Norvegia e Canada a confronto

Salve a tutti,

Oggi vi propongo un confronto tra Norvegia e Canada che spero aiuti i tanti che mi scrivono chiedendo quale sia “meglio” dei due Paesi.

Innanzitutto faccio una premessa già fatta decine di altre volte ma che ripeto onde evitare sciocche polemiche. Tutto quello che troverete qui è frutto di esperienze del tutto personali e quindi non è altro che una opinione personale. Quando leggerete questo confronto potrebbero quindi esserci inesattezze o la situazione potrebbe essere cambiata da quando l’ho descritta io.

Come ho risposto a tanti che mi hanno fatto domande su questo argomento, non posso di certo essere io a decidere che cosa sia meglio per la vostra situazione specifica. Informatevi, guardatevi attorno, formate una vostra opinione: un blog non potrà certo sostituirsi al vostro personale giudizio.

Prima di cominciare, un’altra premessa sulle modalità di utilizzo della tabellina. Per ogni categoria troverete una spiegazione di quali sono i pro e i contro per ogni Paese e le condizioni secondo cui assegnare un punto a uno dei due Paesi. Alla fine del confronto avrete un punteggio che spero possa aiutarvi a capire cosa fa per voi tra i due.

A proposito, l’ordine delle categorie è del tutto arbitrario.

Clima: Parità assoluta da questo punto di vista: sono entrambi paesi freddi. Il Canada è tendenzialmente più umido a causa delle vaste foreste che ricoprono lo scudo canadese e che arricchiscono di acqua i venti, tuttavia la facilità con cui i venti si muovono causa una variabilità del tempo che spesso è benefica in inverno (una tempesta di neve verrà spesso spinta via nel giro di qualche ora). Primavera, estate e autunno sono belle stagioni ma durano abbastanza poco. La Norvegia ha un freddo più secco e a livello di temperatura è in media leggermente più mite del Canada (ci si attesta più spesso attorno ai -25 che ai -35, in città, anche se in realtà questo dipende, per entrambi i paesi, dalla città in questione), tuttavia soffre in maniera importante della variabilità della luce durante il giorno. Poichè il 99% della popolazione del Canada si trova entro cento chilometri dal confine statunitense, il che significa trovarsi più o meno all’altezza di Parigi, il problema della variabilità del giorno in Canada si sente molto meno. Anche in Norvegia, belle stagioni in primavera, estate ed autunno, ma la durata è breve. Segnate quindi un punto per il Canada se l’umido non è un problema. Segnate un punto per la Norvegia se la variabilità della quantità di luce non è un problema.

Sicurezza: Sia il Canada che la Norvegia sono posti molto tranquilli, ma in maniera differente. La Norvegia è in generale assai sicura indipendentemente da dove ti trovi (onestamente, non pensate a pazzi furiosi come Breivik, perchè quelli sono casi assurdi che possono capitare ovunque e non c’entrano nulla con la sicurezza del paese). Una cosa che ho spesso rilevato è l’assenza di visibilità della Polizia: in Norvegia non vedrete poliziotti da tutte le parti, in Canada al contrario sono una vista del tutto quotidiana. Il Canada per gli standard nordamericani è molto sicuro anche nelle grandi metropoli (Montreal, Toronto, Vancouver), tuttavia in ognuna di queste ci sono i soliti uno-due quartieri in cui “è meglio non andare”. Vancouver in particolare può essere un po’ tentacolare. Inoltre, ricordate che in generale la polizia nordamericana è più “brusca” di quella europea. Segnate un punto per la Norvegia se vi piacciono società tranquille in cui la polizia non si farà quasi mai viva (perchè non ce n’è bisogno). Segnate un punto per il Canada se preferite che le forze dell’ordine siano più visibili.

Trovare un lavoro: Qui entra in gioco il fattore linguistico, tuttavia senz’altro entrambi i Paesi hanno bisogno di più lavoratori. In Canada ogni anno vengono pubblicate liste di “lavori fortemente ricercati” e ci sono uffici governativi appositi per aiutare gli immigrati a trovare lavoro. Sono procedure abbastanza burocratiche ma che in generale funzionano piuttosto bene. Ovviamente come per tutti i programmi governativi di supporto, spesso non c’è limite a dove ti possono mandare quindi è più che possibile finire nei gelidi Territori del Nord-Ovest o in altri posti sperduti. Di positivo c’è però che ci sono molti programmi di apprendistato che ti permettono di imparare un mestiere sul campo e contemporaneamente immigrare in Canada. In Norvegia le cose sono più semplici per quanto riguarda le procedure ma più complicate per quando riguarda la facilità di accesso al lavoro per la semplice barriera linguistica. Se non parlate norvegese (decisamente meno comune dell’inglese o del francese utili in Canada) le vostre possibilità di trovare un lavoro saranno alquanto limitate a meno che non siate altamente specializzati. Al contrario del Canada, tuttavia, se siete italiani non avrete alcun problema di immigrazione. Segnate quindi un punto per la Norvegia se parlate norvegese (il tasso di disoccupazione è molto basso, quindi trovare un lavoro parlando la lingua sarà facile) oppure se avete un alto livello di specializzazione, specie nei settori tecnici. Segnate invece un punto per il Canada se un po’ di burocrazia non vi spaventa e se cercare un lavoro per voi comprende anche la possibilità di apprendere un mestiere sul campo.

Lingua: In Norvegia si parla norvegese (in due varietà, abbastanza simili, ma comunque differenti) in tutti i contesti, anche se un buon sistema di educazione garantisce che pressochè tutta la popolazione conosca anche l’inglese con una ottima uniformità di livello e competenza linguistica. Non avrete problemi a usare l’inglese in ambito professionale mentre apprendete il norvegese, ma non parlare la lingua locale vi renderà la vita potenzialmente difficile negli ambienti sociali dove ovviamente gli autoctoni preferiscono parlare la loro lingua e non una straniera. In Canada ufficialmente si parlano due lingue (situazione complessissima questa, che merita un intero post a parte): l’inglese e il francese. Il francese è utile solo in Québec e in New Brunswick (unica provincia ufficialmente bilingue), in tutto il resto del Canada si parla l’inglese canadese che è simile all’americano con alcune influenze britanniche. Segnate un punto il Canada se parlate (o volete imparare a parlare) inglese e volete andare in una provincia anglofona o a Montreal (che è informalmente bilingue), idem per il francese se volete andare in una provincia francofona. Segnate un punto per la Norvegia se parlate il norvegese o se non avete problemi a imparare una lingua che vi sarà utile esclusivamente in Norvegia.

Burocrazia: Il Canada ha tre livelli governativi con cui avrete a che fare costantemente: la città in cui vivete, la provincia e il governo federale. La prima busserà alla vostra porta per le tasse locali ma dovrete avere a che fare con questo aspetto principalmente se siete proprietari di un immobile. Se siete in affitto vi capiterà di rado di dovervi relazionare con l’amministrazione locale. La provincia e il governo federale si faranno vivi ogni anno per la dichiarazione dei redditi che va presentata disgiunta nonostante entrambe abbiano la stessa scadenza e siano piuttosto simili. Le guide per la compilazione della dichiarazione dei redditi sono disponibili fin da Gennaio (la scadenza è a fine Aprile) e sono intrise di riferimenti, codici, eccezioni e locuzioni ambigue o di difficile interpretazione (fate come fanno tutti, date 50 $ a qualche commercialista che vi faccia le tasse, o prendetevi un weekend di relax per compilare i moduli). Le procedure di immigrazione sono semplici ma hanno tempi decisamente lunghi, ci vogliono tra le quattro e le otto settimane per un permesso di lavoro con annessa residenza e svariati mesi per avere la residenza permanente. In Norvegia la situazione è totalmente differente, il principio che regna è quello del silenzio-assenso e la vostra vita burocratica nella stragrande maggioranza dei casi sarà alquanto rilassante. I moduli delle tasse vi verranno inviati precompilati dal governo ogni anno e se decidete di non guardarli neanche verranno automaticamente gestiti: se vi devono dei soldi ve li verseranno sul conto, se dovete dei soldi ve li preleveranno forzatamente. Le procedure di immigrazione sono semplici e consistono in poco più che recarsi in un ufficio e firmare qualche modulo. Come italiani, dopo qualche mese in Norvegia con un lavoro vi arriverà una conferma di residenza permanente. Segnate un punto per la Norvegia se volete avere a che fare il meno possibile con gli uffici pubblici e se quando dovrete averci a che fare potrete quasi sempre utilizzare Internet. Segnate un punto per il Canada se la burocrazia non vi spaventa e/o avete un problema morale con uno Stato che ha la possibilità di accedere a qualsiasi vostro bene nel Paese.

Cibo: Sia il Canada che la Norvegia devono importare gran parte delle verdure perchè non hanno possibilità di produrle in loco, quindi il sapore di certi alimenti non è mai granchè (il pomodoro medio in entrambi i paesi sa di ottima e gustosa acqua). Le cospicue tasse di importazione norvegesi fanno sì però che questi prodotti siano anche piuttosto cari, al contrario del Canada ove in generale il prezzo di generi alimentari è estremamente basso, in stile americano. La Norvegia ha una propria tradizione alimentare basata sul pesce e sulla pecora, di origine sostanzialmente povera e dai sapori principalmente salati. I dolci sono di ispirazione germanica e quindi basati principalmente sul marzapane e la cioccolata. Il Canada è un paese di immigrati e quindi è difficile parlare di una vera e propria tradizione alimentare “locale”, il cibo che si trova è tutto frutto di rielaborazioni locali di piatti provenienti da altre parti del mondo, ne consegue che la varietà di cibo è potenzialmente enorme, nonostante la disponibilità sia del tutto dipendente da dove vi trovate. Segnate un punto per la Norvegia se il cibo è solo qualche cosa che vi mettete in bocca, segnatene uno per il Canada se avere a disposizione una varietà di cibi diversi per voi è importante.

Costruirsi un futuro: L’aspetto pensionistico e degli investimenti è molto diverso nei due Paesi, partiamo dalla pensione. La Norvegia, come l’italia, prevede che ogni stipendiato versi automaticamente una certa quantità di denaro nel fondo statale di previdenza sociale. Il fondo norvegese è notoriamente il più ricco dell’intero pianeta con un distacco immenso rispetto al secondo (qualcuno mi corregga, ma ricordo distacchi mostruosi, come 40% più ricco del secondo in classifica). Il carico fiscale viene mantenuto molto alto, nonostante il Paese non ne abbia strettamente bisogno per ammissione stessa della classe politica, per garantire ai norvegesi un futuro decoroso e senza preoccupazioni. Sono anche disponibili ovviamente fondi privati di integrazione nel caso in cui si voglia quel “qualcosa in più”. In Canada l’atteggiamento è completamente diverso. La tua pensione è composta da tre contributi diversi, quello federale, quello provinciale e il tuo personale. I primi due, pagati dalle tue tasse, non ammonteranno altro che a un misero 40% della tua pensione. Lo Stato ti bombarda ogni anno durante la stagione delle tasse per ricordarti di questo aspetto della vita che dovrai gestirti in maniera del tutto autonoma per fare sì che quel 60% di pensione che manca esista quando vai in pensione. Il modo in cui questo viene attuato consiste nel permettere a ogni persona di mettere da parte ogni anno una certa quantità di denaro in un fondo speciale pienamente controllato dal contribuente. Passando invece agli investimenti, sia il Canada che la Norvegia sono paesi in cui investire il denaro conviene perchè le rendite sono buone, anche se le tasse sugli introiti finanziari sono leggermente più alte in Norvegia. La Norvegia dichiaratamente investe “solo” in attività che si conformano all’etica statale (quindi preferiscono fonti rinnovabili o attività a basso impatto ecologico), tuttavia questo aspetto è assai chiacchierato in quanto ci sono polemiche sulla effettiva fattualità di questo proposito. Il Canada è molto più spregiudicato e in puro stile americano investe dove gli conviene, col risultato che ad esempio alcuni dei grandi fondi canadesi fanno parte del grande club degli speculatori mondiali che giocano sulle obbligazioni di stato dei paesi in difficoltà della zona Euro. Segnate un punto per la Norvegia se vi fidate della gestione statale dei fondi, oppure non volete avere a che fare con la complessa problematica dei fondi previdenziali, oppure è importante sapere che i vostri soldi siano usati potenzialmente per “buone cause”. Segnate un punto per il Canada se invece volete gestire personalmente i vostri soldi, oppure se vi interessa solo guadagnare senza preoccuparvi delle conseguenze etiche dei vostri investimenti.

Acquistare una casa: Al contrario degli altri investimenti, i mutui sono piuttosto simili nei due Paesi, almeno a livello di risultato finale. Nonostante infatti le regole sui mutui siano alquanto diverse, un fatto base resta: gli interessi sono molto bassi. Tutt’altro discorso invece per quanto riguarda l’acquisto di una casa, i due sistemi sono completamente diversi. In Canada il mercato è estremamente dinamico, gli immobili vengono venduti anche nel giro di un giorno dal momento dell’immissione sul mercato e c’è una flessibilità pressochè illimitata nelle transazioni. In Norvegia il mercato degli immobili usa un sistema ad asta abbastanza complicato (nonchè unico al mondo) che prevede offerte al buio ed è influenzato da lobby di investimenti che possono interferire col vostro acquisto. Segnate un punto per il Canada se vi sentite a vostro agio in un mercato molto libero in cui dovrete agire molto in fretta e prendere decisioni rapide per riuscire a comprare la casa dei vostri sogni. Segnate invece un punto per la Norvegia se volete un ritmo più pacato e non vi crea problemi dovervi cercare un altro immobile perchè qualcuno vi ha “soffiato” un affare.

Natura: Da questo punto di vista Norvegia e Canada sono piuttosto simili. Sono Paesi nordici quindi foreste, montagne, fiumi e laghi fanno parte del paesaggio quotidiano. La Norvegia è più montuosa quindi se vi piace sciare sarà in generale molto più facile trovare un posto vicino a dove vivete per praticare questo sport. Le foreste norvegesi sono primariamente di conifere aghiformi, mentre in canada sono assai comuni anche altri tipi di albero come l’acero. I fiumi norvegesi sono in generale meno inquinati di quelli canadesi (anche se ovviamente questo dipende dall’area in cui vi trovate), ma il paesaggio canadese è più variabile semplicemente in quanto più vasto. Segnate un punto per la Norvegia se preferite un territorio più compatto in cui la distanza tra i vari punti di interesse è relativamente piccola (ricordate che la Norvegia è molto lunga). Segnate un punto per il Canada se preferite paesaggi vasti con territori enormi ancora incontaminati.

Politica: Il Canada è uno stato federale quindi bisogna distinguere molto bene tra governo federale e provinciale. Come in molti paesi occidentali, gli scandali politici sono relativamente frequenti e specie a Toronto e Montreal spesso riguardano collusioni con la mafia italiana trapiantata in Canada oppure episodi di corruzione. Lo stato federale, spesso di impostazione conservatrice a causa di come votano le province (l’unica sempre progressista è sistematicamente il Québec), è tipicamente protagonista di forte critica da parte dell’opposizione per le scelte in contrasto con la tradizione canadese come gli interventi militari al fianco degli Stati Uniti o la mancata ratificazione di trattati internazionali sull’impatto ambientale. La Norvegia è una monarchia costituzionale in cui il Re è solo una figura rappresentativa dello Stato. Per l’intero dopoguerra la Norvegia è stata governata da partiti progressisti che hanno contribuito a creare la moderna impostazione socialista scandinava basata principalmente su una equilibrata distribuzione dei servizi sociali. La frequenza degli scandali è piuttosto limitata. Segnate un punto per il Canada se essere in un Paese che è frequentemente in linea con le scelte politiche americane non vi crea dei problemi oppure se vi piace essere spesso in mezzo a vivaci confronti politici. Segnate un punto per la Norvegia se invece preferite un’atmosfera politica tranquilla e che riserva poche sorprese, oppure se non volete davvero interessarvi degli aspetti politici locali.

Ambiente sociale: La Norvegia ha una forte impronta culturale di carattere uniforme: la “norvegesità” esiste ed è un atteggiamento che ogni immigrato deve padroneggiare. Una conseguenza positiva di questo aspetto è ovviamente che c’è un forte livello di omogeneità sociale (dovuto anche ai servizi sociali che si assicurano una vita decorosa per tutti o quasi), d’altro canto però c’è anche un intrinseco rifiuto di tutto ciò che non è “norvegese”. In altre parole, o vi conformate alla società locale, o non vi sentirete benaccolti. Il Canada ha invece un approccio leggermente diverso, è un paese di immigrati quindi ognuno contribuisce alla società locale con il proprio retaggio culturale e quasi qualsiasi contributo è benaccetto. Ci sono alcune parti del Canada, come il Québec e in generale le province marittime dell’est, in cui si vivono scontri culturali non indifferenti con il resto del Paese, ma come immigrati non è qualcosa che potrete mai comprendere o che potrete mai sentire come profondamente vostro. Segnate un punto per la Norvegia se per voi l’uniformità e l’armonia culturale sono importanti oppure se volete lasciarvi alle spalle tutto per diventare norvegesi. Segnate un punto per il Canada se per voi mantenere le vostre radici è qualcosa di importante.

Educazione: Il Canada ha un sistema educativo di impostazione americana, quindi tendenzialmente pragmatico e orientato più all’insegnare il “saper fare” che il “perchè”, quindi fino al livello della scuola superiore può lasciare alquanto a desiderare. A livello universitario tuttavia ci sono diverse eccellenze in molti campi, perciò le cose migliorano nelle fasce più alte dell’istruzione. Un aspetto positivo di un sistema educativo molto pragmatico è che si può trovare un’occupazione adeguata per tutti i livelli di istruzione ricevuti, essendo assenti forme di educazione “non professionalmente formative” come i licei nostrani. La Norvegia ha un approccio più classicamente nordeuropeo e quindi cerca di portare gli studenti verso una laurea, triennale o specialistica che sia. A causa di un approccio culturale che tende alla omogeneizzazione e che scoraggia di fatto l’eccellenza in favore invece di un generale “giusto medio” (ovvero meglio che tutti siano piuttosto bravi che avere un paio di molto bravi e dieci casi senza speranza), le scuole in generale funzionano ma è difficile trovare punte di eccellenza. Segnate un punto per la Norvegia se non volete dovervi preoccupare troppo di quale scuola scegliere avendo la garanzia che anche una scelta a caso non sarà troppo male. Segnate un punto per il Canada se volete scegliere (e pagare proporzionatamente) la qualità dell’istruzione ricevuta.

Sanità: Sia in Canada che in Norvegia la sanità è pubblica e accessibile a tutti a prezzi modici. In entrambi i Paesi bisogna essere detentori di una tessera di assicurazione sanitaria statale che va semplicemente richiesta (la procedura è la stessa in entrambi i Paesi, ci si presenta a un ufficio e si firma un modulo). In entrambi i Paesi dovrete recarvi personalmente dal medico quando starete male e dovrete probabilmente fare la fila quando entrerete in una clinica qualsiasi. Ancora parimenti, a vostro carico saranno le spese dentistiche e oculistiche, anche se spesso in entrambi i Paesi, se avete un lavoro, avrete una assicurazione privata che copre parzialmente i costi. Non ricordo quale sia la regola in Norvegia, ma in Canada se avete un impiego a tempo pieno è obbligatorio che il datore di lavoro vi fornisca una assicurazione sanitaria integrativa (anche per motivi fiscali). Segnate un punto per la Norvegia o per il Canada a seconda della disponibilità specifica di trattamenti o farmaci che sapete con certezza essere disponibili solo in uno dei due Paesi. Altrimenti sostanzialmente sono equivalenti.

Ebbene, queste sono le categorie che mi sono venute in mente. Se ce ne sono altre, contattatemi e magari scriverò un’altro articolo del genere. Se questo post vi è stato utile o se avete fatto i vostri conti, lasciatemi un commento col vostro punteggio finale, sarebbe davvero interessante!

Saluti di oggi a mia sorella che finalmente è riuscita a rifare i bagni di casa :D.

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33 Risposte to “Norvegia e Canada a confronto”

  1. paolo Says:

    Ho vissuto 2 anni a toronto e posso confermare tutto cio!finalmente un post molto utile e piu serio sull argomento grazie! Potresti parlarci dei monopoli di stato e I costi collegati ad essi? Ricordo in canada quello sul tabacco e alchool, venduti in modi/orari particolari e ad costi folli!!sono sicuro che qualche amante di vino e tabacco sara molto interrssato a questo argomento 😀

  2. Beppe Niccolini Says:

    Estremamente interessante, quindi ti ringrazio di cuore!
    Mi interessa, se non altro come sogno, di andare in Norvegia. Chissa’ che questo tuo scritto non influenzi la mia vita, se non ora magari piu’ avanti…
    Ciao!

  3. Federica & Nicola Says:

    Bello!
    Se posso integrare quanto hai detto sulla Sanità con la nostra esperienza.. In Ontario si ha il diritto di iscrizione al sistema sanitario dopo aver versato 3 mesi di contributi, la copertura viene estesa anche al convivente (e figli) ma ci si deve recare ad un “Family Service” e compilare tutti i moduli 🙂

  4. Un infermiere in Canada Says:

    È un viaggio ancor prima di partire. Grazie davvero.
    PS: inutile dirti il punteggio… 😉

  5. Un infermiere in Canada Says:

    Pensione, politica ed educazione sono i punti più critici.
    Con un buono stipendio sono però, a mio avviso, affrontabili: un piano pensione integrativo e una scuola con un buon ranking.
    L’impegno politico quello me lo porto dall’Italia (sono una delle mosche bianche che crede nelle Politica con la P maiuscola).

    Per tutto il resto non ci sono dubbi: acero Vs mora artica.
    PS: Ti ripubblico questo interessante articolo (con i crediti) sulla nostra pagina FB.

  6. Elizabeth Visentin Says:

    Bello 🙂 Io opto per il Canada (mi piacerebbe trasferirmici con la mia famiglia)
    Sarebbe interessante se potessi approfondire il discorso del percorso immigrazione-apprendistato!
    Ciao!

  7. Un infermiere in Canada Says:

    @Elisabeth Visentin: per quanto infermiere, lo scopo del nostro blog e della nostra pagina FB è quello di presentare anche il nostro percorso (tuttora in corso) di immigrazione in Canada. Puoi dargli un’occhiata se fa al caso tuo.
    Ciao!

  8. Giuseppe Says:

    ben scritto .. complimenti, io conosco la lingua francese e anche l’inglese, avendo studiato in svizzera, ma da questo resoconto indubbiamente per me la Norvegia è da preferire, ma quali sono i profili professionali richiesti? e sopratutto è come in italia, in cui ti senti sempre in ritardo su tutto e se hai 40 anni sei da buttare o come in Germania che a 50 anni puoi iniziare una nuova carriera perchè ancora molto giovane? Spero che mi rispondi a queste domande, io ho 49 anni e lavoro da 28 come amministrativo.

  9. eldino Says:

    “Al contrario del Canada, tuttavia, se siete italiani non avrete alcun problema di immigrazione.” Ciao, perdonami, puoi argomentare questa frase? Per quale ragione non dovremmo avere problemi rispetto alla Norvegia? Mi sembra vero più il contrario…

    • osloninja Says:

      Forse c’è un fraintendimento di base. Immigrare in Canada è più complicato che immigrare in Norvegia, questo è ciò che intendo.

  10. Ninetta Says:

    Grazie Ninjazzo! Proprio nel giorno in cui si festeggia la nostra beneamata Repubblica, vengo a cercare il tuo post…forse potrei venirti a trovare! Porterei con me il mio compagno, musicista Jazz, laureato al conservatorio di Parma. Appena puoi, potresti scrivere qualcosa sul l’importanza che i due paesi riservano ai mestieri “culturali”? Ti ringrazio! Baci

    • osloninja Says:

      Ciao Ninazza 🙂 Se mi vieni a trovare contattami che così ci troviamo. Sui lavori culturali faccio il possibile, ma non sono un grande esperto.

  11. Marco Says:

    Grande post, davvero utile. Grazie

  12. paol Says:

    Ciao, grazie per le informazioni interessanti .E’ vero che Montreal è bella come New York?

    • osloninja Says:

      Sono due città davvero diverse, entrambe molto belle. Credo che a Montreal si possa vivere meglio in termini di tranquillità (criminalità molto più bassa, ad esempio), ma la varietà e la ricchezza di New York sono incomparabili, secondo me.

  13. Federico Says:

    Davvero interessante x me che sto mirando al Canada..

    Una categoria molto importante l’hai dimenticata: LE RAGAZZEEE!!

    Come sono le ragazze Canadesi caratterialmente e fisicamente!? approcciare con loro è facile vero!? più che con le norvegesi..

    😉

  14. Cecilia Says:

    Penso di andare in Norvegia ed aprire un’azienda di pulizie, ho letto che c’è nè richiesta in Norvegia, però non so da cosa iniziare 😦

  15. Gianna Says:

    Consiglio di cercare dai specialisti al http://www.quali. no, il mio marito si ha consultato proprio loro quando apriva la sua azienda in Norvegia.

  16. Cecilia Says:

    Grazie! 🙂

  17. Carolss Says:

    É vero, c’è richiesta in questo settore, almeno cosi diceva la mia familia che vive In Norvegia, però questo non mi sembra così facile, no?

  18. Gabriele31 Says:

    Buongiorno, non è cosi difficile costituire un’azienda all’estero, da solo ho un’attività economica in UK, ma vale la pena appoggiarsi a qualcuno, forse ad un’azienda che si occupa di consulenza aziendale in un dato paese oppure a qualche amico… senza questo è difficile fare i primi passi da solo

  19. Belli Says:

    Ed io prefersico stare comunque in Italia 😀

  20. Gabriele31 Says:

    Bravo, anch’io. Tutti non possono andare fuori dal nostro bel paese.

  21. Belli Says:

    🙂

  22. Remigio lo Says:

    Ech si, solo che la prospettiva di guadagni e generalmente la vita nel nostro paese non è molto bella…

  23. nike10021993 Says:

    Bellissimo post, molto molto utile ☺ potrei chiederti di approfondire la questione della luce in Norvegia? Naturalmente nella parte sud del Paese…il freddo non mi infastidisce soprattutto se secco e la pioggia neanche, ma passare diversi mesi all’anno praticamente al buio la ritengo una situazione molto dura per me. Io amo la natura e soprattutto cavalcare, quindi mi dispiacerebbe restarmene molti mesi impossibilitata a praticare i miei trekking e le mie escursioni ☺ parlando con altre persone mi dicono di non preoccuparmi perché i pomeriggi invernali non sono bui della serie che senza la torcia non vedi, ma è un buio un po’ rischiarato… altri totalmente il contrario. Quindi chiedo anche a te ☺. E grazie è davvero un bellissimo blog e soprattutto in questo articolo hai messo a confronto il mio “amore” (il Canada) e la Norvegia, che sto valutando per via del mio secondo amore, la Scandinavia ☺

    • osloninja Says:

      Non c’è molto da dire sulla questione luce. Durante l’anno la luce del giorno cambia moltissimo, si va dalle circa 6 ore di luce del giorno di Natale alla luce pressochè permanente dell’estate. Se abiti più a nord di Oslo, gli estremi sono anche più forti. Personalmente la questione della luce non mi ha mai dato alcun fastidio nè ho mai dovuto fare terapie particolari, ma molti stranieri hanno gravi problemi ad adattarsi. E’ una cosa molto personale, è difficile dare in anticipo un suggerimento su come ti troverai tu. Se al momento sei in Canada però, come me, personalmente resterei lì :).

  24. lara Says:

    Vorrei sapere meglio della Norvegia .Istruzione Buona o no

    • osloninja Says:

      Dunque, la Norvegia ha molte università di pregio (ad esempio il politecnico di Oslo per l’Ingegneria è piuttosto buono) specie per le facoltà tecnico-scientifiche. Per quanto riguarda l’istruzione di base, io personalmente resto sempre scioccato dalla omologazione forzata in cui vengono spinti i giovani. La maestra ti sgrida sia che tu abbia voti bassi che tu abbia voti troppo alti, cosa che io trovo assurda.

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