Il ritorno del freezer

Salve a tutti!

Come avrete forse visto sui siti specializzati come Gamasutra (mia madre quando ha saputo che il sito di riferimento della industry era Gamasutra ha storto il naso, pensava fosse un sito porno, lol), Funcom ha cassaintegrato il 20% della propria forza lavoro: un sostanziale numero di persone dal quartier generale qui a Oslo.

Non fornirò numeri nè alcunchè che non sia stato ufficialmente dichiarato dal nostro amministratore delegato, tuttavia voglio fornirvi un punto di vista umano di ciò che è successo.

Innanzitutto, tranquillizzo tutti gli amici, i conoscenti e i lettori, ho ancora un lavoro, sono profondamente rispettato e nessuno si è sognato anche solo lontanamente di congelarmi in cassa integrazione, segno che tutto l’impegno e gli sforzi di questi mesi sono valsi qualcosa.

Ricordo poi che nonostante quello che hanno riportato le agenzie, non abbiamo licenziato nessuno che non fosse in condizione di essere cassaintegrato secondo la legge norvegese. Ho già fatto un post su come funziona il congelamento del posto di lavoro qui in norvegia quando l’anno scorso ridimensionammo il reparto QA. La stragrande maggioranza dei colpiti dal provvedimento era nelle condizioni di ricevere supporto dallo stato norvegese, quindi è stata una forma di sospensione del lavoro molto morbida, almeno economicamente parlando.

Dal punto di vista umano invece è stato, ammetto, faticosissimo.

Andiamo con ordine. La settimana scorsa c’erano state alcune discussioni abbastanza accese tra il mio team e il team in cui lavora Targazzo. I miei gregari si lamentavano di non essere considerati abbastanza e di essere ostracizzati in tutte le discussioni di design. Targazzo e soci invece ci ritenevano troppo invadenti. Una classica questione a doppia faccia in cui la ragione sta da qualche parte in mezzo alle due posizioni. Non mi addentro troppo nella questione, non importa.

Giovedi scorso grandi discussioni con Targazzo e uno dei miei, abbiamo speso molto tempo per cercare di decifrare un documento di Targazzo scritto in teoria in inglese. Era veramente incomprensibile, ostrogoto. Momenti di tensione, qualche incomprensione, poi fortunatamente è intervenuto Giorgione e ha aiutato moltissimo. Io mi sono permesso di osservare che se per leggere un documento servono tre persone in aggiunta a chi l’ha scritto, ci sono dei problemi di capacità comunicativa molto pesanti.

Venerdi ricevo notizia che io sarei stato poco professionale nei confronti di Targazzo, con attacchi di tipo personale. Mi dà molto fastidio quando si mette in dubbio la mia professionalità perchè sono sicuro di non avere mancato di rispetto a nessuno, perciò ho passato l’intero weekend a pensare: “Sono stato poco professionale? Sono stato offensivo?”. Mi sono veramente scervellato e non sono riuscito a trovare una risposta.

Lunedi mi avevano promesso un incontro chiarificatore tra tutte le parti in causa. Ero pienamente pronto a scusarmi con Targazzo: sono certo di non avergli mai mancato di rispetto. Sono stato senz’altro critico nei confronti dei suoi documenti incomprensibili ma mai in maniera personale. Se però lui riteneva di essere stato offeso, alla fine questo è sufficiente per avere diritto a delle scuse, sono sicuro che ci siano state delle incomprensioni. Lunedi quindi mi aspettavo una serie di incontri chiarificatori. Nonostante i miei ripetuti solleciti, questi incontri vengono misteriosamente ritardati da Giorgione con motivazioni criptiche e poco chiare.

Non ci faccio troppo caso, almeno finchè non mi butta lì un “Fidati, le cose cambieranno”. Non avevo la più pallida idea di che cosa intendesse. Pensavo che avrebbe cominciato a intervenire più spesso nelle vicende tra team, o qualcosa del genere.

Martedi è doomsday. Arrivo in ufficio e i Produttori passano parola a tutti noi manager di medio livello di assicurarsi assolutamente che tutti quanti siano presenti alla riunione delle dieci. Il CEO gira nervosamente per i piani dell’edificio, non devono essere buone notizie, perchè se lo fossero ce l’avrebbero detto. Alle dieci ci raduniamo nella sala principale, non c’è solo il team di Conan, c’è tutta la compagnia eccetto Secret World (che ha un’area propria).

I minuti passano, siamo tutti lì riuniti, si capisce che c’è qualcosa di brutto nell’aria, ma non si capisce che cosa. Io mi aspettavo l’annuncio di qualche licenziamento, ma una cosa minuscola. O magari qualche ritardo in Secret World (non è certo la fine del mondo… non abbiamo annunciato quando lo rilasciamo, dopo tutto).

Il CEO arriva con circa dieci minuti di ritardo, visibilmente commosso. Comincia a parlare, ma è troppo commosso e prende un minuto per calmarsi. Quando finalmente prende coraggio annuncia le scioccanti novità: il consiglio d’amministrazione ha deciso che bisogna assolutamente diminuire i costi, e la sede di Oslo costa molti soldi. In conseguenza di ciò, hanno deciso di mandare un certo numero di persone in cassa integrazione (ove applicabile, altrimenti tristemente licenziamento).

Subito dopo il meeting mattutino è cominciata una attesa straziante (non per noi manager, fortunatamente). A turno tutti quanti sono stati chiamati per una breve chiacchierata col relativo Produttore per sapere del proprio destino. I primi sono stati tutti i manager e io sono stato chiamato intorno alle dieci e mezza. Non ero molto preoccupato, ma non si sa mai, il nervosismo in tutta la compagnia si tagliava col coltello da tanto era solido e concreto.

Nel Corridoio dell’Apocalisse ho incontrato uno dei programmatori che devo dire mi ha detto una cosa che mi ha fatto piacere: “Se ti mandano via, c’è qualcosa di seriamente sbagliato in questa compagnia!”. Per intenderci questo signore è un norvegese goth grande e grosso, che arriva in ufficio completamente coperto di cerotti perchè il giorno prima ha fatto scherma medioevale e si è massacrato. L’ho ringraziato per l’affetto e sono entrato nella Stanzina dell’Apocalisse dove mi è stato comunicato che mi confermavano in ruolo ma che perdevo un membro del team, Dario Minchiazzuni.

Ci tengo a precisare, io di tutto questo non sapevo nulla. Non posso nascondere che professionalmente mi faccia piacere non avere più a che fare con una persona così odiosa e spiacevole come Mr. Minchiazzuni, tuttavia umanamente non auguro veramente a nessuno di perdere il posto di lavoro. Come dice Giorgione, vorremmo tutti essere filantropi e pagare stipendi alle persone per non fare niente. Purtroppo non si può fare.

La comunicazione del Fato è stata devo dire irreprensibile. Entro l’ora di pranzo tutti quanti erano a conoscenza del loro destino. I problemi per noi manager sono cominciati ora.

Qualcuno ovviamente ha reagito male (v. Dario che ha minacciato di denunciare la compagnia), altri invece l’hanno presa davvero bene, arrivando persino a dire che era la spinta di cui avevano bisogno per cercarsi un nuovo lavoro.

Martedi, Mercoledi e Giovedi sono stati giorni difficili. Mentre comunque lavoravo alla delicatissima creazione del personaggio per aggiungere la nuova razza all’interno del gioco, ho passato gran parte del tempo a dare conforto alle persone, ad ascoltare sfoghi, a cercare di dare spiegazione e soprattutto, a MENTIRE.

Ebbene si. Di Secret World non so niente, ma in Conan abbiamo perso alcune persone con una etica di lavoro molto discutibile che da tempo ricevevano commenti molto negativi sul loro lavoro senza alcuna speranza di miglioramento. In situazioni come queste, devi essere solidale con tutti, anche con quelli che magari stimi di meno.

In questo scenario, ho fatto qualcosa di vero e sentito che già avevo pianificato di fare: scusarmi con Targazzo. Mercoledi è passato dall’ufficio per radunare la sua roba e andarsene per l’ultima volta. L’ho rincorso mentre usciva dall’ufficio e gli ho spiegato che se pensava che gli avessi mancato di rispetto mi scusavo, i problemi erano di comunicazione e non certo personali. Ci siamo stretti la mano, ci siamo augurati buona fortuna e mi sono sentito molto meglio.

Ora la tempesta è un po’ passata, ma è devastante camminare per i corridoi della società, ora siamo tutti sparsi tra più piani ma c’è un vuoto quasi spettrale. Abbiamo consolidato la struttura questo Venerdi ma non stavo bene quindi non so se ci siamo già tutti radunati in un piano solo. Fatto sta che questo brutto pasticcio avrà senz’altro ripercussioni sul morale che sentiremo ancora per molti giorni.

Saluti di oggi a Giorgione, perchè lui mi capisce.

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3 Risposte to “Il ritorno del freezer”

  1. Mel Says:

    Anche quando sembra che la crisi quasi non ci sia…eccola incombere come un fulmine a ciel sereno…mi trovo d’accordo in pieno con il tuo discorso…lo stesso successe a me quando lavoravo in un’azienda di traduzione…molte persone furono licenziate perchè combinavano poco e in quei momenti mentì proprio come hai fatto tu…tra di loro però c’era un tecnico/assistenza pc che di tutto questo aveva davvero poco…ebbene lui non si smentì nemmeno l’ultimo giorno…fece lo sbruffone con il capo dicendogli “menomale tanto quest’azienda non mi piace…”…davvero indecente fino all’ultimo.
    Sono cmq contenta per te, forse lì dove stai tu la meritocrazia esiste.
    Forza!:)

    PS un piccolissimo ps visto che tu hai questo bel blog mi sento di dire che anch’io ho un piccolo blog, o per lo meno non è il mio ma ci scrivo qualche articolo, notizie musicali e recensioni senza fronzoli. Se ti va ecco il link http://rockermag.wordpress.com/. Non ha nessun scopo propagandisco ovvio, solo una passione da condividere anch’io.

    Buona giornata a te
    Mel

    • osloninja Says:

      In realtà, quanto successo poco ha a che fare con la crisi. Tuttavia confermo, le dolorose selezioni sono state prettamente meritocratiche.

  2. Mel Says:

    Menomale allora. Infatti il mio pensiero è? Ma la crisi si sente davvero dappertutto come vogliono farci credere qui? Ad oggi io ho 24 anni, vivo da sola, sto per finire un master, ho mandato una 30ina di CV e non ho ancora ricevuto risposta. Nemmeno una. In molti mi hanno detto devi aspettare. E’ vero forse. Però mi sento comunque piuttosto frustrata. Vabbeh aspettiamo fiduciosi…

    Buona settiamana a te osloninja

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