Freschetto

Salve a tutti!

Vi confesso che stavo per scrivere un bel post sulle ridicole vicende politiche italiane. Poi ho pensato: “ma vogliamo veramente vessare i lettori con la solita analisi politica?”. La risposta, per voi cari amici, è stata “No” e quindi oggi si parla di tutt’altro.

Nonostante astronomicamente non lo sia, qui a Montrèal è arrivato l’inverno. Nevica spesso e la temperatura si attesta tipicamente intorno al -5 di questi giorni, grado più, grado meno. Abbiamo avuto un paio di giorni sparsi di tormenta di neve vera e propria, ma nulla di preoccupante.

Si, vi starete chiedendo, “ma come sarebbe, una tormenta di neve, niente di preoccupante?”. E’ una domanda legittima, vediamo un po’ perchè non è stato un gran problema.

Le nevicate frequenti sono cominciate negli ultimi giorni di Novembre. Al momento, nevica, almeno una spolverata, praticamente tutti i giorni. Non appena ne cade più di qualche centimetro, i mezzi del comune di Montrèal si mobilitano e le strade principali vengono invase da poderosi bulldozer che spingono la neve al lato delle strade. Da quanto ho potuto vedere tendono a non spargere il sale (così come in Norvegia) ma al tempo stesso non coprono le strade di sassi (come invece capita in Norvegia). Piccole pale meccaniche monoposto e ad altezza uomo corrono per i marciapiedi e spostano la neve, creando camminatoi percorribili in tutte le strade di sufficiente importanza, creando quindi davvero pochi disagi.

Giusto per dare una misura, uscendo di casa alle otto del mattino, in centro, hai la garanzia di poter girare senza problemi. Se abiti più in periferia, fino alle nove o dieci potresti ancora avere dei disagi.

Come ci si rende facilmente conto, la neve non è decisamente un problema qui: sono organizzati e sanno come affrontarla. Ciò che può rendere l’inverno molto difficile è invece il vento. Non troppo di frequente spira infatti un bel venticello da nord-nord-ovest proveniente dalla Baia di Hudson, un golfo gelido che si trova a qualche centinaio di chilometri da Montreal. Per chi fosse a digiuno di geografia nordamericana, la principale caratteristica geografica del Canada è la sua ubicazione sullo “Scudo Canadese”. Si definisce geologicamente uno Scudo una superficie, tipicamente vasta, perfettamente stabile dal punto di vista tettonico. C’è un motivo per cui queste aree sono molto stabili: sono antichissime e sono quindi state erose da milioni di anni. Ovverosia, sono tipicamente piatte come una tavola.

Se quindi adesso prendete una cartina del Canada e identificate la Baia di Hudson (non vi potete sbagliare è quel grosso golfo che guarda verso nord, proprio in mezzo al paese), potrete vedere tutta l’area attorno al golfo: quello è lo Scudo Canadese.

Che cosa succede quindi quando aria gelida scende dal Polo Nord, sorvola acque gelate, attraversa una tundra piatta come una tavola o quasi e raggiunge l’incantevole Montrèal?

Ma è semplicissimo, che in città quando arriva il vento dalla Baia il Chill Factor si alza di moltissimo, facendoti percepire la temperatura tipicamente tra i dieci e i quindici gradi peggiore di quanto sia.

La neve dunque la possiamo spalare via, ma col vento come si fa? Certo, ci si copre, ma vi voglio vedere rimanere fuori col vento che soffia. Non è fortissimo ma può arrivare a circa cinquanta chilometri orari, che per un vento molto freddo è già piuttosto aggressivo. Gli approcci al problema del vento sono molti. Innanzitutto, le strutture esterne sono state costruite in maniera intelligente, cominciando dalle pensiline degli autobus. Nessuna delle pensiline infatti è completamente aperta verso nord e ha almeno una parte completamente protetta per ogni punto cardinale: in questo modo se soffia vento ci si può riparare lì dentro.

L’altro fattore di difesa contro il vento è il RESO (gioco di parole con Reseau, “viaggio” in francese), ovvero la mitologica città sotterranea di Montrèal. Questo comodissimo sistema permette ai pochi fortunati che vivono nel 20% di città coperto da questo sistema di ignorare bellamente il vento, dato che possono muoversi del tutto indisturbati al coperto. Il RESO è una rete di trentacinque chilometri di gallerie che intersecano edifici e stazioni della metropolitana. Si trova ogni tipo di servizio al suo interno, dal barbiere al ristorante di lusso, dalla gioielleria, al McDonald’s. Personalmente sono fortunato, abito a cinquanta metri dall’ingresso del RESO e ho una fermata della metropolitana di fronte all’ufficio. Inutile dire che non sto soffrendo particolarmente il freddo.

In generale quindi, grandi problemi finora non ne ho visti: i servizi funzionano anche con l’arrivo del freddo e non ho notato particolari ritardi nei servizi pubblici. A dire il vero, mi aspettavo che con l’arrivo del freddo tutto il mondo si riversasse sulle linee della metropolitana, causando ritardi, resse oceaniche e problemi di ogni tipo. Niente di tutto ciò, la metropolitana continua a funzionare in maniera normale e non ho osservato particolari ritardi nei servizi. Ho notato però che i colleghi che abitano in periferia tendono ad arrivare cinque-dieci minuti più in ritardo, quindi immagino che ci sia qualche quartiere servito peggio.

Vediamo un po’ come funziona ad Oslo. Tipicamente il freddo arriva a fine ottobre e il cielo si fa piuttosto uggioso (cosa che non succede qui a Montrèal, è spesso bello anche se fa freddo), con nevicate rare ma intense a Dicembre e a Gennaio. La prima settimana in cui arriva la neve a Oslo comincia l’apocalisse, vanno in crisi tutti i controlli dei treni e si accumulano ritardi su ritardi. Dopo i primi giorni di caos, la situazione si normalizza alquanto e i mezzi pubblici funzionano senza problemi, anche se i treni (veri e propri, non la metropolitana) continuano a ritardare finchè non finiscono le gelate (ovvero a fine Marzo, se non Aprile). Anche a Oslo sono molto solerti nel passaggio dei mezzi e alle sette del mattino quasi tutte le strade e i marciapiedi sono già puliti. Come già detto altre volte, invece del sale in Norvegia si sparge ghiaia che viene poi raccolta a Maggio quando si è sciolto tutto in modo da poterla usare l’anno successivo. Inoltre per tutti gli automobilisti vige un obbligo categorico (il cui non rispetto comporta una sanzione economicamente notevole) di montare gomme da neve prima di una data specifica: si riceve a casa una cartolina arancione che indica entro quando effettuare il cambio di pneumatici e, se ben ricordo, una lista di meccanici autorizzati al cambio.

Direi che è tutto sul freddo. Rientro in Italia per le feste questo martedi, perciò se non scrivo più, Buon Natale, Buon Anno e in generale Buone Feste, tanto per andare sul sicuro.

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4 Risposte to “Freschetto”

  1. In Elegance We Trust Says:

    A Firenze è nevicato, 30 cm, e tutta la città e rimasta paralizzata. Per fare 5 km ci hanno messo 4 ore. Code in autostrada, scuole chiuse, treni cancellati. Siamo quasi in quarantena, isolati dal mondo e dalla città. Leggendo la tua descrizione ci sentiamo veramente poco preparati e sprovvisti delle più minime misure cautelari. Ma che vogliamo farci, siamo nel clima mediterraneo. Per noi la neve è un evento straordinario.

  2. ilmolin Says:

    problemi di delinquenza o ordine pubblico nelle gallerie sotterranee?

  3. Fabio Says:

    A Roma, venerdi’ a l’una meno dieci ha cominciato a nevicare. Attorno alle quattro e mezza ha smesso e ha cominciato a piovere, lavando via tutta la neve perche’ non faceva abbastanza freddo da farne ghiaccio.

    A l’una e cinque le strade erano BLOCCATE, con gli automobilisti terrorizzati che marciavano a 40 chilometri orari, una folla assurda di gente uscita prima dall’ufficio “perche’ senno’ resto bloccato” (io ero in posta ad aprire un conto corrente, e il direttore se n’e’ andato prima proprio per questo motivo), ed ho addirittura assistito alla scena assurda di un tale che, ai primi fiocchi di neve, I PRIMI, non c’era nemmeno un fiocco per terra ancora, e’ sceso dall’auto, si e’ attaccato al cellulare e ha detto “eeeh arrivo tardi, qui nevica TANTISSIMO e non posso muovermi!”

    Scena simile per una mia amica con la quale dovevo uscire venerdi’ per un lavoro, che mi ha dato bellamente buca all’ultimo al suono di “eeh ma il meteo da’ neve per venerdi’, io non mi metterei mai a guidare con la neve, ho troppa paura!”

    Per contro, in provincia di Roma era tutto bloccato, ma non da una fitta coltre, semplicemente dalla mancanza totale di infrastrutture: 10cm son bastati a bloccare completamente la gran maggioranza di strade statali e anche di qualche raccordo autostradale. Considerando che la neve a roma s’e’ vista 3 volte negli ultimi 20 anni, non li biasimo nemmeno troppo. Quel che mi ha veramente stranito e’ stato il PANICO ATAVICO degli automobilisti romani al cadere dei primi fiocchi: si sono riversati tutti contemporaneamente in massa, con l’ovvio risultato di bloccare le strade romane, che gia’ di partenza sono disegnate in maniera molto poco felice.

    Se al telegiornale sentirete parlare di Roma citta’ completamente bloccata a causa della neve, sappiate che il problema NON e’ la neve, ma gli automobilisti.

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