Oh no! Ancora!

Salve a tutti!

Finalmente ho un collegamento internet qui a casa perciò posso ricominciare a scrivere stupidaggini sul blog. Ringrazio tutti coloro che mi hanno contattato in questi giorni per chiedermi che fine ho fatto. Con questo post voglio innanzitutto rassicurare tutti che sto davvero molto bene, Montreal è un bellissimo posto dove vivere, almeno a una prima superficialissima analisi.

Oggi però, dato che è un po’ che non scrivo, vi faccio fare quattro risate, tanto per tenere il pubblico caldo. Vi sto scrivendo dal mio centralissimo monolocale vicino al Palazzo dei Congressi, la zona è di pregio ed è nel cuore della Vecchia Montreal, la parte antica della città. Ovviamente qui siamo in America quindi per “antico” si intende 1800.

Questo simpatico monolocale l’ho trovato sfruttando i servigi di un agente immobiliare che la megaditta mi ha prontamente fornito, Gigio (il nome è fittizio, però se seguite il mio blog da tempo ormai lo dovreste sapere). Gigio fa l’agente immobiliare da ventidue anni e mi spiega come funziona qui a Montreal (ne ho già parlato, ma tutto questo è funzionale alla storiella di oggi). Tu sei un padrone di casa e cerchi un inquilino, perciò dai il mandato a una agenzia di trovarti un povero malcapitato che resti nel tuo locale tipicamente per un anno. In cambio tu padrone di casa dai il primo mese di affitto all’agente in questione.

Come… come? Tu che cerchi casa non paghi l’agente? Esatto, è proprio così, non lo paghi, l’agente si fa un mazzo così (compreso scorrazzarti ovunque o pagarti il taxi) per farti vedere tutti i posti che potrebbero piacerti, ti manda decine di inserzioni, ti aiuta a fare la cernita e fa di tutto affinchè l’affare vada in porto. Troppo bello per essere vero, no? Eppure è vero… quasi.

C’è un piccolo problemino in questo sistema apparentemente fantastico. Non c’è una cosa che vi puzza, leggendo la descrizione delle dinamiche? L’agente non lo paghi, è vero, ma poichè non solo è pagato completamente dal padrone di casa ma percepisce una quantità di denaro pari al tuo affitto, significa che questo signore che ti aiuta non ha alcun interesse a trattare sul prezzo dell’affito, cosa che qui è comune e ordinaria, bisogna essere dei veri allocchi per pagare esattamente quanto il padrone di casa chiede. Occhio quindi, se venite qui, l’agente tipicamente tenderà a non tirare sul prezzo nonostante qualunque persona con cui parli ti consigli di farlo.

Ma torniamo a Gigio, quest’uomo particolarmente gaio che effettivamente mi ha aiutato a trovare questo bel monolocale. La burocrazia ve la spiego per utilità collettiva, è complicata ma c’è di positivo che tutti i contratti sono standard e forniti dall’ufficio regionale per la contrattistica immobiliare, quindi è difficile essere fregati a livello contrattuale. Quando avete trovato un posto che vi interessa, firmate col vostro agente una Impegnativa di Affitto (Promise to Lease) che significa che voi siete disposti ad affittare il locale alle condizioni che VOI specificate (affitto tot, queste condizioni, mi dovete pulire tutto, voglio le pareti rosa). L’Impegnativa è dotata di un termine, che tipicamente è di 24-48 ore, quindi non si resta in ansia per giorni.

Il padrone di casa può rispondere in tre modi: può accettare la vostra impegnativa, la può rifiutare completamente e vi può fare una controproposta. Nel primo caso siete costretti a firmare il contratto di affitto alle condizioni che avete posto. Nel secondo caso la trattativa è chiusa e nessuno ha obblighi verso l’altro (nulla vi vieta di presentare un’altra Impegnativa).  Nel terzo caso i ruoli sono invertiti e a questo punto voi avete la possibilità di rifiutare, di accettare o di fare una controproposta (non c’è limite al numero di turni di controproposta, si va avanti finchè non si raggiunge un accordo, conosco persone che ne hanno fatti cinque).

Nel caso di proposta accettata e contratto di affitto poi non firmato, si paga una penale pari a una mensilità di affitto (può essere di più in certi casi ma non mi addentro), quindi fate una offerta solo se in un posto ci volete DAVVERO andare o rimanete fregati.

Io sono arrivato nel mio bel monolocale dopo un round di trattative, cosa piuttosto comune. Ero veramente felice quando ho firmato il contratto, la locazione è eccellente, il prezzo è ottimo, sono a due passi dalla città sotterranea di Montreal, sono a due passi da Chinatown (dove si mangia benissimo e con pochi dollari), sono vicino a tutto, finalmente nel centro di una grande città, come piace a me.

La prima sera torno a casa e nel corridoio sento uno strimpellio notevole di pianoforte. La furia mi assale, immane, infinita, quando entro in casa e lo strimpellio si sente OVUNQUE. La mia vicina è una dannatissima suonatrice dilettante! Tollero per venti minuti, non di più, poi mi monta una collera talmente grande che decido di non sottostare al sopruso, ne ho abbastanza di posti rumorosi. Sono ormai le 22.40, busso dalla vicina e con garbo ma fermezza le dico che apprezzerei se suonasse in un altro momento della giornata, quando magari uno non torna stanco morto dall’ufficio e vorrebbe rilassarsi invece di avere questo fracasso nelle orecchie.

La mia vicina è una ragazza sui venticinque anni, anche piuttosto carina, ma ovviamente la prima reazione è piuttosto indisponente. Mi spiega che tanto lei non suona mai dopo le 23 (non c’è nessuna legge precisa qui sugli schiamazzi, semplicemente la polizia per lamentele sul rumore difficilmente si attiva prima delle 23) e che avrei dovuto farci l’abitudine perchè tanto i muri qui fanno schifo.

Mi spiace cocca, non sai con chi hai a che fare. Il giorno dopo allerto immediatamente il padrone di casa e lo metto al corrente del problema. Prima di cercare un posto dove vivere mi ero ampiamente informato presso la direzione generale immobiliare del Quebec (Règie du Logement) riguardo i doveri dei padroni di casa sul rumore e so che questo genere di problemi va risolto o l’inquilino può chiedere un legittimo scioglimento del contratto di affitto perchè il posto è invivibile.

Nonostante le cupe previsioni che molte persone mi avevano fatto riguardo la lentezza dei padroni di casa a Montreal, specie quelli che fanno parte di grandi società, il grande Gefonzio ha preso subito in mano la questione. E’ venuto a casa dopo qualche giorno con un ingegnere strutturista per la misurazione del rumore e questo esperto ha determinato che effettivamente l’isolamento acustico tra il mio appartamento e quello della signorina Scarsoni (da oggi la chiameremo così) è insufficiente e andavano sigillate alcune fughe. Dopo un paio di giorni Gefonzio ha mandato qui uno dei ragazzi della manutenzione, il grande Mantonio, che ha provveduto a sigillare tutto (non so bene cosa abbia fatto, io sono tornato dal lavoro e avevano fatto tutto, senza sporcare niente).

Risultato, la signorina Scarsoni continua a strimpellare e ad ascoltare musica (sempre la stessa tra l’altro, delle lagne tremende) fino a notte fonda. Io ho praticamente smesso di sentirla, almeno per ora.

Ho quindi di fronte due opzioni: nel primo caso sigillare le due unità è stato sufficiente, in tal caso resto dove sono. Nel secondo caso, Gefonzio mi ha offerto di trasferirmi al quinto piano dove senz’altro non c’è una pirla che suona. Come andrà a finire?

Vi terrò aggiornati 🙂

Saluti di oggi al mio nuovo vicino di casa Fio, non so di dove sia ma è simpatico.

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6 Risposte to “Oh no! Ancora!”

  1. Giovanni Says:

    trasferisciti al quinto!!! (a patto che ci sia l’ascensore… 😉

  2. socrates Says:

    Mi pare una situazione da film americano: vicina carina, antipatica…inizialmente. Io rimarrei al suo piano!

  3. socrates Says:

    …antipatica inizialmente. Io rimarrei al suo piano!

  4. Contessina Says:

    Fila al quinto piano senza ritirare 2000 lire dal via!!! *moto di gelosia verso la talentuosissima pianista*

  5. ilmolin Says:

    sei uno vero scassapalle professionista :DD anni di padrona di casa brasiliana ti hanno temprato

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