Salve a tutti, sono tornato a Oslo dopo una settimana abbondante in Italia. Il volo da Bergamo è stato un po’ un massacro, sull’aereo non c’era niente da mangiare perchè il catering non aveva mandato i rifornimenti in tempo e la quantità di bambini strepitanti e cafoni era al solito vergognosa. Per fortuna una gentile signora che pensava che fossi norvegese mi ha raccontato diffusamente di tutti i cavoli propri, arrivando alla fine a parlarmi della figlia che ha studiato in italia e ora fa la stilista in norvegia. Dalla foto non mi è sembrata brutta
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La Norvegia mi ha accolto a suon di secchiate d’acqua GELIDE all’aeroporto di Sandefjord, i pochi metri per scendere dall’aereo ed entrare nel gate mi hanno fatto infradiciare completamente. Tra l’altro siamo anche arrivati in ritardo e io, forte del mio biglietto andata e ritorno del pullmann-navetta per Oslo (il Torpekspressen), mi sono scapicollato per raggiungere l’autobus ormai in partenza.
Qui però interviene la mia buona stella a soccorrermi! Alla fermata ci sono due pullman. Uno gremito con gente spalmata sui vetri, con una bella fila (sotto la pioggia). L’altro vuoto. Da bravo italiano la fila la ignoro e vado direttamente al pullman vuoto. Vengo “accolto” da un “amichevole” autista che mi rende edotto circa la situazione: se voglio andare a Oslo S direttamente devo prendere il CarnaioBus. Dopo avergli spiegato circa 3 volte che non voglio andare a Oslo S ma voglio scendere a Sjølyst finalmente capisce “Ah ma vuoi andare a Sjølyst?”, apre il bagagliaio e mi fa salire su questo lussuoso autobus… completamente vuoto
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Dopo qualche minuto salgono altre due persone, una tizia malese bagnata fradicia e un altro tizio straniero, che forse era pure italiano. La malese aveva una gran voglia di parlare, si chiama Cinciampai (solita alterazione dei nomi) e fa la broker per una nota società di brokeraggio internazionale, ha casa qui vicino e siamo rimasti che ci sentiremo. E’ qui per uno stage fino a fine luglio, poi torna in Malesia a lavorare per la stessa società ma a casa sua.
Arrivo finalmente a Sjølyst, ovvero come da titolo la Fermata più Pericolosa del Mondo. Recentemente ho scoperto che alla fermata dell’autobus a pochi metri da casa passa il 32, un simpatico autobus che pur facendo un giro del piffero attraverso la tangenziale di Oslo mi porta direttamente a Skøyen di fronte all’ufficio. E’ stata una scoperta eccezionale, la comodità è incredibile e mi ha permesso di rivalutare vagamente la rumorosissima e cara casa in cui vivo.
Ma perchè questa fermata, così comoda per l’ufficio, è la più pericolosa del mondo? Ma è semplicissimo! Perchè i norvegesi hanno pensato bene di rendere l’intero marciapiede della zona, che è sul lungomare, una intera PISTA CICLABILE! Quando arrivi la mattina, appena scendi dall’autobus come minimo ci sono 5-10 ciclisti, in ogni direzione, che sfrecciano VELOCISSIMI sul marciapiede. Ho già rischiato di essere tirato sotto almeno tre o quattro volte. Ma chi l’ha avuta questa pensata geniale? Roba da matti.
Saluti di oggi a mia sorella, che finalmente potrebbe avere passato il malefico scritto della materia più inutile del mondo.
Giugno 25, 2008 alle 7:55 pm |
Costruzioni?
Giugno 27, 2008 alle 2:37 pm |
Non lo ha passato purtroppo. Economia politica comunque.
Luglio 2, 2008 alle 4:44 pm |
Economia politica? insegnano come farsi eleggere se hai il monopolio delle televisioni non statali?
Senti Ninja, ma mi spieghi com’e’ che ogni volta che viaggi rimorchi qualcuna?
Luglio 2, 2008 alle 8:02 pm |
No, economia politica è una sorta di “panoramica” dei principali fattori macro e microeconomici. Il problema è che invece di essere una panoramica discorsiva, come può essere congeniale a chi studia legge, qualche sapiente professorone troppo miope per capire concetti basilari come l’essere totalmente fuori posto ha reso questa materia un accrocchio di formule, numeri e grafici che per quanto davvero elementari risultano mostruosamente ostici per chi è digiuno di matematica. Il risultato è che l’esame risulta inutile, incomprensibile e odioso per una grande fetta di studenti.
Riguardo la seconda domanda, non saprei, credo che sia perchè viaggiare mi piace e mi carica positivamente. O forse semplicemente con gli stranieri ci so fare, non lo so
. Andiamo a un martini bar a Boston?
Luglio 3, 2008 alle 9:51 pm |
Il martini bar a Boston
Oppure un Ultralounge a San Francisco va bene lo stesso, dove invece del martini ti danno un Midori Sour