Archivio per Agosto 2009

Timidezza tutta scandinava

Agosto 26, 2009

Salve a tutti, oggi ripesco un episodio successo anni fa che mi è ricapitato di recente in maniera simile, solo che l’episodio “antico” è più rappresentativo.

Svariati anni fa (ormai… otto?) stavo attraversando la scandinavia in treno con degli amici. Quell’anno avevo con me un mazzo di carte di The Great Dalmuthi (utilizzato però nella nostra variante The Great Baldazzi) con cui ci siamo divertiti un sacco. Perchè Great Baldazzi sia divertente però, è necessario trovare un numero sufficiente di persone.

I treni svedesi in genere non hanno gli scompartimenti, sono tutti aperti, perciò avevamo un nutrito gruppo di giovani svedesi vicino a noi. Abbiamo fatto conoscenza con qualcuno e abbiamo spiegato le regole del gioco, dopo poco ci siamo messi a giocare e ci siamo fatti tutti due risate.

Tutto normale, direte voi. Effettivamente si.

Quel che è meno normale, è che dopo un po’ sono venuti a sedersi altre due ragazze svedesi. Ormai avevamo accalappiato tutti i malcapitati dell’area perciò abbiamo coinvolto anche loro. E’ qui il fatto sconvolgente: abbiamo dovuto presentare gli svedesi a vicenda, nonostante parlassero tutti la stessa lingua, perchè altrimenti si guardavano imbarazzati senza dirsi nulla.

Forse avevano bisogno di un paio di birre per dirsi Ciao.

Saluti di oggi a C., per la fiducia.

Dario il Genio

Agosto 22, 2009

Salve a tutti!

Ho un *fantastico* nuovo membro nella mia squadra, Dario Minchiazzuni (i nomi sono mascherati, come al solito), genio della pirlata! E’ eccezionale!

Ci tengo a precisare subito che non è un incompetente, è normale, senza infamia nè lode. Ciò che lo caratteriza invece è una arroganza oltre ogni immaginabile confine e soprattutto una serie di comportamenti di pregevolissima caratura morale. In una settimana ho già una pagina piena di note disciplinari su questo tizio, tanto per intenderci.

Vediamo alcuni dei suoi eccezionali exploit!

Mi viene comunicato che dalla “prossima settimana” Dario sarà nel mio team. Quindi lunedi arrivo in ufficio, annuncio al resto del team che avremo un nuovo membro e lo aspettiamo con una certa trepidazione, ritardando anche i meeting mattutini. Ero stato informato che questo signore non è tra i più mattinieri, ma finchè non arriva tardi ovviamente è tutto lecito.

Aspettiamo… aspettiamo… aspettiamo ancora… Non si fa vedere. Scopro dopo che c’è stato un piccolo disguido di comunicazione, Lunedi era ancora in ferie. Poco male, allora arriverà Martedi, no?

Bè… no. Martedi lo aspettiamo trepidanti ma i sorrisini sarcastici cominiciano a emergere qui e lì specie perchè non si fa vedere neanche Martedi! Stavolta non ci sono scuse, nessuno sa niente, per sentito dire in ufficio mi vengono a dire in via indiretta che forse ha avvisato il suo ex manager che rimaneva a casa perchè era rientrato tardi dalle ferie. Legittimo, ma forse si sarebbe dovuto prendere la briga di chiedere prima.

Mercoledi finalmente il signorino si presenta e di fronte a una cortese rimostranza da parte mia riguardo la scorrettezza procedurale nell’avvisare qualcun altro in ufficio e non il suo manager (cioè il sottoscritto), risponde tutto seccato che non capisce come mai i manager non abbiano una panoramica dei piani ferie centralizzata. Per il momento lascio perdere, ma più avanti nella giornata mi prendo lo scrupolo di controllare col suo ex manager se effettivamente quel Martedi ha avvisato lui.

Ebbene, magia delle magie… no! A questo punto mi sento in dovere di andare a fondo nella facenda, trovo il sig. Minchiazzuni in giro per l’edificio (è un perditempo incredibile), lo trascino a forza in una sala riunioni e gli chiedo molto direttamente: “Hai avvisato qualcuno che non venivi Martedi?”.

A questa domanda, è sbiancato, ha balbettato un po’ e poi ha risposto… “Ehm uhm no.”. Okay, è tutto quello che dovevo sapere, sostanzialmente Martedi il signorino ha saltato il lavoro. Pare tra l’altro che non sia stato l’unico, poichè era in gruppo con altra gente della munifica megaditta. Solo che qualcuno ha avvisato, altri sono semplicemente rimasti a casa. Bravi, complimenti.

Le grandi imprese di Dario non sono finite qui! Giovedi mi delizia con solo un’ora e mezza di pausa pranzo (la normativa norvegese prevede 30 minuti. Siamo un po’ flessibili ma tra 30 minuti e 90 minuti…), cosa che non posso di certo ignorare. Quando torna al suo posto gli chiedo (sapendo già la risposta) che fine aveva fatto.

Mi risponde candidamente (almeno ha capito che balle non me ne deve dire, se no finisce male) che è stato da Santino. Gli dico con limpida fermezza che è inaccettabile prendersi un’ora e mezza di pausa pranzo se non avvisi, senza urlare nè insultare ma è evidentemente che non sono contento. Chi lo sarebbe d’altra parte?

La sua reazione mostra una eccezionale maturità professionale. Prima, mi rinfaccia di aver preso un’ora di pausa pranzo ieri (non mi risulta, ma vabbè). Dopodichè si alza, con una faccia tutta tirata come se stesse per piangere, e va nell’ufficio del manager generale per l’espansione, il buon Gino Gentiloni, un uomo di grande bontà che ha rare abilità nel gestire il personale (in senso buono).

Ovviamente perde un’altra mezz’ora per esporre le sue rimostranze al buon Gino. Quando ha finito, è il mio turno di parlare col capo. Il buon Gino mi spiega che il sig. Minchiazzuni è andato a lamentarsi dicendo che io ce l’ho con lui e sto facendo di tutto per rendergli la vita difficile.

Gino è un uomo intelligente e gli ha dato l’unica risposta possibile: “Nessuno ce l’ha con te. Ma se non segui le regole, ti prendi degli schiaffi, specie in quel team.”.

Le regole sono regole, vanno seguite se no è il caos.

Facezie a parte, come commentare questi comportamenti? Usando le parole stesse del buon Gino, in norvegia si trova una diffusa bassa etica lavorativa. Non si tratta di impiegati in malafede o incapaci, semplicemente non sono interessati al lavoro in quanto tale, è solo una cosa che devi fare tutti i giorni per avere poi dei soldi ogni mese. Gino (che è norvegese) ha definito questo atteggiamento così: “E’ purtroppo abbastanza comune trovare persone che considerano il lavoro una sorta di asilo nido per adulti. Ci vai, ci stai otto ore e poi vai a casa, quel che sia sia.”.

Devo dire che mi sembra strano che sia così, dato che la stragrande maggioranza delle aziende norvegesi è piccola (0-1 dipendenti), ma forse questo ha avuto come conseguenza la mancanza di una cultura corporativa? Personalmente non so rispondere, ma mi sembra interessante parlarne.

Saluti di oggi al Galantuomo di Ashes, a Xio e a Giorgione che è appena tornato dalla Germania.

GamesCon 2009

Agosto 13, 2009

Salve a tutti!

Il 17 agosto a Colonia, in Germania (città stupenda, andate al duomo), si terrà la GamesCon, uno dei più importanti appuntamenti fieristici europei per l’industria dell’intrattenimento elettronico. Originariamente questa fiera si teneva a Leipzig, ma dopo molte lamentele provenienti dagli espositori per la scarsa qualità delle attrezzature a disposizione, l’organizzazione ha pensato (bene) di spostarsi in una città più grande e meglio fornita.

Funcom sarà presente alla GamesCon non solo con uno stand molto bello (di fronte alla NCSoft che presenta Aion purtroppo) pieno di belle topone ma bensì anche con la conferenza stampa ufficiale di presentazione della prima espansione di Age of Conan. Ebbene sì, è su questo che ho lavorato tutti questi mesi del 2009 e potrete tutti vederne i frutti nel materiale che verrà presentato tra pochi giorni.

Non entro nei dettagli di ciò che verrà presentato, tuttavia ci aspettiamo una buona ricezione. Abbiamo lavorato sodo, non ci sono diciamo “escamotage di marketing” basati su fumo senz’arrosto e presentiamo anche qualche progresso tecnologico davvero gustoso. Spero che piaccia al pubblico!

Purtroppo non faccio parte della spedizione (ristrettissima) di sviluppatori che andranno alla GamesCon, però seguirò la fiera da vicina. Intanto siamo un po’ sulle spine poichè l’Espansione viene finalmente annunciata, chissà quale sarà la reazione?

Inoltre la Square presenta il nuovo MMO, Final Fantasy XIV, sequel naturale di Final Fantasy XI che io e molti amici aspettiamo con trepidazione. Sarà interessante vedere che cosa hanno combinato.

Per concludere il breve post di oggi, annuncio che su Harry Potter ho preso una cantonata! La scena rimossa che tanto ho censurato è del SETTIMO libro, non del SESTO! In luce di tutto questo forse scriverò una ri-recensione. Nel frattempo sostituisco il 2/5 con un 3/5.

Saluti di oggi a Dario Minchiazzuni, il mio nuovo sottoposto!

C’era una volta l’America

Agosto 7, 2009

Salve a tutti!

Oggi parliamo di quanto è bello vivere in un paese sotto alcuni punti di vista estremamente civile. Di certo non per l’educazione degli infanti, ma sull’onestà c’è poco da dire.

Un breve antefatto. Molti anni fa sono stato a Boston per una riunione del Figarella Racing Team, tutti quanti a casa di Micheal Figarella che in quei giorni abitava lì nel New England. Ci siamo divertiti un mondo ovviamente ma non è questo ciò di cui voglio parlare. Lì a Boston ho comprato un cappellino da baseball (che cosa originale direte voi) di cotone dei Boston Red Socks. Difficile fare qualcosa di più americano.

Ebbene, quel cappello di ottimo cotone fabbricato in Wysconsin ce l’ho ancora. E’ ancora rosso con la sua bella visierina blu e la B di Boston sopra. Lo porto in giro da anni e vi dirò, ci tengo, ci sono affezionato.

Mia madre lo odia visceralmente e oggi i suoi desideri stavano per avverarsi! Stavo uscendo dall’ufficio per andare all’ipermercato di fronte per fare un po’ di spesa e intanto parlavo al telefono proprio con mia madre. Senza badare troppo ai dintorni ho fatto la spesa, sono andato alla cassa a pagare e poco dopo ho finito la telefonata.

Uscito dalla cassa mi sono guardato attorno, rovistandomi le tasche. Dov’è il mio cappello?

Come chi mi conosce sa, sono abitudinario, le cose le metto sempre negli stessi posti, non mi piace complicarmi la vita. Fruga qui, fruga lì… Questa tasca ha solo due tasche dannazione, dov’è finito?

Mi sono rifatto a piedi tutte le corsie del supermercato ormai deserto, ho chiesto ai cassieri che ormai mi conoscono se avevano visto il mio cappello ma nulla da fare, nessuno lo ha visto.

Dopo avere girato per circa dieci minuti all’interno del supermercato come un disperato, seriamente in pena per il mio storico cappellino, ho deciso di uscire e tornare verso l’ufficio. Magari l’ho lasciato sulla scrivania… improbabile ma potrebbe essere. Oppure magari mi è caduto da una tasca ed è per terra, magari sarà malconcio ma lo recupero. O magari me l’hanno rubato! Pensa un po’ sono l’unico pirla che riesce a subire due furti in Norvegia! Ma sarò scemo?!

Ebbene… Tornando a piedi verso l’ufficio noto qualcosa appoggiato sulla siepe appena fuori la nostra sede: il mio cappellino dei Boston Red Socks, educatamente poggiato lì, in attesa che il suo legittimo proprietario lo recuperi.

Chiunque sia stato, grazie. E’ solo uno sciocco cappello, ma ho alcuni oggetti a cui tengo.