Radiamo al suolo Vancouver!

Salve a tutti,

oggi parliamo di un evento che forse avrete visto distrattamente in qualche edizione del telegiornale. Mi riferisco alle devastazioni in centro a Vancouver per motivi importantissimi.

Non sapete di cosa parlo? Vi do un po’ di contesto. Come abbiamo tutti visti, sono scoppiate importanti rivoluzioni nelle aree medioorientali che hanno portato alla rimozione di regimi autoritari che tutti ormai davano per scontati. In Grecia, il movimento di piazza Sintagma protesta contro le misure di austerity imposte dal governo: come dare loro torto, le misure sono severissime e se il Paese funzionasse per bene, non ne avrebbero bisogno (*). In Spagna, similmente, l’economia è in difficoltà e il popolo si muove per mostrare tutta la sua indignazione per una classe politica che non ha saputo ben gestire la penisola iberica, tenendola a galla e al sicuro dalla speculazione.

Sono momenti difficili sia per il mondo medioorientale, che vede importanti scosse democratiche talvolta sopite nella repressione, altre volte sfociare in ribellioni più o meno violente che creano momenti di transizione in cui la riscrittura delle regole può provocare notevoli problemi per l’immediato futuro. E’ in difficoltà il mondo occidentale, specie l’area Euro, coinvolta in problemi economici rilevanti e forse oggetto di importanti speculazioni.

Se io fossi un civilissimo cittadino canadese, coscienzioso, ben attento ai problemi del mondo, credo che scenderei per le strade di Vancouver, ricca città dell’ovest, per protestare contro le gravi ingiustizie globali, contro la disparità sociale, contro la violenza, contro la repressione, contro le dittature e tutte le forme di oppressione.

Come avrete forse visto, a Vancouver effettivamente si sono mobilitati in massa, una reazione imponente.

…ma a che cosa?

La Grecia? No. La Spagna? Neanche. Le ribellioni medioorientali? Hmmm, no. L’economia? Non direi. Principi etici indeferibili e non negoziabili? Ma neanche per sogno.

Ebbene, un gruppo di circa centocinquanta persone ha devastato negozi, rovesciato macchine, incendiato cassonetti, in centro a Vancouver, perchè i Canucks, la squadra di hockey su ghiaccio di Vancouver, ha perso la finale della Stanley Cup (diciamo lo scudetto di hockey) contro i Boston Bruins, che già avevano eliminato i Montreal Canadiens al primo turno. Uno scandalo intollerabile che, pare, un gruppetto di facinorosi di Surrey (infame sobborgo con alto tasso di criminalità) abbia sfruttato per mettere davvero a ferro e fuoco il centro cittadino, mentre il resto della città sostanzialmente si faceva i fatti propri.

La polizia si dichiara soddisfatta di come ha reagito all’evento, sostenendo che quasi tutti i responsabili sono stati arrestati, tuttavia in questi casi io mi chiedo davvero che cosa passi per la testa della gente, certe volte.

Incredibile.

Saluti di oggi a S2S, cercate di non litigare che è meglio.

(*) Non me ne vogliano gli esperti di economia, tipo Paolino, ma mi serve lo strumento comico. Ne consegue che sto semplificando di proposito.

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7 Risposte to “Radiamo al suolo Vancouver!”

  1. hero4hire Says:

    mmmm…cosa c’entrano un gruppo di teppisti che trovi a Vancouver come in molti altri posti (ad esempio durante alcuni campionati di calcio in ALCUNI paesi) con le manifestazioni a cui ti riferisci?..non per essere polemico ma mi sfugge il senso di queste tue considerazioni.Gli atti di inciviltà o di vandalismo si trovano a Vancouver come in Grecia o in Medio Oriente,così come tante altre persone civili che invece di scendere in strada per sfasciare tutto preferiscono farsi i fatti propri o andare manifestare civilmente per ciò che ritengono importante .Il mondo è vario (e a volte avariato)
    P.s.:giusto qualche giorno fa, a caso
    http://lacittadisalerno.gelocal.it/dettaglio/scontri-ultr%C3%A1-polizia-dieci-tifosi-fermati/4472318

    • osloninja Says:

      …lol. Mi pare assolutamente evidente che non c’entrino un fico secco di nulla. Il confronto è, mi pare lapalissiano, completamente paradossale. Da una parte del mondo si protesta perchè la gente muore di fame o non ha un lavoro o è oppressa da un dittatore, dall’altra si saccheggiano negozi perchè la squadra locale ha perso.

  2. Francesca Ferri Says:

    Radere al suolo no, dai: ci vivo

  3. moGin Says:

    l’identificazione sportiva è un meccanismo psicologico potentissimo

  4. Serena Marina Marenco Says:

    Bhe, in effetti è una cosa che passa per la testa, molto spesso, anche a me. Per esempio leggendo gli aggiornamenti degli status di certi miei contatti. Il paese va a rotoli? Chi se ne frega, la samp è in B! Srtanno chiudendo l’unica grande industria rimasta nella nostra città? Un’altra volta, ora non abbiamo tempo. Noi Genoani dobbiamo sfilare per la città per sfottere i sampdoriani.
    Gente capace di dar fuoco a un quartiere per una partita di calcio, ma che non si alzerebbe dal divano per difendere i diritti di suo figlio (“che tanto diventerà un giocatore di calcio famoso e manterrà la famiglia. Ha due anni e l’ho già iscritto alla scuola calcio!”).
    Il calcio, ovviamente, è solamente un esempio. Esistono persone con scale di valori assolutamente sballate, che vivono solamente per il nulla domenicale, per andare a sbronzarsi il sabato sera, per comprare l’ultimo costosissimo telefonino. Poi il mondo va a bagasce, ma chi se ne frega, no?

  5. socrates Says:

    Spesso ci indignamo, formuliamo considerazioni constatando con sorpresa che il comportamento delle masse è irrazionale. Dovremmo riscordarci sempre che la madre degli idioti è sempre incinta.

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