Il panettiere che non è un panettiere

Salve a tutti!

Secondo uno schema già collaudato, oggi vi parlo di un altro aspetto del quotidiano che non è certo come a casa nostra: il panettiere. Ora che abito in centro ho vicino il negozio principale delle United Bakeries, una serie di panetterie che ha come obiettivo sfornare pane in stile europeo (direi di ispirazione francese-italiana).

Vi chiederete quindi che tipo di pane invece sia comune qui. Ebbene, qui il pane si trova facilmente in ogni supermarket, anche il più scadente, in circa venti o trenta varietà (non è una esagerazione). E’ tutto pane in cassetta, due varietà sono bianche (all’americana, col latte), tutto il resto è integrale secondo qualche misura. Considerato che il pane al latte non è la mia passione e che quello integrale non lo digerisco, potete ben capire che per me, amante del pane, qui la situazione è potenzialmente piuttosto tragica.

Mi sono salvato finora comprando le rundstykker (=”pezzi di pane tondo”, la descrittività del cibo norvegese è sempre unica) e le baguette precotte di ICA, ma United Bakeries finalmente mi restituisce una dimensione di panificazione in linea col resto delle nazioni civili.

Felice di vivere finalmente vicino a un panettiere, mi reco quindi bel bello al negozio la mattina alle 8.05 prima di andare in ufficio. E’ invero molto bello, arredato in stile rustico, l’odore del pane è inconfondibile (altro che cassetta, c’è un forno qui dentro! e usano la farina!), ha anche alcuni tavolini fuori dato che l’impostazione della panetteria è tedesca (si può comprare anche il caffè e gustarlo lì, in stile pasticceria).

L’orario di apertura dice “8.00”, mi aspetto quindi che il panettiere trabocchi di pane fresco… ovviamente no.

Come sarebbe no, direte voi. Ebbene… no!

Facciamo un piccolo passo indietro. Tipicamente un panettiere “classico” è un signore che si alza alle quattro del mattino, impasta il pane, lo inforna, lavora sodo e intorno alle sette ha una bella sfornata di pane. Lo vende la mattina e probabilmente intorno a mezzogiorno o poco dopo chiude perchè ha finito il pane, oppure ne inforna altro durante il giorno.

Ma qui siamo in Norvegia e mi gioco quello che volete che alzarsi alle quattro per lavorare è senz’altro illegale/illegittimo/immorale/degno di castrazione/pena capitale. Ne consegue che il mio ottimo fornaio apre sì alle 8.00 ma fino come minimo alle 8.30 non ha pressochè niente di pronto se non le gigantesche brioche mattutine (per gli italiani che vivono qui a Oslo e vanno su Karl Johans a fare colazione: il pain au chocolat è buono ma c’è veramente TROPPO burro, evitatelo).

Un pezzo di pane però è pronto sempre e quello sto comprando: rundstykker :/. Certo, fatte di vero pane e non fatte con bolle di pastaccia infilata in un forno elettrico ICA sono tutta un’altra cosa :).

Facezie a parte, questo negozio mi rallegra l’esistenza, mi manca l’esperienza del “mio fornaio” e United Bakeries supplisce più che bene specie considerato che in termini di costi è alla pari di qualsiasi altro pane trovi in città (Baguette surgelata infornata da ICA: 24 NOK, Baguette di semola United Bakeries: 26 NOK) e in termini di qualità e gusto ci troviamo decine di categorie sopra qualsiasi concorrente.

Intervistati a riguardo, i norvegesi che conosco commentano così: “Ma il pane norvegese è molto migliore perchè ci sono molte più varietà e poi lo sanno tutti che il pane bianco fa male.”. Che dire, posso solo commentare che non sapere distinguere tra il pane bianco al latte e quello di semola è sufficiente per renderti poco qualificato a parlare di pane, secondo me :D.

Saluti di oggi a Jo per l’assistenza e a Kate per i suoi vestiti sobri. Ci potrei infilare una battuta qui ma sarebbe inopportuna, quindi vi propongo una crittografia sinonimica: “(5) COSTANZA”. Al fortunato solutore tutta la mia stima.

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18 Risposte to “Il panettiere che non è un panettiere”

  1. gattosolitario Says:

    Ecco una cosa che mi farebbe piacere trovare in Svezia. Comunque devi capire che da queste parti fa “bene” tutto quello che manda di corpo (cibo integrale), male tutto ció che non é tradizionale, tipo pasta e pizza : )

  2. osloninja Says:

    Lo capisco e lo so benissimo, resta il fatto che lo trovi una sonora minchiata, specie quando viene condito con quell’aria di superiorità propria del norvegese “che ora ti spiega come si mangia”. Mafatemiilsantissimopiacere :D.

  3. mattias Says:

    Ma lo sai che fino a un pò di anni fa…circa al tempo dei vichinghi veri, a scuola era proibito portare il pane bianco per merenda?! credo che per molti il pane bianco rappresenti il male assoluto…una sorta di berlusconi di farina.
    Ad ogni modo bisogna non arrendersi e cercare: ad Haugesund avevo la mia fornaia di fiducia che sfornava alle 8/9 e chiudeva il negozio all’una, ad Oslo so che il “bakers Økern” sforna di notte( ci lavora un ragazzo che conosco) però sulla qualità del pane industriale non mi esprimo…e poi…a me il pane integrale piace 😀

  4. Tom Says:

    Ciao, fammi indovinare…Anche in Norvegia, come qui in Germania, la Domenica il 95% degli esercizi commerciali (supermercati inclusi) sono chiusi, perche’ e’ immorale/illegale/contro il volere della chiesa far lavorare le persone di Domenica…

  5. TopGun Says:

    Il pane bianco, raffinato, è il pane dei “signori”.
    il pane misto con la crusca era invece quello dei poveri.

    io sono per il bianco, ma con l’innesto di pane misto che mangiato ogni tanto non fa male.
    se si esagera, si. ma si vede che in nord europa la stipsi è un problema grosso 😛

  6. drmystere Says:

    Ti consiglio di provare “italienske landbrod” lo trovi a Skt. Haunsagen da “Gutta paa Haugen”. Fantastisk 😉 Ha det bra 🙂

    • osloninja Says:

      Bello, ma mi risulta un po’ fuorimano St. Hansaugen :D. Per ora vado da united bakeries su Karl Johans Gate che tutto sommato è un bel negozio :).

  7. dome Says:

    si dia il caso che in quel negozio io ci lavori, e ti assicuro che dalle 4 del mattino iniziamo a sfornare pane e alle 8 il pane è in negozio!
    cmq di italiano c’è solo la focaccia, che non è nemmeno in stile genovese, direi + una focaccia provenzale..quindi si tratta di panificazione francese in vasta parte adattata alla cultura norvegese (pani integrali, brioches all’uvetta o cioccolato…)

    • osloninja Says:

      Mi fa piacere, è un ottimo negozio. Quello che mi dici però rende il tutto ancora più paradossale, vita da fornaio e poi il negozio quando apre non è pronto? Che senso ha?

  8. dodoweb2013 Says:

    Oslo ninja non riesco a contattarti in privato xchè non trovo la tua mail da nessuna parte, puoi contattarmi te? dodoweb@excite.it

  9. antonino Says:

    salve a tutti mi chiamo ANTONINO ho 32 anni sono di napoli sono panettiere e pizzaiolo da una vita. mi piacerebbe tanto lavorare in norvegia ,anche per far assaggiare il mio pane cafone

    • osloninja Says:

      Ci sono tanti italiani che lavorano nella ristorazione in Norvegia, a tutti i livelli, se riesci a procurarti qualche contatto non dovresti avere problemi.

  10. antonino Says:

    figurati ti ringrazio di avermi risposto. qualcosa faro

  11. stefano Says:

    Ciao se serve un panettiere / pizzaiolo a forno anche a legna sono disponibile e poi vedranno che il pane italiano è il migliore 😀😁😏😏😏

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