Son soddisfazioni!

Salve a tutti!

Dopo una pausa di tre settimane torno in Norvegia. Non mi sto a dilungare su quanto mi siano seccate le ferie imposte in questo luglio, tuttavia ringrazio mia sorella che ha avuto la pensata bellissima di andare a Londra una settimana. Ho avuto la possibilità di vedere Avenue Q al Gielgud Theatre e il nuovo Harry Potter al BFI IMAX del South Bank, perciò non mi è andata così male.

Parlerò di queste cose in un post successivo, oggi invece voglio condividere un po’ di lamentele su uno dei miei argomenti preferiti. No, oggi non parlo della Repubblichetta Neofascistella d’Italietta. Oggi ci facciamo due risate con Truffa Airlines.

Mia sorella mi ha salvato le vacanze proponendomi di andare a Londra, tuttavia ci siamo mossi COSI’ tardi che sono stato purtroppo costretto a prenotare con Truffa Airlines. All’andata succede un fatto misterioso, peso la valigia a casa, 14,9 Kg, all’aeroporto una impiegata Truffa Airlines marca 16,4 Kg. Non ho mai visto discrepanze così grandi rispetto alla pesata casalinga. Con fare tutto italiano, l’impiegata si vanta del fatto che lei fa passare sui voli Truffa almeno 1-1,5 Kg di più. Io ho già capito che questo significherà che quando torniamo sarà un casino.

Purtroppo ho ragione troppo spesso. Il rientro da London Stanstead (comodissimo, alle 7.10 di mattina) comincia male. Ci sono dieci banchi per il check-in assegnati alla Truffa Airlines, i disgraziati che hanno scelto di farsi truffare si sono distribuiti in maniera più o meno uniforme. A un certo punto arriva un impiegato Truffa e comincia a sbraitare di “MUOVERSI DI LA’!”. Tutti si guardano interrogativi, non è chiarissimo dove sia il “là”. Questo fa segno alla nostra destra, dove c’è una massa informe di persone. Senza pormi troppe domande viste le 5 del mattino, mi sposto in un’altra fila del check-in dove faccio anche conoscenza con una signora inglese che va a Perugia davvero molto simpatica.

Al banco del checkin ovviamente la valigia segna un astronomico 18.5 Kg (che onestamente non mi spiego, prendi tre chili solo di roba sporca? Ma per favore). La scortesissima impiegata di Truffa Airlines mi rende edotto della onestissima tariffa: QUARANTACINQUE STERLINE. Seccato oltre ogni immaginabile possibilità, vado a pagare e finisco il checkin. Al controllo di sicurezza c’è una fila enorme e interminabile. Fortunatamente mi ritrovo in fila con la signora di Perugia e faccio due chiacchiere con lei, mentre attorno a me certi “soliti soggetti” fanno scenate con pianti e urla isteriche quando viene detto loro che i liquidi vanno messi nelle buste trasparenti. Non apro questa parentesi per motivi di decoro.

Passo il controllo di sicurezza veramente all’ultimo secondo, il volo è già dato in Final Call (Chiamata finale) al gate. Quando scopro che bisogna pure prendere una monorotaia per arrivare al gate dal terminal principale, mi prende lo sconforto. Fortunatamente, la Truffa Airlines usa la già nota truffa degli orari, espandendoli del 197484325% per poi dire di essere arrivata in anticipo, perciò quando arrivo il gate non è neanche aperto.

Per la prima volta vedo un gate organizzato come Truffa Airlines li vorrebbe: due code, precise, per i Priority (il primo servizio a pagamento autoemesso, truffa pura) e per i truffati normali. Il volo fortunatamente va tutto bene, stanno tutti dormendo quindi ci graziano dal solito carosello di cretinate truffa tipo la lotteria, le carte telefoniche o il pessimo cibo.

Mi è venuto in mente or ora però che alla partenza per Londra abbiamo accumulato in ritardo mostruoso alla partenza, perchè non quadrava il numero di carte d’imbarco registrate sull’aereo. Quasi un’ora per capire che c’era uno scienziatone inglese che aveva stampato le carte d’imbarco fronte retro. Quando ha fatto il volo d’andata gli hanno strappato la carta d’imbarco quindi indovinate un po’ dov’era quella di ritorno? Un’ora per accorgersi di questo. D’altra parte quando ti prendi personale inesperto, economico e poco professionale, queste sono cose che ti creano ritardi di ogni tipo.

Ma veniamo al cappello finale. Ieri sono tornato qui a Oslo, arrivo in aeroporto alle 14.20. Il volo è alle 16.35. C’è un fiume di persone immenso ai due banchi chekin della Truffa Airlines. In circa un’ora, la fila si è mossa di *venti* persone. Venti. Forse ventuno? Per miracolo riesco a fare il checkin e mi reco al gate. Il gate apre e cominciamo a salire sull’aereo. C’è qualcosa che non quadra immediatamente. La Truffa Airlines usa dei Boeing 737-800 Tight Refit per aviazione civile che imbarcano approssimativamente 168 passeggeri. Considerata la fila immensa al checkin, non mi sembrava proprio che fossimo 170 persone.

Salgo a bordo, l’aereo non è molto pieno. Dietro a me una bambina di genitori anglo-norvegesi mi tira calci tutto il tempo. Alla decima volta mi scappa un “E che c…!”. La mamma capisce che la bambina ha leggermente strarotto la minchia e la calma. Inciso sulle mamme norvegesi: la tipica mamma norvegese tiene i bambini in uno stato di incuria e maleducazione totale. Andate in un giardino qualsiasi, passeggiate per strada o andate in un qualsiasi ristorante dove ci sia un bambino e ve ne accorgerete, provare per credere.

Nel frattempo, il comandante dell’aereo comincia a insultare l’aeroporto di Bologna sull’interfono, annunciando a tutto l’aereo che evidentemente a Bologna non hanno capito come funzionano i voli Truffa Airlines e in genere come funzionano tutti i voli, perchè non si può avere il checkin ancora aperto mentre l’aereo sta imbarcando. Nonostante sia assolutamente scandaloso che in un’ora sia stato eseguito il check in a venti persone, trovo di una professionalità bassissima annunci di questo tipo. Scarichiamo pure il barile su chi non c’è, certo ovviamente non menzioniamo che Truffa Airlines ha una sola persona di personale a terra per assistere circa 450 persone (c’erano tre voli Truffa Airlines in partenza). Moltissime persone ancora non capiscono che se non devono lasciare bagagli e hanno fatto il checkin online, possono andare direttamente al gate. Se nessuno glielo dice, si mettono in fila e creano solo dei ritardi.

Con un ritardo mostruoso l’aereo viene finalmente caricato (tralascio altri disservizi, tipo l’equipaggio che non sa di chi è una bicicletta e ci fa perdere altri quindici minuti per capire di chi è per poi lasciarla a Bologna) e il comandante ci delizia con altre perle di grande professionalità condita da del buon vecchio razzismo settentrionale. In inglese, si scusa con tutti a nome di Truffa Airlines e dell’Aeroporto di Bologna per il ritardo. In italiano si scusa a nome di Truffa Airlines ma si lancia poi in una serie di commenti inappropriati sull’Aeroporto di Bologna, arrivando perfino a dire, testuali parole, “Mi avevano detto che Bologna è uno degli aeroporti migliori d’europa, se il livello è questo siamo messi proprio male. Giuro, l’aeroporto di Trapani e di Bari sono messi molto, molto meglio.”.

Un applauso alla completa e totale mancanza di professionalità, condita da del sano razzismo, veramente complimenti. Ovviamente sul sito di Truffa Airlines manca qualsiasi contatto per segnalare episodi di nessuna professionalità degli equipaggi, ma questo non dovrebbe stupire dato che lo standard della compagnia è proprio questo.

Il volo è rumoroso, pieno di bambini norvegesi che ovviamente vengono tenuti allo stato brado secondo solito. Io non ho mai visto nessun paese della Terra dove se un bambino fa un casino indiavolato i genitori non gli tirano due sberle per insegnargli l’educazione. E non sto certo dicendo di ammazzarli di botte, ma un ceffone certe volte ci vuole, santi numi!

Vicini a Sandefjord, la bambina e il fratellino cominciano a urlare di continuo dietro al mio sedile, in maniera sistematica, vanno avanti per più di cinque minuti nella indifferenza totale del genitore che evidentemente pensa che tutto questo sia normale e civile. Stizzito, mi giro e gli mollo uno “Shut up, already!” che non significa nulla di più di “E state zitti!”. Non è in alcun modo volgare.

Il padre ha un accesso d’ira e con gli occhi iniettati di sangue comincia a urlarmi contro “COME TI PERMETTI DI PARLARE AI MIEI BUONISSIMI BAMBINI COSI’, ADESSO TI SCUSI SUBITO”. Con calma olimpica gli rispondo “Se si è offeso, spiacente, capita.”. Questo qui rincara la dose con un patetico “ADESSO TI SCUSI”, tra un po’ aveva un infarto credo. Alla mia banalissima risposta “No.” si è inalberato ancora di più, “APPENA SCENDIAMO DALL’AEREO TI SCUSI”.

Gli ho risposto con grande classe: “I won’t.”, ovvero “Non lo farò.”, mentre quelli attorno a me mi guardavano con ammirazione. Evidentemente ho detto a questo signore (se signore si può chiamare) quello che tutti volevano dirgli.

Con tutta la tranquillità del mondo me ne sono sceso dall’aereo a Torp (ovviamente sotto la pioggia), mentre questo qui dava in escandescenze con tutti quelli attorno, molto divertente. Spero di avergli rovinato le vacanze.

Per coronare un ritorno abbastanza schifoso, l’autista pakistano del Torpekspressen ha saltato la mia fermata e mi ha costretto a fare mezzo centro di Oslo a piedi, in salita e con la valigia. Non sono rimasto molto contento. Alle 23 sono arrivato a casa piuttosto esausto.

Basta per oggi, magari domani recensisco Harry Potter e i Baci Perugina. Saluti di oggi a mia sorella che finalmente si è laureata, a Fanz per una certa impresa che sa lui, i tanti italiani simpatici sul volo di ieri, specie la coppia italiana che ha truffato Truffa Airlines ed è riuscita a non pagarli, Jim, Carmazzi e il Governatore Marley che mi sono venuti a prendere all’aeroporto e per finire la Contessina Bidonazzi Vien dal Mare :D.

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5 Risposte to “Son soddisfazioni!”

  1. Andrea Says:

    Ciao 🙂 ti ringrazio per i treminuti-di-ridere: noi (io e mia moglie) siamo stati in Norge quest’inverno e molte cose le ho riviste leggendo qui. Beh:noi giriamo con la SAS e la TA la evitiamo accuratamente: io di aerei ne capisco un po’… E’ vero: i cuccioli norvegici sono piuttosto maleducati, ma i pargoli italici sono decisamente peggio. Siamo contenti che ci siano in Norge altri emigranti dalla repubblichetta sociale: pensavamo di essere soli in questo fiordo pivoso e grigio: solo 15 gg di sole in sei mesi, sigh. Il prossimo inverso siamo di nuovo lì (e speriamo di restarci: in italietta non si torna: ora stiamo in Denmark). Grazie per l’ottima delucidazione su Stattetaten (si scrive così?Boh): ci sono dei soldini in più sulla busta paga: è bello sapere da dove sono generati. Beh: magari ci si risente: ancora grazie e un saluto. A&E

    • osloninja Says:

      Ti dirò, l’italietta va male sotto tanti punti di vista, ma l’educazione dei bambini è milioni di volte migliore, imho.

  2. Fanz Says:

    Grazie per i saluti e per l’impresa.. (esagerato :). Devo Dire che ti ci vado a moffare il norvegese.. E anche a saltare la fermata sotto l’acqua. Diciamo che non avrei voluto essere l’autista pakistano! 🙂

  3. mattias Says:

    La T.A. airlines andrebbe evitata quando si può, il fatto è che a volte ti tocca…perchè le alternative semplicemente sono quasi inaffrontabili. Io ormai ho trovato il “mio metodo” e tutto sommato quelle 2 orette mi passano senza subire troppi danni.Poi chiaro, i bambini rompiscatole te li puoi beccare anche sulla emirates…a proposito, i genitori dei bimbi norvegesi sono un disastro, ma c’è il lato positivo: se urlavi in faccia a un bimbo italiano tra il papà e la mamma ti facevano passare un brutto quarto d’ora, altrochè le scuse!!

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