La lavanderia che non è una lavanderia

Salve a tutti,

Oggi parliamo di un problema quotidiano che qui non esiste: la lavanderia a secco. Sto mettendo via un po’ di vestiario invernale e prima di farlo ho deciso di pulirlo. Una delle giacche però, va lavata a secco e mi si è presentato quindi il problema di trovare un posto che facesse al caso mio.

Mi ero già interessato della questione tempo fa, ma per dirla con tutta franchezza non avevo cavato un ragno dal buco. La società in cui lavoro è un ambiente molto informale e non sono riuscito a trovare una persona che mi potesse indicare dove trovare un lavasecco semplicemente perchè qui non usano abiti che ne richiedano l’utilizzo. Mi hanno saputo indicare svariate lavanderie a gettoni, ma quelle non mi servono, so come usare una lavatrice…

Questa volta però, avevo proprio bisogno di un lavasecco e la fortuna mi ha sorriso. Tornando a casa dopo essere stato in posta a spedire un po’ di roba in Italia mi sono trovato di fronte proprio a una lavanderia. Mi sono sentito parecchio stupido, questa lavanderia è così vicina all’ufficio ma non l’ho mai notata. E’ anche vero che non vengo mai in questa parte del quartiere, quindi sono parzialmente scusato.

Da fuori sembra una lavanderia davvero grande (quattro vetrine, enorme!), perciò entro a chiedere informazioni. Purtroppo sbatto il grugno contro la barriera linguistica, la signora di mezza età che gestisce la lavanderia non capisce assolutamente niente di inglese e io di termini norvegesi in ambito di lavanderie non so proprio niente. Accanto alla cassa noto però una pila alta così di ricevute intestate alla Deloitte che è un nota compagnia di consulenza. I consulenti sono per definizione dei colletti bianchi giacca & cravatta, perciò a quel punto non ho dubbi che in qualche modo questo posto può aiutarmi a lavare il mio cappotto.

Non riuscendo a intendermi in nulla con la signora, faccio la cosa più semplice: vado a casa, prelevo il giaccone e lo porto lì. Le etichette di lavaggio sono internazionali (anche se non mi sorprenderebbe se ci fosse una versione norvegese tutta strampalata) perciò spero di cavarmela.

Quando torno, fortunatamente è arrivata la figlia della signora, che ha una ventina d’anni e parla perfettamente inglese. Benissimo, penso io, è fatta! Invece no…

“Salve, ho bisogno di lavare a secco questo giaccone.”

“Ah, ha bisogno di lavarlo?”

“Si, a secco.”

“Ah…” *controlla l’etichetta* “Ma questo va lavato a secco”

“…Appunto, devo lavarlo a s e c c o”

“Ehh, allora lo dobbiamo mandare a un’altra lavanderia”

“Ma come??”

“Si, dobbiamo mandarlo a un’altra lavanderia che poi ce lo ridà. Lo può venire a prendere venerdi prossimo, sono 420 corone.”

Insomma questa lavanderia non è una lavanderia, è una sorta di centro di smistamento per il lavaggio. La cosa che fa ridere è che l’insegna dice proprio Lavanderia, non dice “Posto dove ti facciamo lavare la roba da qualcun altro”. Suppongo di poter pensare in positivo che mi hanno risparmiato di girare tutta la città per trovare un EFFETTIVO lavasecco.

Saluti di oggi a Fanz e a Papa Dimentico, in nome di Van Gogh.

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5 Risposte to “La lavanderia che non è una lavanderia”

  1. gattosolitario Says:

    É cosi da queste parti. Le “lavanderie” in realtá sono dei punti di raccolta che poi smistano ad altri centri piú grandi ed industriali. La cosa divertente (e qui sono ironico), é che costano un occhio della testa e generalmente non sono per niente bravi. Almeno in Svezia in questi stessi posti ti fanno le pieghe ai pantaloni etc…

  2. osloninja Says:

    Semplicemente ridicolo.

  3. Pezio Says:

    Ah ecco!
    Quindi avrò il tuo stesso problema.
    Dovrò provvedere a cercarla in futuro, non ho intenzione di spendere un botto di 420 corone…wow!!!

  4. Tom Says:

    Ciao, due domande…
    1 – Ti sei sentito “benvenuto” quando sei arrivato in Norvegia, o pensi che rimarrai sempre uno straniero agli occhi dei locali?
    2 – Puoi darmi l’indirizzo del sito del governo dove ci sono informazioni sulle tasse?
    Grazie mille

    • osloninja Says:

      1- Non mi sono sentito per nulla benvenuto, considerata la quantità di affittuari razzisti con cui ho avuto a che fare, pur avendo già un lavoro e una compagnia grossa che garantiva per me con tanto di lettera di raccomandazione scritta. Se sarò per sempre uno straniero immagino di si, ma non ho mai fatto della norvegia la mia prospettiva ultima di vita.
      2- http://www.skatteetaten.no

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