La mutua norvegese

Salve a tutti!

Come al solito non riesco a trovare molto tempo per aggiornare il blog, ma così va la vita. Inizio il post con del volgarissimo spam, abbiamo annunciato l’espansione di Age of Conan: Rise of the Godslayer, che è il progetto a cui sto lavorando ora. Siamo molto felici di poter finalmente parlare (seppur molto limitatamente) del progetto, perciò ecco qui il collegamento al sito ufficiale: http://www.riseofthegodslayer.com/.

Veniamo all’argomento di oggi, la mutua. La settimana scorsa sono stato bloccato da un torcicollo estremamente doloroso. Mi sono svegliato mercoledi completamente bloccato, un male che veramente non avevo mai sentito. Purtroppo per me, avevo una riunione veramente molto importante, perciò sono andato comunque in ufficio… per dieci minuti. Dopo che praticamente tutti mi hanno detto “Senti, ma che cosa vieni in ufficio bloccato così, la riunione durerà tutto il giorno, manda uno dei tuoi sottoposti al tuo posto e vai a casa.” sono andato a casa.

Devo dire che ho apprezzato, stavo veramente vedendo le stelle (fantastico andare in ufficio in autobus… ogni dissesto stradale te lo senti sul collo). Sono tornato a casa dopo avere fatto un po’ di spesa (rigidissimo, le cassiere di ICA che ormai mi conoscono si sono messe a ridere, ciao Helga) e siccome il mio medico ha l’ambulatorio proprio accanto a casa ci sono andato. Una visita costa solo 100 NOK, mi sembra un costo affrontabile, magari può fare qualcosa per me.

Al solito al centro medico di Ullern la mattina c’è fila, la zona è prettamente residenziale perciò molti anziani mattinieri vanno lì per i controlli, specie ora che c’è la paranoia per l’influenza suina. Breve inciso su questo, uno dei consigli del ministero della sanità norvegese è non coprirsi la bocca con la mano quando si tossisce o starnutisce, ma di farlo nell’interno del gomito. Risultati abbastanza ridicoli devo dire.

Devo aspettare circa quaranta minuti per essere visitato dalla mia dottoressa della mutua (“fastleger” ovvero “medico collegato”, se il mio norvegese non mi tradisce). Mi diagnostica in pochi minuti un torcicollo dell’apocalisse: scopro che in norvegese, inglese, francese e altre lingue si chiama Torticollis… divertente! Mi dà tre giorni di malattia e mi scrive due ricette, una per un analgesico e uno per un miorilassante. Mi avverte che il miorilassante è a base di diazepam quindi di non fare nulla che richieda attenzione.

La ricetta medica norvegese ti viene in consegnata sotto forma di… una serie di scontrini. Ebbene si, degli scontrini firmati dal medico che indicano il farmaco, il tipo di farmaco e il dosaggio. E’ abbastanza curioso, di fatto ti danno questi foglietti con su scritto “COSO PER I MUSCOLI – bla bla bla – 2 al giorno” “COSO SE TI FA MALE – bla bla bla – 3 al giorno”.

Vado in farmacia e porgo le mie ricette. La farmacista parla solo norvegese, io ho un male bestia perciò ci sorridiamo, uso il mio OTTIMO norvegese per chiedere le medicine e attendo. La farmacista procede a trovare i farmaci, ma la prima cosa che fa è tenersi le ricette. Io già mi sono scordato il dosaggio dei farmaci perciò sono pronto a obiettare, finchè non vedo che l’uso locale è quello di stampare una etichetta che contiene solo la parte relativa alle informazioni del farmaco e appiccicarla sulla scatola.

Comodo! Me ne torno a casa con due confezioni di farmaci opportunamente marcate in modo da non dimenticarsi il dosaggio e che cosa fanno. Come dire, a prova di scemo.

Parlando un po’ di costi, la visita medica mi è costata 172 NOK, numero alquanto strano che riesco solo a scomporre in 100 + 36 + 36 (le due ricette, suppongo). I farmaci mi sono costati circa 150 NOK, quindi in generale con 300 NOK, ovvero una miseria ho sistemato tutta la faccenda. Non converto i prezzi in euro perchè credo che non abbia senso, fidatevi se vi dico che sono davvero pochi, pochi soldi.

Momento curioso del periodo malattia, mi hanno fermato i controllori sull’autobus per l’abbonamento mensile scaduto. Credo proprio di essermi dimenticato di timbrare quello nuovo, anche se è strano… Ad ogni modo il controllore devo dire è stato molto comprensivo, specie perchè avevo il mensile nuovo già nel portafogli, ha capito che è stato un errore in assoluta buona fede e mi ha solo dato un avvertimento, il che significa che vieni “schedato” come se avessi preso una multa, ovvero la prossima volta non possono chiudere un occhio, o almeno così mi ha detto.

Saluti di oggi alle cassiere di ICA compresa la sgnaccherona bionda e ai solerti soldati della Ruter#.

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21 Risposte to “La mutua norvegese”

  1. Mel Says:

    Che bello il tuo blog! Il tuo modo di scrittura è davvero coinvolgente, a volte come leggere un libro. Davvero i miei complimenti per tutto…Come molti che ti hanno già scritto un mio sogno è quello di vivere proprio dove sei tu, per questo “sfrutto” la tua esperienza per farti due piccole domande.
    Io ho studiato lingue, tutti mi dicono che non c’è problema a trovare lavoro se hai fatto lingue, ma è davvero così? E poi, il mio ragazzo non ha una laurea (diplomato e ora lavora come programmatore in un’ azienda) e crede che non averla significhi non trovare così facilmente in Norvegia, secondo te è così?

    So che forse sono domande un po’ troppo specifiche ma io mi butto lo stesso.
    Grazie mille e complimenti per tutto.

    Un saluto

  2. osloninja Says:

    Addirittura come un libro, non esageriamo :).

    Riguardo le tue domande: non ho onestamente idea di quanto sia spendibile una laurea in lingue (ma è in norvegese? se no non vedo il nesso onestamente). In generale comunque per trovare lavoro qui devi sapere il norvegese, se non lo sai non trovi nulla. Considera che studiando il norvegese ti ci vogliono al minimo sei mesi per cominciare a spiccicare qualche parola in modo che ti capiscano e circa un anno e mezzo per parlarlo benino. Direi quindi che l’ostacolo è quello, più che i titoli di studio.

  3. Mel Says:

    Ah ok perfetto quindi…Dunque io tra poco terminerò un master in traduzione audiovisuale (web, tv, commercials, sottitolaggio, videogames ecc ecc) e le mie lingue di specializzazione sono inglese spagnolo e davvero molto poco svedese, so che come comprensione è molto simile al norvegese ed infatti nella lettura ho un po’ meno problemi rispetto all’orale…ad ottobre mi arriverà un libro di grammatica norvegese in tutta probabilità, quindi mi sto attivando in merito…comunque quello che ho letto su altri siti (cioè che come inizio l’inglese è sufficiente per trovare qualcosa) è una cavolata?….
    Sisì davvero come un libro 🙂 complimenti ancora e grazie per la risposta davvero!

    Ti auguro una buona giornata 🙂

  4. osloninja Says:

    Riguardo lo svedese, posso dirti che normalmente gli svedesi trovano lavoro senza problema in norvegia, infatti le lingue sono largamente mutuamente intellegibili. La cosa che mi capita di sentire più spesso in ufficio è gli svedesi che parlano svedese coi norvegesi: se non si capiscono (cosa rara) al più buttano nel discorso qualche parola in inglese e si comprendono senza problemi.

    Per quanto invece riguarda la sufficienza dell’inglese per trovare da lavorare… in pieno rispetto di chi te l’ha detto, secondo me non risponde a verità. Ci sono alcune compagnie grosse, come Microsoft, Cisco, Accenture, Adecco, Apple, Sun Microsystems, Aker Solutions: queste hanno come lingua dell’ufficio l’inglese perciò lì sei a posto. Ma per il resto, nella stragrande maggioranza dei casi è necessaria la conoscenza a un livello quanto meno decente del norvegese Bokmål.

    Posso citarti le varie fidanzate dei miei colleghi stranieri, che io sappia sono tutte quante indistintamente disoccupate perchè non parlano norvegese.

  5. Mattias Says:

    Posso confermare per esperienza diretta: se non sai il norvegese, non scomodarti a venire qui per cercare, prova pure a mandare CV dall’Italia, ma la possibilità di essere presi in considerazione è minima.Il fatto di sapere anche molto bene altre lingue non basta, le uniche persone che conosco che hanno trovato un lavoro qualificato grazie alla conoscenza dell’inglese,sono madrelingua….ovviamente il discorso cambia se nel CV c’è una laurea interessante oltre alle lingue.
    Io ho un buon livello di inglese, ma se non parlassi il Norvegese non credo avrei mai trovato lavoro..a riguardo, secondo me”fastlege” andrebbe visto come il medico “fisso” ,tipo sempre quello.

  6. osloninja Says:

    Sono daccordo, ho interpretato quel “fast” con lo stesso significato inglese di allacciato, collegato, saldato, fissato. E’ giusto, no?

  7. Belldandy Says:

    dì’, Ningia, ho letto che oggi in norvegia e’ giorno di elezioni.
    E’ un argomento un po OT con il medico della mutua, pero’ e’ interessante per il discorso del raffronto di culture, magari con un post a parte…

    Per combinazione ero in Giappone in piena campagna elettorale, che ha toni decisamente diversi dalla nostra.
    Li come sono organizzate le propagande elettorali?

    ciao, e buona fortuna col torcicollo.
    Danda.

  8. Mel Says:

    Ok capisco allora…la mia laurea oltre alle lingue come ho già scritto è un master in traduzione del settore audiovisuale (unica in Europa a titolo di master)…e dunque ragazzi come fare? se posso permettermi di chiedere come avete fatto voi? Qualche consiglio pratico? Sogno di trasferirmi in Norvegia praticamente dall’infanzia, ho sempre avuto un amore molto forte verso questa terra quindi è per questo motivo che sono abbastanza determinata.

    Ringrazio Osloninja per le risposte e mi scuso perchè forse inizio a diventare un tantino noiosetta 🙂

    Grazie a tutti buona giornata

  9. Mattias Says:

    Si direi, che in un senso più ampio è probabilmente quella….anche se non sono così ferrato da poterlo dare per certo. Mi vengono in mente altre parole con la medesima radice ad es. fastbeløp, che tradurrei come cifra fissa, ricorrente…
    Mel, il mio esempio lavorativo credo ti aiuti poco, io lavoro per la filiale norvegese di una multinazionale U.S.A. e seguo il mercato scandinavo, il 90% del mio lavoro è in norvegese, con clienti scandinavi.L’inglese mi è stato necessario per essere assunto, ma ovviamente non sarebbe bastato.Ad ogni modo la faccio breve: lavoravo fuori dall’italia, avevo il CV in inglese on line su monster, e mi hanno trovato, considera però che l’HR è in U.K. e ovviamente non è assolutamente la norma.La mia compagna, laureata e con tanto di master,non sapendo il norvegese non trova nulla..non è per scoraggiarti, ma pensaci bene!

  10. osloninja Says:

    Mi unisco alle esortazioni del buon Mattias.

    Ripeto a te quello che ho detto a tanti che mi hanno contattato per sapere come venire in Norvegia. Non voglio essere cattivo ma invito tutti quanti a riflettere molto bene. Un dato di fatto è che se si vuole lavorare in Norvegia è, diciamo, indispensabile conoscere il norvegese. Venire a Oslo, allo sbaraglio (come alcuni mi avevano detto) “per poi vedere che si trova”, ti posso dire è davvero un modo di buttare un sacco di soldi e di tempo all’aria.

    Se però venire in Norvegia è *davvero* il sogno della tua vita (ci sei venuta come turista?), l’alternativa economica è imparare il norvegese in italia. L’alternativa meno economica è venire qui, per i primi sei mesi come cittadina europea non hai bisogno di nessun tipo di permesso di soggiorno, ti iscrivi subito ai corsi statali di norvegesi e cominci a cercare un lavoro (che all’inizio sarà probabilmente molto, molto, molto modesto e sarà dura pagarsi l’affitto). Quando poi lo sai bene, puoi cercarti un lavoro decente.

    Personalmente scoraggio fortemente di venire qui allo sbaraglio, anche se ovviamente ognuno può fare quello che ritiene più giusto, ci mancherebbe. Mattias, come me, è giunto qui dall’estero poichè ha mandato il CV e ti consiglio di fare altrettanto.

  11. bKn Says:

    Ciao H.J.F.! 😉
    Tornando al tuo post originale, mi permetto di muovere una critica assolutamente costruttiva circa il tuo “spam” di primo paragrafo… Dopo avere attentamente ascoltato un paio di volte il video di presentazione di Rise of the Godslayer mi sento di poter dire che la voce fuori campo, o voce narrante (no idea su come la chiamate), mi pare abbastanza debole. Seppur roca e “vecchiarda” al punto giusto, ha una tonalità troppo pulita per stimolare la mia immaginazione ascoltandola ad occhi chiusi… Forse l’avete scelta apposta, non saprei, ma quando sento “my empire” così aspirato francamente rimango un po’ perplesso: manca decisamente di convinzione nel timbro!
    Saluti Figarellamente Argentani, ciao! 🙂

  12. Mel Says:

    Capito Osloninja 😉 grazie ancora per i consigli! Ho giusto appunto ieri ordinato nella mia vecchia università un corso di norvegese…partire con delle basi forse sarà meglio come dite voi…anche se, come credo avrete sperimentato di persona, non si sa mai una lingua fino a quando non si è praticata sul luogo d’origine della lingua stessa…Sì, ci sono stata in vacanza ma non è per quello che ho preso questa decisione, nutro una passione sconsiderata per Norvegia e Svezia da molto tempo, durante il periodo delle superiori cercavo corsi di lingua a riguardo ma ovviamente nulla e poi per fortuna l’ho trovato all’università…diciamo che il tuo blog è davvero una manna dal cielo perchè è schietto e sincero e un po’ mi fa viaggiare ad occhi aperti…:)

    Un saluto

    Melania Aloia

  13. Stenella Says:

    Ciao,
    ho trovato il tuo blog per caso,e non mi è parso vero!
    Volevo spendere due parole rispetto alla mutua norvegese…se posso!
    Vivo in Norvegia da quasi un anno e mezzo e per fortuna sono stata dal medico pochissime volte, giusto per farmi fare dei certificati per il lavoro (a proposito di lavoro, io sono biologa e parlo 3 lingue, tra cui, da poco il norvegese, ma devo dire che nonostante non lavori ancora come biologa, un lavoretto l’ho trovato quasi subito, come assistente in una scuola pubblica.Meglio di 6 mesi di completa passività, no?!Però sono d’accordo con te, per lavorare tocca sapere abbastanza bene il norvegese). Comunque, ritornando alla mutua, nel tuo conto delle 172 corone non sono incluse le ricette (36+36). O meglio, costa sempre, o quasi sempre così, con o senza ricette. Per avere un semplice certificato per assenza dal lavoro paghi la stessa cifra, mentre in Italia il certificato medico è GRATIS. Così come sono gratis anche molti dei medicinale che ti scrivono in ricetta. Inoltre in Italia se il tuo bambino ha la febbre a 40 non ti fanno uscire di casa con -20°C, ma il pediatra ti viene a casa. Non è tutt’oro quel che luccica… La Norvegia ha un milione di cose positive, ma l’assistenza sanitaria ( e soprattutto la sua qualità) lasciano MOLTO a desiderare! ciao e alla prossima! 😉

    • osloninja Says:

      I prezzi che mi dici non mi quadrano, io se vado al Legesenter qui dietro casa spendo 112 corone mi pare per un certificato medico, le ricette sono in aggiunta a quello perciò quando sono andato l’ultima volta ho speso 170 e rotti. Sei sicura? Il certificato medico è vero che si paga e in italia no, però 100 nok come ormai sai bene non sono niente, perciò non mi da fastidio pagarle.
      Sapevo invece della differenza di prontuario che mette nella categoria a carico del cittadino farmaci che in altri paesi sono forniti dallo stato, tuttavia credo che queste differenze ci siano quasi in tutti i paesi. Voglio dire, il Voltaren in Norvegia è illegale, in italia non hai problemi a trovarlo, di differenze direi che se ne trovano :D. Oppure il Betadine che qui non esiste (io me lo porto dall’italia) ma devi prenderti il Pyrisept.
      E poi si, c’è questa cosa che il tuo fastlege non verrà mai a casa tua a visitarti a meno che non sia una condizione incredibilmente eccezionale, tant’è vero che il governo ha appena varato una norma che prolunga i giorni di autogiustificazione per malattia da 3 a 8 così la gente malata di influenza suina non deve andare in giro per la città per andare dal medico. Sotto questo punto di vista sono fortunato, il dottore ce l’ho accanto a casa, però in genere immagino sia una gran seccatura.
      Diciamo che, fintantochè son piccolezze per me che abito in periferia con un centro medico qui accanto le cose vanno bene. In centro ad esempio mi dicono che in molti distretti sanitari si subiscono ore di coda anche per le visite più banali.

  14. Liliana Says:

    E secondo voi perchè io non sono andata a vivere in Norvegia? La lingua! Il clima!
    Sinceramente io non ho problemi di lavoro, di casa, di niente … sono fortunata.
    Ma quello che mi manca, con tutti i pro e contro, è vivere un po’ di civiltà, vedere in anteprima un po di futuro.
    Non credo che si possa avere un quadro chiaro della Norvegia, o di qualsiasi paese straniero, andandoci in vacanza.
    Non so come, ma prima o poi, faro’ quest’esperienza, un paio di mesi.
    Mi consigli?

    • osloninja Says:

      Se vuoi venire in Norvegia in vacanza, due settimane sono più che sufficienti per vedere pressochè tutti i fondamentali :D.

  15. Iolanda Says:

    Ciao osloninija, mi accodo alle innumerevoli richieste di consigli. Mi è chiaro che per trovare un lavoro qualificato è necessario il norvegese. E mi sembra anche più che giusto. Ora la mia domanda è questa: io sto per laurearmi in ingegneria edile/architettura. Sono molto combattuta sul da farsi per il mio futuro. In Italia ci richiedono l’abilitazione (e superare l’esame di stato comporta parecchio tempo e soldi, un mio compagno di corso ha impiegato un anno – perché bocciato due volte – e una bella cifra di 600€ ogni volta, quindi 1200€) e a me sembra una perdita di tempo che potrei impegnare, appunto, in un’esperienza all’estero. L’idea è di partire insieme al mio ragazzo: viviamo parecchio distanti e dopo la mia laurea volevamo “riunirci” partendo da zero altrove. Direte voi: chi te lo fa fare venire qui a spendere soldi? E’ vero, ma tanto li spenderei comunque in un affitto in Italia, tanto vale spenderlo in Norvegia!
    Ora, non pretendo di arrivare come una rosa e trovare il mio lavoro, mi va bene fare la cameriera (tanto per dire) per i primi tempi finché non saprò in modo decente il norvegese, ma la domanda è: voi che vivete lì, potete darmi un’idea delle opportunità lavorative per un neolaureato in ingegneria quindi SENZA ESPERIENZA, in particolare nel mio campo quindi delle costruzioni?
    Per evitare appunto di andare “allo sbaraglio” come mi consigliate di muovermi? A parte mandare cv direttamente alle aziende, ci sono dei canali preferenziali che potrei sfruttare per potermi inserire (tirocini, stage) anche con poca esperienza (in realtà ho lavorato per anni in uno studio di ingegneria, ma facevo solo la disegnatrice CAD, oltretutto in nero, quindi non posso certificarlo)?
    Vi ringrazio infinitamente per qualunque tipo di suggerimento, anche del tipo “stai a casa che è meglio” 😀 Mi interessa sul serio sapere se con la mia laurea ho possibilità di continuare il mio percorso 🙂 Grazie! 🙂

    • osloninja Says:

      Ciao Iolanda, sono ingegnere anche io e io ho sostenuto l’Esame di Stato, perciò faccio parte dell’Albo come tanti colleghi. Nel mio settore specifico ammetto che l’utilità dell’Albo è piuttosto limitata, e sai perchè? Perchè l’utilità assoluta dell’Ordine dell’Ingegneri è proprio per gli ingegneri del tuo settore! L’Albo ti permette di trovare commesse e contatti, perciò onestamente piuttosto che venire in Norvegia a fare la cameriera (anche se con una laurea in ingegneria non è così difficile trovare compagnie in norvegia che ti dicano che non c’è problema per la lingua, è sufficiente una buona conoscenza dell’inglese) io proverei a sfruttare l’ordine degli ingegneri per trovare un buon lavoro. Non so che esperienza abbia avuto il tuo compagno di corso, ma trovo davvero inusuale sia che abbia speso così tanti soldi per fare l’esame (io non ho speso assolutamente una cifra simile!) e che si sia trovato così in difficoltà. E’ un esame semplice che ti da moltissime possibilità, proprio nel tuo settore, personalmente non ti consiglio di gettarle via.

  16. Iolanda Says:

    ciao osloninja e grazie per la tua risposta! Riguardo l’esperienza dell’esame di stato, se l’hai fatto diversi anni fa ti posso assicurare che le cose sono cambiate! Mentre studiavo e vedevo i miei colleghi del vecchio ordinamento laurearsi e darlo, mi dicevano che era una banalità, una formalità diciamo. Adesso per il nuovo ordinamento non è così semplice (ho visto i temi e mi sono spaventata), ero convinta anch’io che non bocciassero nessuno e invece il mio compagno di corso non è un caso isolato…600€ è la cifra che si paga a Bologna, forse in altre città costa meno, ma l’ordine di grandezza penso sia quello…comunque ti ringrazio per i chiarimenti, mi hai incoraggiato! 🙂

    • osloninja Says:

      E qui le cose si fanno ancora più misteriose, io ho studiato a Bologna e ho fatto l’esame di stato a Bologna e non ricordo questi prezzi paurosi…

  17. Iolanda Says:

    uh ops devo fare una piccola correzione (sono andata a rispulciare le mail del mio amico per rinfrescarmi la memoria sui prezzi). Lui ha pagato, come tassa di iscrizione, 450€ (non 600€, pardon) ma i 600€ si raggiungono dopo, all’eventuale superamento dell’esame, quando bisogna pagare 2 marche da bollo da 14,62 per il rilascio del diploma di abilitazione + 65€ per l’indennità rilascio diploma +47€ come tassa di abilitazione alla professione. Il totale fa 141€, che aggiunti alla tassa d’iscrizione fa 591€, una bella sommetta!
    Quindi se si viene bocciati non si perdono 600€ ma “solo” 450€.
    Ti assicuro che la bocciatura non è un’ipotesi così remota. Oltre al mio amico sono state bocciate, tra quelli di mia conoscenza, due ragazze che, ti assicuro, sono a un altro livello rispetto a me (anzi rispetto a tanti!), questo perché ci sono 4 prove scritte e 1 orale, e bisogna avere la sufficienza in tutte le prove (non basta fare la media dei voti), quindi se si va male in una prova, anche se le altre sono state eccellenti, si viene bocciati. Questa è l’Italia!

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