L’ufficio per la supremazia razziale

Salve a tutti,

oggi parliamo di qualcosa di talmente ridicolo che mi sono sentito in diritto di usare un titolo scioccante. Sono tristi periodi per l’Italia (mi dicono che a Trieste c’è una lista che si chiama Razza Piave o qualche obrobrio apologetico simile), perciò scherzare su temi caldi non è una cosa che faccio a cuor leggero MA come vedrete, oggi ne vale la pena.

Mi perdonerete se non vi posso raccontare _esattamente_ quello che è successo, ma come capirete tra poco sono questioni delicate.

Qualche giorno fa, la nostra pimpante tuttofare dell’ufficio, la semprevalida Girella, arriva scura scura in volto, sventolando una lettera. E’ venerdi pomeriggio, la settimana è finita, ma che cosa sarà mai successo tanto da annebbiare il solare entusiasmo di Girella? Difficile saperlo. Va a parlare con il capo dell’ufficio canadese, poi col mio capo: è una riunione importante, sono tutti scuri in volto.

Mi tengo la curiosità per mezz’ora, perchè mentre Girella scatta via, tutti noi manager veniamo convocati negli uffici del Super Mega Direttore Galattico. Non mi aspettavo buone notizie, viste le precedenti osservazioni, e infatti ci cade in testa una tegola: ci hanno “segnalato” all’OQLF.

Che cos’è l’OQLF? Bella domanda! E’ l’ufficio del Quebec per la lingua francese. L’esistenza di questo ufficio è legata all’esistenza della “Legge 101”, in vigore dal 1977. Questa legge, creata da forze politiche separatiste che volevano affermare la “francesità” del Quebec piuttosto che spingere per un Canada globalmente bilingue come invece volevano i più moderati, contiene una serie di misure il cui spirito, afferma l’introduzione, è quello di preservare la cultura francese in una terra completamente attorniata da società anglofone.

Non mi so decidere se lo scopo sia buono oppure no, non vengo dal Quebec, non vivo questa esperienza in prima persona, credo che sia difficile valutare in maniera oggettiva. Ciò che però mi ha colpito in maniera davvero molto negativa è non solo il testo della legge ma anche i testi messi a disposizione dall’OQLF sul proprio sito.

La legge sciorina infatti in composta maniera tutti gli obblighi di “francesizzazione” delle società che lavorano in Quebec. Tutte le relazioni di lavoro devono essere in francese. Tutti i computer. Tutto il software (eccezione possibile esclusivamente per quello che non è reperibile in francese in tutto il globo). Tutti i libri.

Hai un ufficio in Cina? Problemi tuoi, insegni ai cinesi il francese. Nella tua società non c’è neanche un francofono perchè vi siete appena trasferiti dal Tagikistan? Ancora, problemi tuoi, tutta la corrispondenza interna e le riunioni devono essere in francese.

La lista delle imposizioni è lunghissima e l’OQLF, nella sua lungimiranza, dettaglia con sapienza la sua grande disponibilità e tolleranza nella volontà di venire a trovarti nella tua azienda per “francesizzarti”. La spensieratezza con cui descrivono cosa è OBBLIGATORIO fare mi ha sconvolto, ho improvvisamente capito perchè questi signori dell’OQLF sono stati denunciati per abuso di potere e violazione della costituzione del Canada molteplici volte (condannati spesso e volentieri).

Più seriamente parlando e lasciando perdere gli oltranzisti, l’argomento della lingua è alquanto scottante, qui. E’ senz’altro vero che il Quebec sia attorniato da società anglofone perciò se in qualche modo non “proteggono” il loro retaggio culturale, corrono il serio rischio di perderlo. Inoltre, il territorio soffre di una nettissima divisione: Montreal è sostanzialmente una città bilingue, il resto del Quebec è pressochè esclusivamente francofono. Abbiamo quindi la convergenza di due fattori, uno sociale e uno economico. Innanzitutto, le realtà rurali del Quebec tutto vorrebbero fuorchè diventare anglofone. Pensiamo un po’ a una certa fazione politica legata alle cravatte verdi e potete capire di che tipo di atteggiamento parlo. Dall’altra parte però, abbiamo i fattori economici: Montreal era il centro d’affari più importante del Canada, prima che passasse la legge 101. Dopo l’approvazione della legge, ci fu una emigrazione in massa di compagnie e famiglie anglofone (comprese persone NATIVE del Quebec e questa è una cosa che io trovo inaccettabile, se qualcuno si ricorda la italianizzazione del Trentino o la slavizzazione dell’Istria o la hanizzazione del Tibet, il tipo di abuso è quello) che resero Toronto e Vancouver molto più importanti. Come fare quindi funzionare tutto quanto cercando di mantenere Montreal competitiva?

La risposta alla fine dell’articolo. Torniamo a noi.

Girella ci informa che ci hanno segnalato all’OQLF per una infrazione GRAVISSIMA. E’ una delle cose più gravi in assoluto, pensate, sul nostro sito web c’era scritto di mandare il CV in Inglese. Scandaloso. Inconcepibile! Una vergogna! In Inglese? Come ci siamo permessi di fare un affronto simile?! Immaginatevi uno Spartano ora che vi urla contro: “THIS… IS…. MONTREAAAAAAAL!”. E poi getta il vostro Webmaster nel pozzo. Se non cogliete la citazione, riguardate 300.

Nonostante ci scappi a tutti un po’ da ridere per questa colossale, gravissima infrazione, la faccenda in realtà è seria, perchè la settimana seguente, mercoledi, verranno gli ispettori a controllare che cosa succede. L’OQLF è il tipico ufficio con cui nessuno vuole avere a che fare, è come la Guardia di Finanza, se ti vogliono fare le pulci, qualche cosa te la trovano di sicuro. Lavorare in un ufficio simile secondo me predispone l’individuo a fare le pulci, quindi mi aspetto guai.

Non prendiamo nessuna precauzione, non sappiamo granchè di che cosa succederà, ci viene consigliato da un consulente legale di mettere via i libri in inglese, poichè uno dei limiti della legge è che se la società ha una libreria, deve comprendere, di qualsiasi libro, l’edizione francese se esistente. Se l’edizione esiste e non ce l’hai, è una infrazione. Pensiamo tutti che sia una idiozia ma ovviamente Dura lex, sed lex.

L’ispettore dell’OQLF, un ometto anonimo con una borsa da professionista, si presenta martedi e non mercoledi come ci avevano detto, prendendo tutti alla sprovvista. L’ispezione dura meno di cinque minuti, ci mette un quarto di secondo a vedere che la lingua interna non è il francese e quindi fa omaggio a Girella di un comodo dossier di sessantatrè pagine da compilare con una analisi completa della situazione linguistica di tutta l’azienda, comprendente cose come profilo linguistico di TUTTE le persone che lavorano nell’ufficio. A questo ovviamente seguirà un burocraticissimo percorso per la francesizzazione dell’ufficio con rilascio di certificato, oppure un’alternativa trafila che ci dichiarerà non francesizzabili ma che comunque ci varrà lo stesso certificato di cui sopra (che quindi si può leggere come “non vi possiamo francesizzare però vabbè dai fa lo stesso facciamo che conta di si”).

Avevo promesso di spiegare come si fa a mantenere competitiva Montreal pur avendo leggi così ridicole in vigore. Si fa così: la legge distingue tra società con meno di 50 persone e le altre. Le prime vengono costantemente aggredite dall’OQLF. Le altre vengono lasciate in pace fintantochè non succede niente: ci si ignora a vicenda insomma. Se però si viene segnalati è chiaro che, in quanto ufficio governativo, hanno il compito di intervenire.

E anche quando intervengono, come faranno mai a rimanere COMUNQUE competitivi? Così.

“Allora, voi mi riempite tutto questo dossier gigantesco poi faremo una serie di riunioni noiosissime e lunghissime in cui non vi faremo andare a casa finchè non vi sarete tutti convinti che vi dovete francesizzare e dopodichè faremo una serie di verifiche per controllare che tutto segua il piano.”

“Si, si, va bene, chissene. E se noi tutta questa roba non la vogliamo fare?”

“Ma lei non si rende conto! E’ una cosa gravissima!”

“Daccordo, daccordo e le conseguenze?”

“Verrete multati severamente!”

“Capisco. E quanto?”

“<cifra VERAMENTE irrisoria a quattro cifre>”

“Mmhmm. E quanto spesso?”

“Chiaramente all’anno, non penserete mica di cavarvela così!”

😀

Saluti di oggi a Pia per il suo compleanno :).

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8 Risposte to “L’ufficio per la supremazia razziale”

  1. Daisuke Ido Says:

    Posso dire che l’unico commento valido mi pare possa essere: MA LOL.
    Lega worldwide.

    (Infatti i leghisti ticinesi hanno deciso che i frontalieri comaschi sono i loro terroni, e non li vogliono piu’ :D)

  2. Daniele Says:

    Che dire… allucinante! 😀

  3. ilmolin Says:

    credo che il problema di fondo non sia la francesizzazione o il localismo ma l’incoerenza.

    Delle due l’una: dichiarati per legge (e senza cavilli) francofona e sbatti fuori a calci in cul chiunque non ottemperi e fanculo l’economia (e qui iniziano i pruriti al gomito); oppure ammetti che la cosa non è tecnicamente possibile, e legifera, coerentemente, di conseguenza.

    La cultura si fa a scuola, non in azienda. Ed è patrimonio della società pubblica (esempio: vai dal fruttivendolo e parla solo francese, quindi devi saperlo o ne cerchi un altro), non strumento di lavoro. Questo è ovvio a tutti anche lì, mi pare, ed è proprio dalla necessità di girarci intorno che nascono tutte le assurdità che dici.

    Da quello che descrivi, il problema sembra essere uno: Montreal non è abbastanza quebequoise! La città si è troppo rammollita!

    • osloninja Says:

      Ma infatti è proprio quella la questione, caro Cesare: si vuole tenere il piede in due scarpe. Si, vogliamo essere francesi, però si dai tutto sommato anche a noi piacciono i soldi. Come conciliare quindi queste due anime? In modo burocratico e grottesco perchè è il più semplice.

      Pierre Trudeau, Primo Ministro canadese all’epoca (e Quebecaro anche lui), parlò di uno “schiaffo in faccia” riferendosi alla Legge 101. Si trattò infatti di una legge approvata in spregio all’iniziativa bilinguistica federale che voleva portare il francese e l’inglese come lingue obbligatorie a scuola in tutte le province. E’ chiaro che dopo un provvedimento del genere da parte del Quebec, tutte le altre forze politiche si sono trincerate sulla difensiva e quindi sì, ?ottimo? risultato locale per il Quebec, Caporetto per il Canada come Paese.

  4. ilmolin Says:

    ps ho dimenticato una “C” in quebecquoise, non ce la potevo fare

  5. bKn Says:

    “non vi possiamo francesizzare però vabbè dai fa lo stesso facciamo che conta di si”.

    Oscar per la miglior sceneggiatura originale a Ninja. 😀

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