Incredibilmente… ancora Buon Natale!

Non c’è niente da fare, questo Natale mi perseguita. Sabato ero tranquillo tranquillo a casa a giocare a Dawn of War II (a tal proposito: stupendo, chiaramente ho preso la Steel Edition riservata per la scandinavia) quando mi chiama Giorgione l’Australiano.

Giorgione è il capo creativo del progetto su cui sto lavorando adesso di cui purtroppo non vi posso parlare. Ciò che importa è che con Giorgione vado molto daccordo, è un tipo simpatico ed espansivo, è facilissimo lavorarci perchè è una persona aperta e comprensiva, inoltre mi rispetta molto poichè ho provato con i fatti che non sono un parolaio ma uno che lavora (tra l’altro bene).

Mi chiama dunque il buon Giorgione e mi offre di andare a pranzare il giorno seguente dai genitori di sua moglie (norvegese) in un paesino a quaranta minuti da Oslo… a gustare il pasto tipico di Natale, il Pinnekjøtt. Chiaramente ho accettato, una domenica “a casa” la passo volentieri. Inoltre stando ad alcuni norvegesi il sopracitato piatto è una cosa davvero tipica per quanto riguarda la cottura di carne alla norvegese, quindi va provata.

Certo, ormai l’esperienza insegna che dei consigli culinari provenienti da nazioni non qualficate (v. gli hamburger di Ermenegildo et al. per i lettori di vecchia data del blog) bisogna diffidare, tuttavia rifiutare per motivi strettamente culinari mi sembrava brutto. Ho anche fatto una semplice considerazione, in Italia senz’altro sarei stato costretto a ingozzarmi di qualsiasi schifezza disgustosa inneggiando alle strepitose capacità culinaria della padrona di casa. Qua in Norvegia queste cose non si fanno, anzi se ti lanci in sperticate lodi risultati imbarazzante e quindi finisci con l’intimidire la tavola. Non sia mai! Ehi, io con Giorgione ci lavoro tutti i giorni, siamo vicini di scrivania, progettiamo insieme tutti i giorni (lui ha le idee, io le raffino e le implemento), mica posso fargli fare una figuraccia con i suoceri!

Arriva finalmente la domenica, io stavo giocando a DoW2 aspettando l’ora di pranzo. Giorgione mi manda un SMS dicendo che la CENA sarà alle 17, quindi partenza da Oslo alle 15.30. Qui ho realizzato che la mia comprensione al telefono è proprio MOLTO scadente (già certe volte non capisco in italiano, figuriamoci inglese biascicato attraverso un cellulare), ma ormai l’ora di pranzo era passata, perciò ho semplicemente aspettato le 15. Scoprirò poi che l’idea è stata ottima.

In macchina siamo in 5, Giorgione, sua moglie Abresia (questa è l’ultima volta che metto la parentesi per dire che i nomi me li invento, mi sa), la loro amica Ariella, il sottoscritto e Romino il Francesino, il collega francese con cui ho convissuto appena sono arrivato in Norvegia. Il viaggio è breve e alle 5 precise arriviamo a Sperdutensund, un paesino di duemila anime completamente innevato.

La casa dei genitori di Abresia è molto carina, completamente in legno, con annesso studio di fisioterapia del papà. Vivono lì anche le sue due sorelle minori, entrambe assai discretazze devo dire. Il salotto-cucina-sala da pranzo è finissimo, con caminetto, collezione di divani tutti rigorosamente diversi ed enorme biciclettona da ginnastica. La tavola è spartana ma fine (sul serio, stavolta).

L’odore è fortissimo, di carne salata. In una pentola un paciugo macilento di quella che sembra zucca bolle schizzando da tutte le parti. Lo so già dove va a finire questo banchetto natalizio.

 Apriamo una parentesi sul Pinnekjøtt. E’ una roba un po’ strana, lo vedi in vendita un po’ ovunque nei supermercati, tutto l’anno. A parte kjøtt che vuol dire “a pezzi” o “macinato”, non ho mai indagato su cosa sia il pinne, ma comunque questa cosa non è altra che una collezione di pezzi di pecora, quasi tutti con osso, che vengono essiccati sotto sale. Quando lo si vuole cucinare, si lascia la carne in acqua per 24 ore a idratarsi, poi la si cucina a bagnomaria in una casseruola. Tutte le parti grasse della pecora si sono però ormai disidratate, quindi diventano dure e possono essere facilmente tagliate via mentre si mangia la carne, che invece assume una consistenza estremamente sfilacciata e un sapore intenso (di sale).

E’ finalmente ora di augurarsi DI NUOVO Buon Natale e comincia il ricco pasto. La carnazza di pecora salatissima si mangia con un purè arancione che non è di zucca come pensavo (alè!) ma di patata, carota e barbabietola o rapa rossa, non ho ben capito. L’entusiasmo per avere evitato la zucca chiaramente è svanito immediatamente. Si accompagna il tutto con una patata bollita (sbucciata, alleluiah) e la marmellata non dolce, quella da carne per intenderci.

Per dirla come va detta, la carne non era niente di che (Giorgione diceva che era perfettamente cotta, quindi immagino che il piatto non mi entusiasmi), la patata era ottima, il purè era immangiabile e la marmellata semplicemente era qualcosa di sbagliato da mettere nel piatto. Tra l’altro quest’ultima non se la sono mangiata neanche i norvegesi, quindi non mi sono sentito unico al tavolo.

Dopo il suntuoso pasto, sono arrivati i dolci, qui c’è stato un ampio riscatto. Gelatone enorme alla vaniglia, fatto in casa, con delle bacche arancioni mai viste ma molto buone perchè solo leggermente dolci. Torta di cioccolata con la panna montata. Biscottini da caffè al marzapane molto delicato. Omettini di gelatina. Una tipica cialda australiana con un nome impronunciabile ma buonissima. Evvai!

Se questo pranzo/cena fosse stato in Italia, credo che mi avrebbero offerto tutti i piatti a turno tra le dodici e le sedici volte, mi avrebbero chiesto se mi piaceva molto o moltissimo, se ne volevo ancora oppure molto di più e cose del genere. Niente di tutto questo è successo. Queste persone non erano affatto interessate a ingozzarmi, erano molto più contente di sentirci parlare di stupidaggini più o meno tutto il tempo.

Come ho detto ad Abresia, è stata una serata passata “in famiglia”, è stato davvero molto bello. Il cibo alla fine si sa che non è il forte della Norvegia. Ma almeno non ti ossessionano insistendo fino alla morte come succede spesso e volentieri da noi. Certo forse sono molto meno calorosi, però non si fanno un sacco di sciocchi problemi.

Saluti speciali a Giorgione per il bellissimo weekend domestico.

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7 Risposte to “Incredibilmente… ancora Buon Natale!”

  1. davide Says:

    eheh mangiato per ben due volte! le patate buonissime, la rapa in realtà a me è piaciuta, sapeva un po di cavolfiore. La marmellatina che ho assaggiato io era molto buona insieme alle patate. Cmq me ne hanno regalato 2 Kg di quella carne, ed è ancora in freezer che aspetta una immersione di 24 ore:-)

  2. Contessina Says:

    Umm… a me sembra un pranzo interessante!!! ^^
    Vuoi dire che i norvegesi non sono come mio padre(mangiacheèbuonomangiacheèbuonomangiacheèbuono–> verso infinito)????

  3. osloninja Says:

    Esattamente, non sono ossessivi quanto può esserlo un ospite italiano premurosissimo che si fa mille pare se per caso rimane anche solo una briciola.

  4. Elaine Says:

    Premettento che mi è venuta fame…sono mica queste le bacche arancioni?

    Penso si chiamino physalis alkekengi.
    Io le ho mangiate intinte nel cioccolato…sono buonissime…

  5. osloninja Says:

    Non saprei. Potrebbero esserlo.

  6. Daemoniron Says:

    Maaaaa?? quanto dura il natale in norvegia?
    Ok che’ e’ pieno di neve foreste e casette di legno ma non ti pare di esagerare? ^^

  7. osloninja Says:

    Ma ve l’ho detto, è puramente casuale! Non so perchè ci siano stati tutti questi inviti natalizi in questo periodo :/.

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