Sashimi alla norvegese

Salve a tutti!

Parliamo un po’ di cucina oggi! Al prestigioso CC Vest, il centro commerciale più grande della Oslo urbana (credo che il Meridiana di Francavilla Fontana (BR) sia grande due volte, ma vabbè), è tempo di saldi! L’articolo di cui parliamo oggi è l’eccezionale filetto di salmone della SALMA, una pregiatissima ditta locale che si fregia di un ottimo sito, http://www.salma.no/ , in cui vantano tutte le virtù dei loro prodotti.

La SALMA di prodotti ne ha moltissimi, BEN due, il filetto di salmone e il controfiletto di salmone. Li vende freschi con garanzia di sigillo dal pescato alla fabbrica in meno di quattro ore. Il pesce te lo vendono in una graziosa confezione bianca in cui è ben visibile la polpa del pesce, in modo che i più esperti (o pignoli come me) possano decidere esattamente che pezzo prendere.

Oggi su ispirazione del sempre valido Fanz, ho deciso che a pranzo si mangiava Sashimi di salmone. Col filetto pregiatissimo di salmone in offerta, come rifiutare?

Facciamo un passo indietro con una doverosa premessa appena si comincia a parlare di sashimi. Se uno va in Giappone e chiede il sashimi di salmone si mettono abbastanza a ridere, è infatti probabilmente il pesce meno pregiato di tutti e non è neanche tanto comune in Sol Levante perchè il pubblico gastronomico preferisce altro. Detto questo, in Europa abbiamo i pesci che abbiamo e trovandomi in Norvegia se mi metto a ignorare pure il principale prodotto locale, finisco a mangiare carta e sabbia perchè non rimane niente a parte forse i pølse di cui non ricordo se ho già parlato.

Messi a tacere i vari puristi del sushi, andiamo a cominciare! (Questa è una citazione, chi la coglie vince un premio)

Non c’è bisogno di molto per fare del sashimi di salmone: serve della polpa di salmone q.b., salsa di soia salata preferibilmente di marca Kikkoman ed erbette delicate a scelta. Io personalmente scelgo il prezzemolo.

Per mia fortuna, ho sempre in casa il mio fido bottiglione da mezzo litro della Kikkoman (che è quasi finito, devo dire) e del prezzemolo, quindi la missione di oggi è trovare un ottimo pezzo di salmone. Il rischio del piatto è chiaramente completamente associato al salmone, se vi rifilano un salmone pessimo, non solo verrà uno schifo, ma sarà anche piuttosto pericoloso da mangiare.

Il salmone viene venduto in due tagli, il filetto o taglio di pancia e il controfiletto o taglio di schiena. Ci tengo a precisare che sono traduzioni dalle pescherie locali quindi si, realizzo che taglio di schiena non significa granchè. E’ solo per intenderci, cari i miei precisini.

Il filetto è il più difficile da scegliere ed è più indicato per i piatti cotti a causa delle molteplici irregolarità che presenta (causa sbudellamento del pesce). Se vi presentassero una fetta di sashimi di salmone trapuntata di chiazze rosso-bluastre, credo che vi fareste delle domande sulla freschezza del pesce. Io da ottimo selezionatore di cibo nei supermercati, mi guardo tutti i pacchi di filetto alla ricerca di quelli meno sberciati.

Oggi tuttavia ci serve del controfiletto, del tutto privo di imperfezioni, da tagliare a fette. Le caratteristiche di un ottimo controfiletto sono poche ma importanti. Innanzitutto il colore deve essere ben omogeneo, un arancione vivo ma non innaturale, che può eventualmente stemperare leggermente verso la coda. Poi, la polpa deve essere estremamente soda. Se vi ricordate come è fatta la polpa di salmone tagliata a filetto, è come se fosse costituita da tanti “piani”. Se i piani restano tutti insieme creando un insieme elastico, il pesce è molto fresco. Se al contrario la polpa tende a separarsi, il pesce non è più super fresco e, mentre potrebbe essere ancora okay per i piatti cotti, non me lo mangerei crudo.

Ho passato cinque minuti buoni a selezionare tagli di salmone per poi portarmi a casa 200 grammi di controfiletto di prima categoria all’esorbitante prezzo di 33 corone (meno di quattro euro).

Il momento della preparazione è alquanto semplice. Ho aperto la confezione di controfiletto e ho potuto appurare con grandissimo piacere che la polpa rimaneva tutta quanta insieme, elastica ma ben compatta: ottimo segno!

Dopodichè, ho preparato un pochino di soia e prezzemolo in un piattino mentre ho tagliato il controfiletto col magnifico coltello da sashimi che ci ha regalato la ditta due anni fa. Il coltello si è ovviamente comportato in maniera egregia. Le fette classiche sono spesse circa 5-8 millimetri, non sono proprio sottili.

A questo punto è il momento della degustazione, ovvero a una a una mi sono imbevuto le fettine di soia e me le sono mangiate alla faccia di tutti i norvegesi e del loro disprezzo innato per il pesce. Due minuti ed era finito tutto. Non male come primo tentativo!

Saluti di oggi a Fanz per l’ispirazione e a Yuna per la consulenza culinaria :).

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Una Risposta to “Sashimi alla norvegese”

  1. bKn Says:

    e bravo ninjachef… degno del miglior raspelli!! °°/

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