Irene e Peppino

Salve a tutti,

Piccolo post solo per dire a tutti che è vero, Irene è arrivato qui a Montreal, ma l’impatto è minimo. In questo momento piove a dirotto e il vento intenso fa cadere la pioggia con una inusuale pendenza di quarantacinque gradi rispetto al terreno che rende qualsiasi ombrello completamente inutile. Molti voli sono stati cancellati ma non sono stati presi particolari provvedimenti speciali. Il municipio ha consigliato di assicurarsi di chiudere correttamente porte e finestre per evitare danni minori (come vetri rotti e simili).

Adesso non ho tempo per scrivere uno dei soliti post lunghi e infarciti di sciocchezze, quindi mi limito a condividere con voi giusto l’Evento Aeroportuale Interessante che mi capita più o meno immancabilmente. Sono rientrato a Montreal passando come al solito per Parigi. Purtroppo la coincidenza prevedeva uno scalo di circa cinque ore all’aeroporto Charles de Gaulle: nulla di male, è un bell’aeroporto, ma dopo un po’ la noia si fa sentire.

Quando viaggio porto con me l’immancabile Settimana Enigmistica, questa rivista senza tempo che non solo mi permette di mantenere sempre fresco l’italiano ma che costituisce uno svago da tanti anni. Sono quindi lì seduto al terminal in paziente attesa finchè un signore di mezza età non mi chiede se parlo italiano. Vincendo la mia naturale diffidenza, rispondo positivamente a questo gentile signore che chiameremo, secondo solito modello, Peppino.

Peppino vuole avere alcune informazioni su come funziona il terminal, non sa bene il francese, non ha mai preso un volo intercontinentale, è un po’ spaesato. Non c’è problema, conosco l’aeroporto bene, il terminal dove siamo è stato del tutto rinnovato, è bellissimo e scintillante, è tutto facile da trovare, gli spiego quello che vuole sapere, lui è contento, io torno alle mie parole crociate… o così credevo.

Volendosi sdebitare della mia gentilezza, decide di fare ciò che chiunque, grato, farebbe al suo prossimo: condividere la storia della propria vita! Ecco quindi che mi ritrovo immerso in una drammatica storia di ragazze dell’est che ti danno un figlio e poi però ti ricattano, compagnie low cost più inclini alla truffa che al servizio, solerti doganieri che non permettono (per qualche motivo!) di trasportare alimenti deperibili a bordo di un velivolo, discussioni filosofiche sul significato della vita e sugli ideali, dissertazioni gastronomiche e principi di agronomia. Tutto ovviamente senza che io dicessi pressochè una parola.

Quando mi ha detto “adesso mi faccio un bel giro dei negozi”, ho tirato un sospiro di sollievo. Credo che se non ci fossimo incontrati un aeroporto, sarebbe stato più piacevole, ero davvero un po’ troppo stanco per ascoltare la storia della vita di un (ci tengo a dirlo) comunque simpatico sconosciuto.

Saluti speciali alle due Irene, alle due Sara, ai due Mimmi e a Shawn, della nazionale canadese di falegnameria sportiva.

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