E così la tua società norvegese ti ha licenziato, eh?

Premetto che non sono stato licenziato, sono in una ottima posizione con una ottima reputazione di competenza e professionalità, non mi sento i pericolo.

Ciò che devo purtroppo anche premettere è che la settimana scorsa Funcom ha annunciato dei tagli operativi notevoli, abbiamo lasciato a casa parecchie persone nel nostro ufficio americano e anche qualcuno (un numero minimo) qui a Oslo. Come annunciato, i tagli sono stati nel Customer Service e nel Quality Assurance principalmente.

Non mi metto a fare una analisi delle motivazioni di questi tagli, posso dire che sono state poco più che operazioni contabili, numeri alla mano era necessario un riassetto operativo.

Ciò di cui voglio parlare oggi è il supporto che lo stato norvegese offre a chi ha perso il proprio posto di lavoro, credo sia molto interessante. Innanzitutto, bisogna distinguere tra il licenziamento in tronco e il “congelamento” del posto di lavoro. Il licenziamento in tronco in Norvegia è possibile solo in caso di aggressione a un altro dipendente o di distruzione di proprietà della compagnia per cui lavori (questo include anche i danni provocati da lavori eseguiti molto male). Mi pare di ricordare che anche arrivare ubriachi sul lavoro sia causa di licenziamento ma potrei sbagliarmi.

Sapendo questo, ne consegue che gran parte dei licenziati in norvegia in realtà non sono licenziati ma sono “congelati” (il termine inglese che usano è Forced Leave). Il congelamento ti lascia a casa dal lavoro due settimane dopo la notifica: in queste due settimane sei regolarmente pagato dalla tua compagnia e perdi tutti gli obblighi lavorativi. Se vuoi smettere di lavorare il momento stesso in cui ricevi la notifica, è tuo diritto farlo, così come è tuo diritto venire a lavorare quando ti pare all’interno di quelle due settimane.

Quando le due settimane scadono, il rapporto di lavoro con la compagnia è congelato nel senso che la compagnia non ha più il dovere di pagarti. Il rapporto non è tuttavia terminato: qualsiasi offerta di lavoro che la compagnia offrirà per le successive 30 settimane deve essere prima offerto a tutte le persone congelate. Se una qualsiasi di queste persone soddisfa i requisiti e passa gli eventuali test per accedere alla occupazione offerta, la compagnia è obbligata ad assumere il congelato che a questo punto viene rimosso dalla lista e rientra a far parte dell’organico come un normale dipendente.

E’ illegale assumere qualcuno scavalcando la lista dei congelati se i congelati hanno le competenze adatte: nel caso in cui questo succeda interviene la NAV, ovvero l’ente nazionale del lavoro. La mortale ispezione della NAV è una rogna che nessuna società vuole affrontare, anche perchè tende a giudicare molto spesso in favore del lavoratore (vi ricorda qualcosa?), inoltre ha l’autorità di ordinare accertamenti fiscali.

C’è da dire che una società che congela una parte del personale, in genere lo fa per contenere i costi, non lo fa perchè si vuole liberare di qualcuno per poi assumere qualcun altro. La situazione più comunque quindi è quella di essere congelati ma di non ricevere alcuna offerta dalla propria vecchia società. Come sopravvive dunque un congelato?

Innanzitutto, un congelato non ha doveri specifici verso la sua società. E’ del tutto libero di cercarsi un altro lavoro e se lo trova tutto quello che deve fare è notificare la società che ha trovato una occupazione diversa. A quel punto viene rimosso dalla lista dei congelati e perde i diritti specifici collegati a quello stato. Un’altra cosa a cui ha diritto è la sovvenzione statale dovuta a chi ha perso il lavoro (diciamo la cassa integrazione). La cassa integrazione non è automatica, bisogna recarsi di persona agli uffici della NAV e seguire una trafila burocratica abbastanza tediosa alla conclusione della quale ci si vede però erogato un assegno mensile pari al 66% dello stipendio che si aveva al momento del congelamento.

E’ importante notare come il lavoratore abbia molti diritti, tuttavia si deve attivare personalmente per usufruirne. Ha diritto alla cassa integrazione ma deve seguire una propria pratica per ottenerla, ha diritto a ricevere le offerte di lavoro dalla propria compagnia ma deve attivarsi personalmente per aderire all’offerta e passare eventuali esami.

Il tempo passa e le trenta settimane scadono, il nostro lavoratore congelato non ha trovato un altro lavoro e la sua società non ha presentato nuove offerte. Ciò che succede è molto interessante perchè previene quell’obrobrio osceno vomitevole tutto italiano dei cosiddetti “lavoratori puttana” introdotti dalla ridicola riforma “Biagi”. Le virgolette d’obbligo dato che la riforma è stata chiamata così in modo da tacciare tutti i contrari come terroristi comunisti. Evidentemente devo essere un terrorista comunista perchè poche leggi sono state così oscene come quell’obrobrio, tra l’altro neanche scritto dal Prof. Biagi, pace all’anima sua.

Al termine delle trenta settimane, che sorpresa, la società è obbligata a reintegrare i lavoratori oppure a finalizzare il licenziamento pagando immediatamente la liquidazione che è pari a tre mensilità (se mandi via molte persone, è un esborso notevole). Se licenzi le persone, la NAV in genere ti manda immediatamente l’ispezione contabile per verificare la correttezza delle operazioni e l’attuale necessità di licenziare definitivamente.

A margine di tutto questo devo dire che la settimana scorsa ho visto più di un amico lasciare Funcom, almeno temporaneamente, e questo ovviamente non rende l’atmosfera piacevole o divertente. Nonostante questo, teniamo duro e continuiamo a sbrogliare la annodata matassa che Gaute ci ha lasciato in eredità per rendere Age of Conan un po’ meglio di quanto non sia.

Saluti speciali al bambino Renzo che finalmente grazie al papà gerarca forse riuscirà a passare l’esame di maturità. Speriamo che non venga giudicato da severissimi professori terroni, altrimenti chi lo sente il papà!!! 😀

Saluti speciali a fraulein, lei sa, mi dispiace, più di così non so che dire.

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8 Risposte to “E così la tua società norvegese ti ha licenziato, eh?”

  1. Belldandy Says:

    guarda, l’ han bocciato di nuovo… (del resto, tale padre…)

  2. bKn Says:

    Due domande:
    1/ Non condivido l’obbligo al reintegro al termine delle 30 settimane. Voglio dire, se una società “congela” una quota di dipendenti, lo fa non per sport (soprattutto in un sistema che tende alla tutela del lavoratore), ma per esigenze specifiche di buona salute della società stessa. E poi, se decido di congelare proprio i dipendenti di quello specifico ramo aziendale perché lo ritengo il meno strategico, che senso ha la riassunzione (magari in rami che richiedono specializzazioni diverse)?
    2/ Le prerogative dei congelati non ostacolano in qualche modo le aspettative dei neolaureati o comunque neo-lavoratori in genere? Se sono un giovane tecnico specializzato fresco di diploma, avrò sempre e comunque davanti a me un numero n di congelati che mi precedono nella lista di chiamata no?

    Detto ciò… mi compiaccio che il mio amico Ninja goda di ottima reputazione: sarei, piuttosto, stupito del contrario! 😉

  3. osloninja Says:

    1- Riguardo questo punto, la filosofia dietro la normativa norvegese è che bisogna dare la possibilità alle società di respirare quando ne hanno bisogno (appunto dando la possibilità di congelare dipendenti), senza però abusare dei lavoratori. L’obbligo di reintegro per quei dipendenti c’è per evitare il fenomeno dei lavoratori puttana, ovvero lasciare a casa le persone per prenderne delle altre uguali ma neolaureate da pagare di meno (come si fa in italia appunto). L’obbligo tra l’altro non è neanche proprio un obbligo dato che è possibile pagare la buonuscita e tutto si risolve, la minaccia dell’ispezione della NAV è concreta ma non è una spada di damocle che rende tutto il sistema una corbelleria. Riguardo la riassunzione, la questione funziona così. Stante la filosofia del “temporaneamente riduciamo l’organico”, l’idea è che le persone vengano reintegrate nel loro incarico originale, non in uno differente.

    2- No, perchè la filosofia dietro questo non è favorire quella panzana galattica della mobility all’italiana, ma è un modo per le aziende di sgonfiare i costi se hanno bisogno di respiro. Tecnicamente le persone congelate sono ancora dipendenti della ditta per cui lavoravano.

  4. bKn Says:

    Ecco, come al solito i dettagli fanno la differenza: ora il quadro è più logico, l’idea “respiro un attimo e mi riorganizzo per poi ripartire” è giusta (volendo, anche la “nostra” cassa integrazione dovrebbe funzionare in tal modo, ma questo è un tasto dolente ahinoi).
    Ninja, approfitto dell’occasione per una domanda fuori tema: quando abbiam fatto la nostra trasferta Figarella in quel di Monaco di Baviera con Fanzo e Simona, ti ricordi se siam passati da Fussen solo al ritorno (per vedere Neuschwanstein) o anche all’andata? La memoria vacilla… in teoria, per andare a Monaco, la via più breve è girando a destra ad Innsbruck seguendo sempre l’autostrada, ma i miei ricordi in merito son vaghi! 😛 Ciao!!

  5. uela Says:

    wow, che figata.La norvegia sembra trattare bene i suoi cittadini. Pero` solo se sei giovane, per quel che so la sanita` non aiuta molto i vecchi a curasi. non li agevola molto.
    Mi puoi aggiornare anche su questo punto? grazie.

    P.s
    posso darti un consiglio? Non nominare la tua azienda nel blog, potrebbero crearti problemi. (spero di no, ma meglio essere prudenti.)

    • osloninja Says:

      Non ti so dire molto sugli anziani e su come vengono trattati, posso informarmi, ma così su due piedi non saprei.
      Riguardo il nominare la mia azienda, non ti preoccupare, parlo solo di cose di dominio pubblico, siamo un’azienda quotata in borsa sul mercato pubblico, quindi so bene di cosa parlare e cosa no :). Grazie per la premura, comunque!

  6. Lodovico Calvi Says:

    Sono stato assunto da una societá norvegese in qualitá di cuoco, con un contratto “fisso”. Il golf club dove lavoro peró chiude a metá settembre lasciandomi quindi a spasso… fino alla prossima stagione (maggio 2010). Ora che finisco avró diritto ad una specie di liquidazione o cosa? Premetto che in principio il mio contratto prevedeva un preavviso di 30 gg. che non é stato rispettato visto che sono stato avvertito solo ieri (31-08-09) che avrei terminato il giorno 15 settembre. Qualcuno puó darmi qualche spiegazione in merito? Grazie anticipatamente

  7. osloninja Says:

    Questo davvero è necrothreading, ma vabbè…
    Premettendo quanto già detto altre volte ovvero che di certo non sono nè un commercialista nè un consulente del lavoro nè una enciclopedia, alcuni consigli:
    – Se pensi di avere subito un torto, contatta un sindacato, sono molto attivi (ed efficaci). Non ho idea di quale sia quello dei cuochi.
    – Appura se ti stanno licenziando oppure se ti stanno mettendo in Forced Leave. In entrambi i casi, fatti dare i carteggi per andare alla NAV (se hai un Fødselnummer, il codice fiscale norvegese) e chiedere il sussidio per i senza lavoro che equivale adesso mi pare al 60 o al 66 per cento del tuo stipendio di uscita dal contratto di lavoro. E’ una cosa a cui hai diritto se perdi il lavoro ma c’è della burocrazia da fare, nulla parte in automatico. Credo che il centro stranieri in centro (non mi ricordo dov’è quello nuovo, quello vecchio era a Tøyen) ti sappia dire tutto quello che ti serve.
    – Riguardo il preavviso, a quanto ne so è abbastanza comune fare uno strappo e accettare come compenso un certo numero di mensilità, nel tuo caso una dato che il preavviso è 30 giorni.

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