Vladimir Poutine

Salve a tutti!

Mio cugino qualche giorno fa ha condiviso con me una sua impressione che effettivamente posso capire: questa vita canadese è più misteriosa di quella norvegese. E’ vero, sto scrivendo di meno, ma è più per motivi di tempo o voglia. In realtà di cose divertenti da condividere ne ho parecchie, devo solo trovare il tempo adeguato per scriverle in una maniera che qualcun altro potrebbe trovare interessante. Mi servono una o due ore per scrivere un buon articolo e spesso purtroppo non dispongo di tale tempo.

Detto questo, oggi mi faccio carico di un compito impegnativo, proverò a spiegarvi una battuta ricorrente tra me e il mio amico Pietro (al solito, non si chiama realmente così). La caratteristica principale delle battute ricorrenti è che queste tipicamente sono divertenti solo per coloro che vi partecipano. Ne consegue quindi che è improbabile che farà ridere anche voi. Fortunatamente, ho in serbo un asso nella manica :).

Procediamo con ordine. Il caro Pietro è dell’est europeo, viene da una repubblica ex-russa. In questo paese, come in molti dell’area sovietica, la popolazione è distribuita variegatamente tra coloro che sono nostalgici/pro-russi e coloro che sono indipendentisti. Le forze politiche riflettono questa predisposizione della popolazione, segno che effettivamente l’incertezza rispetto al passato e al futuro è ancora grande in quelle aree. Preciso a tal proposito che tutte le cose che scriverò su questo argomento oggi mi sono giunte attraverso amici e conoscenti nativi dell’est europeo. Non me ne si voglia quindi se ci sono imperfezioni o corbellerie.

Ebbene Pietro è un nostalgico della vecchia situazione, crede che il suo paese sia peggiorato molto da quando non è più nella unione sovietica ma non vede grandi alternative. La Russia di oggi infatti ha sì un governo, ma alle sue spalle siede un oscuro signore che tesse tutte le trame: Vladimir Putin. Egli è ovunque e nonostante per la Russia abbia fatto molto, si è anche macchiato di indicibili nefandezze, rendendolo un personaggio difficile da digerire: il fine non giustifica i mezzi.

Qui scatta la prima battuta tra me e Pietro. S.B. ha detto: “B. M. non mandava la gente in esilio, la mandava in villeggiatura”. Io aggiungo: “Putin invece manda i biglietti per il teatro”. Chi non coglie la battuta può chiedere a Google “teatro russia gas nervino” e otterrà il necessario contesto. Perchè fa “ridere”? Semplice, nè io nè Pietro possono cambiare le cose nel proprio Paese. Ridiamo per non piangere, insomma. Però quando lo si fa in compagnia ci si gode un certo piacere cosmopolita che rende tutto più facile da accettare. Forse, e dico forse, con rassegnazione (non nel mio caso).

Fin qui, sembra che il contesto sia banale satira politica. E invece no, il caso vuole che si possa catapultare tutto questo nel divertentissimo reame dell’equivoco. Qui in Quebec c’è un piatto locale che si chiama Poutine (fate attenzione alla grafia!), è un intingolo bisunto che consiste in patatine fritte, pezzi di formaggio molle e una salsa grassa potremmo dire reminiscente di quella BBQ, ovvero fatta con zucchero di canna e altri ingredienti prettamente dietetici.

Il nefasto Poutine si legge “Putìin” e fate bene attenzione a come lo pronunciate! Se infatti il vostro francese è un po’ grossolano e ignorate la e finale, vi potrebbe venire l’idea di pronunciarlo “Putàn” con la a sorda tipica del suono “in” del francese classico. L’errore è piuttosto madornale perchè ciò che state per chiedere al ristorante invece che un piatto di patatine fritte che farebbe inorridire il vostro dietologo è, senza mezzi termini, una prostituta (in maniera alquanto volgare, tra l’altro). Considerato che una cosa che i locali odiano sono i turisti sessuali praticamente da tutto il resto del nord america, un abbaglio del genere vi renderebbe senz’altro popolarissimi e benaccetti.

Ora, che cosa differenzia il nostro beneamato Vladimiro dall’equivalente quebecaro (in termini nutritivi) del kebab? Ma è semplice, l’accento! Pùtin uno, Putìn l’altro. Anche la grafia, mi direte voi. E invece no, perchè la grafia, stando alla edizione francese di Wikipedia, è la stessa! Provare per credere:

http://fr.wikipedia.org/wiki/Vladimir_poutine

http://fr.wikipedia.org/wiki/Poutine_(plat)

Anche se non capite il francese, ci sono delle foto piuttosto esplicite che fanno capire bene che cosa è ognuno.

Abbiamo a questo punto tutti gli elementi per creare una serie di battute basate tutte sull’equivoco. Il Poutine è un argomento di discussione popolare con i quebecari, essendo un piatto tipico ne parlano tutti volentieri. Io e Pietro abbiamo passato indimenticabili momenti di risate (per noi due e basta) mentre decantavamo le lodi di Putin nel modo più vago possibile, in modo che nessuno potesse capire di che cosa stessimo parlando in realtà. Sono momenti di grande intesa quelli in cui scattano le battute ricorrenti, capirsi al volo con qualcuno che tra l’altro proviene da una cultura completamente diversa è eccezionale e ridere insieme è sempre bello.

Rileggendo quanto ho scritto finora mi rendo conto di non avere reso questo post particolarmente interessante finora, quindi sono costretto a giocarmi l’asso nella manica.

Le battute tra me e Pietro su Putin vanno avanti da un bel po’. Una sera, eravamo ancora in ufficio e Pietro stava tenendo a bada il figlioletto di due anni, mentre la moglie Piera era al corso di francese. Piera è una donna timidissima e parla quasi solo il russo, sa, equamente male, sia l’inglese che il francese. Non è facilissimo parlarci. Il bambino è piuttosto tranquillo ma è molto mammone, stare separato da Piera per un’ora lo rende irrequieto, perciò dato che Pietro si stava leggerissimamente annoiando e io ero ancora in ufficio, mi sono avvicinato e abbiamo cominciato la nostra valanga di stupidaggini cultural-politico stupide su come il Quebec in realtà sia la Russia e il suo presidente sia Putin e quindi è una bellissima terra e tutto quanto. Mentre ci contraddistinguiamo per essere i soliti buontemponi bislacchi, il bambino ci guarda attonito e, spaventandosi di fronte all’intruso (il sottoscritto), si mette zitto e buono ad “ascoltare”.

Chiedo a Pietro, “Pietro, ma tuo figlio parla già?” “Mah, non tanto, gli stiamo ovviamente insegnando il russo, però sostanzialmente non dice quasi nulla. Capisce molto però.” “Ah, fantastico.”.

Sopraggiunge quindi Piera, evidentemente stanchissima. Da bravi amanti della satira… ovviamente continuiamo a fare i deficienti tra di noi, credo che Piera non abbia mai sentito parlare così tanto di Putin come in quei dieci-quindici minuti. Dopo avere velatamente suggerito che vuole finalmente andare a casa, ecco che avviene il piccolo miracolo.

Il bambino, che stava camminando qui e lì senza meta, si ferma e dice “Pùtin!”. Piera impietrita. Io e Pietro che ridiamo come due deficienti. Finalmente è ora di andare a casa.

Saluti di oggi a Jim per il suo compleanno (che, stando all’ora italiana è oggi, ma sarà solo tra quattro ore qui a Montreal), a Kitty per lo stesso motivo e a tutto lo Shogunato che sarà presente al Future Film Festival 2011. Pensatemi <3.

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Una Risposta to “Vladimir Poutine”

  1. Demone Says:

    Grazias! 😀

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