Archivio per la categoria ‘Risate’

Fatti una Culo!

Giugno 28, 2009

Salve a tutti, si vede proprio che non sono tagliato per fare il blogger. Non importa, non contavo di aprire il blog più popolare del pianeta, ma capisco che i lettori siano vogliosi di stupidaggini norvegesi, quindi è giusto soddisfarli.

Mentre in Italia il referendum casualmente fallisce grazie all’idiozia sistematica dei Radicali e al boicottaggio del regime neofacista, io qui mi godo un cospicuo rimborso delle tasse che mi ha assalito di sorpresa, rendendomi Giugno un mese eccezionale. A giugno infatti non si pagano le tasse e arrivano i rimborsi dell’anno precedente, rendendo questo mese quello della cuccagna.

E’ interessante il ritmo dell’anno fiscale norvegese, ecco come funziona. Le tasse si pagano a Marzo-Aprile, in questo periodo si presenta anche la cedola per i rimborsi e si presentano tutte le richieste di detrazione. Da metà Giugno il fisco (l’onnipresente Skattetaten) comincia a pagare i rimborsi, inoltre a Giugno non si pagano tasse e vengono pagati i giorni di ferie secondo alcuni conti di cui non mi sono molto interessato. A Dicembre infine tutte le tasse sono dimezzate.

Qualche precisazione sui rimborsi delle tasse: praticamente tutti hanno diritto a un qualche tipo di rimborso. Quello che succede infatti è che le tasse vengono imposte direttamente sullo stipendio e sono a percentuale pressochè fissa (alta per tutti!), tuttavia queste percentuali non tengono in considerazione del reddito minimo tassabile. Conseguenza di questo è che pur non avendo diritto a nessuna detrazione speciale, hai sempre diritto a un rimborso delle tasse, poichè alla fine dell’anno tu avrai pagato tasse sul tuo intero imponibile lordo a cui però poi il fisco deve detrarre il reddito minimo e ricalcolare l’imponibile.

Facciamo un esempio numerico giusto per capirci. Prendiamo uno stipendio casuale norvegese, diciamo 25,000 NOK al mese lorde, ovvero 300,000 NOK l’anno. Ogni mese tu ricevi la tua bella busta paga da 25,000 NOK con una detrazione alla fonte del 36% (28% se sei straniero per i primi due anni), ovvero 16,000 NOK (18,000 NOK se sei straniero). Ne consegue che alla fine dell’anno hai versato al fisco 94,500 NOK (ricordate che a giugno non ci sono tasse e a dicembre sono la metà) su 300,000 ovvero il 31,5%. Tuttavia, anche in Norvegia esiste il concetto del reddito minimo tassabile che quest’anno è 67,000 NOK, quindi questo valore deve essere sottratto dal tuo imponibile lordo, in questo caso 300,000 – 67,000 = 233,000 NOK. Il 31,5% di 233,000 è 73,395 NOK perciò il fisco ti calcola il rimborso sulla base dei 94,500 – 73,395 = 21,105 NOK di differenza. Ovviamente non te li ridà tutti (io quando ho visto il mio rimborso mi sono inalberato abbastanza, pensavo di avere diritto a molto di più…) ma solo una piccola parte, ma è già qualcosa.

Come festeggiare quindi il copioso Giugno? Ma è ovvio! Mi sono fatto una bella Culo, la birra più antica della norvegia!

La Birra Culo, ovvero la Aass (bellissimo gioco di parole per gli anglofoni) è una delle tante birre norvegesi, la fabbrica è a Drammen, circa quaranta minuti da Oslo. Il sapore della birra è al solito di una modestia e di una pochezza infinita quindi non vale la pena recensirla, è una modesta pils non troppo malvagia e nulla più.

Senz’altro vale la pena farsi due risate sul nome però. Tempo fa, quando si atterrava a Gardermoen, l’aeroporto principale di Oslo, venivi accolto da un enorme cartellone blu e oro: “For Gode Stunder…. AASS”.

Se non sai nulla di norvegese e magari sei un italiano faceto, ecco cosa puoi capire: “Per una bella stonata, BIRRA CULO”. Tralasciando il nome stupido della birra, non è che come slogan si discosti molto dalle usanze locali… alcolici scadenti… ubriacarsi di continuo… si direi che ci siamo.

Se magari sai un po’ di tedesco, puoi arrivare al significato: “Per un bel momento, BIRRA CULO”. Questo è effettivamente il significato corretto dello slogan, eccetto ovviamente per il nome della birra.

Quando imparerai il norvegese scoprirai che Aa è solo la vecchia scrittura della lettera å e quindi si legge “oa” (con la a spesso soffocata) e quindi purtroppo smette di fare ridere.

Ma dopo tutto… fatti una risata… fatti una Culo!

Saluti di oggi a Rebecca e ai suoi colorati occhialini stupidi :D .

Buon Natale a tutti!

Febbraio 20, 2009

Salve a tutti, un Buon Natale a tutti!

Come, Buon Natale, direte voi? E’ semplice, in uno sforzo di riduzione del costo, abbiamo posposto il party aziendale di natale al 13 Febbraio. Certo, non è proprio il massimo della natalizietà (mi si passi il neologismo), però in questi tempi di ristrettezze economiche, paesi poverissimi come la Norvegia devono tirare la cinghia. Non vorrete mica che il fondo pensionistico più grande del mondo venga in qualche modo intaccato dal cenone di Natale, vero?

Tralasciando l’umorismo economico, parliamo un po’ della festa. Qualche giorno prima del ricco festino tutta la compagnia riceve una email dall’ufficio personale con il LUSSUOSO menu e il dress code: formale. Il menu è appetitosissimo, come primo un intingolo di anatra e gamberi con maionese alla caienna. La portata principale sarà un filetto di pecora (però rigorosamente dell’ovest norvegese, non scherziamo) con patate bollite condite con salsa di menta. Per dessert, un gelato alle bacche condito con un sorbetto… con delle altre bacche e una cialda piena di crema… fatta con un terzo tipo di bacche.

Quindi abbiamo una serata formale, che i norvegesi so trasformeranno in una colossale ubriacatura, con un menu da voltastomaco. Il luogo quantomeno è rispettabilissimo, è il Grand Hotel sulla strada principale della città, l’albergo più bello, importante e costoso di tutti.

Nonostante la mia iniziale reticenza a partecipare, dopo un paio di giorni è arrivata in e-mail la lista dei partecipanti: praticamente TUTTA la compagnia tranne veramente una decina di persone. Mi sembrava davvero di fare una malafigura a non andare, specie ora che sono Lead, perciò ho fatto un po’ di moine a Jo che con il suo sorrisone british mi ha detto che lei tanto i Lead li aveva già tutti contati e che quindi non c’era nessun problema. Grande Jo.

Venerdi è il giorno del grande party di Natale, finiamo di lavorare una volta tanto intorno alle 17 (raramente mi capita, devo dire, di uscire puntuale dall’ufficio), passo da casa per cambiarmi e mi avvio verso il centro. Il primo problema da affrontare è quello del guardaroba, qua in Norvegia figuriamoci se mi sono portato una giacca, qua si cominciano come gli zoticoni anche in banca, sicuramente non sarà un problema, maglione e via.

Raggiungo il centro con grande puntualità e scorgo fuori dall’albergo alcuni colleghi intenti a fumare, molti sono in giacca, quasi nessuno ha la cravatta. Su questo apro una breve parentesi. Come mi dirà Giorgione l’Australiano più tardi, tutti i norvegesi hanno nell’armadio una giacca per la festa di natale, è una cosa tradizionale, è l’unico momento in cui la usano. Ciò su cui però mi piace soffermarmi, è la capacità tutta norvegese di essere pacchianissimi anche vendendosi “eleganti”. Avete presente quelle orribili giacche economiche da cantante scalcinato da matrimonio? Quella con tutte le cuciture in vista? Non credo di averne mai viste così tante, insieme a giacche gessate che non sfigurerebbero in un film sulla mafia in america. Imperdibile.

Fuori dall’albergo incontro Spilla (solito cover up dei nomi), la nostra capo traduttrice franco-alsaziana, una ragazza di beltà non proprio imbattibile ma di una simpatia e una affabilità veramente eccezionale. Purtroppo la neo aggiunta americo-iraniana quella sera era ammalata, quindi niente risate italo-iraniane. Di comune accordo poichè conosciamo i norvegesi, decidiamo di farci compagnia a vicenda.

L’albergo è sontuoso, di grande raffinatezza, interni in legno, poltrone imbottite, specchi, lampadari, tappeti, siamo in un posto di classe. C’è un qualcosa di nordeuropeo nello stile generale del luogo, in puro stile cosiddetto Gustaviano, senz’altro è molto piacevole. Lasciamo gli ingombranti giacconi nel guardaroba sotto lo sguardo divertito dello staff che probabilmente si aspetta gente realmente elegante e non un gruppo di nerd con giacche spaventose oppure francesi vestite come Amelie. Personalmente il mio maglione non sfigura affatto.

Ci accomodiamo nella zona salotto antistante l’enorme sala da banchetto che abbiamo noleggiato. Ci viene servita dell’acqua gialla frizzante leggermente dolce passata per Champagne (inserire risate del team francese qui) mentre ci accomodiamo in questa serie di salottini devo dire deliziosi. Dipinti dei vari Re di Norvegia ci osservano severi… ma va là, sto soltando usando una frase fatta, i ritratti dei Re ci sono, ma sono dei Re norvegesi, quindi a loro non interessa guardarti in maniera severa, stanno senz’altro pensando a qual è il locale più economico dove ubriacarsi, in modo da poterlo tassare per benino.

Non facciamo in tempo a metterci comodi che veniamo chiamati nella grande sala delle feste. Una enorme mandria di bufali si precipita nella sala, affamata come non mai. L’atmosfera era francamente surreale, non ho mai visto così tante persone fuori posto nella mia vita. Nella sala sono distribuiti numerosi tavoli circolari: è indispensabile, per passare una buona serata, finire in un tavolo con una buona compagnia. Io e Spilla, insieme a Tommsaeo l’Olandese, Giorgione l’Australiano e Romino il Francesino, decidiamo di prendere un tavolo d’angolo e lo battezziamo immediatamente: sarà il Tavolo Stupido. Siamo i più lontani di tutti dai tavoli dei manager, possiamo fare i cretini quanto vogliamo, siamo in un angolo dopo tutto!

Poichè però fare i cretini è un’arte, tengo a precisare che non ci siamo macchiati da nessun eccesso, semplicemente ci piaceva commentare liberamente tutto quello che sentivamo. Mai scelta fu più accurata.

La serata vera e propria comincia con il discorso del Mega Presidente Totale Spaziale. Purtroppo non posso entrare molto nello specifico per questioni corporative, tuttavia vi posso dire questo: che cosa succede quando paragoni i successi e i fallimenti della tua compagnia a quando tu da giovane frequentavi delle gang violente di giamaicani o giovani miliardari annoiati che ti proponevano cocaina e prostitute?

Ve lo dico io che cosa succede, si CONGELA la sala. Avete presente quei momenti molto imbarazzanti quando si finisce un discorso e non vola più una mosca ma si sente solo qualcuno che accenna qualche finto colpo di tosse giusto per riempire il vuoto? Sto parlando di QUEI momenti. Immagino ce lo ricorderemo sempre.

Arriva alfine il suntuoso pasto, facciamo una rapidissima recensione. L’antipasto di anatra e gamberi, nonostante l’accoppiata coraggiosa, era molto buono. Il primo, un filetto di agnello leggermente scottato (come chi mi conosce bene sa, io mi rifiuto di mangiare carne cruda, tuttavia la fame era mostruosa, non potevo stare a digiuno), era buono ma veramente ordinario. Il dessert era decisamente una schifezza, una collezione di Randomberries dal sapore discutibile che diventavano accettabili solo facendo un enorme mischione.

Verdetto finale firmato da me e Spilla: per gli standard norvegesi un ottimo pasto. Per gli standard non norvegesi, un risultato piuttosto mediocre per quello che in teoria è uno dei ristoranti migliori di tutta la città.

Dopo cena arriva il Cognac e si aprono le danze (a cui non partecipo, rigorosamente). Il problema del dopocena è che si avvera ciò che io e la mia simpatica compagna temporanea avevamo preventivato: la ciuccheria più totale e generalizzata. Nulla ha fermato la mandria di bisonti alcolisti, neppure le birre pessime a 50 NOK e i cocktail a 100 NOK. Il party è cominciato alle 19.00 precise, abbiamo finito di mangiare alle 20.00 circa. Alle 22.00, c’erano SOLO due persone non ubriache in tutto il gruppo, io e Spilla.

Non posso dire che sia stata una serata sgradevole, gli ubriachi marci erano concentrati tutti nella zona del ballo, mentre io e Spilla siamo rimasti appartati gran parte del tempo nel salottino facendoci una marea di risate alle spalle dei norvegesi (fatevi raccontare da me medesimo come funziona il telefono erotico norvegese, risate imperdibili). Devo dire che se non ci fosse stata lei (e io per lei, mi ha detto poi), credo che mi sarei fatto un po’ due scatole così. Invece è stata una bella serata.

Buon Natale a tutti! :D

Commento l’ultimo misterioso messaggio del blog. Ci sono certe persone che scambiano il mio essere cortese o amichevole per chissà che cosa e sulla base o di malignità o di chissà quali strani calcoli poi cominciano a dire stupidaggini. Fossi in voi, eviterei. Chi doveva capire, ha capito.

Benvenuti in Itaran!

Febbraio 11, 2009

Ormai la kermesse del Future Film Festival è finita e dopo devo dire lunghe vacanze sono tornato alla normalità norvegese. Come ci si può aspettare dalla Scandinavia in questi giorni nevica allegramente, una neve bellissima e bianchissima ma alquanto deludente, a causa della temperatura estremamente bassa (allegri -10 e peggio, cari amici) la neve non “lega” col risultato che se si prova a fare a palle di neve si fallisce miseramente, si resta in mano con una manciata di polvere nevosa. Sono rimasto parecchio deluso stamattina quando alla fermata dell’autobus non sono riuscito a fare neanche una palla.

Apro un inciso che mi è venuto in mente proprio ora scrivendo. Ogni mattina prendo lo stesso autobus da svariati mesi, otto, forse dieci. E lo prendo quasi sempre allo stesso orario, ovviamente questo significa che le persone che vedo sono sempre le stesse. Non ci siamo mai scambiati una mezza parola, manco un buon giorno, nella migliore tradizione norvegese, almeno finchè ieri non sono andati in crisi tutti i trasporti urbani a causa della neve e finalmente abbiamo scambiato due chiacchiere. Solo il bisogno più assoluto, quello di sapere se l’autobus è passato, smuove un norvegese dal suo separazionismo culturale.

Ma veniamo all’argomento di oggi, ovvero l’Itaran, una magica fusione tra l’Italia e l’Iran. Ebbene, io non so molto dell’Iran, so che è un paese piuttosto grande, in Asia, nel cosiddetto Medio Oriente, l’attuale presidente (la grafia non me la ricordo, perciò userò il nome che gli affibbio convenzionalmente, ovvero Ajajijejad) sta radunando attorno a sè i maggiori negazionisti dell’Olocausto e in generale il maggior numero possibile di revisionisti antisionisti del mondo.

Fortunatamente adesso conosco qualcuno che invece l’Iran lo conosce bene, si tratta di Giuseppa (al solito il nome è stupidizzato), neoassunta nella magnifica megaditta. Giuseppa è una ragazza minuta, si presenta come “mezza americana mezza iraniana”, parla poco, sembra molto concentrata sul suo lavoro. Lavora già da qualche settimana, ma nonostante sieda dietro di me non credo di averci parlato più di una volta o due.

Stamattina, durante il consueto club delle minchiate mattutine in cui passo in rassegna stampa le principali notizie norvegesi, il mio caro amico Contezio (questo è un finissimo gioco di parole in norvegese che non potete capire, fate finta di capire e ridete!) mi chiede notizie riguardo la già strabloggata questione di Eluana.

Scrivo la mia opinione qui così mi smarco questa questione che per quanto mi riguarda è equiparabile a Cogne: ci ha rotto la minchia. Per me la questione è molto molto semplice. Esiste un completo e totale vuoto normativo sul testamento biologico e sull’eutanasia. La suprema corte dell’ordinamento italiana ha emesso una sentenza, inappellabile e definitiva. Questa sentenza, in un ordinamento democratico, va rispettata. Non va calpestata da un pazzo e farneticante bigotto dittatore, in virtù di quel poco di dignità pararepubblica che ci è rimasta. Eluana però ci lascia una eredità, ovvero la possibilità di avere un’altra ennesima legge, fatta malissimo, scritta da imbecilli (come quella sulla procreazione assistita, chissà se se la ricorda ancora qualcuno, com’era pure lo slogan anti-referendario? “Paghiamo i politici, ci devono pensare loro che sono competenti”) e approvata in fretta e furia. Senza contare gli ennesimi sforzi di S.B. di trasformare ulteriormente l’Italia in una dittatura. A margine, a titolo del tutto personale, sono abbastanza contrario all’eutanasia, o meglio, sono favorevole affinchè si possa scegliere ma che in caso di mancanza di volontà chiara sia negata. Il caso specifico della Englaro è un po’ un pastrocchio, è una volontà espressa desunta dai fatti, mah, affidabilità discutibile.

Torniamo alle stupidaggini divertenti. Spiegando come ormai di democratico non abbiamo più granchè dato che abbiamo un esecutivo che pretende di fare tutto ciò che vuole e strepita se non si fa come dice lui, siamo passati a parlare dell’elettorato di un governo del genere. Io ho fatto notare che data l’alfabetizzazione in costante calo in Italia, non mi stupisco per niente che un paio di tette in TV ti facciano guadagnare voti. Alchè ho chiesto a Giuseppa se Ajajijejad è stato regolarmente eletto e a quel punto la timida americoniana ci svela vita, morte e miracoli dell’Iran!

E che cosa ho scoperto? Che l’Iran è come l’Italia!

“Sai in Italia, l’alfabetizzazione sta calando!” “Ehi, anche in Iran!”

“Sai, in Italia, il presidente del consiglio è un ignorante.” “No, in Iran no, è professore di ingegneria civile, però non ha mai fatto niente nella sua vita.” “Ehi ma anche in Italia è così! Se non fai niente diventi professore universitario!”

“Sai quando lavoravo nella mia vecchia compagnia, in Calabria, pur con un tasso di disoccupazione molto alto, trovare uno che spalasse due metri di terra era sempre un problema incredibile.” “Anche in Iran! In Iran tra l’altro l’occupazione principale è stare a casa a sorseggiare il tè, è molto bello!”

“Ci sono molti italiani in Iran?” “Oh si ci sono molti affaristi italiani” “Dev’essere perchè si trovano bene, ci sarà una realtà bella criminosa anche lì da voi, per combinare qualsiasi cosa devi pagare qualcuno?” “Certo!”

“Questa già la so, ma com’è la chiesa in Iran?” “Chiaramente invadentissima! Ajajijejad è stato mandato al potere dalla teocrazia per dimostrare che quando l’Iran viene lasciato in mano a un laico, si ottiene solo un pazzo squinternato.” “Bello. Noi invece abbiamo una chiesa che assolutamente non fa politica eh. Assolutamente no, proprio zero, non si permettono.” [risate in tutto l'open space]

“Che lingua parlate in Iran?” “Il farsi che è una lingua arabica ma non è proprio uguale, anche graficamente è abbastanza diversa, tra l’altro abbiamo dei suoni che in arabo non ci sono, ad esempio il farsi ha la p, mentre l’arabo ha solo la b.” “Ad esempio?” “Ad esempio non so, arancia, portual” “Portual? MA DAI! E’ come in calabrese!”

OK, è deciso. Italia e Iran. Gemelli separati dalla nascita.

Avere il papà gerarca è comodo, ma non risolve l’ignoranza…

Novembre 30, 2008

Non ho saputo resistere e quindi aggiorno il blog. Si è conclusa lietamente l’odissea di Renzo, il giovine bocciato a luglio alla maturità scientifica.

Dopo essere tornato a casa in lacrime, strepitando per l’iniquo trattamento della commissione d’esame, aveva provocato la dura reazione del padre gerarca. Probabilmente il ragazzo non si aspettava una mobilitazione così sviluppata ma dopo l’arrivo di, udite udite, ispettori del ministero littorio per la cultura di stato, il giovine ha potuto sostenere nuovamente l’esame.

Risultando nuovamente respinto. Sarò candido e sincero, se lo avessero promosso probabilmente starei scrivendo che le pressioni del gerarca hanno fatto breccia e la commissione ha chinato la testa di fronte al manganello (verde) e al ricino. Invece no, oggi scriviamo una pagina di storia scolastica ordinaria, quella di un somarello che nel 2007 si è visto respingere, nel 2008 allo stesso modo e, come in gran parte dei casi di zucconeria, ripetere l’esame all’infinito non aiuta a ottenere una promozione.

Un plauso al coraggio della commissione, se avete bisogno di un posto per dormire qui in Norvegia, ne ho un paio. Sbarrate le finestre e serrate le porte, in attesa delle squadracce verdi.

L’infinita odissea di Lost Odissey

Settembre 15, 2008

E così Xbox360 fu. Non credo di potermi chiamare un professionista senza possedere un oggetto di questo tipo.

Sfruttando una occasione da Elkjøp mi sono accaparrato una Xbox 360 Premium da 60 Gb, ovvero la versione “normale”. Ne esiste una versione Elite, ma poichè il vantaggio nel possedere tale oggetto è del tutto nullo, ho preferito risparmiare una certa solida quantità di denaro. Insieme alla Xbox mi sono procurato anche un gioco della Mindwalkers, la società fondata da Nobuo “DJ Corea” (ciao Asu) Uematsu e altri fuorisciti da Square Enix. Per chi non sapesse chi sono queste persone, si tratta dei creatori di serie molto blasonate come Final Fantasy e Dragon Quest. Per chi sapesse chi sono ma sono poco informati sui fatti, la Mindwalkers fa competizione a Square Enix ma poichè le franchigie non le si può mandare a quel paese, i creatori continuano a fare consulenza per Square Enix. Lo so che commercialmente sembra strano, tuttavia in Giappone è possibile fare queste cose senza violare le normative sul conflitto di interesse.

In questa scorsa settimana ho giocato intensamente a Lost Odissey, motivo per cui oggi ve lo raccomando caldamente. Non voglio rovinare la storia a nessuno, ma ecco un riassunto general generico. Il protagonista del gioco, Kaim Argonar, è un guerriero immortale. Ha vissuto mille anni ormai, senza morire, senza invecchiare, senza poter essere realmente ferito. C’è tanta amarezza nel suo cuore poichè ha voluto bene a molte persone nella sua vita, tuttavia tutte queste persone sono inevitabilmente mortali. Ha dovuto vederle morire tutte, una ad una. Quando il gioco comincia, Kaim è in uno stato di grande confusione mentale, ha perso quasi del tutto memoria. Grazie all’aiuto di un importante mago della repubblica per cui combatte, Kaim scopre di essere sotto un incantesimo che gli permette di essere immortale ma che purtroppo lo priva della memoria. Comincia così il suo viaggio per riguadagnarla: così facendo scoprirà che al mondo ci sono altri come lui, perfino persone che ha amato.

Non voglio rivelare più di così sulla storia, posso dire soltanto che è senza dubbio la parte migliore del gioco, i personaggi protagonisti sono pochi ma ben caratterizzati, toccanti, commuoventi.

Veniamo un po’ alla parte tecnica, il gioco è strutturato come il più classico dei Final Fantasy: si giocano parti cittadine in cui si fa proseguire la storia, in dungeon a uccidere mostri e a bordo di vari mezzi per raggiungere posti sperduti. Il combattimento è anch’esso strutturato in maniera molto classica, ovvero a turni, con risoluzione degli stessi appena gli ordini vengono dati a tutti i personaggi.

In cosa pecca questa Odissea? Nelle rifiniture. I personaggi sono molto belli, ma le texture spesso non sono all’altezza, il motore grafico pur producendo degli interni statici molto belli crea una grande quantità di artefatti visivi e infine… esistono partite fallate del gioco!

Ebbene si. Dopo avere passato una settimana a giocare a Lost Odissey, inserisco il quarto disco (sic! Altro che Blueray, qui siamo ancora coi DVD…) per concludere finalmente la partita con l’ultimo segmento. La console comincia a emettere sinistri rumori meccanici finchè *blip* “Il disco è illeggibile, pulirlo con un panno asciutto, reinserirlo e riavviare la console.”.

“Ma dannazione!” ho pensato. Sono andato sul sito web della Microsoft e ho controllato. Purtroppo Lost Odissey è uno dei giochi che supporta il programma di sostituzione dei dischi: lo sanno benissimo che ci sono delle partite fallate! Andiamo bene…

Riprovo alcune volte, niente di nulla, il DVD è illeggibile, non c’è verso di farlo andare. Giovedi porto qui il gioco in ufficio e dopo l’orario di lavoro mi reco da Elkjøp per cambiarlo. In negozio ne resta una copia sola e ovviamente questo mi da la CERTEZZA che appena avrò finito la procedura per la sostituzione, quella copia sarà stata venduta. Mi reco al cordiale ufficio clienti del negozio dove, salvo provare il DVD nella console “perchè non si sa mai”, verificano che il DVD non funziona e accettano il reso. “Torni pure nel negozio e prenda la copia di sostituzione.”.

L’ovvietà scatta, chiaramente. Quell’ultima copia è stata venduta. Dannazione! (E due.)

Chiedo al mio amico Golia, un americano larghissimo e altissimo, di prestarmi la sua copia di Lost Odissey, ovviamente se la dimentica. Venerdi così finisco a casa sua (e scopro, anche del mio team leader): arrivo alle 18, ci riduciamo a giocare a Rock Band fino alle 23 in un rituale di fine settimana che ha del mistico. Ai miei fan purtroppo confesso che non ho fatto una prestazione canora particolarmente buona, ma tutti hanno apprezzato la mia spavalderia nel rappare una canzone in FRANCESE senza averla mai sentita in vita mia.

Porto a casa il mio tessoro e lo provo già Venerdi sera, alleluiah, la copia di Greg funziona! Lunedi, ovvero oggi, torno da Elkjøp per vedere se per caso posso prendere la mia copia di sostituzione. Ebbene… c’è!

Avevo paura devo dire che mi piantassero qualche questione, la copia che avevo trovato io costava 399 NOK, quella in vendita che ho preso ne costa 549. Mi aspettavo qualche fiscalismo norvegese e invece l’amichevolezza ha vinto di gran lunga: nessuna storia, nessuna questione, ma certo caro cliente lei ha diritto ad avere l’oggetto al prezzo che ha originariamente pagato, scherziamo?

Davvero felicissimo torno a casa, scarto il gioco, rompo il sigillo, prendo il quarto disco, lo metto nel drive… nessun rumore sinistro! Grande!

Il gioco parte… cominciano a rumori sinistri, una sorta di clicchettio molesto… No… Non può essere…. Dai, è ridicolo… Dai, sarà solo autosuggestione…

E invece no, non compare neanche la finestra “Il disco è illeggibile”, si paralizza proprio il caricamento. Incredibile, ANCHE questa copia è rotta. Non ci posso credere. Di fronte a questo ennesimo scherzo del destino mi rassegno a giocare ancora sulla copia di Golia, d’altra parte a lui non interessa giocarci, non gli piace Lost Odissey.

Mi diletto un po’ nelle classiche attività opzionali presenti in questi giochi. E’ particolarmente curioso: il mondo sta per finire, l’apocalisse sta per scendere sulla terra ma tu hai tutto il tempo di girare per il mondo e recuperare qualsiasi cosa tu per caso abbia tralasciato durante il tuo giocare.

Mentre navigavo felice con la mia nuova potentissima nave per il mondo, seccato ma comunque contento di giocare, ecco che crasha la console. A quel punto mi sono VERAMENTE girate le palle, ho spento tutto e ho scritto questa recensione.

La sto prendendo in maniera veramente sportiva. Ma proprio tanto.

Campionato del Mondo di Pasticceria

Settembre 3, 2008

Tratto da una storia completamente vera. Scrivo qui il testo perchè questo post verrà convertito in podcast.

Giampiero: Benvenuti amici sportivi a un’altra grande giornata di sport RAI. Ci troviamo qui allo stadio internazionale di Torre Faro per il girone di andata, valevole per la qualificazione ai mondiali, di lancio del cannolo. Nella pedana numero uno ha già preso posizione l’atleta azzurro, Domenicodonato, mentre si prepara all’ingresso in campo anche il grande campione messicano, Joao Pinto.

Tre, due, uno, partiti! La cannolata di Domenicodonato è inconfondibile, spalma la ricotta con una velocità e una precisione incredibile, si sta già avvicinando alla metà del cannolo, vai Domenicodonato, centosedici, centodiciotto spalmate al minuto, un ritmo incredibile, un turbo diesel! Ma ecco che… Noooo! Joao Pinto sta rimontando, i suoi colpi di guacamole cominciano a farsi sentire, la cannolata di Domenicodonato non è più vigorosa come all’inizio, ultimi cento metri, Domenicodonato è passato in seconda posizione, si guarda a destra, si guarda a sinistra, non fa paura il messicano ormai in vantaggio, ultimi cinquanta metri, no, non ce la fa, decide di non pressare… il Messico, il Messico, il Messico vince il girone di andata!

Che delusione amici sportivi, una grande prestazione di Domenicodonato finita in una mare di guacamole. Diamo appuntamento a tutti per il girone di ritorno all’Olimpico. Un saluto a tutti dal vostro Giampiero Galeazzi.

La fermata più pericolosa del mondo

Giugno 24, 2008

Salve a tutti, sono tornato a Oslo dopo una settimana abbondante in Italia. Il volo da Bergamo è stato un po’ un massacro, sull’aereo non c’era niente da mangiare perchè il catering non aveva mandato i rifornimenti in tempo e la quantità di bambini strepitanti e cafoni era al solito vergognosa. Per fortuna una gentile signora che pensava che fossi norvegese mi ha raccontato diffusamente di tutti i cavoli propri, arrivando alla fine a parlarmi della figlia che ha studiato in italia e ora fa la stilista in norvegia. Dalla foto non mi è sembrata brutta :D .

La Norvegia mi ha accolto a suon di secchiate d’acqua GELIDE all’aeroporto di Sandefjord, i pochi metri per scendere dall’aereo ed entrare nel gate mi hanno fatto infradiciare completamente. Tra l’altro siamo anche arrivati in ritardo e io, forte del mio biglietto andata e ritorno del pullmann-navetta per Oslo (il Torpekspressen), mi sono scapicollato per raggiungere l’autobus ormai in partenza.

Qui però interviene la mia buona stella a soccorrermi! Alla fermata ci sono due pullman. Uno gremito con gente spalmata sui vetri, con una bella fila (sotto la pioggia). L’altro vuoto. Da bravo italiano la fila la ignoro e vado direttamente al pullman vuoto. Vengo “accolto” da un “amichevole” autista che mi rende edotto circa la situazione: se voglio andare a Oslo S direttamente devo prendere il CarnaioBus. Dopo avergli spiegato circa 3 volte che non voglio andare a Oslo S ma voglio scendere a Sjølyst finalmente capisce “Ah ma vuoi andare a Sjølyst?”, apre il bagagliaio e mi fa salire su questo lussuoso autobus… completamente vuoto :D .

Dopo qualche minuto salgono altre due persone, una tizia malese bagnata fradicia e un altro tizio straniero, che forse era pure italiano. La malese aveva una gran voglia di parlare, si chiama Cinciampai (solita alterazione dei nomi) e fa la broker per una nota società di brokeraggio internazionale, ha casa qui vicino e siamo rimasti che ci sentiremo. E’ qui per uno stage fino a fine luglio, poi torna in Malesia a lavorare per la stessa società ma a casa sua.

Arrivo finalmente a Sjølyst, ovvero come da titolo la Fermata più Pericolosa del Mondo. Recentemente ho scoperto che alla fermata dell’autobus a pochi metri da casa passa il 32, un simpatico autobus che pur facendo un giro del piffero attraverso la tangenziale di Oslo mi porta direttamente a Skøyen di fronte all’ufficio. E’ stata una scoperta eccezionale, la comodità è incredibile e mi ha permesso di rivalutare vagamente la rumorosissima e cara casa in cui vivo.

Ma perchè questa fermata, così comoda per l’ufficio, è la più pericolosa del mondo? Ma è semplicissimo! Perchè i norvegesi hanno pensato bene di rendere l’intero marciapiede della zona, che è sul lungomare, una intera PISTA CICLABILE! Quando arrivi la mattina, appena scendi dall’autobus come minimo ci sono 5-10 ciclisti, in ogni direzione, che sfrecciano VELOCISSIMI sul marciapiede. Ho già rischiato di essere tirato sotto almeno tre o quattro volte. Ma chi l’ha avuta questa pensata geniale? Roba da matti.

Saluti di oggi a mia sorella, che finalmente potrebbe avere passato il malefico scritto della materia più inutile del mondo.

Sei una Patata & “Divertirsi”

Maggio 9, 2008

Doppio articolo!

Non sto postando molto perchè come al solito siamo impegnatissimi. Age of Conan apre i battenti il 17 Maggio e ormai il tempo è agli sgoccioli, ma le cose stanno andando davvero molto bene. Ci stiamo impegnando tutti moltissimo e le ultime build che abbiamo rilasciato nella beta sono eccezionali, ottima performance e non affette da particolari problemi di sorta.

Le attività in ufficio sono ovviamente frenetiche e con, ammetto, grande piacere sono stato promosso da semplice programmatore AI: ora programmo strumenti per l’analisi e il profiling dei dati. Sono un investigatore insomma, mi occupo di scoprire quali incredibili schifezze ci siamo lasciati dietro mentre lavoravamo per produrre il gioco. E’ molto entusiasmante, ma ovviamente non mi lascia molto tempo libero (un po’ per il periodo speciale in cui si trova il prodotto, un po’ perchè comunque mi occupo ancora di AI).

Per le peculiarità del mio compito attuale, per i norvegesi sono una Patata, come mi diceva Rosalinda (responsabile del Rendering) proprio ieri.

Che vuol dire essere una Patata? Ma è semplicissimo! La principale lamentela che i dietologi (norvegesi) fanno riguardo la dieta (norvegese) è che si mangiano patate in qualsiasi occasione e in qualsiasi piatto. Quando una persona è una Patata insomma, vuol dire che sta bene con tutto, ovvero che può fare più o meno qualsiasi cosa. Direi un bel complimento per qualcuno che lavora qui da soli 5 mesi!

Parliamo ora di come si “diverte” la gente in Norvegia.

Ebbene il “divertimento” in Norvegia consta di una cosa sola: ubriacarsi fino al vomito. E questo modo di “divertirsi” è completamente radicato nella mentalità locale.

Tanto per fare un esempio, proprio questa sera abbiamo il party privato riservato ai dipendenti per il lancio di Age of Conan. Ecco che cosa dice il biglietto di invito che abbiamo ricevuto tutti: “La S.V. è invitata al party di lancio [...] dove verrà servito un banchetto degno di un’orda di barbari, la cantante bla bla sarà presente a cantare i brani più famosi della colonna sonora del gioco e soprattutto… CI SARA’ TANTISSIMO DA BERE!!!!!!”. Mi pare evidente su cosa sia stata posta l’attenzione. L’anticipazione qui in ufficio si taglia col coltello, oggi almeno 10 persone diverse mi avranno chiesto: “Are you looking forward to the party tonight?”, ovvero qualcosa di simile a “Non vedi l’ora di andare al party stasera?”.

Come gli amici sanno è difficile ricevere risposte estremamente entusiastiche da me, quindi all’inizio ho risposto “Massì, perchè no”, alla terza volta ho optato per “Mah, vedremo com’è” e alla quinta “No, francamente non me ne frega assolutamente nulla”.

Ma magari potrei avere frainteso tutto quanto io, magari queste persone si vogliono tutte “genuinamente” divertire… invece NO!

Seconda prova a favore dell’ubriacatura come UNICA ed ESCLUSIVA fonte di divertimento. Il nostro illuminato presidente ci ha annunciato che martedi ci sarà un importante evento per la stampa a Holmenkollen. Qual è stata l’unica raccomandazione? Ma è semplice, “è un evento del Marketing, voi rappresentate Funcom, quindi non è una festa. Massimo due drink a testa. Capito? E’ importante. Due drink a testa.”.

Capito, è importante, massimo due drink. Perchè l’importante è quello, non bere, perchè se è una festa in cui ti puoi “divertire” l’unico risultato è bere. Eh si.

Convinti? Bel paese di lamer :D .

Un saluto speciale alla NRK, una società che in norvegia si occupa di farti pagare una tassa sul POSSESSO di una TV.

Figaro!

Marzo 2, 2008

Salve a tutti, torniamo a parlare un po’ di usanze norvegesi, giusto per capire quanto questo paese sia diverso dagli altri.

Conscio della mia capigliatura indegna di un paese civile come appunto la Norvegia, mi reco oggi al CC Vest con la dovuta sacrosanta calma del sabato. Non ricordo se ne ho già parlato, ma il CC Vest è il più grande ipermercato di Oslo città (il più grande “della zona” in realtà è lo shopping center di Sandsvika (città natale di Gesualda) che non è neanche tanto distante ma perchè fare 8 fermate del tram quando puoi farne 2 di autobus dietro casa) e come tutti i centri commerciali di questo tipo ha ovviamente tutto: agenzia viaggi, barbiere, food court (con obbligatorio McDonald’s, molto popolare qui, è sempre pieno), negozio di articoli per la casa, telefonia, perfino un Sony Center.

Mi presento felice e spensierato dal barbiere (frisør, include genericamente il barbiere e il parrucchiere) dove una allegra signorina di nome Aleksandra mi comunica altrettanto spensieratamente che se mi voglio fare i capelli devo tornare lunedi. Di andare al CC Vest dopo il lavoro chiaramente non se ne parla minimamente quindi ho preso direttamente appuntamento per sabato prossimo a mezzogiorno. Mi viene consegnato un comodo scontrino che mi ricorda che Sabato alle 12 ho il taglio di capelli “con macchinetta” (è diverso dal taglio normale eh!) dopodichè mi vado a mangiare qualche schifezza al McDonald’s, è diventata una sorta di consuetudine. Non che voglia protrarla, ma è così.

Dopo mangiato mi viene da controllare un dubbio. Ma quanto costerà un taglio di capelli con macchinetta? Mi pareva di avere letto 250 quindi torno dal barbiere e vedo che effettivamente costa 260. Poi però ci penso bene. 260 nok… duecentosessanta nok… Ma sono 32 euro! Economicissimo! Cavolo venite a fare i barbieri in norvegia, c’è di che guadagnare!

In realtà come spiegavo alle prime persone a cui ho raccontato il fatto il potere d’acquisto di 260 nok è più vicino ai 15 euro che ai 32 che dice il cambio, ma fa comunque impressione!

Ho passato il resto della giornata a girare per tutta Oslo alla ricerca di un negozio di giochi che vendesse Patapon per PSP. Ovviamente dopo averne girati credo più di dieci l’ho trovato nell’ultimo, il Planetkompaniet di Oslo City. Non per niente Oslo City è il centro di shopping migliore del centro, ma volevo farmi due passi per il centro quindi l’ho lasciato per ultimo :D .

 Saluti di oggi a mia sorella che se no si offende per non so bene che motivo :D .

Fiducia malriposta

Febbraio 14, 2008

E’ il momento di altre imperdibili risate. Scusate se questo post arriva un po’ in ritardo ma ho avuto alcuni problemi medici di lieve entità di cui però testè vi parlerò.

Tutto è cominciato due giorni fa quando il sottoscritto in vena a non so quale ingenua e fanciullesca voglia di fidarsi del prossimo decide di chiedere al proprio capogruppo, che per motivi di privacy chiameremo Ermenegildo, un consiglio culinario innocentissimo.

“Ermenegildo, qual è il migliore hamburger tra quelli che possiamo ordinare durante la scroccocena?”

“Questo qui :indica il menu:. E’ saporito e te lo portano in un bun (NdNinja: la pagnotta dell’hamburger si chiama bun) buonissimo e per me il bun è molto importante.”

E io come un pirla lo ordino. Mi viene propinato un hamburger condito con l’onnipresente salsa da hamburger norvegese. Fin qui nulla di male. Dentro l’hamburger un sacco di insalata (ottimo), una fetta di formaggio (okay), una sensata quantità di cipolla (vaaaa bene) e tre (3) pezzettini di peperone verde.

I dolori arrivano appena addentato il peperone verde. I pezzi sono piccolissimi, microscopici, ma sono MORTALI, di una piccantezza infinita, tale da devastarmi la bocca. Se a questo aggiungiamo l’abbondante schifosa salsa da hamburger, il bacon FRITTO FREDDO (che ho chiaramente tolto) e il bun quadrato mezzo bruciato e neanche tanto caldo abbiamo un quadro ottimo di questo “delizioso hamburger”.

Ora, Ermenegildo è una persona molto competente, lavora in Funcom da molto tempo ed è una persona seria e affidabile. Ci si può scherzare, si lavora bene ed è una persona pacata che cerca sempre situazioni pulite, precise, ben strutturate. Insomma è un ottimo collega. Certo si veste come Cloud in Final Fantasy Advent Children, ma non è che la cosa mi cambi la vita (okay diciamolo, si veste come un dark che vuole vestirsi da pirla). Insomma nulla di male in Ermenegildo tranne una sola cosa.

Ermenegildo è inglese.

Qualcuno mi può spiegare secondo quale imbecille raziocinio sono andato a chiedere un consiglio a un INGLESE su qualcosa da mangiare??? Ma sono diventato cretino tutto d’un tratto??? Evidentemente si.

E’ ovvia la reazione fisica a questo mortale panino, sono stato malissimo. Per quello e per un altro piccolo problema medico mi sono quindi dovuto armare di pazienza e volontà: è ora di andare in farmacia (Apothek). Fortunatamente ne abbiamo una qui a Skøyen, vicino al McDonald’s ufficiale dell’azienda.

E’ una esperienza bellissima entrare in una Apothek norvegese. Vieni accolto da belle dottoresse che come prima cosa ti offrono prodotti per la pelle. Di fronte al tuo rifiuto ti offrono ogni sorta di crema per il contorno occhi, rigeneranti per la pelle e ogni altra sorta di cosmetico per donne. Chiarito che non ho nessuna intenzione di comprare dei cosmetici che costituiscono circa il 70% dei prodotti esposti nella farmacia, chiedo dell’Omeprazolo di qualsiasi tipo o dosaggio, scoprendo come mi aspettavo che ovviamente richiede la ricetta. Okay, non è un problema, ne ho a casa, userò la scorta privata. E’ il momento di chiedere una cosa che non ho, ovvero un antisettico topico usato in tutto l’universo: il Betadine, ovvero lo iodopovidone.

Ebbene, la norvegia pare che sia l’unico paese dell’universo che non usa lo iodopovidone, mi chiedo con cosa disinfettino in sala operatoria, forse col salmone marinato o la skinka. A fronte di una richiesta di antisettico topico mi offrono in sequenza: una pomata antibatterica fatta con la pennicillina, un equivalente del lasonil, una pomata contro i funghi cutanei e una pomata al cortisone. Tutte cose utilissime, evidentemente in Norvegia nessuno ha bisogno di disinfettanti generici.

Torno in ufficio deluso dalla farmacia più sguarnita del mondo per assistere al riscatto di Ermenegildo. Ebbene il semprevalido Ermenegildo ha avuto bisogno del Betadine anche lui e andando con una sua amica norvegese in farmacia ha scoperto che effettivamente il Betadine qui non esiste o quasi (alla farmacia mi hanno detto addirittura “Si ce lo avevamo però ci sono stati dei problemi di produzione e quindi è difficile avere lo iodio”, no comment): usano un preparato basato sul cloro.

Chi li capisce è bravo.