef in molibdeno-vanadio della Copenaghen Chef, di bellissima fattura e perfetta funzionalità. Bel regalo! Sono rimasto un po’ sorpreso ma gli amici norvegesi l’hanno trovato molto appropriato quindi non mi lamento.

E’ Natale anche per il mio collega inglese trippone: oggi ha festeggiato la trentunesima bottiglia di cocacola a immerdare completamente la sua scrivania, un livello di schifo che credo solo un inglese potrebbe raggiungere. In compenso però ho scoperto che è un ragazzetto simpatico e alla mano, molto disponibile e soprattutto che sa il fatto suo VERAMENTE DI BRUTTO. Ragazzetto? Ebbene si, ragazzetto! Il simpatico inglese infatti pur dimostrando allegri 25 anni, ne ha DICIOTTO, ha già lavorato a destra e a manca per varie software house in ambito bancario e ora sta scrivendo tool di profiling. A diciotto anni. Tool di profiling in .NET 3.5. Rendiamoci conto eh. L’unico difetto che ha è che beve e fuma di brutto.

E’ Natale per il mio compagno di casa americano che però è canadese che però è norvegese. Per la prima volta in vita sua può passare il Natale con sua sorella. Wow, dev’essere bello per lui. Specie perchè ha 39 anni, e sono tanti per riunirti a un pezzo di famiglia.

Suppongo sia Natale anche per me, dato che me ne torno a casa senza alcun programma per il capodanno. Ci sentiamo il 2 o il 3 quando torno qui a Oslo. Nel frattempo Buon Natale e Buon Anno!

I saluti di oggi a Berudandalucacarusiferuchan e a Kaai. Vi devo ancora passare le foto del Nettuno. Ma le ho fatte.

L’aggiornamento dell’aggiornamento dell’aggiornamento

Dicembre 19, 2007

Oggi parliamo di aggiornamenti.

E’ uscito Visual Studio Express 2008, l’ambiente di sviluppo che uso per la mia VK.NET. Se non conoscete VK.NET, eccovi dello spam davvero gratuito che però in realtà non è spam perchè tanto è roba mia: http://www.jpknet.com/. Per motivi che mi sono del tutto ignoti, Visual Studio 2008 gradirebbe molto che io installassi il simpatico Service Pack 1 per Office 2007. Qualcuno mi spiega perchè stradiavolo quel dannatissimo maledettissimo service pack del cacchio non si installa??? Misteri degli aggiornamenti.

Oggi giornata di nuova release qui da noi, è pronta una nuova versione interna di Age of Conan. Tutti quanti con solerzia ed entusiasmo l’abbiamo installata, pieni di speranze ed egagra spensieratezza che già ci proiettiva in superni lidi di soave assenza di bug.

NIENTE DI PIU’ LONTANO DALLA REALTA’.

La prima impressione è che tutto il lavoro che ho fatto nelle ultime due settimane sia stato improvvisamente cancellato da qualche oscuro signore del codice. Sospetto che sia a causa della francesità di quasi tutti gli sviluppatori che il programma non funziona correttamente se sei italiano. La giornata è passata in compagnia del mio grande collega (il trippone inglese che a parte fumare tantissimo e bere una quantità di coca cola light immensa) che inveiva in almeno tre lingue diverse fino alle 17. Intorno alle 17 con il mio capo gruppo in ferie e il collega di esperienza a casa sono cominciate ad arrivarmi decine di segnalazioni su bug che avevo chiuso la settimana scorsa e… magia delle magie sono quasi tutti funzionanti nonostante l’aggiornamento mortale che inizialmente sembrava avere devastato tutto.

Citazione per i più Allen-ati: “Never give up, never surrender.”

 I saluti di oggi al grande Nib che ha recuperato il ritardo di non avermi salutato (‘nfamone), la neo acquisita Governatrice Marley che mi riserva molte piacevoli sorprese in termini di cazzeggio all’italiana e a Godhouse che nonostante le cazzate che scrivo continua a leggere il mio blog spesso :D .

Viver Civile

Dicembre 17, 2007

In un angolo sperduto di Oslo, un francese incontra una vietnamita mentre cerca un appartamento. Si conoscono, si piacciono, si scambiano i numeri, si incontrano, parlano della loro vita, fanno tutte quelle cose sessuali irripetibili con cui vantarsi con tutti i compagni d’appartamento per i giorni a venire e fare a tutto l’ufficio una testa così riguardo la “magnifica serata passata”. E tu, caro francese, vieni a rompere la minchia a me dicendo che sono io che racconto i cacchi tuoi in ufficio???

Ma se stamattina sono arrivato alle 10 e lo sapevano già tutti, come ho fatto?! Misteeeeri. Questa è una storia di viver civile.

In un caldo e accogliente ufficio di Oslo, un francese e un tedesco sono chiusi in una stanza insieme a un norvegese che parla una propria variante incomprensibile dell’inglese. Il tedesco è determinato, lui sa di avere ragione. Il francese è tranquillo, lui sa che indipendentemente dalla ragione, è lui che ha il coltello dalla parte del manico perchè è lui che può cambiare le cose nel sistema, solo lui. Scatta un disaccordo, ecco la scintilla, “Tu non capisci un ca**o!”, “Ma te l’ho sempre detto che $nonpossodirvelonelblog non funzionava per un cacchio!”, “Non è vero, sei tu che lo usi in modo diverso da come è inteso!”. La lite va avanti attraverso i meravigliosi mezzi telematici (altrimenti noti come Bugzilla). Decine di mail di botta e risposta allietano i colleghi annoiati.

Ragazzi, se volete fare casino almeno rimanete in sala riunioni, è insonorizzata. Se poi non ci spammate QUARANTASEI email nel giro di OTTO MINUTI perchè non vi sapete mettere daccordo su una MINCHIATA, siamo tutti più contenti noi del quarto piano, dato che la mailing list degli sviluppatori è la nostra. Grazie.

Anche questa è una storia di viver civile.

La Bussola d’Oro

Dicembre 16, 2007

Dopo ripetute insistenze da parte del compagno di appartamento neozelandese, abbiamo passato il sabato sera al cinema. Innanzitutto qualche parola di avviso. Di sera fa freddo, anche parecchio. E’ sabato sera, siamo in una delle belle zone residenziali appena fuori dal centro, ci avviamo verso una delle piazze più importanti della città e di gente in giro ce n’è poca. Il cinema per fortuna era gremito dandoci un po’ di calore umano.

Altro avvertimento, un biglietto del cinema a Oslo costa 100 NOK, ovvero 12,50 EUR. Praticamente il doppio che in Italia. Non ditelo ai nostri politici che se no aumentano pure quelli.

Veniamo al film di oggi, La Bussola d’Oro o Det Glyne Kompasset o The Golden Compass, con Nicole Kidman e altra gente che non mi ricordo, c’è sempre imdb per queste cose (http://www.imdb.com).

Voto: 5/5 – In breve: Contro ogni fanatismo ci vuole una bambina con un bel piglio deciso.

La Bussola d’Oro è una bella storia per bambini densa così di contenuti morali ed etici. Si schiera chiaramente contro il fanatismo, contro il conformismo e contro il controllo ossessivo, in un bel pacchetto elegante intriso di animali parlanti, bambini sorridenti, zingari, orsi polari combattenti e vecchietti texani che con un fucile Smith & Wesson ti abbattono un caccia a Mach 7.

Non voglio dilungarmi sulla trama un po’ per evitare di dare spoiler, un po’ perchè consiglio senz’altro di vedere il film perchè merita. Molto magnetica la prestazione di Nicole Kidman che si trova a dover interpretare un personaggio di grande profondità, combattuto nella sua devozione fanatica al culto obbligatorio. Grandi lodi anche a Dakota Blue Stevens, la bambina che interpreta Lyra, la protagonista del film. Divertente, bugiarda all’inverosimile e con una faccia tosta degna di un Oscar, farà passare a tutti momenti veramente memorabili.

Poco ispirate le scene di azione che restano comunque sullo sfondo, brevi e poco rilevanti.

Poteva essere Narnia 2 la vendetta dello schifo e invece ci troviamo di fronte a un film davvero bello. Guardatelo.

Impicciarsi delle cene altrui è sbagliato.

Dicembre 13, 2007

Non voglio tirarla tanto lunga oggi ma mi girano le balle vorticosamente. La mia assistente mi sta facendo due palle così riguardo la necessità di cercarsi casa perchè il mercato è così duro e in evoluzione e veloce e questo e quello. Ieri finalmente avevo bloccato una casa e lei stamattina mi chiama dicendo “ah ma non te la puoi permettere quindi l’ho annullata”. A questa telefonata allega un messaggio email in cui mi presenta uno strampalatissimo conto secondo cui nella sua mente strampalata io dovrei spendere 1,500 NOK a SETTIMANA per il cibo. Facendo i miei conti ne spendo QUATTROCENTO. 6,000 NOK al mese VS 1,200 NOK al mese.

Vabbè, è anche meglio, adesso mi cerco un posto low budget e spenderò più soldi in extra :D .

Oggi in ufficio il collaudato meccanismo dello scrocco si è rotto! Per ordinare la cena abbiamo un sito web che si occupa automaticamente della gestione degli ordini. Il problema è che questo simpatico sito web va sbloccato alle ore 16 in modo che le persone che la cena la vogliono ordinare alle 17 (e chiaramente io sono tra questi così almeno si cena alle 18, un orario vagamente civile) possano effettivamente inserire i loro ordini. Oggi il manager delle operazioni del quarto piano (il mio) non c’era e nessuno dei tizi dell’amministrazione operazioni 24/7 si fa vedere prima delle 17 (orario da cui ufficialmente comincia la straordinario). Risultato? Semplice, nessuno di noi del quarto piano ha potuto piazzare un ordine per le 17 col risultato che oggi non si è scroccato nulla.

La conseguenza è ovvia: non mi fai scroccare da mangiare? Me ne vado :D . Cito il buon Giovanni che mi parla di meccanismi fordiani di fidelizzazione dell’impiegato: in questo caso hanno funzionato perfettamente! Mi dai da mangiare: resto. Non mi dai da mangiare: credo di avere lavorato abbastanza per oggi.

Ma quando la cosa diventa realmente divertente? All’uscita! Subito fuori dall’ufficio mi accorgo di avere lasciato la sciarpa appesa alla sedia per la decima volta in otto giorni, torno su a prenderla e quando torno giù incontro il mio capo sezione, uno che normalmente fa le 8 in ufficio tutti i giorni.

“Ma come, $tipiconomenorvegese, stai già andando via?”

“Certo, c’era la pagina del cibo per lo straordinario bloccata, quindi vado via.”

Eh beh. QUINDI vado via. Simply, LOL.

I saluti di oggi ad Aaron che ha recuperato il logo della Figarella Racing. Lo posterò quanto prima.

Un americano che però è canadese che però è norvegese

Dicembre 13, 2007

Apro il post di oggi con un annuncio. Ho trovato casa nel quartiere di Majorstua, una zona molto bellina della città a nord ovest del Sentrum (se non capite cosa vuol dire siete itaGliani con la G maiuscola), tranquilla e piena di negozi. Tra l’altro la casa è vicina alla fermata del 20 che mi porta dritto in ufficio a Skøyen quindi meglio di così non si può.

Posto questo, oggi vi parlo un po’ del caravanserraglio multiculturale in cui mi trovo. Nella compagnia lavorano circa 250 persone di molte nazionalità diverse. Oltre agli ovvi norvegesi e altrettanto ovvi svedesi, abbiamo veramente di tutto: australiani, indiani, francesi, portoghesi, turchi, cinesi, russi, rumeni, americani, neozelandesi e adesso pare che accettino pure gli italiani. Non pensavo.

 I miei colleghi di gruppo sono entrambi inglesi e devo dire che mentre il mio “trainer” è un trippone che passa il tempo a fumare e bere una quantità di cocacola mostruosa (pensavo che nessuno al mondo ne bevesse più di mia sorella ma evidentemente serviva il trippone inglese per batterla), il capogruppo è un tizio strambo ma tranquillo. Si veste con uno stile post-fusion-gothic-cyber-dark che sembra uscire dai più folli anime (FF7AC in primis) di ultima generazione, ma mi sta aiutando davvero molto e ha una pazienza monumentale. Oltre a questo mi paga il pranzo tutti i giorni finchè la bellona della reception (bella sì, bellissima eh, però è del tutto inutile, ci sta mettendo 10 giorni per stampare un diavolo di dannatissimo tesserino della sala mensa e la foto me l’hanno fatta 9 giorni fa!) non muove le chiappe e fa quello che deve fare.

Ma veniamo ai miei spettacolari compagni di appartamento. Le mie figurine mi danno credito per un francese vissuto per sette anni in scozia che è il primo a dire che i francesi sono razzisti, un neo zelandese RISERVATISSIMO con un devastante accento inglese che trasforma tutte le “e” in “i” (es. lui si chiama Ben ma dice Bin) e, magia delle magie, l’ultimo arrivato, Ole, una persona davvero eccezionale.

Ole è americano però in realtà è canadese però in realtà è norvegese. E’ americano perchè noi pensavamo che lo fosse, d’altra parte uno che si presenta in casa con gli stivali alla texana probabilmente è americano. Poi ci ha detto che è canadese, nonostante non esibisca i classici tratti canadesi come ad esempio l’ “Eh” a fine frase o il tipico “Abutt”. Infine ci ha steso dicendoci che suo padre è norvegese e che è venuto a lavorare in norvegia per un po’ in modo da riallacciare i rapporti con la sorella che negli ultimi 17 anni ha visto 3 volte. Divertente eh? Per i più curiosi, il finto canadese è proprio canadese, ha le camicie a quadrettoni e ha fatto il boscaiolo per svariati anni. Quindi E’ canadese. Niente sconti.

Spendo una ultima parola per il neozelandese perchè se la merita. E’ l’uomo più calmo e simpatico del mondo, un pacioccone. Però se gli dai in mano un gioco cambia completamente personalità. Diventa una bestia, cattivissimo. E’ uno di quelli che prova sempre ad andare contro la storia come è stata scritta, un vero ribelle! Dr. Jekyll e Mr. Kiwi o qualcosa del genere, direi.

Chiudo coi saluti di oggi al più grande game designer italiano, ciao Piero.

Età della pietra

Dicembre 11, 2007

Oggi vi parlo dei “magnifici” strumenti con cui lavoro. Ammetto che mi stanno facendo venire un po’ la depressione, il lavoro è bello ma i sistemi con cui tocca lavorare sono primitivi a dire poco.

Come progettista dell’intelligenza artificiale per Age of Conan (questo è il gioco a cui sto lavorando adesso) mi occupo sostanzialmente di mettere a disposizione dei progettisti del gameplay vari script più o meno complicati che facciano determinate cose. Facciamo un esempio pratico così è chiaro. E’ stato deciso da qualcuno a caso che quando un giocatore parla con un personaggio controllato dal pc che si chiama Franco Voltagabbana, questo smette di essere un personaggio amichevole con cui si può parlare e diventa invece un guerriero aggressivo che attacca il personaggio.

Ebbene, questo design che sembra semplicissimo viene smembrato in 47283 comodi passaggi che rendono la comunicazione non essenziale ma fondamentale. Il primo passo è l’idea del progettista delle quest, ovvero dei compiti che il giocatore esegue durante le sue avventure nel gioco. Questa persona è responsabile della scrittura dei dialoghi delle quest e del testo che il giocatore vede nel gioco. Quando l’idea di quest è pronta, viene passata ai progettisti del gameplay che ne astraggono i punti chiave e cominciano a implementarla nel gioco. Per fare questo usano uno strumento molto complicato che è stato prodotto circa dieci anni fa e che continuamente viene aggiornato (anche più di una volta al giorno). I progettisti del gameplay però non sono capaci di dare intelligenza alle cose, ovvero sono responsabili soltanto di piazzare gli oggetti in giro per il mondo, quindi sono capaci di fare apparire Franco Voltagabbana ma non di farlo comportare come il progettista delle quest vuole. E’ qui che entrano in gioco i progettisti dell’intelligenza artificiale come me, sostanzialmente veniamo bombardati da due tipi di richieste: “voglio che la tal cosa si comporti in tal modo” e “la cosa non si deve comportare in tal modo ma in tal altro”.

Ora, tutta questa struttura in realtà ce l’ha un suo senso, non è che le cose siano fatte a caso. Questi passaggi mi sembrano ragionevoli anche per evitare l’antipattern One Man Army che come tutti noi ingegneri sappiamo in genere è da evitare.

Il problema sono gli strumenti diretti di lavoro. Definire il loro comportamento “esoterico” è fare loro un enorme complimento. Eseguire un test può richiedere anche mezz’ora tra continui riavvii delle applicazioni, deployment apparentemente privi di alcuna logica tra copie locali e copie remote, sincronizzazioni che non sincronizzano e altre bizzarrie che rendono tutte le operazioni lentissime. Francamente penso che se qui ci fosse una struttura migliore, non avrebbero bisogno di 250 persone per fare tutto quello che fanno ma ne basterebbero probabilmente 150. Questo è il livello di spreco di tempo indotto dal sistema.

Allo spreco di tempo indotto da sequenze di operazioni veramente insensate (una su tutte: lo strumento che si usa più spesso va chiuso e riaperto ogni volta che si vuole fare una copia in remoto di qualcosa se no per qualche motivo crasha. A domanda posta gli sviluppatori del programma stesso rispondono: “Non ne abbiamo idea ma tanto basta aprirlo e richiuderlo, no?”. Eh, si, proprio un bel metodo.) vanno aggiunte due cose che secondo me creeranno una quantità di problemi immensa nel tempo a venire se non cambiano l’intera struttura produttiva (anche se proprio oggi parlavo con un collega e dice che ci stanno pensando): la documentazione e il sistema di intelligenza artificiale.

Sulla documentazione c’è poco da dire. E’ vecchia, spesso non sincronizzata con le versioni correnti e talvolta mancante del tutto. In pratica la conoscenza viene tramandata tramite il sapere degli antichi che attorno a un fuoco spiegano i segreti di Manitù, come la sequenza arcana di operazioni CheSeLaFaiCrashaTuttoAncheSeNonHaSenso oppure il comando di una banalità totale che in realtà si fa in un modo e non come sarebbe del tutto ovvio.

Il sistema di intelligenza artificiale è un casino inimmaginabile per diretta conseguenza della mancanza di documentazione. Questa settimana è tornato il collega che mi deve fare il training. Il suo modo personale di fare training è stato darmi da fare una cosa e dirmi “okay, adesso hai la task settata, falla”. “Uh??!”.

Inutile dire che lo strumento per il design delle intelligenze artificiali è un casino allucinante, pieno di comandi obsoleti mai rimossi e soprattutto intriso da logiche che definire bizzarre è un complimento. Facciamo un esempio pratico giusto per renderci conto di quanto sono inutilmente complicate le cose. Siccome non tutti i lettori mangiano pane e software, rendo le cose molto semplici. Quando si scrive un programma, si vuole in genere poter controllare qualche condizione. Ad esempio Pierino ha 8 mele. Chiedo al mio programma di verificare se il mio Pierino ha più di 5 mele. Il programma fa la verifica e siccome 8 è maggiore di 5 mi risponderà “Vero” a tale controllo. Mi sembra una cosa semplice.

Ebbene, nel magnifico strumento per l’intelligenza artificiale questo controllo, che più o meno in tutto l’universo informatico conosciuto e sconosciuto si chiama “if”, nel nostro tool si chiama “controlla statistica personaggio”. “Controlla statistica personaggio”…

Ma cosa diamine c’entra??? Che logica ha??? Il mio trainer oggi mi spiegava che la cosa ha senso perchè inizialmente il comando era stato messo per fare i controlli rispetto ai dati di un personaggio ma che diamine, non ha senso!

Insomma, queste sono le rogne con cui sto combattendo ora. Devo dire che tra il mal di testa notevole, la ricerca estenuante di una casa (una palla mostruosa, oggi spero di avere trovato quella giusta perchè non voglio più cercare, mi sono rotto) e il cambio di alimentazione che mi sta un po’ irritando, sono un po’ seccato. Ma tutto si aggiusterà spero.

Home sweet home

Dicembre 10, 2007

Oggi finalmente dopo numerosi input di Jo (premurosa responsabile dell’ufficio personale, non il mio pg di FFXI) ho cominciato a cercare una casa in cui stare. La munifica società per cui lavoro infatti mi mette a disposizione un simpatico alloggio per un mese con però l’esplicito avviso di levarmi dai piedi il prima possibile. E’ vero che sono arrivato all’inizio di dicembre e che quindi godrò di un “grace period” (l’ha detto Jo questo) ma devo comunque trovare alloggio in fretta.

Tutte le ricerche cominciano da qui, www.finn.no, un comodo sito completamente in norvegese che tra mappali del catasto e foto più o meno suggestive guida l’aspirante inquilino nelle gioie della vita norvegese…

Mapperfavore. Nelle gioie degli affittuari che per dei buchi di 25 metri quadrati ti decurtano lo stipendio di 1000 e rotti euro in un colpo solo! Gli affitti qui a Oslo sono molto cari al punto che nonostante le mie migliori intenzioni probabilmente chiederò al francese se vogliamo trovarci una casa insieme. Dovrò resistere per evitare di odiarlo dopo 10 giorni ma mi sembra un tizio a posto e divertente anche se è piuttosto diverso da me. Dopotutto è sempre un latino, le cose potrebbero anche andare bene. E poi si è portato dietro una Xbox 360, un Wii e svariate palate di giochi, come compagno di casa non è mica schifoso alla fin fine :D .

Per rimanere in linea con la categoria di oggi, ovvero spendere, mi sono fatto un cellulare norvegese con la Telenor. Pare che i prezzi delle telecomunicazioni qui si siano molto livellati. Ci sono due o tre gestori ma per i servizi di base costano tutti uguale (poca cartellizzazione -.-). Con 150 NOK ci si porta a casa una bella SIM prepagata con 50 NOK di traffico prepagato dentro. Mi sono comprato altre 150 NOK di traffico (domani in ufficio chiederò a un collega norvegese se mi fa vedere come si naviga nei menu telenor dato che le simpatiche vocine registrate non prevedono la ripetizione in inglese) e credo che con il telefono sarò a posto per un bel po’. A chi le devo fare tutte ste chiamate?

Saluti di oggi al Lord-V che mi ha quasi convinto a non prendermi casa da solo.

Øst & Skinka, grazie

Dicembre 8, 2007

Si, contrariamente a quanto promesso in realtà la tastiera norvegese l’ho installata, dato che sto cercando di casa mi è utile per scrivere i luoghi con il loro nome reale e non qualche variazione da turista.

Detto questo, oggi è sabato, primo giorno di spesa norvegese. A due passi da casa (certo non quanto il Plenty Market di fronte a casa mia però almeno questo non è un market di truffatori come quello) abbiamo un certo numero di piccoli supermercati, oggi è toccato al KIWI, un insospettabile supermercato che da fuori sembra un ufficio dismesso, chiuso e in attesa di qualcuno che ci si trasferisca dentro. Piuttosto deprimente.

I contenuti sono alla pari deprimenti. In scandinavia i supermercati sono o giganteschi oppure notevolmente carenti. Il KIWI di qui è uno di quelli piccoli. In svariati metri quadri di spazio sprecato infatti l’affamato cliente può cibarsi di: birra Pisciazzi (la più economica della Norvegia, 1.5% di alcool, una delizia), frutta e verdura di 3-4 varietà, una quantità IMMENSA di preparati per cibi esotici, qualsiasi varietà esistente di øst e di skinka nonchè chili di cioccolata in ogni forma.

Øst e Skinka (si legge “Scinca”) sono un po’ l’ossessione nazionale, qualsiasi pasto può essere sostituito o da salmone (Laks) oppure da øst e skinka. Øst banalmente vuol dire formaggio ma i norvegesi quando parlando di formaggio si riferiscono alla loro versione locale, una sorta di mattone giallo intenso simile all’emmental ma privo di buchi, una sorta di clone della Gouda olandese. Ovviamente essendo un clone è chiaramente peggio, anche prendendo la varietà più costosa disponibile. Risultato di questo positivo effetto collaterale della insipienza culinaria norvegese è che si può tranquillamente risparmiare sui formaggi tanto sono tutti “ugualmente deliziosi”.

A proposito dell’øst norvegese non posso fare altro che citare Mimmo che magistralmente affibbiò a questa famiglia di “formaggi” il nome perfetto: Plastikøsen.

Parliamo della skinka. In teoria è un termine che indica il prosciutto, ma chiaramente si sottintende un riferimento preciso al prosciutto norvegese. Certo, chiamare prosciutto una spallazza di maiale cotta in 3 modi diversi (skinka, rokt e kokt) vagamente differenti fa un po’ ridere, ma loro sono abituati così. A differenza dell’øst che è un po’ tutto “ugualmente buono”, la skinka cambia MOLTO da tipo a tipo e da marca a marca. Una skinka di bassa qualità ti ammazza in due giorni, senza neanche dirti “Hej”, il saluto universale norvegese.

Stasera è sabato, la mia lussuosa cena è un bel panino, øst e skinka messo nel Polarbrod, un ottimo pane lappone lievitato a freddo, molto soffice e delizioso (questo non è ironico, mi piace davvero). Praticamente sono un norvegese ormai, eccetto per quegli spaghetti Barilla con il pesto Barilla che mi sono mangiato a pranzo.

I saluti di oggi vanno al caro Kekule “Lo sghommunishda”. Vi segnalo il suo blog perchè è sempre assai divertente: http://pastaaltonno.splinder.com/. E’ un blog serio, mica come il mio che è una vaccata :D .

Norway! ノルエエ!Burocrazia facile!

Dicembre 7, 2007

Well, I was ought to write this one time or the other. I met a lot of friends over the Internet in all these years. Some through IRC, some through e-mail (おいすミホちゃんw), some other on Final Fantasy XI (Today’s greetings go to Efasan & Libby which I found today on MSN – Congratulations again on your wedding Libby!!!), some others I don’t remember how but I still know them.

I’m writing this post basically to greet all the non-italian speakers and to reassure you all my friends. I haven’t vanished! I have just moved to Norway to work at FunCom, a software company that makes MMO computer games. Knowing you all I already know I don’t need to explain what those are :) .

Special greetings expecially go to the Forsenas, with President Asutor, oneesan Ruugu, Super Chef |_|3 Shopa, Super Angel Knight Maya, waruineko Pinsi, Efasan, Galot, Buhibuhi, Tempurasan and all the others I cannot remember but are always so nice.

 Salutati un po’ di amici sparsi per il mondo, specie giapponesi, oggi vi parlo della “oppressiva” burocrazia norvegese. Ieri Jo, la nostra assistente dell’ufficio personale che sostanzialmente ci segue TUTTE le pratiche, ha dato appuntamento a me e al mio amico francese Romain al “Centro servizi integrato per i lavoratori stranieri”, un tranquillo ufficio nel quartiere amministrativo di Toyen, ai bordi del centro. Toyen in realtà si scrive con quella o sbarrata tipica norvegese, io chiaramente ho installato la tastiera giapponese ma non quella norvegese, quindi vi tenete il nome scritto sbagliato.

Il centro servizi è un piccolo ufficio diviso in tre settori, polizia, stato e una terza cosa che non ho capito. A noi serviva lo sportello Polizia per ottenere un numero temporaneo, una sorta di codice fiscale che si usa come quello americano ovvero va tenuto segreto. I moduli per la Polizia li avevamo già compilati in ufficio quindi ci siamo sbrigati con poco. Allo sportello di Stato Jo temeva che dovessimo tornare perchè in genere i numeri temporanei non sono validi per le pratiche fiscali.

Ebbene, la “molto fiscale” e “lentissima” burocrazia norvegese in circa 40 minuti ci ha fornito di:

  • codice fiscale con cui prendere un affitto, conto in banca, contratto telefonico
  • cartella delle tasse datata 2008, potendo quindi sfruttare PER INTERO i benefici fiscali di cui gli stranieri godono per due anni fiscali
  • potenziale perculamento eterno del francese che ha passato tutto il tempo a guardare le tette di una impiegata che gli ha dato del cafone

Sbrigare tutta la burocrazia possibile in 40 minuti. Priceless. Per tutto il resto c’è Jo.