C’era una volta l’America

Salve a tutti!

Oggi parliamo di quanto è bello vivere in un paese sotto alcuni punti di vista estremamente civile. Di certo non per l’educazione degli infanti, ma sull’onestà c’è poco da dire.

Un breve antefatto. Molti anni fa sono stato a Boston per una riunione del Figarella Racing Team, tutti quanti a casa di Micheal Figarella che in quei giorni abitava lì nel New England. Ci siamo divertiti un mondo ovviamente ma non è questo ciò di cui voglio parlare. Lì a Boston ho comprato un cappellino da baseball (che cosa originale direte voi) di cotone dei Boston Red Socks. Difficile fare qualcosa di più americano.

Ebbene, quel cappello di ottimo cotone fabbricato in Wysconsin ce l’ho ancora. E’ ancora rosso con la sua bella visierina blu e la B di Boston sopra. Lo porto in giro da anni e vi dirò, ci tengo, ci sono affezionato.

Mia madre lo odia visceralmente e oggi i suoi desideri stavano per avverarsi! Stavo uscendo dall’ufficio per andare all’ipermercato di fronte per fare un po’ di spesa e intanto parlavo al telefono proprio con mia madre. Senza badare troppo ai dintorni ho fatto la spesa, sono andato alla cassa a pagare e poco dopo ho finito la telefonata.

Uscito dalla cassa mi sono guardato attorno, rovistandomi le tasche. Dov’è il mio cappello?

Come chi mi conosce sa, sono abitudinario, le cose le metto sempre negli stessi posti, non mi piace complicarmi la vita. Fruga qui, fruga lì… Questa tasca ha solo due tasche dannazione, dov’è finito?

Mi sono rifatto a piedi tutte le corsie del supermercato ormai deserto, ho chiesto ai cassieri che ormai mi conoscono se avevano visto il mio cappello ma nulla da fare, nessuno lo ha visto.

Dopo avere girato per circa dieci minuti all’interno del supermercato come un disperato, seriamente in pena per il mio storico cappellino, ho deciso di uscire e tornare verso l’ufficio. Magari l’ho lasciato sulla scrivania… improbabile ma potrebbe essere. Oppure magari mi è caduto da una tasca ed è per terra, magari sarà malconcio ma lo recupero. O magari me l’hanno rubato! Pensa un po’ sono l’unico pirla che riesce a subire due furti in Norvegia! Ma sarò scemo?!

Ebbene… Tornando a piedi verso l’ufficio noto qualcosa appoggiato sulla siepe appena fuori la nostra sede: il mio cappellino dei Boston Red Socks, educatamente poggiato lì, in attesa che il suo legittimo proprietario lo recuperi.

Chiunque sia stato, grazie. E’ solo uno sciocco cappello, ma ho alcuni oggetti a cui tengo.

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3 Risposte to “C’era una volta l’America”

  1. bKn Says:

    Un saluto a Ninja, alle riunioni Figarella (la plenaria manca da troppo tempo!!) e al mitico cap dei Red Sox… impagabile anche solo per tutti i posti dove il tuo cranio l’ha portato a spasso! 😉

  2. Fanz Says:

    Figarella quiz – Dedicato ovviamente a chi non c’era

    Chi disse “Do you know that it’s not nice to walk with a Boston Red Socks hat in New York?”, costringendo senza saperlo (secondo termini di scommessa intra nos) Ninja ad acquistare anche il cappellino degli Yankees?

    A) Un tifoso degli Yankees che incrociavamo rientrando nel nostro munifico hotel di Manhattan
    B) La guardia della Statua della Libertà durante la nostra visita alla celebre attrazione
    C) Una cameriera stragnocca, rincorrendolo per restituirglielo dopo che gli era caduto da Hooters
    D) Il barista di Starbucks, presso il quale avevamo dimorato una giornata intera per prenotare tutte le tappe del viaggio grazie al comodo Wi-Fi del locale

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