Come stai?

Salve a tutti!

Oggi post breve tanto per parlare di una sciocchezza, ovvero il “come stai?” all’americana.

Facciamo un passo indietro giusto per capire di cosa sto parlando. Quando impari l’inglese, ti viene spiegata una espressione alquanto formale, “how do you do?”, che non ha alcun significato specifico ma che viene usata quando si incontra qualcuno per la prima volta. E’ tipica dell’inglese britannico, ma non viene usata per nulla qui nel continente americano.

Gli americani sono gente pragmatica, perciò hanno preso quella espressione completamente priva di significato e l’hanno sostituita con il banalissimo “how are you?”, ovvero “come va?”. Ignorate la traduzione italiana in quanto a formalità, in inglese i toni di formalità dei verbi e dei pronomi sono assenti, quindi non è possibile creare distinzioni del tipo “come va?” vs. “come stai?”.

Gli americani sono gente però ULTERIORMENTE pragmatica, perciò hanno reso “How are you?” la frase di cortesia usata sostanzialmente quando si incontra qualsiasi persona.

Entri in un negozio? How are you!

Incontri un collega per il corridoio in ufficio? How are you!

Esci dal bagno mentra entra l’addetto alle pulizie? How are you!

E’ una espressione che usano talmente in automatico che… ha perso ogni significato! Come scritto su ogni manuale di etichetta americana infatti, nessuno è REALMENTE interessato a sapere come stai, al punto che spesso la risposta ad “How are you?” è semplicemente un altro “How are you?”, come per dire “bando alle ciance”.

Mi capita molto spesso di incontrare la nostra pimpante segretaria tuttofare che schizza per l’ufficio a velocità folle, mi dice “Hey, how are you?” mentre mi sfreccia accanto per poi proseguire dritto. Mi lascia interdetto ogni singola volta :D.

Ora scappo al corso di francese, alla prossima!

Saluti di oggi a Feil :D.

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5 Risposte to “Come stai?”

  1. In Elegance We Trust Says:

    Quando si dice una lezione pratica. 🙂

  2. Gio Says:

    Se non lo hai mai letto prova a dare un’occhiata a “Un italiano in America” di Servergnini (credo sia stato pubblicato anche negli USA con il titolo “Ciao America” o qualcosa del genere).
    Sono cose di parecchi anni fa e, per quello che riguarda la tecnologia contiene informazioni obsolete (compuserve! via modem!), ma sulla questioni “pragmatismo” e “praticita’” puo’ ancora insegnare qualcosa sugli Americani (non ho idea sui Canadesi).

  3. Belldandy Says:

    pensa che io credevo si salutassero a colpi di “yo, wassup?” da quando ho visto la pubblicita’ della bud ;D

    non ti ho piu’ beccato online… obero o vi hanno cazziato skype? 😀

    un saluto (anche dalla bimba, che pero’ e’ tornata a casa ;_; )

    ciao
    dandamez

  4. sk Says:

    in uk oggi usano aiuddùin? (how are you doing) o la variante street ..y’aright? (you all right?) – how do you do, come mi dice l’amico Matt, lo usava suona nonna 🙂 – comunque, te lo dicono alla velocità della luce anche sfrecciandoti dalla parte opposta in bicicletta! tra l’altro, io i primi giorni pensavo gli interessasse veramente sapere come stessi e cominciavo a raccontargli del dolore alla schiena, di quello che avevo mangiato a colazione…

    • osloninja Says:

      Si, How do you do? è veramente vetusto o relegato ad ambienti britannici completamente formali, la persona qualsiasi ti chiede senz’altro How are you/How are you doing? E riguardo l’effettivo interesse, si è proprio così, non gliene frega nulla ed è una frase di cortesia che non deve necessariamente ottenere risposta.

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