Residenza Canadese VS Residenza Norvegese

Salve a tutti, oggi parliamo di una questione molto pratica, specie in vista dei recentissimi cambiamenti legislativi qui in Canada, ovvero come ottenere la residenza permanente canadese.

Cominciamo con alcuni concetti generali. Una persona in possesso di un permesso di lavoro e che lavora in Canada è considerata _fiscalmente_ residente in Canada, ma _anagraficamente_ temporaneamente residente in Canada. In tutto il resto di questo post mi riferirò esclusivamente alla residenza in senso anagrafico, poichè le questioni fiscali sono completamente differenti e più semplici (vivi in Canada più di 180 giorni l’anno? Okay, sei fiscalmente residente, paghi le tasse qui, fine).

Grazie a un recente cambiamento legislativo (che credo sia passato ieri, parliamo di una cosa davvero recentissima), tutti i permessi lavorativi di residenza temporanea possono essere rinnovati una volta sola e per un totale massimo di quattro anni. Per fare un esempio pratico, io ho un permesso di lavoro triennale (abbastanza raro, tipicamente viene concesso solo quello annuale): quando scadrà posso rinnovarlo, ma lo posso fare una volta soltanto (anche se cambio società per cui lavoro!) e al massimo posso rimanere in Canada in qualità di residente temporaneo quattro ulteriori anni.

Se alla fine del periodo di residenza temporanea non si è in possesso di un certificato di residenza permanente, faccio notare che si viene espulsi dal Paese. Non solo, viene fatto divieto di residenza in Canada per lo stesso tempo per cui si è rimasti qui, quindi nel mio esempio se alla fine dei miei ipotetici sette anni non sono un residente permanente, devo lasciare il Canada per sette anni. Posso venirci come turista, ma non per lavorarci o viverci.

Vediamo dunque come si ottiene la residenza permanente. Innanzitutto, è un processo su due livelli: provinciale e federale. La provincia in cui intendi risiedere deve sostanzialmente segnalare allo stato federale che “ti vuole come residente”. Grazie a una legge speciale, il Quèbec ha regole completamente diverse da quelle di tutte le altre province in materia di immigrazione e notevolmente più fiscali. Mentre infatti al di fuori del Quèbec se si soddisfano certi semplici requisiti si procede direttamente alla fase federale, in Quèbec la questione è molto, molto più complicata.

La prima fase infatti richiede l’ottenimento del CSQ (Certificato di Selezione del Quèbec) che è il documento che dice appunto che il Quèbec vi vuole come residente. Attenzione, non confondetelo con il CAQ (Certificato di Accettazione del Quèbec) che è invece il certificato che attesta che il Quèbec vi vuole come lavoratore. La differenza è enorme: il CSQ vi porta ad avere la residenza permanente, il CAQ vi porta ad avere la residenza temporanea e il permesso di lavoro. Sul CAQ sono fiscali così così, sul CSQ vi faranno le pulci su qualsiasi cosa.

L’ottenimento del CSQ non è banale, ci sono per chi lavora qui in Quèbec sostanzialmente due modi, il sistema a punti e il PEQ (programme de l’experience quebecoise).

Il sistema a punti è veramente banale: c’è una griglia che associa a ogni vostra caratteristica (età, composizione familiare, presenza di parenti in Canada, educazione, lavoro, conoscenza delle lingue e così via) un punteggio. Se totalizzate, a livello di nucleo familiare (ovverosia tutte le persone che fanno richiesta insieme a voi), più di 55 punti, aspettate 6-12 mesi e otterrete il vostro CSQ nella cassetta della posta. Sembra semplice, ma è tipicamente un rompicapo burocratico gigantesco. Bisogna presentare certificati di laurea totalmente tradotti, certificati di stato civile, lettere di conferma d’impiego scritte sulla carta intestata di ogni società per la quale abbiate lavorato, diplomi scolastici, in taluni casi perfino referenze di credito. Se non totalizzate 55 punti, il Quèbec può decidere di intervistarvi (vi verrà fissato un appuntamento) per valutare il vostro Adattamento, un correttivo di 0-6 punti che verrà aggiunto al vostro totale. Mi dicono i ben informati che se quando si va a fare il colloquio si ha un lavoro stabile, tipicamente 2-3 punti ti vengono assegnati senza troppe domande. Ottenere il CSQ tramite il sistema a punti costa 395$.

Se come nel mio caso di punti ne avete 54 (ebbene si, ho proprio 54 punti), parlate francese e avete lavorato in Quèbec per un anno, il sistema a punti lo lasciate ai burocrati e prendete la gioiosa strada del PEQ. Invece della marea di scartoffie tradotte che vi chiedono per il percorso normale, per il PEQ vi chiedono di mostrare un certificato che attesti la vostra capacità di _parlare_ (attenzione, parlare soltanto!) un francese di livello intermedio, una lettera del vostro datore di lavoro che accerti la vostra professionalità e il vostrato status di lavoratore e 395 $. Tempo 3-4 settimane ricevete il vostro simpatico certificato e i burocrati li mandate tutti a quel paese.

Per la certificazione del francese si può fare in molti modi. Se avete un titolo di studio ottenuto in un paese francofono, potete presentare il certificato del titolo. Se avete una certificazione del Ministero dell’Educazione francese (il DALF/DELF per intenderci), siete a posto se siete DALF A3 o superiori. Se non avete un bel nulla ma parlate un francese anche modesto ma sufficiente dovete affrontare il TEFaQ, una versione ristretta del TEF ovvero il test internazionale di conoscenza del francese come seconda lingua. Il TEFaQ è una prova che dura circa due ore, la prima parte consiste in un test a risposta multipla di comprensione orale, la seconda in una serie di piccole scenette giocate con un esaminatore per valutare la vostra capacità di espressione. La valutazione del TEFaQ va da 0 a 12, per poter ottenere il PEQ dovete essere al livello minimo dell’Intermediaire, ovvero 4. E’ davvero poca cosa, è un obiettivo decisamente raggiungibile anche per chi il francese non lo parla particolarmente bene. Ci sono tre università qui a Montreal che organizzano il test e le prove sono frequentissime, una ogni circa venti giorni. Il costo del TEFaQ è di circa 200 $.

Ottenuto il CSQ nel modo che preferite, si passa alla fase di valutazione federale in cui bisogna presentare certificati del casellario giudiziario (ovviamente tutti tradotti) per tutti i paesi in cui avete vissuto più di sei mesi da quando avete diciotto anni, nonchè un certificato medico (che costa circa 200 $) da fare in un centro convenzionato. Questa è una fase in cui sostanzialmente bisogna solo avere pazienza, tuttavia i passi finali sono sconvolgenti.

Innanzitutto, il “sistema” prevede che tu il visto di residenza permanente lo chieda al di fuori del Canada. La tua situazione di residente temporaneo è speciale. Quindi anche se tu stai facendo richiesta già vivendo in Canada, la tua parte federale viene tipicamente processata al Consolato Generale del Canada di Buffalo, stato di New York, Stati Uniti. Già qui, ci si può rendere conto di che razza di bestia infame sia la burocrazia.

Non finisce qui. Ammesso che tutto vada bene, il Canada ti scrive e ti dice che è “pronto a darti il visto”. Tu devi quindi SPEDIRE IL TUO PASSAPORTO a Buffalo (o dove ti viene detto) che ti verrà rispedito indietro con una busta (ovviamente a tuo carico) dopo circa due settimane. Veramente terrificante.

E non è ancora tutto! Una volta ricevuto (probabilmente) indietro il tuo passaporto grazie a questo affidabilissimo sistema, non siete ancora residenti permanenti, dovete ottenere la carta di residenza permanente, poichè il visto di residenza permanente non è sufficiente. Se vivete in Canada dovete quindi andare alla più vicina frontiera canadese, uscire dal Canada, rientrare, farvi fermare alla frontiera e farvi emettere la carta di residenza permanente. So che state ridendo o che siete completamente sbigottiti di fronte a questo sistema eccezionale ma purtroppo funziona proprio così.

Vediamo un po’ come funziona invece la residenza in Norvegia.

Quando arrivate in Norvegia, vi registrate al registro nazionale e ottenete un codice fiscale individuale derivato dalla vostra data di nascita. Se siete europei, dopo un anno di lavoro in Norvegia ottenete il rinnovo triennale della residenza e dopo quello, se lo volete, la residenza permanente. E no, non dovete guidare fino alla Svezia per ottenere ciò, vi basta andare alla più vicina stazione di Polizia. Non conosco le regole per i non europei, ma a quanto mi risulta l’unica differenza è che è necessario avere un visto valido per tutto il tempo in cui si resta in Norvegia fintantochè non si ottiene la residenza permanente (negli stessi tempi degli europei, semplicemente questi ultimi saltano il visto). Mi pare, ripeto mi pare, che se non siete europei ora ci sia anche il requisito di avere seguito 300 ore di corso di norvegese negli ultimi tre anni, ma non ci posso giurare.

Una leggerissima differenza di complessità comunque c’è. 😀

Saluti di oggi a me stesso che ho bisogno di un po’ di fortuna.

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12 Risposte to “Residenza Canadese VS Residenza Norvegese”

  1. Fabio Says:

    Allora in bocca al lupo 😀

  2. bKn Says:

    Ma quanto assomiglia alla ” Vecchia Europa” il Canada? 😀

    • osloninja Says:

      Mah, quanto. Dipende, bisogna fare una distinzione tra il Quebec e il resto del Canada. Il Quebec sotto molti punti di vista è simile all’Italia e alla Francia: burocrazia, corruzione, spirito rilassato (nel bene e nel male), ottimo cibo, testa “latina”. Per il resto ci sono molte cose nordamericane come un sistema bancario vetusto per i nostri standard, la telefonia e internet fatta per spennare il consumatore e le insidie delle “righe piccole” nascoste ovunque.

  3. AAP Says:

    Ma a sposare un/una canadese? Non si fa prima?

  4. ilaria Says:

    salve! avrei necessità urgente di parlarti…dovrei presentare domanda di lavoro temporaneo in canada (non quebec) e avere la certezza che una volta lì possa presentare domanda per visto permanente!
    ti ringrazio anticipatamente!

  5. Anna Says:

    Ciao, mi chiamo Anna e abito in Italia. L’estate prossima arriverò a Montreal con mio marito e due bimbe (4 e 9 anni) con la speranza di riuscire a rimanerci. Per i primi tempi abiteremo presso degli zii di mio marito e, se sarà possibile, vorremmo fare di tutto per ottenere tutti i permessi necessari per rimanerci. abbiamo già qualche offerta di lavoro da conoscenti sul posto. Da quello che sai tu, è possibile fare tutte le richieste una volta che si è sul posto (quindi entrando da turisti) o è necessario farle dall’Italia?
    Ho cercato di spiegarti il più possibile nel minor spazio, ma se potessi darmi una delucidazione, e avessi bisogno di altre informazioni chiedi pure. Grazie in anticipo. Spero di risentirti presto.

    • osloninja Says:

      Consiglio di avviare le pratiche per il visto permanente, per la verità. Considerato che hai marito e due bambini, hai probabilmente punti sufficienti per richiedere il visto e rimanere quanto vuoi senza limiti.
      http://www.cic.gc.ca/english/information/applications/prcard.asp

      Buona fortuna!

      • Anna Says:

        Grazie per il tuo incoraggiamento e per i tuoi consigli. Ma non mi è chiara ancora una cosa: posso fare la richiesta direttamente lì o la devo fare per forza dall’Italia? (abbiamo già delle proposte di lavoro). Grazie per il tuo aiuto.

      • osloninja Says:

        Se hai già offerte di lavoro, entra in Canada con un visto di lavoro (che deve essere sponsorizzato da chi ti offre il lavoro, non costa molto, ma ci vogliono circa uno-due mesi per ottenerlo) e fai la procedura in Canada oppure fai tutti i carteggi dall’Italia per la residenza permanente (il che significa circa 18-24 mesi di carteggi tra Quebec e Canada).

      • Anna Says:

        E se entrassi da turista, potrei fare la richiesta di permesso di lavoro lì? E quindi, successivamente, quella di residenza permanente? Grazie ancora.

      • osloninja Says:

        Non lo so ma ne dubito fortissimamente. Lavorare entrando come turisti in nord america è una tipica situazione di immigrazione illegale.

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