Son soddisfazioni!

Luglio 26, 2009 di osloninja

Salve a tutti!

Dopo una pausa di tre settimane torno in Norvegia. Non mi sto a dilungare su quanto mi siano seccate le ferie imposte in questo luglio, tuttavia ringrazio mia sorella che ha avuto la pensata bellissima di andare a Londra una settimana. Ho avuto la possibilità di vedere Avenue Q al Gielgud Theatre e il nuovo Harry Potter al BFI IMAX del South Bank, perciò non mi è andata così male.

Parlerò di queste cose in un post successivo, oggi invece voglio condividere un po’ di lamentele su uno dei miei argomenti preferiti. No, oggi non parlo della Repubblichetta Neofascistella d’Italietta. Oggi ci facciamo due risate con Truffa Airlines.

Mia sorella mi ha salvato le vacanze proponendomi di andare a Londra, tuttavia ci siamo mossi COSI’ tardi che sono stato purtroppo costretto a prenotare con Truffa Airlines. All’andata succede un fatto misterioso, peso la valigia a casa, 14,9 Kg, all’aeroporto una impiegata Truffa Airlines marca 16,4 Kg. Non ho mai visto discrepanze così grandi rispetto alla pesata casalinga. Con fare tutto italiano, l’impiegata si vanta del fatto che lei fa passare sui voli Truffa almeno 1-1,5 Kg di più. Io ho già capito che questo significherà che quando torniamo sarà un casino.

Purtroppo ho ragione troppo spesso. Il rientro da London Stanstead (comodissimo, alle 7.10 di mattina) comincia male. Ci sono dieci banchi per il check-in assegnati alla Truffa Airlines, i disgraziati che hanno scelto di farsi truffare si sono distribuiti in maniera più o meno uniforme. A un certo punto arriva un impiegato Truffa e comincia a sbraitare di “MUOVERSI DI LA’!”. Tutti si guardano interrogativi, non è chiarissimo dove sia il “là”. Questo fa segno alla nostra destra, dove c’è una massa informe di persone. Senza pormi troppe domande viste le 5 del mattino, mi sposto in un’altra fila del check-in dove faccio anche conoscenza con una signora inglese che va a Perugia davvero molto simpatica.

Al banco del checkin ovviamente la valigia segna un astronomico 18.5 Kg (che onestamente non mi spiego, prendi tre chili solo di roba sporca? Ma per favore). La scortesissima impiegata di Truffa Airlines mi rende edotto della onestissima tariffa: QUARANTACINQUE STERLINE. Seccato oltre ogni immaginabile possibilità, vado a pagare e finisco il checkin. Al controllo di sicurezza c’è una fila enorme e interminabile. Fortunatamente mi ritrovo in fila con la signora di Perugia e faccio due chiacchiere con lei, mentre attorno a me certi “soliti soggetti” fanno scenate con pianti e urla isteriche quando viene detto loro che i liquidi vanno messi nelle buste trasparenti. Non apro questa parentesi per motivi di decoro.

Passo il controllo di sicurezza veramente all’ultimo secondo, il volo è già dato in Final Call (Chiamata finale) al gate. Quando scopro che bisogna pure prendere una monorotaia per arrivare al gate dal terminal principale, mi prende lo sconforto. Fortunatamente, la Truffa Airlines usa la già nota truffa degli orari, espandendoli del 197484325% per poi dire di essere arrivata in anticipo, perciò quando arrivo il gate non è neanche aperto.

Per la prima volta vedo un gate organizzato come Truffa Airlines li vorrebbe: due code, precise, per i Priority (il primo servizio a pagamento autoemesso, truffa pura) e per i truffati normali. Il volo fortunatamente va tutto bene, stanno tutti dormendo quindi ci graziano dal solito carosello di cretinate truffa tipo la lotteria, le carte telefoniche o il pessimo cibo.

Mi è venuto in mente or ora però che alla partenza per Londra abbiamo accumulato in ritardo mostruoso alla partenza, perchè non quadrava il numero di carte d’imbarco registrate sull’aereo. Quasi un’ora per capire che c’era uno scienziatone inglese che aveva stampato le carte d’imbarco fronte retro. Quando ha fatto il volo d’andata gli hanno strappato la carta d’imbarco quindi indovinate un po’ dov’era quella di ritorno? Un’ora per accorgersi di questo. D’altra parte quando ti prendi personale inesperto, economico e poco professionale, queste sono cose che ti creano ritardi di ogni tipo.

Ma veniamo al cappello finale. Ieri sono tornato qui a Oslo, arrivo in aeroporto alle 14.20. Il volo è alle 16.35. C’è un fiume di persone immenso ai due banchi chekin della Truffa Airlines. In circa un’ora, la fila si è mossa di *venti* persone. Venti. Forse ventuno? Per miracolo riesco a fare il checkin e mi reco al gate. Il gate apre e cominciamo a salire sull’aereo. C’è qualcosa che non quadra immediatamente. La Truffa Airlines usa dei Boeing 737-800 Tight Refit per aviazione civile che imbarcano approssimativamente 168 passeggeri. Considerata la fila immensa al checkin, non mi sembrava proprio che fossimo 170 persone.

Salgo a bordo, l’aereo non è molto pieno. Dietro a me una bambina di genitori anglo-norvegesi mi tira calci tutto il tempo. Alla decima volta mi scappa un “E che c…!”. La mamma capisce che la bambina ha leggermente strarotto la minchia e la calma. Inciso sulle mamme norvegesi: la tipica mamma norvegese tiene i bambini in uno stato di incuria e maleducazione totale. Andate in un giardino qualsiasi, passeggiate per strada o andate in un qualsiasi ristorante dove ci sia un bambino e ve ne accorgerete, provare per credere.

Nel frattempo, il comandante dell’aereo comincia a insultare l’aeroporto di Bologna sull’interfono, annunciando a tutto l’aereo che evidentemente a Bologna non hanno capito come funzionano i voli Truffa Airlines e in genere come funzionano tutti i voli, perchè non si può avere il checkin ancora aperto mentre l’aereo sta imbarcando. Nonostante sia assolutamente scandaloso che in un’ora sia stato eseguito il check in a venti persone, trovo di una professionalità bassissima annunci di questo tipo. Scarichiamo pure il barile su chi non c’è, certo ovviamente non menzioniamo che Truffa Airlines ha una sola persona di personale a terra per assistere circa 450 persone (c’erano tre voli Truffa Airlines in partenza). Moltissime persone ancora non capiscono che se non devono lasciare bagagli e hanno fatto il checkin online, possono andare direttamente al gate. Se nessuno glielo dice, si mettono in fila e creano solo dei ritardi.

Con un ritardo mostruoso l’aereo viene finalmente caricato (tralascio altri disservizi, tipo l’equipaggio che non sa di chi è una bicicletta e ci fa perdere altri quindici minuti per capire di chi è per poi lasciarla a Bologna) e il comandante ci delizia con altre perle di grande professionalità condita da del buon vecchio razzismo settentrionale. In inglese, si scusa con tutti a nome di Truffa Airlines e dell’Aeroporto di Bologna per il ritardo. In italiano si scusa a nome di Truffa Airlines ma si lancia poi in una serie di commenti inappropriati sull’Aeroporto di Bologna, arrivando perfino a dire, testuali parole, “Mi avevano detto che Bologna è uno degli aeroporti migliori d’europa, se il livello è questo siamo messi proprio male. Giuro, l’aeroporto di Trapani e di Bari sono messi molto, molto meglio.”.

Un applauso alla completa e totale mancanza di professionalità, condita da del sano razzismo, veramente complimenti. Ovviamente sul sito di Truffa Airlines manca qualsiasi contatto per segnalare episodi di nessuna professionalità degli equipaggi, ma questo non dovrebbe stupire dato che lo standard della compagnia è proprio questo.

Il volo è rumoroso, pieno di bambini norvegesi che ovviamente vengono tenuti allo stato brado secondo solito. Io non ho mai visto nessun paese della Terra dove se un bambino fa un casino indiavolato i genitori non gli tirano due sberle per insegnargli l’educazione. E non sto certo dicendo di ammazzarli di botte, ma un ceffone certe volte ci vuole, santi numi!

Vicini a Sandefjord, la bambina e il fratellino cominciano a urlare di continuo dietro al mio sedile, in maniera sistematica, vanno avanti per più di cinque minuti nella indifferenza totale del genitore che evidentemente pensa che tutto questo sia normale e civile. Stizzito, mi giro e gli mollo uno “Shut up, already!” che non significa nulla di più di “E state zitti!”. Non è in alcun modo volgare.

Il padre ha un accesso d’ira e con gli occhi iniettati di sangue comincia a urlarmi contro “COME TI PERMETTI DI PARLARE AI MIEI BUONISSIMI BAMBINI COSI’, ADESSO TI SCUSI SUBITO”. Con calma olimpica gli rispondo “Se si è offeso, spiacente, capita.”. Questo qui rincara la dose con un patetico “ADESSO TI SCUSI”, tra un po’ aveva un infarto credo. Alla mia banalissima risposta “No.” si è inalberato ancora di più, “APPENA SCENDIAMO DALL’AEREO TI SCUSI”.

Gli ho risposto con grande classe: “I won’t.”, ovvero “Non lo farò.”, mentre quelli attorno a me mi guardavano con ammirazione. Evidentemente ho detto a questo signore (se signore si può chiamare) quello che tutti volevano dirgli.

Con tutta la tranquillità del mondo me ne sono sceso dall’aereo a Torp (ovviamente sotto la pioggia), mentre questo qui dava in escandescenze con tutti quelli attorno, molto divertente. Spero di avergli rovinato le vacanze.

Per coronare un ritorno abbastanza schifoso, l’autista pakistano del Torpekspressen ha saltato la mia fermata e mi ha costretto a fare mezzo centro di Oslo a piedi, in salita e con la valigia. Non sono rimasto molto contento. Alle 23 sono arrivato a casa piuttosto esausto.

Basta per oggi, magari domani recensisco Harry Potter e i Baci Perugina. Saluti di oggi a mia sorella che finalmente si è laureata, a Fanz per una certa impresa che sa lui, i tanti italiani simpatici sul volo di ieri, specie la coppia italiana che ha truffato Truffa Airlines ed è riuscita a non pagarli, Jim, Carmazzi e il Governatore Marley che mi sono venuti a prendere all’aeroporto e per finire la Contessina Bidonazzi Vien dal Mare :D .

Indipendence Day!

Luglio 3, 2009 di osloninja

Salve a tutti!

Domani è il quattro luglio, giorno dell’indipendenza degli Stati Uniti nonchè primo giorno di ferie per il sottoscritto. Purtroppo per me, mi sono state imposte queste orrende vacanze a luglio, periodo sfigatissimo che non mi ha permesso di organizzare alcunchè.

Per mia fortuna mia sorella è stata molto sensibile e ha avanzato una idea smozzicata di andare a Londra… Chiaramente non me lo sono fatto ripetere due volte perciò dal 13 al 21 sarò lì.

Ritornerò qui a Oslo il 25, probabilmente con qualche nuova stupidaggine da scrivere :D .

Saluti speciali a Giorgione e alle multe ridicole che prende :D .

Fatti una Culo!

Giugno 28, 2009 di osloninja

Salve a tutti, si vede proprio che non sono tagliato per fare il blogger. Non importa, non contavo di aprire il blog più popolare del pianeta, ma capisco che i lettori siano vogliosi di stupidaggini norvegesi, quindi è giusto soddisfarli.

Mentre in Italia il referendum casualmente fallisce grazie all’idiozia sistematica dei Radicali e al boicottaggio del regime neofacista, io qui mi godo un cospicuo rimborso delle tasse che mi ha assalito di sorpresa, rendendomi Giugno un mese eccezionale. A giugno infatti non si pagano le tasse e arrivano i rimborsi dell’anno precedente, rendendo questo mese quello della cuccagna.

E’ interessante il ritmo dell’anno fiscale norvegese, ecco come funziona. Le tasse si pagano a Marzo-Aprile, in questo periodo si presenta anche la cedola per i rimborsi e si presentano tutte le richieste di detrazione. Da metà Giugno il fisco (l’onnipresente Skattetaten) comincia a pagare i rimborsi, inoltre a Giugno non si pagano tasse e vengono pagati i giorni di ferie secondo alcuni conti di cui non mi sono molto interessato. A Dicembre infine tutte le tasse sono dimezzate.

Qualche precisazione sui rimborsi delle tasse: praticamente tutti hanno diritto a un qualche tipo di rimborso. Quello che succede infatti è che le tasse vengono imposte direttamente sullo stipendio e sono a percentuale pressochè fissa (alta per tutti!), tuttavia queste percentuali non tengono in considerazione del reddito minimo tassabile. Conseguenza di questo è che pur non avendo diritto a nessuna detrazione speciale, hai sempre diritto a un rimborso delle tasse, poichè alla fine dell’anno tu avrai pagato tasse sul tuo intero imponibile lordo a cui però poi il fisco deve detrarre il reddito minimo e ricalcolare l’imponibile.

Facciamo un esempio numerico giusto per capirci. Prendiamo uno stipendio casuale norvegese, diciamo 25,000 NOK al mese lorde, ovvero 300,000 NOK l’anno. Ogni mese tu ricevi la tua bella busta paga da 25,000 NOK con una detrazione alla fonte del 36% (28% se sei straniero per i primi due anni), ovvero 16,000 NOK (18,000 NOK se sei straniero). Ne consegue che alla fine dell’anno hai versato al fisco 94,500 NOK (ricordate che a giugno non ci sono tasse e a dicembre sono la metà) su 300,000 ovvero il 31,5%. Tuttavia, anche in Norvegia esiste il concetto del reddito minimo tassabile che quest’anno è 67,000 NOK, quindi questo valore deve essere sottratto dal tuo imponibile lordo, in questo caso 300,000 – 67,000 = 233,000 NOK. Il 31,5% di 233,000 è 73,395 NOK perciò il fisco ti calcola il rimborso sulla base dei 94,500 – 73,395 = 21,105 NOK di differenza. Ovviamente non te li ridà tutti (io quando ho visto il mio rimborso mi sono inalberato abbastanza, pensavo di avere diritto a molto di più…) ma solo una piccola parte, ma è già qualcosa.

Come festeggiare quindi il copioso Giugno? Ma è ovvio! Mi sono fatto una bella Culo, la birra più antica della norvegia!

La Birra Culo, ovvero la Aass (bellissimo gioco di parole per gli anglofoni) è una delle tante birre norvegesi, la fabbrica è a Drammen, circa quaranta minuti da Oslo. Il sapore della birra è al solito di una modestia e di una pochezza infinita quindi non vale la pena recensirla, è una modesta pils non troppo malvagia e nulla più.

Senz’altro vale la pena farsi due risate sul nome però. Tempo fa, quando si atterrava a Gardermoen, l’aeroporto principale di Oslo, venivi accolto da un enorme cartellone blu e oro: “For Gode Stunder…. AASS”.

Se non sai nulla di norvegese e magari sei un italiano faceto, ecco cosa puoi capire: “Per una bella stonata, BIRRA CULO”. Tralasciando il nome stupido della birra, non è che come slogan si discosti molto dalle usanze locali… alcolici scadenti… ubriacarsi di continuo… si direi che ci siamo.

Se magari sai un po’ di tedesco, puoi arrivare al significato: “Per un bel momento, BIRRA CULO”. Questo è effettivamente il significato corretto dello slogan, eccetto ovviamente per il nome della birra.

Quando imparerai il norvegese scoprirai che Aa è solo la vecchia scrittura della lettera å e quindi si legge “oa” (con la a spesso soffocata) e quindi purtroppo smette di fare ridere.

Ma dopo tutto… fatti una risata… fatti una Culo!

Saluti di oggi a Rebecca e ai suoi colorati occhialini stupidi :D .

Fine dell’era repubblicana

Giugno 10, 2009 di osloninja

Eccomi qui! Mi sono assentato un po’ dal blog a causa dei mille e mille impegni professionali, tuttavia segno il mio ritorno con un eccellentissimo post politico.

Vorrà commentare le elezioni europee o quelle regionali, direte voi. Invece no!

Oggi vi sorbite il commento sulla legge sulle intercettazioni che, ancora una volta, viene approvata a colpi di fiducia. Una legge che non esito a definire liberticida verrà probabilmente approvata dalla camera littoria dei fasci riuniti nota anche come parlamento, una legge che insieme alle decine di denunce per calunnia, all’aria di oppressione e controllo totale che qualsiasi osservatore estero rileva nella repubblichetta fascistella di bananas, hanno contribuito a inserire l’Italia in una lista prestigiosissima.

La lista dei paesi “parzialmente liberi”. Ebbene si, abbiamo un grande primato, ce l’abbiamo finalmente fatta, siamo il primo dei paesi “avanzati” (ma lo siamo davvero? a me sembra che siamo solo pieni di avanzi di galera, ma di avanzato non abbiamo un bel niente) che può vantare questo prestigiosissimo titolo. Non ci credete? Ecco qui.

http://www.freedomhouse.org/uploads/fop/2009/FreedomofthePress2009_MOPF.pdf

Bella figura vero? Siamo in compagnia di paesi prestigiosi come la Romania, l’Ucraina, la Nigeria e il Senegal. C’è davvero di che essere orgogliosi.

Ma torniamo alla camera littoria dei fasci. Due gli eventi scandalosi. Innanzitutto, come già avevo rilevato, il ricatto degli xenofobi ignoranti della Lega Nord (mi spiace per chi li vota, ma è così, sono una accozzaglia di xenofobi ignoranti) ha fatto sì che non si votasse per il referendum insieme alle elezioni europee e amministrative.

Non c’è nessun singolo motivo valido per cui questo non sia avvenuto. Nessuno. Non è giustificabile in alcun modo se non “vogliamo che il referendum fallisca perchè se no la Lega Nord ci manda a casa”. E chi la paga questa scelta? Voi, cari contribuenti italioti, ubriachi di Veline, tette, culi e De Filippi. Da bravi gonzi mandate i criminali a governarvi e adesso scucite svariati milioni di euro perchè loro possano fare i propri porci comodi.

Ecco la seconda parte dello scandalo, ora che il contentino alla Lega Nord è stato dato, adesso il gerarca S.B. può pretendere che i fasci tutti votino per la legge che gli permette di proteggere all’infinito sè stesso, tutti i suoi amici e tutti i loschi affari che combina con essi.

Qual è stata la reazione della ridicola opposizione (mah, opposizione, diciamo dei tizi che si siedono alla camera littoria per fare non si sa bene che cosa)? Scrivere una lettera a Babbo Napoletanale, blaterando qualche cosa riguardo lo scempio dell’istituzione repubblicana.

Se il nostro Presidente della Repubblica fosse realmente un garante dei principi costituzionali, queste camere le scioglierebbe e farebbe in modo che la giustizia facesse il suo corso, altro che nascondersi dietro al Lodo Alfano. Ma tanto è inebetito dalle sopracitate veline con contorno di tette e culi, che evidentemente è ormai entrato a far parte della logica onnubilatrice di S.B..

La morale è una sola, il gerarca S.B. è null’altro che un dittatore che ha completamente rovinato un paese. Altro che “italiani brava gente”, “italiani egoisti” mi sembra più calzante. Ci si sbarazza in due modi dei dittatori: o le istituzioni giudiziarie ancora funzionano, oppure bisogna ricorrere a mezzi fuori dagli schemi.

Saluti di oggi a Fanz per la release del suo primo videoclip. Ve lo piazzo qui:

http://www.youtube.com/watch?v=F38sk9wCmB4

Un anno di Age of Conan!

Maggio 17, 2009 di osloninja

Salve a tutti!

Oggi è una giornata doppiamente importante, è il 17 maggio!

La Norvegia festeggia il “Nasjonaldag” ovvero il giorno della nazione, anche se la tradizione ufficiale è “Giorno della Costituzione” (nessun norvegese sa di cosa stai parlando se gli chiedi del Constitution Day). In questa giornata tutti i norvegesi vanno in centro, si guardano la parata con il Re sventolando bandierine della norvegia e si vestono con abiti tradizionali sobri e, a quanto mi dicono, un po’ scomodi. E’ una cosa molto tradizionale.

L’altro anniversario di oggi tuttavia è quello di Age of Conan, lanciato proprio in un memorabile 17 maggio 2008. Tecnicamente il gioco è stato lanciato il 20 maggio, tuttavia alcuni giocatori hanno potuto pagare una piccola quota addizionale (non ricordo, 5$ mi pare) per cominciare tre giorni prima degli altri, perciò il gioco è partito di fatto il 17.

Ripercorriamo un po’ le vicissitudini, un po’ travagliate, di questo gioco online che in questo periodo sta andando migliorando in maniera sostanzialmente costante.

Il lancio del gioco è andato in maniera strepitosa, la campagna di marketing ha avuto un grande successo e siamo riusciti a vendere molte scatole del gioco. Siamo arrivati anche ad aprire server addizionali in modo da poter servire in maniera soddisfacente tutti i clienti. A maggio-giugno la situazione era quindi assai rosea. Personalmente per più di due settimane non ho avuto pressochè nulla di fare, niente di quello che avevo fatto era buggato perciò c’era un certo ottimismo nell’aria.

Purtroppo a luglio sono cominciati i primi problemi, molti giocatori hanno cominciato a rilevare svariati problemi tecnici soprattutto in termini di occupazione di memoria. Il problema più celebre è senz’altro il “grey map” bug: in pratica il gioco per motivi vari cominciava a occupare sempre più memoria, quando questa terminava al posto delle superfici grafiche venivano disegnate delle superfici grigie, cosa che regolarmente capitava per prima alla mappa.

Questo e altri problemi tecnici, insieme alla velocità non eccezionale con cui siamo riusciti a risolverli, hanno senz’altro allontanato molte persone dal gioco. Su questo vorrei fare due piccole note. Innanzitutto, noi del team di sviluppo non siamo in possesso di alcun dato numerico riguardante il numero effettivo di giocatori. E’ esatto, non ne sappiamo assolutamente nulla. E’ un dato riservatissimo a cui hanno accesso circa cinque-sei persone. Inoltre, mi permetto di commentare tutte quelle lamentele che si leggono sui forum di qualsiasi gioco, che sono in genere del tipo:

“Ma che cosa ci vuole a correggere questo bug o quell’altro…”

“Ma perchè gli sviluppatori perdono tempo a fare questa cosa inutile quando invece potrebbero sistemare quest’altra cosa che non funziona…”

e simili. Ebbene, innanzitutto, nessun sviluppatore si tiene dei bug pensando che sia una buona idea. Se un bug non viene corretto, i casi sono due: o non c’è stato il tempo di correggere, oppure c’era qualcosa di più importante da fare e quindi correggere il bug a una data successivo è stata una scelta. Comunque sia, nessuno si tiene coscientemente dei bug. Le richieste del tipo “Ma perchè avete perso tempo a fare X quando potevate fare Y” sono altrettanto prive di senso: i reparti di produzione del contenuto e di programmazione pura sono in generale nettamente separati. Interagiscono, ma hanno scadenze e priorità completamente diverse. La lamentela tipica è del tipo “Ma perchè avete aggiunto 20 modelli nuovi di mostri quando invece potevate sistemare il click destro del mouse”. La risposta è semplice, perchè i due reparti che si occupano di quelle cose sono completamente diversi e possono quindi lavorare in parallelo. Evidentemente sistemare il click del mouse era molto meno semplice di quanto appaia esternamente (cosa che si verifica per pressochè qualsiasi bug importante, tra l’altro).

Tornando a noi, intorno a luglio-agosto abbiamo cominciato a subire un colpo di ritorno molto ingente dovuto alla spregiudicatezza della campagna di marketing: abbiamo promesso molto e non tutti i giocatori sono rimasti soddisfatti di ciò che abbiamo presentato loro. Non mi addentro nello specifico per un motivo semplice, è inutile, quello che conta è ciò che è stato percepito dai giocatori.

A settembre c’è stato il cambio della guardia, Gaute Godager ha lasciato la direzione di AoC a Craig Morrison e fin da allora ha lavorato sodo per cambiare il “buzz” attorno a Conan. Il “buzz” sarebbe il chiacchiericcio, il “quel che si dice” riguardo qualche cosa. Devo dire che per svariati mesi (il culmine forse agosto) Conan ha subito un buzz negativo molto intenso che probabilmente non si meritava, per cambiare questo atteggiamento negativo abbiamo dovuto lavorare sodo e credo che i risultati si siano visti.

Da ottobre-novembre infatti Craig ha cominciato una campagna molto intensa di “riallacciamento” dei rapporti con gli utenti, è molto presente sul forum ufficiale e cerca di portare appena può delle notizie ai giocatori. Per chi volesse una piccola curiosità interna, Craig passa molto tempo sul forum e lo consulta quotidianamente più volte. Se pensate quindi che il game director sia una persona distante e che non vi ascolta, niente di più falso!

L’anno si è concluso con il rilascio finalmente di Ymir’s Pass, un’area su cui personalmente non ho lavorato (tranne per il dungeon finale, Amphiteather of Karutonia, vi è piaciuta la scena finale dopo l’ultimo boss?) e con gli annunci di Xibaluku e Tarantia Common District. Nel nuovo anno siamo riusciti a rilasciare Xibaluku e Tarantia Common è prossima al rilascio finale, inoltre stiamo correggendo quello che il nostro CEO ha identificato come il problema principale del gioco, ovvero il fatto che il sistema di regole non sia abbastanza divertente da giocare.

Molti giocatori condividono l’analisi del nostro CEO e attendono con ansia questo aggiornamento. Il team che lo sta mettendo a punto è al lavoro da tempo perciò mi auguro che il risultato sia buono. Mi pare di avere già parlato di questa pecca del gioco, quindi non sto a riaprire l’argomento.

Guardando all’indietro, questo primo anno di vita di Conan è stato tutto sommato così così. La stampa all’inizio è stata entusiasta, poi sono venuti fuori i primi problemi e il contraccolpo negativo è stato massiccio, perfino troppo, al punto che più di qualcuno ha cominciato a sospettare che non ci sia stata qualche manovra, come dire, di “incoraggiamento” da parte di qualche concorrente (forse spaventato proprio da quella stessa enorme campagna di marketing). Abbiamo perso molti giocatori, quanti non ne ho idea, ma senz’altro è successo, se volete delle idee potete vedere le relazioni trimestrali che il nostro CEO, Trond Aas, ha presentato alla borsa di oslo (si trovano facilmente su www.bloomberg.com ad esempio). Stiamo però risalendo la china, il nuovo direttore, Craig Morrison, è un uomo pragmatico e che sa il fatto suo, non promette ciò che non può mantenere e la sua attenzione è focalizzata interamente alla soddisfazione del cliente che è, in ultimo, quello che ti porta il pane in tavola.

Posso trarre moltissimi insegnamenti da questo primo anno di Conan come ingegnere e come game designer, ma ne condivido con voi soltanto uno, quantomeno per oggi: se fai giochi per venderli, non è il tuo gusto a determinare come andrebbe fatto il gioco, ma le idee che tu hai per dare forma a un prodotto che deve essere venduto. In altri termini, sono molti i progetti che vanno male perchè i designer hanno fatto il gioco per sè stessi e non per un pubblico. E’ un errore grande che non bisogna fare mai e che capita quando le persone che prendono le decisioni importanti ignorano i consigli di chi poi deve realizzare ciò che i primi ordinano.

Mi rendo conto che scritta così è piuttosto “dura”, ma è solo per fare capire quale può essere una delle tante cause di problemi.

Saluti di oggi ad Andreas per il Nasjonaldag molto divertente :D .

Russ & Targazzo

Maggio 14, 2009 di osloninja

Salve a tutti!

Oggi parliamo un po’ di cose stupide. Innanzitutto vi segnalo una curiosa usanza norvegese, i “pantaloni rossi”.

Spieghiamo un po’ meglio che cos’è questa roba. Chiunque girasse per le strade della norvegia in questo periodo incontrerebbe ovunque giovani con delle strane braghe rosse (okay qualcuno le ha blu e forse tre in tutta la norvegia le hanno nere) che girano in gruppi o che si infilano su strani autobus dai vetri oscurati marcati in maniera strana, come ad esempio il misterioso “Plan 2″.

Ebbene, questi giovani fanno parte del Russ. Il Russ è una dimostrazione di maturità (vabbè…) che i giovani norvegesi fanno immediatamente prima dell’esame di maturità delle superiori. Il colore delle braghe che portano ha una relazione con il corso universitario che hanno scelto. Originariamente mi dicevano colleghi norvegesi che il Russ è nato come affermazione di maturità da parte dei giovani, stava a significare la presa di coscienza politica della gioventù, qualcosa per dire “Sono maturo ora, posso scegliere una università, posso iscrivermi a un partito politico.”

Ovviamente una dimostrazione di maturità alla norvegese non può fare altro che trasformarsi in una colossale sbevazzata continua. I ragazzi del Russ li trovi ovunque, girano su questi autobus o per le strade per giorni interi, ubriacandosi e riposandosi sui sopracitati mezzi. E’ una festa che dura settimane e che francamente mi lascia basito. Non ho fatto questo gran bell’esame di maturità ma prima dell’esame col cavolo che mi permettevo di oziare per giorni! E’ una cosa davvero fuori di testa. In compenso però il Russ un aspetto positivo ce l’ha, commentato da Giorgione proprio oggi: “Almeno sai che tutte le ragazze in Russ sono legali”. SCORE!

L’altro argomento di oggi è uno sfogo personale. C’è un membro del team in cui sono in questo momento che chiameremo Targazzo. Targazzo è un grosso norvegese, sembra un vichingo rossiccio. Ha una camminata sgangherata, da cavernicolo, una intelligenza limitata, una arroganza illimitata e un atteggiamento da schiaffi.

Quest’uomo “lavora” con noi da molti anni e in tutti questi anni è stato completamente incapace, pur essendo stato manager, di maturare qualsivoglia intuito riguardo i costi. Qualsiasi cosa progetti deve essere completamente riprogettata perchè tutte le sue idee (tutte per nulla originali e basate completamente sugli aspetti visuali e non sulle meccaniche) sono oltre che totalmente ordinarie, costosissime.

Ultimamente ho avuto più di qualche screzio con lui dovuto alla sua totale incompetenza e alla sua completa incapacità di comunicare le sue idee. Qualcuno sostiene che ogni tanto qualche buona proposta ce l’abbia. Io ormai credo di essere accecato dal disprezzo e non vedo in lui nulla di buono se non l’ennesimo pessimo designer norvegese assunto solo per favoritismo e completamente incompetente, senza contare la sua pessima etica professionale.

Ma veniamo all’ultimo evento, opportunamente cambiato per non infrangere nessun segreto. Giusto per farci capire. Allora, facciamo finta di non lavorare nella game industry, ma in una grande industria che fabbrica automobili. Allora Targazzo è uno che fa i progetti di alto livello delle macchine, cioè propone ad esempio di fare un nuovo modello di utilitaria, a 4 posti, che ha questa forma, con l’obiettivo di inserirsi nel mercato delle auto che consumano poco. Sempre in questo scenario, io sarei il direttore tecnico che determina di che pezzi ci sarà bisogno per fare questa nuova auto e in che ordine montarli.

Il progetto che ricevo da Targazzo per la macchina nuova è: “E’ tipo la Toyota Yaris con minime modifiche.”. Come si può notare, questo non è un progetto, è nulla. Non mi da nessuna informazione su come costruire la macchina, nè quali siano le sue caratteristiche. Insomma, non so un bel niente di nulla. Richiedo quindi, circa 12 volte, informazioni a Targazzo che oltre a essere un bugiardo patentato è anche un pigro cronico (non l’ho mai visto prendere meno di sessantacinque pause sigaretta al giorno).

Dopo ripetuti solleciti, arriva il “vero” design. Il vero design è “Allora è tipo la Toyota Yaris con minime modifiche, bisogna andare a prendere i progetti della Fabia (che ha fatto mesi fa tutto un altro team che non ha niente a che fare con questa fabbrica) e cambiare la linea di produzione XYZ per fare Z invece che G.”. A questo punto io comincio a inalberarmi. Questo non è un progetto, è un progetto di produzione di come si fa una macchina… di cui non si sa assolutamente niente.

Morale della favola questa idiozia dovuta alla sua totale incompetenza è andata avanti 3 settimane e mezzo finchè stamattina FINALMENTE non siamo riusciti ad avere uno stramaledettissimo design fatto per bene con le minchia di caratteristiche della macchina scritte.

La sua stupidità non si è limitata anche al momento del “chiarimento”, gli ho detto chiaro e tondo che quello che abbiamo ricevuto non era un design, non c’era nessuna informazione. La sua risposta è stata che lo aveva fatto “per aiutarci e farci risparmiare tempo”. Peccato che come poi ha scoperto (d’altra parte che cosa ne sa lui di come si fanno le macchine? un bel nulla) le linee di produzione della Fabia non sono compatibili con la Toyota Yaris (ma che strano eh, non l’avrei mai detto) e quindi il suo piano di copiare tutto “con minime modifiche” (chissà quali poi) è fallito.

Ho cercato di reiterare che il problema non è la volontà di far risparmiare tempo ai team, tuttavia questa mancanza di design di fatto ce ne ha fatto perdere un casino e che comunque, se pensa che ci sia una implementazione simile, è meglio partire dal design e poi eventualmente suggerire che ci potrebbe essere una soluzione già pronta disponibile da qualche parte.

La sua reazione da bambino imbecille è stata “Va bene allora la prossima volta me ne ben guardo dal dare suggerimenti non lo farò MAI più.”. A questa ennesima dimostrazione di infantile idiozia ho risposto con il vaffanculo velato di cui è fornito l’inglese: “Whatever.” ovvero “Quel che sia/Quel che è/Chi se ne frega”. E’ assolutamente educato. Trasmette a chiare lettere un messaggio: “Vaffanculo.”

Saluti di oggi a Giorgione che mi è stato di conforto e a Maddie.

Sashimi alla norvegese

Maggio 2, 2009 di osloninja

Salve a tutti!

Parliamo un po’ di cucina oggi! Al prestigioso CC Vest, il centro commerciale più grande della Oslo urbana (credo che il Meridiana di Francavilla Fontana (BR) sia grande due volte, ma vabbè), è tempo di saldi! L’articolo di cui parliamo oggi è l’eccezionale filetto di salmone della SALMA, una pregiatissima ditta locale che si fregia di un ottimo sito, http://www.salma.no/ , in cui vantano tutte le virtù dei loro prodotti.

La SALMA di prodotti ne ha moltissimi, BEN due, il filetto di salmone e il controfiletto di salmone. Li vende freschi con garanzia di sigillo dal pescato alla fabbrica in meno di quattro ore. Il pesce te lo vendono in una graziosa confezione bianca in cui è ben visibile la polpa del pesce, in modo che i più esperti (o pignoli come me) possano decidere esattamente che pezzo prendere.

Oggi su ispirazione del sempre valido Fanz, ho deciso che a pranzo si mangiava Sashimi di salmone. Col filetto pregiatissimo di salmone in offerta, come rifiutare?

Facciamo un passo indietro con una doverosa premessa appena si comincia a parlare di sashimi. Se uno va in Giappone e chiede il sashimi di salmone si mettono abbastanza a ridere, è infatti probabilmente il pesce meno pregiato di tutti e non è neanche tanto comune in Sol Levante perchè il pubblico gastronomico preferisce altro. Detto questo, in Europa abbiamo i pesci che abbiamo e trovandomi in Norvegia se mi metto a ignorare pure il principale prodotto locale, finisco a mangiare carta e sabbia perchè non rimane niente a parte forse i pølse di cui non ricordo se ho già parlato.

Messi a tacere i vari puristi del sushi, andiamo a cominciare! (Questa è una citazione, chi la coglie vince un premio)

Non c’è bisogno di molto per fare del sashimi di salmone: serve della polpa di salmone q.b., salsa di soia salata preferibilmente di marca Kikkoman ed erbette delicate a scelta. Io personalmente scelgo il prezzemolo.

Per mia fortuna, ho sempre in casa il mio fido bottiglione da mezzo litro della Kikkoman (che è quasi finito, devo dire) e del prezzemolo, quindi la missione di oggi è trovare un ottimo pezzo di salmone. Il rischio del piatto è chiaramente completamente associato al salmone, se vi rifilano un salmone pessimo, non solo verrà uno schifo, ma sarà anche piuttosto pericoloso da mangiare.

Il salmone viene venduto in due tagli, il filetto o taglio di pancia e il controfiletto o taglio di schiena. Ci tengo a precisare che sono traduzioni dalle pescherie locali quindi si, realizzo che taglio di schiena non significa granchè. E’ solo per intenderci, cari i miei precisini.

Il filetto è il più difficile da scegliere ed è più indicato per i piatti cotti a causa delle molteplici irregolarità che presenta (causa sbudellamento del pesce). Se vi presentassero una fetta di sashimi di salmone trapuntata di chiazze rosso-bluastre, credo che vi fareste delle domande sulla freschezza del pesce. Io da ottimo selezionatore di cibo nei supermercati, mi guardo tutti i pacchi di filetto alla ricerca di quelli meno sberciati.

Oggi tuttavia ci serve del controfiletto, del tutto privo di imperfezioni, da tagliare a fette. Le caratteristiche di un ottimo controfiletto sono poche ma importanti. Innanzitutto il colore deve essere ben omogeneo, un arancione vivo ma non innaturale, che può eventualmente stemperare leggermente verso la coda. Poi, la polpa deve essere estremamente soda. Se vi ricordate come è fatta la polpa di salmone tagliata a filetto, è come se fosse costituita da tanti “piani”. Se i piani restano tutti insieme creando un insieme elastico, il pesce è molto fresco. Se al contrario la polpa tende a separarsi, il pesce non è più super fresco e, mentre potrebbe essere ancora okay per i piatti cotti, non me lo mangerei crudo.

Ho passato cinque minuti buoni a selezionare tagli di salmone per poi portarmi a casa 200 grammi di controfiletto di prima categoria all’esorbitante prezzo di 33 corone (meno di quattro euro).

Il momento della preparazione è alquanto semplice. Ho aperto la confezione di controfiletto e ho potuto appurare con grandissimo piacere che la polpa rimaneva tutta quanta insieme, elastica ma ben compatta: ottimo segno!

Dopodichè, ho preparato un pochino di soia e prezzemolo in un piattino mentre ho tagliato il controfiletto col magnifico coltello da sashimi che ci ha regalato la ditta due anni fa. Il coltello si è ovviamente comportato in maniera egregia. Le fette classiche sono spesse circa 5-8 millimetri, non sono proprio sottili.

A questo punto è il momento della degustazione, ovvero a una a una mi sono imbevuto le fettine di soia e me le sono mangiate alla faccia di tutti i norvegesi e del loro disprezzo innato per il pesce. Due minuti ed era finito tutto. Non male come primo tentativo!

Saluti di oggi a Fanz per l’ispirazione e a Yuna per la consulenza culinaria :) .

Shooting Silvio

Aprile 28, 2009 di osloninja

Salve a tutti!

Ho letto di recente tutta la polemica riguardante il palinsesto di Sky che comprendeva questo film, Shooting Silvio. Ovviamente poichè ormai ci troviamo sotto una dittatura il film incriminato è stato rimosso dalla programmazione. Altrettanto ovviamente non mi sono potuto esimere dal vederlo, perciò ecco la recensione di questo “scandaloso” lungometraggio.

2/5 - Shooting Silvio

In breve: Intellettualoide e piuttosto amatoriale.

Giovanni, in arte Kurtz, è un ragazzo sbandato con un sacco di soldi. E’ un artista eccentrico che raduna i propri amici per proporre loro di scrivere un libro: Shooting Silvio. Ognuno degli amici dovrebbe contribuire una pagina con un modo, metaforico o fisico, di liberarsi di Silvio B.. Il progetto naufraga immediatamente, nessuno degli amici crede nel progetto perciò Kurtz preferisce scrivere da solo.

Dopo essere stato convinto dall’amico più caro che anche questa è una idea sciocca, si mette in testa di eliminare Silvio B. fisicamente una volta per tutte. Gli amici e la fidanzata lo lasciano, mentre lui insieme a una tossicodipendente di nome Melanie idea un raffazonato piano. Non vi racconto come finisce per non guastare la visione a nessuno.

Trama a parte, pressochè inesistente, questo Shooting Silvio soffre penso di un eccesso di ricercatezza. La partenza è buona, con il bellissimo sketch pieno di simbolismo sull’ignoranza che trasforma però la pellicola in un bianco e nero (salvo un pesce rosso) ormai abusato da tante opere amatoriali. La recitazione lascia spesso a desiderare a parte Haber (vorrei anche vedere) che interpreta un curioso libanese e il protagonista che ha questo potere miracoloso di rendere tutti gli altri meno peggio. E’ un fenomeno interessantissimo, gli stessi attori se c’è il protagonista in scena vanno benino, se non c’è diventano quasi dei mezzi cani.

In conclusione, è un film con un concetto interessante dietro, ma credo che gli autori aspirassero a più di quanto siano riusciti a produrre. Alla fine questo è solo un filmetto intellettualoide con tocchi chic come il bianco e nero ma che si perde in un brodo lunghissimo e pressochè privo di contenuti. In altre parole, “vorrei ma non posso”.

Peccato.

Saluti di oggi a Kathleen, spero che venga anche lei a Oslo!

Tasse norvegesi

Aprile 26, 2009 di osloninja

Salve a tutti! Non ho scritto per qualche giorno dato che ho avuto ospiti ma oggi ho un po’ di tempo da spendere sul blog.

In questi giorni ogni buon contribuente norvegese ha ricevuto il modulo di conferma delle tasse, un documento di un paio di pagine che elenca tutte le voci fiscali che ti riguardano. Devo dire che al contrario dei modelli italiani, in cui sono elencate decine e decine di voci anche quando non sono applicabili, il modulo norvegese è particolarmente chiaro, di fatto c’è solo una tabella con tre colonne per ogni voce: “Contributi versati”, “Credito sul contributo” e “Totale”. In pratica ti viene riassunto, per l’anno precedente, quanto hai pagato, a che sconti automatici avevi diritto o che conguagli devi pagare e quanto risulta alla fine dei conti.

La caratteristica di questo modulo è che ti viene spedito a casa, tu come contribuente lo devi firmare e rispedire indietro, anche nel caso in cui sia già corretto e non ci sia nessuna correzione da fare.

Il nostro munifico ufficio personale si è offerto di aiutarci a riempire questo modulo e, udite udite, da quest’anno si può spedire tutto elettronicamente attraverso l’avanzatissimo (pur alquanto spartano!) sito del fisco norvegese, ovvero lo Skattetaten (http://www.skattetaten.no/). La procedura è davvero molto semplice, si entra nel sito tramite un sistema a codice che funziona tramite gli SMS, davvero molto chic!

Ho scoperto con piacevole sorpresa che non solo gli stranieri godono per i primi due anni di una piacevole riduzione del carico fiscale dal 36% al 28%, ma ottengono anche un rimborso delle tasse pari al 50% dei contributi versati! E’ fantastico!

Questa era la parte in cui tutto è bellissimo e magnifico. Adesso vi racconto un po’ cosa succede invece a Giorgione l’australiano, di cui ho già parlato più volte. Giorgione è sposato con una norvegese e vive qui ormai da svariati anni. Poco tempo fa gli è scaduto il visto perciò si è dovuto recare all’ufficio della polizia per il rinnovo. E’ piuttosto curioso, perchè Giorgione è qui da tempo, parla perfettamente il norvegese e nonostante questo deve andare ogni anno a farsi un nuovo visto. Ancora più curioso è il fatto che in un paese dove TUTTO è sotto controllo e tracciabile, per ottenere questo visto debba recarsi all’ufficio di polizia con una certificazione scritta della moglie che afferma di essere ancora sposata con Giorgione. Che sistema moderno!

Giorgione quindi si reca all’ufficio di polizia e dopo tanti anni finalmente chiede di avere il permesso di residenza permanente, quello insomma che a noi europei tirano dietro appena abbiamo un contratto permanente. Una simpatica impiegata cinese gli ha detto che deve fare un corso di 200 ore di norvegese convenzionato con lo stato per poter avere il permesso di residenza. Ovviamente tutta la conversazione avviene in norvegese stretto quindi la reazione di Giorgione è stata un australianissimo “What the fuck?” (=”ma che c…?”). Pare che questa sia la regola ora, se vuoi il permesso di residenza ora devi sapere il norvegese e lo devi imparare attraverso i corsi “ufficiali” che sono studiati per essere spalmati in tre anni.

Dei corsi ufficiali posso dire solo una cosa: tutti quelli che conosco che li frequentano parlano meno norvegese di me e hanno una pronuncia pietosa.

Le avventure di Giorgione non finiscono qui! Anche a lui è arrivato il modulo delle tasse ovviamente. Purtroppo per lui però, quando sono state spedite le cartelle delle tasse, il suo visto era scaduto quindi niente cartella. Questo significa che automaticamente, indipendentemente dalla situazione, Giorgione paga una aliquota fiscale pari al 50% finchè non si regolarizza. Quando quindi sono arrivati i moduli per i rimborsi fiscali, Giorgione ha pensato bene di sistemare la questione, ecco come è andata.

“Salve, dovrei richiedere una cartella delle tasse standard, mi avete mandato quella per gli irregolari.”

“Si, le è stata mandata quella perchè ci risultava che il suo visto era scaduto.”

“Okay, è vero. Però ora l’ho rinnovato e ho un visto valido.”

“Lo deve dimostrare.”

“Come sarebbe che lo devo dimostrare?”

“Certo, lei deve dimostrare di avere il visto.”

“Mi faccia capire, potevate controllare se NON avevo il visto, ma NON potete controllare se ce l’ho?”

“Lei deve dimostrare di avere il visto, quindi deve venire qui all’ufficio così possiamo vedere il visto sul passaporto.”

“…”

Non c’è stato verso, di fronte all’idiozia burocratica Giorgione si è arreso. Domani entra tardi al lavoro perchè deve andare alla Skattetaten a presentare il passaporto.

Saluti di oggi a Chicca, ti ho sognato interessata soltanto a pettegolare! Un sogno veramente strampalato, non me lo ricordo perfettamente ma mi sono ammazzato dalle risate :D .

Santino Reprise!

Aprile 18, 2009 di osloninja

Salve a tutti!

E’ successo qualche cosa che mi ha fatto parzialmente ricredere sulla normale mediocrità del cibo italiano all’estero! Dopo avere passato gli ultimi due giorni della settimana lavorativa sui trailer che il nostro ufficio marketing deve rilasciare tra un po’, Giovannone l’Australiano mi ha invitato a cena da Santino’s a Skøyen (v. post precedenti su questo ristorante!) insieme a sua moglie e il mio degno compare francese.

Le alternative a Skøyen per mangiare la sera non sono poi moltissime quindi all’alba delle 18.30 (tardissimo!) ci presentiamo da Santino’s. Mi stava già passando la voglia di cena, però ho voluto dare una seconda chance al locale, dopotutto alcuni piatti l’altra volta mi erano sembrati appetitosi.

Il cameriere che ci accoglie è lo stesso dell’altra volta, quindi in barba a qualsiasi etichetta locale, gli parlo direttamente in italiano. In tutta risposta lui ci tratta italiani e quindi non ci accompagna a un tavolo (un norvegese se non lo accompagni al tavolo ha dei problemi, deve prendere una decisione, non ce la fa, entra in un loop di indecisione totale che lo mette in crisi) ma ci dice amichevolmente di sceglierne uno qualsiasi.

Il menu è il solito di Santino’s, spaghetti, qualche pizza, ravioli, tortellini, tagliatelle e penne. I tortellini e le tagliatelle diciamo che li lascio perdere a priori, però queste pennette salmone e gamberetti, considerato che siamo in una città di pesce, sembrano appetitose. Purtroppo, nel menu sono indicati gli ingredienti e vedo un vistoso “fløte” tra gli ingredienti, ovvero panna. Ci sono un altro paio di piatti col salmone che mi mangerei volentieri, ma accidenti in tutti c’è con ogni probabilità un chilo di panna.

Quando è il momento di ordinare, sfodero di nuovo l’italiano e chiedo quanta panna c’è nelle pennette. La risposta è quella che speravo: “Quanta ne vuoi, me lo dici tu!”. Urrà! Urrà! “Giusto un minimo per dargli il sapore, niente paciugoni”.

Aspettiamo circa 20 minuti per mangiare, il ristorante è mezzo vuoto. Questo mi dice che evidentemente cucinano loro, niente schifezze preparate. I piatti finalmente arrivano, il collega francese si è preso degli spaghetti al ragu che avevano l’aspetto di una montagnola di spaghetti con una cupola rossa solidissima. Un effetto strano, vi dirò. Giovannone si è preso una pizza alla pescatora che a parte essere traboccante di frutti di mare non sembrava poi malaccio. Sua moglie ha preso delle tagliatelle funghi e salsiccia belle pannose, proprio come temevo sarebbero arrivate le mie penne.

E invece no! Le mie penne erano belle asciutte asciuttissime, un filo d’olio, un po’ d’aglio, i gamberetti e il salmone, la panna se c’era era proprio un minimo per stemperare il tutto. Io tutto contento mi sono spazzolato il piatto a velocità supersonica, al punto che i colleghi mi hanno posto delle domande bellissime.

“Ma il tuo piatto era più piccolo?”

“Sembrava meno condito, ma ti è piaciuto?”

CVD, per vendere cibo “italiano” all’estero, o lo intingoli o gli stranieri lo trovano poco saporito/scondito/scialbo.

Santino a Skøyen riceve quindi il bollino “Raccomandato da Ninja” nella guida dei ristoranti italiani in Norvegia.

Saluti di oggi a Giovannone e sua moglie che mi hanno offerto la cena, sono sempre molto affettuosi :) . Saluti speciali anche a Fanz che oggi arriva a Oslo e si ferma da me una settimana!