Archivio per Aprile 2009

Shooting Silvio

Aprile 28, 2009

Salve a tutti!

Ho letto di recente tutta la polemica riguardante il palinsesto di Sky che comprendeva questo film, Shooting Silvio. Ovviamente poichè ormai ci troviamo sotto una dittatura il film incriminato è stato rimosso dalla programmazione. Altrettanto ovviamente non mi sono potuto esimere dal vederlo, perciò ecco la recensione di questo “scandaloso” lungometraggio.

2/5 - Shooting Silvio

In breve: Intellettualoide e piuttosto amatoriale.

Giovanni, in arte Kurtz, è un ragazzo sbandato con un sacco di soldi. E’ un artista eccentrico che raduna i propri amici per proporre loro di scrivere un libro: Shooting Silvio. Ognuno degli amici dovrebbe contribuire una pagina con un modo, metaforico o fisico, di liberarsi di Silvio B.. Il progetto naufraga immediatamente, nessuno degli amici crede nel progetto perciò Kurtz preferisce scrivere da solo.

Dopo essere stato convinto dall’amico più caro che anche questa è una idea sciocca, si mette in testa di eliminare Silvio B. fisicamente una volta per tutte. Gli amici e la fidanzata lo lasciano, mentre lui insieme a una tossicodipendente di nome Melanie idea un raffazonato piano. Non vi racconto come finisce per non guastare la visione a nessuno.

Trama a parte, pressochè inesistente, questo Shooting Silvio soffre penso di un eccesso di ricercatezza. La partenza è buona, con il bellissimo sketch pieno di simbolismo sull’ignoranza che trasforma però la pellicola in un bianco e nero (salvo un pesce rosso) ormai abusato da tante opere amatoriali. La recitazione lascia spesso a desiderare a parte Haber (vorrei anche vedere) che interpreta un curioso libanese e il protagonista che ha questo potere miracoloso di rendere tutti gli altri meno peggio. E’ un fenomeno interessantissimo, gli stessi attori se c’è il protagonista in scena vanno benino, se non c’è diventano quasi dei mezzi cani.

In conclusione, è un film con un concetto interessante dietro, ma credo che gli autori aspirassero a più di quanto siano riusciti a produrre. Alla fine questo è solo un filmetto intellettualoide con tocchi chic come il bianco e nero ma che si perde in un brodo lunghissimo e pressochè privo di contenuti. In altre parole, “vorrei ma non posso”.

Peccato.

Saluti di oggi a Kathleen, spero che venga anche lei a Oslo!

Tasse norvegesi

Aprile 26, 2009

Salve a tutti! Non ho scritto per qualche giorno dato che ho avuto ospiti ma oggi ho un po’ di tempo da spendere sul blog.

In questi giorni ogni buon contribuente norvegese ha ricevuto il modulo di conferma delle tasse, un documento di un paio di pagine che elenca tutte le voci fiscali che ti riguardano. Devo dire che al contrario dei modelli italiani, in cui sono elencate decine e decine di voci anche quando non sono applicabili, il modulo norvegese è particolarmente chiaro, di fatto c’è solo una tabella con tre colonne per ogni voce: “Contributi versati”, “Credito sul contributo” e “Totale”. In pratica ti viene riassunto, per l’anno precedente, quanto hai pagato, a che sconti automatici avevi diritto o che conguagli devi pagare e quanto risulta alla fine dei conti.

La caratteristica di questo modulo è che ti viene spedito a casa, tu come contribuente lo devi firmare e rispedire indietro, anche nel caso in cui sia già corretto e non ci sia nessuna correzione da fare.

Il nostro munifico ufficio personale si è offerto di aiutarci a riempire questo modulo e, udite udite, da quest’anno si può spedire tutto elettronicamente attraverso l’avanzatissimo (pur alquanto spartano!) sito del fisco norvegese, ovvero lo Skattetaten (http://www.skattetaten.no/). La procedura è davvero molto semplice, si entra nel sito tramite un sistema a codice che funziona tramite gli SMS, davvero molto chic!

Ho scoperto con piacevole sorpresa che non solo gli stranieri godono per i primi due anni di una piacevole riduzione del carico fiscale dal 36% al 28%, ma ottengono anche un rimborso delle tasse pari al 50% dei contributi versati! E’ fantastico!

Questa era la parte in cui tutto è bellissimo e magnifico. Adesso vi racconto un po’ cosa succede invece a Giorgione l’australiano, di cui ho già parlato più volte. Giorgione è sposato con una norvegese e vive qui ormai da svariati anni. Poco tempo fa gli è scaduto il visto perciò si è dovuto recare all’ufficio della polizia per il rinnovo. E’ piuttosto curioso, perchè Giorgione è qui da tempo, parla perfettamente il norvegese e nonostante questo deve andare ogni anno a farsi un nuovo visto. Ancora più curioso è il fatto che in un paese dove TUTTO è sotto controllo e tracciabile, per ottenere questo visto debba recarsi all’ufficio di polizia con una certificazione scritta della moglie che afferma di essere ancora sposata con Giorgione. Che sistema moderno!

Giorgione quindi si reca all’ufficio di polizia e dopo tanti anni finalmente chiede di avere il permesso di residenza permanente, quello insomma che a noi europei tirano dietro appena abbiamo un contratto permanente. Una simpatica impiegata cinese gli ha detto che deve fare un corso di 200 ore di norvegese convenzionato con lo stato per poter avere il permesso di residenza. Ovviamente tutta la conversazione avviene in norvegese stretto quindi la reazione di Giorgione è stata un australianissimo “What the fuck?” (=”ma che c…?”). Pare che questa sia la regola ora, se vuoi il permesso di residenza ora devi sapere il norvegese e lo devi imparare attraverso i corsi “ufficiali” che sono studiati per essere spalmati in tre anni.

Dei corsi ufficiali posso dire solo una cosa: tutti quelli che conosco che li frequentano parlano meno norvegese di me e hanno una pronuncia pietosa.

Le avventure di Giorgione non finiscono qui! Anche a lui è arrivato il modulo delle tasse ovviamente. Purtroppo per lui però, quando sono state spedite le cartelle delle tasse, il suo visto era scaduto quindi niente cartella. Questo significa che automaticamente, indipendentemente dalla situazione, Giorgione paga una aliquota fiscale pari al 50% finchè non si regolarizza. Quando quindi sono arrivati i moduli per i rimborsi fiscali, Giorgione ha pensato bene di sistemare la questione, ecco come è andata.

“Salve, dovrei richiedere una cartella delle tasse standard, mi avete mandato quella per gli irregolari.”

“Si, le è stata mandata quella perchè ci risultava che il suo visto era scaduto.”

“Okay, è vero. Però ora l’ho rinnovato e ho un visto valido.”

“Lo deve dimostrare.”

“Come sarebbe che lo devo dimostrare?”

“Certo, lei deve dimostrare di avere il visto.”

“Mi faccia capire, potevate controllare se NON avevo il visto, ma NON potete controllare se ce l’ho?”

“Lei deve dimostrare di avere il visto, quindi deve venire qui all’ufficio così possiamo vedere il visto sul passaporto.”

“…”

Non c’è stato verso, di fronte all’idiozia burocratica Giorgione si è arreso. Domani entra tardi al lavoro perchè deve andare alla Skattetaten a presentare il passaporto.

Saluti di oggi a Chicca, ti ho sognato interessata soltanto a pettegolare! Un sogno veramente strampalato, non me lo ricordo perfettamente ma mi sono ammazzato dalle risate :D .

Santino Reprise!

Aprile 18, 2009

Salve a tutti!

E’ successo qualche cosa che mi ha fatto parzialmente ricredere sulla normale mediocrità del cibo italiano all’estero! Dopo avere passato gli ultimi due giorni della settimana lavorativa sui trailer che il nostro ufficio marketing deve rilasciare tra un po’, Giovannone l’Australiano mi ha invitato a cena da Santino’s a Skøyen (v. post precedenti su questo ristorante!) insieme a sua moglie e il mio degno compare francese.

Le alternative a Skøyen per mangiare la sera non sono poi moltissime quindi all’alba delle 18.30 (tardissimo!) ci presentiamo da Santino’s. Mi stava già passando la voglia di cena, però ho voluto dare una seconda chance al locale, dopotutto alcuni piatti l’altra volta mi erano sembrati appetitosi.

Il cameriere che ci accoglie è lo stesso dell’altra volta, quindi in barba a qualsiasi etichetta locale, gli parlo direttamente in italiano. In tutta risposta lui ci tratta italiani e quindi non ci accompagna a un tavolo (un norvegese se non lo accompagni al tavolo ha dei problemi, deve prendere una decisione, non ce la fa, entra in un loop di indecisione totale che lo mette in crisi) ma ci dice amichevolmente di sceglierne uno qualsiasi.

Il menu è il solito di Santino’s, spaghetti, qualche pizza, ravioli, tortellini, tagliatelle e penne. I tortellini e le tagliatelle diciamo che li lascio perdere a priori, però queste pennette salmone e gamberetti, considerato che siamo in una città di pesce, sembrano appetitose. Purtroppo, nel menu sono indicati gli ingredienti e vedo un vistoso “fløte” tra gli ingredienti, ovvero panna. Ci sono un altro paio di piatti col salmone che mi mangerei volentieri, ma accidenti in tutti c’è con ogni probabilità un chilo di panna.

Quando è il momento di ordinare, sfodero di nuovo l’italiano e chiedo quanta panna c’è nelle pennette. La risposta è quella che speravo: “Quanta ne vuoi, me lo dici tu!”. Urrà! Urrà! “Giusto un minimo per dargli il sapore, niente paciugoni”.

Aspettiamo circa 20 minuti per mangiare, il ristorante è mezzo vuoto. Questo mi dice che evidentemente cucinano loro, niente schifezze preparate. I piatti finalmente arrivano, il collega francese si è preso degli spaghetti al ragu che avevano l’aspetto di una montagnola di spaghetti con una cupola rossa solidissima. Un effetto strano, vi dirò. Giovannone si è preso una pizza alla pescatora che a parte essere traboccante di frutti di mare non sembrava poi malaccio. Sua moglie ha preso delle tagliatelle funghi e salsiccia belle pannose, proprio come temevo sarebbero arrivate le mie penne.

E invece no! Le mie penne erano belle asciutte asciuttissime, un filo d’olio, un po’ d’aglio, i gamberetti e il salmone, la panna se c’era era proprio un minimo per stemperare il tutto. Io tutto contento mi sono spazzolato il piatto a velocità supersonica, al punto che i colleghi mi hanno posto delle domande bellissime.

“Ma il tuo piatto era più piccolo?”

“Sembrava meno condito, ma ti è piaciuto?”

CVD, per vendere cibo “italiano” all’estero, o lo intingoli o gli stranieri lo trovano poco saporito/scondito/scialbo.

Santino a Skøyen riceve quindi il bollino “Raccomandato da Ninja” nella guida dei ristoranti italiani in Norvegia.

Saluti di oggi a Giovannone e sua moglie che mi hanno offerto la cena, sono sempre molto affettuosi :) . Saluti speciali anche a Fanz che oggi arriva a Oslo e si ferma da me una settimana!

La dittatura costa 400 milioni di euro

Aprile 16, 2009

Ci risiamo. Sono in Norvegia e mi tocca parlare dell’Italia. Quello che è successo è troppo scandaloso, è ciclopico, è mastodontico, è talmente immenso che ti fa sperare che un qualche miracolo spazzi via questa brutta banda di criminali.

Come noto tra poco ci saranno le elezioni per i rappresentanti al parlamento europeo. Non è un appuntamento particolarmente importante, specie perchè questa istituzione, non potendo di fatto interferire con la sovranità dei paesi membri, è pressochè vuota di qualsiasi reale potere. Personalmente aspiro a un cambiamento di questo aspetto dell’unione europea, ma non credo che accadrà in tempi brevi. Inoltre non volevo parlare di questo.

La apocalittica vergogna capitata oggi, vero insulto alla democrazia, è stata la decisione del nostro “illustrissimo” presidente del consiglio dei ministri, S.B., di non accorpare le votazioni per il referendum sul cambiamento della legge elettorale con le elezioni europee.

La motivazione ufficiale, data da quel grandissimo farabutto di dittatore che abbiamo, è con tutto il candore del mondo che altrimenti “la Lega avrebbe fatto saltare il governo e sarebbe stata una cosa irresponsabile”.

Di irresponsabile qui ci sono ben altre cose. Andare a votare DUE volte ci costa quattrocento milioni di euro. Ripetete con me QUATTROCENTO. Quattrocento milioni di euro. Siccome siamo un paese che sguazza nell’oro, sprechiamo pure i soldi così. Non solo, c’è qualcosa che è ancora peggio. Spezzando la votazione del referendum dalle elezioni europee si ottiene la pressochè matematica certezza che, grazie alla sopraffina intelligenza di Pannella e della sua marmaglia di decerebrati che hanno ottenuto una completa e totale delegittimazione dello strumento referendario, il referendum andrà a vuoto, col risultato che ci si terrà questa vomitevole legge elettorale che, pensate un po’, è perfino meno liberale di quella che era in voga durante l’era facista. Durante l’era facista infatti, si poteva, udite udite, perfino esprimere la propria preferenza per un candidato! Inaudito!

Siamo quindi ostaggio di neofascisti, dittatori squallidi da repubblica di bananas, xenofobi illiberali e dei riformisti che da 8 persone riescono a fondare 53 partiti.

Bel lavoro Italia. Per favore qualcuno ci invada. Abbiamo le armi di distruzione di massa, USA attaccateci!

Saluti oggi alla simpaticissima Char e al suo accento texano veramente stiloso :) .

Truffa Airlines

Aprile 14, 2009

Eccomi tornato a Oslo!

Mi ha accolto una serata frizzantina e un po’ umida ma nulla di malvagio. Lo sproloquio di oggi lo dedico a qualcosa che odio visceralmente: Ryanair, ovvero Truffa Airlines.

Sono tantissime le cose che non mi piacciono di Ryanair. Innanzitutto, il loro principio fondamentale è sfruttare in modo bieco i sentimenti più abietti delle persone. Tutto quanto il loro sistema è incentrato sull’homo homini lupus e ve lo dimostrerò seguendo l’iter di un passeggero Ryanair. Hmmm… forse c’è troppo latino oggi. Homo homini lupus è una espressione latina che significa “L’uomo è lupo per l’(altro) uomo”, con la quale si intende che l’uomo fondamentalmente tende a predare tutti i propri simili senza ritegno. Iter vuol dire percorso. Fine delle lezioni di latino per oggi.

Tutto comincia dal pacchianissimo sito della Truffa Airlines, dove l’incauto viaggiatore viene turlupinato da false pubblicità che promettono di portarlo a fare il giro del mondo con 1 centesimo di euro. Ecco il primo specchietto per le allodole, l’avarizia: assicurati dei clienti promettendo loro che spenderanno pochissimo.

Scelta una destinazione, il gonzo di turno scopre che il biglietto in senso strettamente tecnico costa sì 1 centesimo di euro, tuttavia ci sono 87 euro di tasse che vanno aggiunte. Qui scatta una delle truffe della Ryanair: sostiene infatti che i biglietti non siano assolutamente rimborsabili (corretto, poichè sono biglietti in genere di classe Y che è una classe internazionalmente non rimborsabile) insieme alle tasse (eccettuato il bollo che viene reso PERO’ con la detrazione di una “ragionevole quota amministrativa” che ammonta a qualcosa come 15 euro). La smentita ce l’ho qui in tasca, ho qui un biglietto della KLM che ho cancellato, di classe Y, prenotato via Expedia. In circa 10 minuti ho potuto cancellare correttamente il volo e mi sono state restituite per intero le tasse. Ne consegue che tutti i soldi che Ryanair sostiene di non poter rimborsare al passeggero sono soldi che si ruba esplicitamente. E’ un furto anche la “ragionevole quota amministrativa”, senza contare che 15 euro su 40 (cifra media) non mi sembrano una “ragionevole quota”.

Torniamo al malcapitato che ha avuto la infelicissima idea di volare con Ryanair. Le sorprese tariffarie non sono finite qui. Scopre infatti che se per caso, cosa proprio rarissima che non capita mai, vuole imbarcare un bagaglio, deve pagare tanti bei soldini in più. E non solo, il bagaglio deve essere di 15 chili, altrimenti deve pagare una forte penale o rischia di rimanere a terra (resto delle compagnie: minimo 20 chili). Non finiscono qui le sorpresine. Bisogna pagare anche se si vuole fare il checkin in aeroporto. Poi bisogna pagare anche se, caso strano che non succede mai, si vuole pagare con una carta di credito. Un’ultima accortezza infine, se non si presta attenzione, il sito di Truffa Airlines vi farà spendere altri 10 euro di “Priority Boarding”, uno dei magnifici “servizi” della Truffa Airlines.

Finalmente ce l’ha fatta, il nostro gonzo, pur assai seccato, ha risparmiato tantissimo, ha fatto un biglietto spendendo solo 140 euro invece che 220 su un volo di linea. E’ il momento di andare in aeroporto.

In aeroporto ecco il primo contatto con il personale Ryanair. La prima cosa che si nota è che è giovane. La seconda cosa che si nota è che è in numero del tutto insufficiente a gestire una coda più lunga di 3-4 persone, col risultato che o ci si presenta con immenso, larghissimo anticipo, o si rischia di perdere il volo. Oggi ho fatto un’ora e venti di coda per il checkin perchè c’erano due persone a fare il checkin di due aerei _completamente pieni_.

La scarsità di personale è uno dei modi in cui Ryanair fa i soldi. Un altro modo è l’assunzione di personale scadente e poco preparato (v. hostess & steward) oppure sgarbato e arrogante (facilissimo incontrare personale di terra così, intransigente sui bagagli e col paraocchi, ma è la filosofia della compagnia quindi probabilmente sta facendo il suo lavoro). Ecco un altro degli stimoli primitivi di Ryanair: sfianca le persone con 14 ore di coda, rendendo anche il più paziente delle persone un troglodita innervosito. La sgarbatezza e la fiscalità del personale fanno il resto.

Dopo circa 90 minuti, il nostro gonzo, ormai innervosito dalla discussione di 10 minuti con un disgraziato che non voleva imbarcargli la valigia perchè era 15.3 kg invece che 15 kg, passa il security check e va al gate. Non c’è neanche bisogno di guardare il biglietto per capire quale sia un gate con voli Ryanair. Nelle aviolinee per popolazioni civili, la gente si siede, parla, si beve qualcosa, fa le parole crociate. A un gate Truffa Airlines, c’è una bolgia di spintoni, urla, gomitate, insulti e altri atti di rara civiltà.

Per chi non lo sapesse, la Ryanair non assegna i posti a sedere, ognuno si siede dove vuole nell’aereo, salvo alcune piccole limitazioni (in genere una o due file sono bloccate). Ecco qui un altro istinto primordiale: quello di prevaricazione. Io non ho mai visto così tanta inciviltà come in una “fila” (sarebbe meglio dire bolgia totale) per un volo Ryanair. Nelle aviolinee normali, hai due file, quella della prima classe, e quella della seconda. Ci sono i cartelli, i passeggeri si mettono in fila e si comincia a salire. Mi sembra una cosa facile. Nelle file per i voli Ryanair non gliene frega niente a nessuno, si crea solo una folla chiassosa, innervosita e incivile di trogloditi che vogliono, DEVONO, arrivare prima degli altri. “Io! Io! Voglio viaggiare scomodissimo per primo!”.

Il “Priority Boarding”, un servizio che è facilissimo trovarsi addebitati senza averlo chiesto sul sito Ryanair, è la soluzione della Truffa Airlines al problema della bolgia. Una soluzione che è talmente fallimentare da rendere i 10 euro di tariffa per questo “servizio” l’ennesimo furto. In pura TEORIA le persone che sono in possesso di un biglietto con il Priority Boarding vengono imbarcate per prime. Il problema è che al gate si crea istantaneamente una rissa immensa di gente che si spintona e si insulta: piuttosto che fare passare qualcuno davanti venderebbero i figli. Il personale di terra nella sua totale mediocrità ovviamente se ne frega di creare due file da persone civili, figurati cosa può fare una hostess inesperta e sottopagata di fronte a una massa enorme di trogloditi che sono lì solo perchè così risparmiano 25 euro. Fatto sta che per riuscire a far funzionare questo “servizio” bisogna ogni volta sbraitare spintonando, ricordando al personale di terra che spesso e volentieri si scorda che c’è gente che ha pagato (=si è fatta truffare ulteriormente) il servizio e che quindi devono passare davanti a tutti. Cavoli, ma che servizio di lusso, tra un po’ lo vado a guidare io l’aereo e magari devo pure pagare!

Finalmente si sale a bordo, l’aereo standard della Ryanair è il Boeing 737-800 Refit. Il 737-800 è un aereo grande e comodo, peccato che la Ryanair lo ordini refit, ovvero con i sedili completamente cambiati. Questo Boeing nascerebbe con file da 5 posti, la Ryanair le rende da 6 e restringe lo spazio tra le file, stringendo ancora più persone. Non solo, rimuove anche la tasca portaoggetti (bellissimo quando ti rifilano un menu o una rivista sudicia e te la devi tenere in mano per 2 ore: già che sei tra trogloditi la puoi buttare per terra) e riduce il personale a 2 per ogni 100 passeggeri (circa).

Si decolla, il nostro truffato non ne può più e spera di arrivare il prima possibile. Perciò prova a dormire un po’. E’ un vero peccato che gli risulterà completamente impossibile. Verrà infatti ripetutamente svegliato prima dalla distribuzione del menu di ciarpame (oggi ho visto, bottiglietta di acqua 0,5L, 3 euro), poi della rivista, poi dall’offerta di snack, poi dalla lotteria, poi dal dutyfree a bordo e infine dalla nefasta musichetta che fanno partire quando il volo arriva in orario. Senza contare ovviamente che essendo la Ryanair una aviolinea che costa poco, la chance di avere un volo completamente pieno di bambini maleducati è eccezionalmente alta.

L’aereo atterra finalmente, con una testa gonfia così il malcapitato viaggiatore fugge dall’aereo ricordandosi ancora tutte quelle orrende musichette Ryanair, la compagnia più puntuale del mondo… Ma lo è sul serio? Ovviamente no, è un’altra truffa.

Ryanair adotta una pratica che oserei definire, “Tattica dei Saldi Finti”. La sapete quella storia del negoziante disonesto che prima rincara un oggetto del 50% e poi dice che farà i saldi al 30%? Qui il meccanismo è lo stesso e la cosa brutta è che molte altre compagnie stanno seguendo a ruota su questo. Come si fa ad arrivare in orario? E’ semplice, basta gonfiare i tempi in maniera ridicola per poi arrivare “casualmente” in anticipo. Bologna-Milano? “2 ore. Oh siamo arrivati in 20 minuti, UN’ORA E QUARANTA IN ANTICIPO SIAMO I MIGLIORI I PIU’ PUNTUALI DEL MONDO”. Sono capace anche io di fare una tabella orari scritta a caso e arrivare poi sempre puntuale.

In definitiva, Ryanair è una aviolinea truffatrice, piena di tariffe nascoste che si riferiscono a servizi che non sono neanche tali. Può avere una sua convenienza solo se si viaggia con larghissimi anticipi e in giorni/periodi in cui il volo potrebbe non essere troppo pieno. Per tutte le altre occasioni, è cara come le altre compagnie, se non peggio, offre un servizio pietoso sotto qualsiasi punto di vista (non è una aviolinea che punta sul servizio offerto) e logora i nervi. Evitatela come la peste.

Saluti di oggi a Francesca che ho rivisto dopo solo 12 anni :) .

Buona Pasqua a tutti!

Aprile 12, 2009

Salve a tutti cari lettori, rassicuro tutti sto meglio e non ho la sindrome del tunnel carpale, devo solo stare un po’ attento a non esagerare col computer (che col lavoro che faccio può essere un problema, ma che ci posso fare…).

Auguro a tutti una Buona Pasqua e rivolgo un pensiero a quanti hanno perso tutto ciò che gli era caro in Abruzzo. Su questo, ho una curiosa riflessione. Dalle immagini televisive si vedono strane sequenze di edifici caratterizzate da una diversità abissale in termini di danni ricevuti dal sisma. Edifici completamente sbriciolati accanto a villette in buono stato. E’ molto curioso e secondo me indicativo della quantità notevole di edifici fatti con la cartapesta disseminati nel territorio italiano. Considerato che siamo una zona sismica (in ufficio da me devo dire molti credevano che non ci fossero i terremoti in Italia) questo mi suggerisce che più di qualcuno non ruba semplicemente sugli appalti, ma gioca con la vita della gente. Che tragedia.