Archive for the ‘L’angolo della critica’ Category

Totalitarismo liquido

aprile 2, 2014

Salve a tutti,

E’ un interessante periodo politico quello che sto attraversando in questo momento: qui in Québec ci sono le elezioni politiche il 7 aprile, mentre in Italia tra poco ci saranno le europee.

Delle elezioni del Québec vorrei parlare in un post separato. Oggi invece mi voglio dedicare a un argomento assai delicato su cui, dopo avere letto una quantità di materiale veramente notevole, finalmente ho una opinione precisa: il Movimento 5 Stelle è un terribile disastro politico che porta con sè i semi dei totalitarismi della peggiore specie.

Innanzitutto, patti chiari e amicizia lunga. Commenti incivili, volgari, non argomentati o fuori tema non verranno approvati. Per fuori tema intendo specificamente l’utilizzo di quell’artificio retorico che consiste nel rispondere su un argomento presentandone un altro, tipicamente per mera analogia o confronto paritetico. Oggi parliamo specificamente di M5S, parliamo di Grillo, parliamo della sua base e parliamo delle sue idee. Tutti gli altri argomenti non sono il tema di questa discussione.

Se non siete dotati di sufficiente pazienza, tolleranza, spirito critico o voglia di accettare una opinione diversa dalla vostra, saltate pure questo post. Tra qualche giorno posterò sulle elezioni qui in Québec, vi potrete fare una spensierata risata sui leghisti d’oltreoceano.

Per finire, faccio una premessa che ho fatto decine di volte in altri casi: non sono il depositario di alcuna Verità. Dico solo come la penso io personalmente. Non c’è alcuna pretesa di convincere nessuno.

Ora che abbiamo smaltito le precisazioni d’obbligo, veniamo a noi. Affrontare questo strano fenomeno è molto complesso e non si può fare in maniera molto superficiale. Preciso da subito che non trovo criticabile ogni singolo aspetto del M5S, il mio giudizio deriva da una valutazione globale che farò con voi alla fine.

Sono molteplici gli aspetti da affrontare, per comodità li voglio elencare da subito: Beppe Grillo, la comunità politica del M5S, i regolamenti e l’azione politica. Cercherò di tenere gli ambiti separati ma essendo una realtà piuttosto complessa è prevedibile un certo livello di commistione.

Partiamo dal grande protagonista, Beppe Grillo. Comico di grande successo, fa ridere primariamente perchè è chiassoso e si basa sul quotidiano. Trovate decine di video sulle prestazioni comiche di Grillo, trovo inutile fare un riassunto qui. Negli ultimi anni comincia a trasformare i suoi spettacoli in grandi arene politiche in cui condivide con i suoi spettatori un futuro basato sulle auto ad acqua e altri improbabili ritrovati. Qui avviene la sua prima terribile trasformazione: l’origine del pensiero “politico” di Grillo è proprio qui, costruiamo un futuro migliore basato su… scoperte “scientifiche” talmente incredibili che gli oscuri interessi di non si sa bene chi (massoni, Bilderberg, lobby, di volta in volta il bersaglio è diverso) vogliono assicurarsi che nessuno le possa diffondere.

Inutile dire che c’è un solo termine per definire questa matrice politica: complottista. La partenza non è delle migliori, anzi. Sono disposto a concedere a un comico di fare spettacoli complottisti effervescenti, a patto che chi ne ride si renda conto della loro assurdità e vada quindi a ridere DI Grillo, alla stessa stregua di quanto si farebbe per un personaggio pittoresco come ad esempio il “mago” Otelma.

Il secondo elemento che si mischia al pensiero politico di Grillo è la democrazia diretta attraverso Internet. Il modello di riferimento sembra essere il tanto decantato sistema islandese che ha permesso al piccolo stato artico di provare a dotarsi di una nuova costituzione e di riscrivere sostanzialmente da zero le regole della società. Il tentativo non ha avuto successo per il semplice fatto che documenti giuridici molto complicati come una costituzione non possono essere scritti da una persona qualsiasi, mal’esperimento è comunque assai apprezzabile. Qui si potrebbe aprire il grande capitolo Casaleggio ma, contrariamente a quanto hanno fatto molti altri analisti, scelgo di non toccare l’argomento. C’è poca chiarezza dietro Casaleggio, la sua società e che cosa realmente fa. Ignoriamo pure questa sorta di eminenza grigia e affidiamoci ai fatti.

L’Islanda è un piccolo paese di circa 320,000 persone, ovvero ha la stessa popolazione della mia città d’origine, Bologna. Tramite un processo di collaborazione online molto profondo, questo paese ha provato a dotarsi di una nuova costituzione. I capisaldi di questo processo sono stati l’estrema trasparenza, la visibilità totale di tutte le attività dell’assemblea costituente con tanto di accesso completo a documenti e registrazioni (anche in diretta) delle assemblee. Tutto questo, ripeto, applicabile a una relativamente piccola comunità di 320,000 persone. Il risultato finale non è stato soddisfacente a causa del livello di estrema competenza tecnico-giuridica richiesto dalla stesura di una costituzione, ma il percorso è comunque davvero innovativo.

L’idea di Grillo, unitamente ad alcuni altri concetti presi da altre iniziative online come l’utilizzo dei Meetup, è quella di introdurre questo processo in una comunità di circa 60 milioni di persone come l’Italia, con uno dei tassi di alfabetizzazione digitale più bassi del mondo occidentale. Non voglio qui che mi si taccia di disfattismo. Il mio scetticismo non deriva dalla rassegnazione che “tanto il tasso non migliorerà mai”. No, non è questo il punto. La conseguenza di questo attaccamento alla sacra Rete è che diventa in realtà uno strumento discriminatorio: se non sapete usare la Rete, per Grillo non esistete e non avete alcun diritto (dato che la volontà popolare per Grillo si esercita esclusivamente attraverso la Rete). A causa di questo utilizzo dittatoriale dello strumento non si ottiene affatto una democrazia, ma una oligarchia discriminatoria. In un sistema partecipativo per mezzo fisico infatti (come ad esempio il voto vero e proprio in un seggio elettorale), l’unica azione che l’elettore deve compiere è quella di presentarsi fisicamente in un luogo. Concentrare tutta l’attività politica su Internet, in un contesto in cui la Rete è poco diffusa e male utilizzata, ha come conseguenza la restrizione dell’attività politica a una cerchia ristretta, inevitabilmente la più motivata e quindi con ogni probabilità la più attiva, quando non zelota. In una lettura assai estremizzata, potremmo dire quindi che è un movimento in mano a una minoranza di scalmanati.

Parliamone un po’, di questi “scalmanati”, ovvero la comunità del M5S. Innanzitutto, non sono tutti degli invasati, anzi, la mia supposizione è che i veri zeloti siano una minoranza molto rumorosa che purtroppo ha influenza dominante a causa dell’approccio oligarchico del M5S.

Mi piace pensare che dei nove milioni di elettori M5S, la maggior parte sia fatta da persone del tutto comuni che si sono fatte incantare dalle parole chiave di Grillo: trasparenza, lotta alla corruzione, insoddisfazione verso la classe politica corrente, fine degli sprechi, ricambio generazionale, snellimento burocratico. Sono obiettivi generici e condivisibili che toccano nel vivo un Paese in cui la classe politica ha dimostrato di non essere assolutamente capace di fornire alcuna risposta convincente alla crisi economica, sociale e sopra ogni cosa morale.

Ecco quindi che i giovani professionisti incensurati proposti da Grillo sono improvvisamente simpatici e appetibili. Nessun pregiudicato, solo persone con un passato irreprensibile, scelte a mezzo informatico (parleremo di questo tra poco).

Questa comunità, che secondo la mia opinione è quella “originale” del M5S, ha contribuito a fare del movimento (per favore, risparmiatemi la patetica locuzione MoVimento, una idiozia infantile con lo stesso valore che si potrebbe dare a un ipotetico Partito della Cacca con capolista Alvaro Vitali, non me ne voglia Vitali) una realtà tutto sommato importante a livello locale. Tanti consiglieri comunali eletti, qualche sindaco.

Il successo a livello locale, specie in regioni dove l’amministrazione locale ha sempre funzionato piuttosto bene, si spiega facilmente e non è di certo una conseguenza del modus operandi del M5S: le azioni a livello locale sono molto più concrete perchè inevitabilmente legate al territorio. In altre parole, non sei in Parlamento dove ti puoi riempire la bocca di mille intenzioni che dopo sei mesi (forse) verranno concretizzate da un qualche decreto attuativo scritto da chissà quale tecnico.

Purtroppo per il M5S e per l’Italia, questa base del M5S non è l’unica. Coesistono altre due anime nel movimento, purtroppo chiassose e violente. La prima è quella degli zeloti, la seconda è quella degli estremisti.

Gli zeloti sono alquanto facili da individuare. Hanno fatto del tutto propria la modalità di comunicazione di Grillo. Rifiutano qualsiasi confronto. Si rifugiano costantemente dietro dichiarazioni assolute di generica categoricità, i vari “Basta ka$ta”, “Mandiamoli tutti a casa”, “Siete morti”, “Siete finiti”. Spesso attaccano in maniera volgare. Utilizzano in maniera retorica la distrazione: qualsiasi domanda venga loro rivolta non riceve mai alcuna risposta ma una contro-domanda che ha come oggetto qualcuno o qualcosa d’altro. E’ una forma mentis molto precisa che espone il movimento a facilissime critiche di monopensiero.

La terza frangia della comunità a cinque stelle è quella degli estremisti. Questi sono pochi, quasi tutti di destra e di ispirazione neofascista o in generale autoritaria/totalitaria. Sono i più volgari e soprattutto i più violenti comunicativamente parlando. Prosperano all’interno del movimento per un semplicissimo fatto: nessuno se ne sbarazza. Non vengono redarguiti. Non vengono emarginati. Sopra ogni cosa, Grillo non si dissocia dalle loro idee, causando un pasticcio politico di proporzioni epiche. Evitando di dissociarsi da queste frange incredibilmente violente del suo movimento, innanzitutto attira ulteriori personaggi del genere. Non solo, non sbarazzandosi di questo fardello autoritario implicitamente lo legittima: questo non significa automaticamente che sia daccordo, ma ammette l’esistenza dell’idea all’interno dell’attività politica del movimento. Questo mero fatto è gravissimo. Se volete un assaggio delle viltà che questi personaggi sono capaci di scrivere, vi basta andare sul blog di Grillo, potrete trovare a iosa commenti facilmente identificabili come violenti e oltranzisti.

Non so se l’avete notata, ma ho appena detto una cosa fondamentale per la comprensione del M5S. “Grillo non si dissocia”. Approfondiamo questo punto perchè è importante, ovvero i “regolamenti”. Il M5S ha uno statuto (nonostante si ostini a non farlo passare come tale, anche quello del Partito della Cacca è scritto sulla carta igienica, ma sempre di statuto si tratta) che descrive quali sono le regole del movimento.

Dai meri fatti che si sono svolti di fronte ai nostri occhi in questi ultimi mesi dopo le elezioni, indipendentemente da ciò che lo statuto dice, quello che avviene è che Grillo è il capo politico del movimento. Non è questa fantomatica e indistinta Rete, non è “il popolo”, non è alcuna altra entità imprecisata e indefinita: è Grillo.

Molte decisioni vanno, tecnicamente, prese collegiamente a mezzo digitale, attraverso una parte del sito del M5S (o meglio, del sito personale di Grillo) chiamata assai curiosamente “Sistema Operativo” (locuzione priva di senso nel contesto, opinione professionale). Mi ricollego qui a quanto dicevo all’inizio sull’oligarchia digitale. Si trovano facilmente in Rete decine di immagini che mostrano i numeri di queste votazioni. Quelle che ricevono grandissima attenzione raggiungono numeri (bassi) a cinque cifre. Per la selezione dei candidati alle elezioni europee, ho visto svariate immagini con solo tre cifre. Se confrontiamo questi ordini di grandezza con i famosi nove milioni di elettori del M5S, credo che la mia posizione sulla oligarchia che domina il movimento non sia così tanto infondata.

Tralasciando il fatto che il sito ufficiale del movimento sia il sito personale di Grillo, egli si presenta al mondo come il semplice portavoce del movimento. Di fatto (nonchè a norma di legge, visti gli atti depositati) ne è il proprietario totale ed è qui che si annida l’essenza più dubbia del M5S. Grillo decide quando votare e su che cosa, dato che formula i quesiti. I risultati vengono presentati esclusivamente dal punto di vista numerico, ma non esiste alcun modo per effettuare verifiche. Non mi riferisco a fantomatiche verifiche di terzi, ma più semplicemente a quelle interne a un movimento sano che fa della trasparenza la sua bandiera. Questa trasparenza nei fatti non esiste. Non solo, a causa del controllo assoluto della piattaforma digitale, Grillo è capace di collezionare in maniera precisa e puntuale l’espressione elettorale di tutti gli iscritti che utilizzano il suo sito.

Anche in Corea del Nord dove, si sa, la democrazia è predominante, è possibile votare liberamente. Sulla scheda elettorale il quesito ha forma simile a questa: “Vuoi tu, caro elettore, votare per Giangugliemo Vemochetinculo? SI / NO”. Tutti i coreani possono votare liberamente, tuttavia se si vuole votare No è necessario recarsi in una cabina elettorale apposita “per persone che votano No”.

La totalitarietà del movimento non si ferma al controllo totale del sito da parte di Grillo e del suo staff (ripeto, nel reame Casaleggio non entro nemmeno). Nonostante infatti Grillo sia, a suo dire, solo un portavoce, il M5S è da lui rappresentato ed è soggetto a tutti i suoi diktat.

La rappresentanza è palese, Grillo si è recato da Renzi per discutere della formazione del governo. Non entro neanche nel merito di quella pietosa scenetta, ma la sua sola presenza lo designa come rappresentante del movimento… in violazione del suo stesso regolamento. Non è infatti chiaro chi è che abbia messo Grillo al suo posto. Si tratta senz’altro di un fondatore del movimento, ma questo mero fatto lo autorizza automaticamente a essere la linea guida? Qualsiasi altro rappresentante del movimento deve essere designato, eccetto lui? Questo fatto è assai strano, specie se lo si associa all’altro fenomeno, i diktat.

Dal blog di riferimento infatti, Grillo si scaglia in accorate filippiche contro persone, enti e giornalisti. Di questi ultimi c’è addirittura una lista nera che col fascismo non ha in comune solo il colore. Il dissenso viene sempre marchiato come servile rispetto a un qualche indefinito potere. Alle dichiarazioni non si associano mai fatti precisi ma affermazioni assolute che sembrano quindi vere per rivelazione, costruendo quindi sempre di più il culto personale di Grillo che porta in ultimo all’infervoramento ulteriore dei sopracitati zeloti.

Finora quindi il panorama è questo: abbiamo un movimento politico, contro ogni establishment politico, animato da un personaggio incoerente con sè stesso il cui pensiero politico deriva da radici complottiste e radicali implementate in maniera alquanto autoritaria, seppur mascherate da democrazia diretta. La base è fatta di idealisti, zeloti ed estremisti.

Questo garbuglio che cosa ha prodotto? Finora, un partito intransigente che rifiuta qualsiasi confronto politico perchè ritiene di voler rimanere “al di fuori del gioco politico”. Questo approccio è farsesco per il semplice fatto che la politica è fatta di compromessi e confronti. Rifiutarsi unilateralmente di stare al gioco, operando una semplificazione ideologica brutale quanto inefficace, è segno di immaturità e soprattutto di incapacità di formulare correttamente una linea politica.

E’ questo forse l’aspetto maggiormente responsabile dell’inefficacia più totale del M5S a livello politico: l’assenza di una qualsiasi linea politica. Questo mantra generico del “voteremo di volta in volta” non permette di determinare con precisione quale sia l’atteggiamento politico del movimento, dato che di fatto l’azione politica viene pilotata in toto da Grillo. La fedeltà assoluta dei nominati è l’unico criterio che Grillo sembra avere a cuore, nominalmente “perchè chi viene votato ha sottoscritto di rispettare lo statuto”. Apprezzabile, ma quando lo statuto comincia a contenere clausole vessatorie di nessuna validità, come la proposta penale di 250,000 euro per chiunque sia espulso dal M5S al parlamento europeo, ci si può legittimamente chiedere se lo statuto sia uno strumento di garanzia o sia in verità l’ennesimo strumento di controllo di Grillo verso la propria creatura.

In ultimo insomma, il problema del M5S è l’esistenza di Grillo, un ometto che vuole imporre le proprie regole pur, secondo le stesse, non avendo alcun titolo a farlo. Non c’è nulla di male nel volere più trasparenza nella politica, o nel volere una nuova classe politica che sia più onesta, più sincera, più diretta nella comunicazione, più vicina al proprio elettorato. Ma se il costo di queste conquiste di facciata deve essere il servilismo più totale verso una entità oscura che nessuno ha votato o legittimato, si apre la strada a una cosa sola: il totalitarismo.

A chi di voi sia attivista del M5S, un accorato appello. Sbarazzatevi di Grillo. Ha dato una spinta propositiva e ha indubbiamente spinto tante persone a una partecipazione politica più attiva. Non fatevi abbindolare dai proclami fragorosi di Grillo. Il fatto di avere fondato l’iniziativa non lo rende infallibile, lo rende solo uno come tanti (terminologia che credo vi sia cara). Sbarazzatevi degli estremisti e degli zeloti. Se siete davvero per l’onestà e la trasparenza, ammettete l’esistenza di posizioni diverse dalla vostra e sappiatevi confrontare con chi civilmente può avere esigenze diverse dalle vostre. Questo rifiuto della “politica” in quanto tale è sciocco e non ha alcun senso: lo diceva perfino Aristotele, l’uomo è un animale politico. Siamo milioni, ognuno con idee ed opinioni diverse. Secondo Grillo chiunque non voti per lui è “morto/finito/zombie”, dunque mi permetto di interpretare questo ragionamento come “tutti la devono pensare esattamente come me”. E’ il totalitarismo la nuova democrazia per la quale avete votato?

Non c’è assolutamente niente di nuovo in Grillo, non è affatto il nuovo che avanza. E’ l’ennesimo tentativo di insurrezione popolare imbrigliata. Questa volta non si usa la radio o la tv, si usa la Rete nel modo peggiore possibile, ovvero per incanalare l’odio (verso la “ka$ta”, verso i giornalisti poco graditi, verso i critici, verso chiunque sia “altro” insomma) e per creare una elite oligarchica ciecamente fedele.

Sono fermamente convinto che possiamo fare meglio di così.

Mai più di tasca nostra

gennaio 14, 2014

Salve a tutti e soprattutto Buon Anno!

E’ un po’ che non scrivo ma sapete bene che sono assai incostante. Ho appena ricevuto le statistiche di WordPress per il 2013 e devo dire che avere scritto solo dieci articoli nell’intero anno mi lascia piuttosto insoddisfatto, sono sicuro che avrei potuto fare di meglio, ma sono stato assai occupato e alla fine le cose sono andate così. Un vero peccato, perché effettivamente ricevo tante email e commenti e credo che voi cari lettori abbiate il diritto di ricevere ciò che chiedete.

Contravvenendo però a quanto ho appena detto, oggi non parlerò di immigrazione, visti, della Norvegia, del Canada, del fatto che il sindaco di Toronto fuma stupefacenti e se ne vanta apertamente in TV o del fatto che pochi giorni fa abbiamo avuto qui a Montreal il giorno più freddo degli ultimi trent’anni (-27, percepita -41. Lo stesso giorno a Winnipeg era più freddo che al Polo Nord. Ebbene si.).

No, oggi vi parlo di qualcosa che mi fa imbestialire. Imbufalire. Inorridire. In ultimo, commiserare il nostro povero Paese.

Mi riferisco alle vicende scioccanti che riguardano l’ennesima bufala taumaturgica: Stamina. Avrei voluto dire medica, ma questo termine non mi pare possa essere utilizzato in tutta questa vicenda.

Faccio una premessa subito, non sono un medico, sono un ingegnere. Per chi vuole leggere una analisi fatta da un medico, suggerisco sempre l’ottimo MedBunker che queste questioni le esamina sempre in maniera assolutamente metodica, qui il collegamento: http://medbunker.blogspot.it/2013/03/cure-con-staminali-litalia-dei-pifferai.html.

Detto questo, non mi lancerò quindi in una appassionata analisi incentrata sull’assurdità di una terapia che per affermazione stessa del suo creatore viene improvvisata e cambiata da turlupinato a turlupinato (giacchè usare paziente sarebbe parimenti inadeguato) risultando quindi irriproducibile e fatalmente non scientifica.

Ciò che invece causa il mio disgusto e la mia delusione è una semplice domanda: “Di nuovo?”. Chi si ricorda il Prof. Di Bella e la sua cura che avrebbe dovuto curare qualsiasi forma di cancro o quasi? No? Ripercorriamo insieme a grandi linee quello che successe (senza troppe pretese di precisione per la verità, badiamo a pochi fatti di base, il resto è solo romanzato), dopodiché torniamo al mio quesito e tiriamo insieme le somme.

Il Prof. Di Bella annuncia di avere scoperto una cura per il cancro praticamente universale, basata su sue intuizioni terapeutiche ispirate probabilmente ad alcuni studi del tutto minori che testimoniano una efficacia in vitro (ovvero in provetta, al di fuori di un corpo vivente) di alcune sostanze. Identifichiamo quindi il primo elemento, la Rivelazione Mitologica. Il nostro Eroe, novello Prometeo, riceve dagli Dei un dono.

Alla richiesta di presentare cartelle cliniche e studi di supporto per questa innovativa terapia, il Di Bella decide di arroccarsi, diffidando dei poteri forti come il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità. Ecco quindi il secondo elemento, l’Eroe ha un Antagonista estremamente potente dal quale rifugge senza alcun motivo specifico. Se davvero avesse le prove della cura per il cancro, perché mai vorrebbe nasconderle? Mi viene da pensare che o non l’ha scoperta o la tiene nascosta per lucrarci sopra. Nel primo caso è un ciarlatano, nel secondo caso un individuo abietto. Ma nella nostra ricostruzione lui è l’Eroe, quindi ammettiamo pure che egli sia bello e buono, nella migliore tradizione greca.

L’Opinione Pubblica si muove incantata dalle parole melliflue dell’Eroe: tanti sono incantati dalle guarigioni miracolose, dalle testimonianze strappalacrime, dalla speranza rediviva di guarire da una malattia terribile e incurabile. Ecco quindi che nonostante il parere scettico di molti scienziati, interviene l’onnipotente Magistratura che a colpi di perizie giurate impone la somministrazione della cura e non solo, apre la porte alla Sperimentazione.

Ecco, finalmente, il Vello d’Oro, la Sperimentazione, il sacro processo di ufficializzazione della medicina. L’Eroe è ormai alle porte dell’Olimpo, ha ottenuto il suo scopo, eseguire i suoi test a totale costo del malvagio Stato che nulla vuole se non nascondere questa miracolosa pozione magica ai suoi cittadini.

La Sperimentazione comincia e viene interrotta dopo poco tempo: nessuno dei coinvolti migliora, alcuni decedono, altri peggiorano. L’Eroe strepita, i druidi assunti dal malvagio Stato non hanno seguito la formula magica perfettamente e così facendo hanno invalidato i test. Si lamenta perfino che qualcuno ha falsificato la procedura, scatenando l’ira dei solerti magistrati che lo condannano per diffamazione.

Continuano le urla e gli strepiti, ma il giudizio è finale e definitivo: i benefici osservabili dalla formula taumaturgica Di Bella sono assimilabili in tutto e per tutto all’effetto placebo. Un effetto potente, ma basato sull’illusione e non è certo l’inganno a poter reggere l’arte medica.

Finisce così la saga di Prometeo Di Bella, muore in veneranda età noto in Italia come “genio inascoltato” secondo i figli (che ora frequentano pregiati forum e convegni di complottisti, ufologi e simili imbonitori). Qui in Canada è categorizzato sotto i Quacks (“ciarlatani”) all’unanimità. Hanno addirittura festeggiato quando una clinica dibelliana nel quartiere italiano di Toronto è stata chiusa per truffa.

Quindi tornando alla realtà dei fatti, col Prof. Di Bella abbiamo una terapia basata vagamente su una intuizione di effettivo carattere scientifico ma non solo del tutto non dimostrata ma anche completamente non documentata. Periti ed esperti hanno esaminato le cartelle del Di Bella trovandole incomplete, illeggibili, mal redatte, impossibili da decifrare o da inquadrare in uno studio di qualsiasi serietà. Senza contare che di tutti i casi medici effettivamente documentati non si ha alcuna traccia delle decine di centinaia di casi che questa “terapia” sostiene di avere guarito. Tutto questo pasticcio ovviamente, a spese nostre. Perizie, tribunali, sperimentazioni, laboratori dell’esercito per la produzione di farmaci.

Sono passati non so quanti anni e ci risiamo. La storia è pressoché identica, stavolta forse ancora più becera perché la base scientifica manca del tutto. E’ incredibile il livello di somiglianza con la storia Di Bella e la cosa che mi fa imbufalire è che ancora una volta stiamo vivendo la nostra piccola riedizione di Prometeo.

Il Prof. Vannoni è un docente (o meglio era, mi pare abbia perso la cattedra qualche giorno fa) di psicologia della comunicazione. Affetto da una emiparesi facciale qualche anno fa, va in Ucraina dove in una grotta remota, due alchimisti ucraini gli somministrano la Pozione Staminale. Grazie a questo miscuglio miracoloso, egli comprende il segreto del Tutto e dell’Universo: la pozione può curare malattie neurodegenerative gravissime. Questa intuizione è ovviamente più che legittima, dall’alto delle sue profondissime conoscenze mediche infatti, egli può determinare l’immediata somiglianza tra la sua emiparesi di carattere virale e le malattie di cui sopra. Ecco dunque la Rivelazione Mitologia, Prometeo Vannoni ha trovato il sacro fuoco.

Il nostro Eroe torna quindi in patria e comincia a somministrare la sua pozione alchemica a pazienti, senza alcuna remora, sapendo di essere nel giusto. Vanta decine di successi, al punto che grazie a questi clamorosi successi riesce a entrare in una struttura pubblica, gli Spedali di Brescia. Tutto sembra andare per il meglio finché i malvagi Antagonisti di Di Bella non tornano in scena: il malvagio Ministro e il depravato Istituto non vogliono che si scopra la pozione magica e ne ordinano quindi la sospensione immediata.

Ecco anche qui quindi che si mobilita l’Opinione Pubblica, in questo caso spinta da un modesto cabaret d’opinione pornografica tal “Le Iene”, commossa per le immagini di decine di fanciulli morenti curati miracolosamente dalla pozione. O così sostiene l’Eroe. L’onnipotente Magistratura non può ovviamente stare zitta di fronte a questo scempio. E’ assolutamente necessario intervenire, chi ha cominciato ad assumere l’intruglio taumaturgico ha il diritto di portare a termine il trattamento!

Questo sfonda le porte per la conquista del Vello d’Oro anche per Prometeo Vannoni che finalmente approda alla Sperimentazione: è finalmente il momento di dimostrare alle spese del cittadino quanto la sua cura sia geniale ed efficace. Differentemente da Di Bella però, Vannoni raggiunge il suo limite. Si scopre infatti Icaro con le ali di cera e casca in mare di fronte all’ostacolo più insormontabile: la standardizzazione. Inutile il suo appello alla variabilità dei trattamenti e al fatto che la pozione sia “aggiustata” alla bisogna, caso per caso. Futile il tentativo di spiegare che per ogni singolo caso la sua squadra di esperienza ormai ventennale aggiusta i risultati in modo da ottenere “la miscela giusta”.

E’ tutto inutile, il Vello d’Oro viene chiuso di nuovo nel suo sepolcro. Il Ministro vince ancora una volta: la pozione magica è priva di qualsiasi fondamento scientifico e Prometeo Vannoni non è riuscito a fornire alcun tipo di documentazione sufficientemente formale da definire con rigore e precisione quale sia il “metodo”.

Torniamo a noi. Queste due storie, che qui ho raccontato davvero in burletta e in maniera del tutto approssimativa ma sottolineando le tappe significative, sono assolutamente simili e in maniera drammatica. Abbiamo una persona singola, voce fuori dal coro, che presenta una cura per malattie gravissime, spesso incurabili. Questo è semplicemente un fatto, non è né positivo, né negativo.

La cura presenta in entrambi casi caratteristiche singolari che per qualche motivo la rendono “difficile da dimostrare”. Non ci sono cartelle cliniche. Non ci sono studi scientifici che presentino il fenomeno o se ci sono hanno importanza talmente minuscola da non poter essere presi in sufficiente considerazione. A domande di chiarimenti, le risposte sono evasive, i rimandi sono sempre alle testimonianze, del tutto soggettive, di genitori e familiari. In alcuni casi addirittura si strumentalizzano i bambini.

Si crea una polarizzazione immediata o quasi tra comunità scientifica, italiana e internazionale e comunità, diciamo “alternativa”, a supporto della nuova teoria. La comunità scientifica fa quello che fa da quando esiste il metodo scientifico. Chiede esperimenti riproducibili, sistematici, dimostrabili, falsificabili (ovvero che si possano dimostrare come falsi, non che si possano fingere, è un principio della scienza). Lo fa senza urlare, con calma. La risposta che arriva è sempre disordinata, polemica, aggressiva o difensiva come serve. Si introduce sempre qualche elemento di complotto, tipicamente o il governo o “gli interessi delle case farmaceutiche”, entrambi elementi piuttosto assurdi dato che nel primo caso si guadagnerebbe gloria eterna per avere concesso la guarigione di una malattia incurabile e nel secondo caso si incasserebbero miliardi nella vendita della cura. Tutti aspetti da personalità paranoide, se mi posso permettere un giudizio che non sono affatto professionalmente autorizzato a dare. D’altra parte se Vannoni si occupa di cellule staminali senza essere medico, credo tutto sommato di avere il diritto di dire la mia.

I media strumentalizzano ad arte la notizia. Chi non si commuoverebbe nel vedere i toccanti servizi delle Iene, accuratamente montati per dare il massimo risalto mediatico a Vannoni? Chi non sarebbe a favore di una cura come quella di Di Bella in cui decine di testimonianze giurano di essere guarite miracolosamente grazie al suo magico cocktail? I peggiori giornalisti d’Italia, vergogna del Paese, cavalcano quindi l’onda e spingono famiglie disperate ad abboccare all’amo di questi tristi venditori di sogni. Questo è un aspetto dolorosissimo di queste storie di ciarlatani tutti italiani. Ci sono famiglie che soffrono per la malattia di un loro caro che costringe l’una a una vita difficile, l’altro alla pietà altrui. Bisogna avere rispetto per tutte queste persone e comprendere come la benché minima, microscopica, irrazionale speranza, possa accendere un ardore che non ha confini, al punto da difendere fino all’inverosimile la fantasia perversa e criminale dei ciarlatani (v. persone come il sig. Tullio Simoncini, date un’occhiata a medbunker di cui sopra per saperne di più).

E’ proprio su questo punto che falliamo come Paese. Non si può, e ripeto, non si può, far pagare alla collettività l’emotività di questi momenti. Non può essere la collettività a pagare per la sperimentazione di una teoria balzana. Non può essere la Magistratura, che sulla scienza di certo non ha competenza, con una perizia fatta da chissà chi, a imporre cure mediche. Può vietarle perché insicure o non verificate, ma non le può ordinare. Può essere un magistrato a dare una sorta di placet scientifico? Dubito. Possiamo rallegrarci del fatto che questa allucinazione collettiva chiamata Stamina non verrà sperimentata a spese del cittadino, specie ora che stanno emergendo tutti gli illeciti commessi in questi anni da Vannoni e i suoi complici, ma è davvero così? E se Vannoni questi protocolli li avesse presentati in tempo? La sperimentazione sarebbe partita?

A questo ritmo, tra dieci o quindi anni avremo un nuovo ciarlatano che ci dirà che l’urina di mucca se bevuta quattro volte al dì prima dei pasti cura l’AIDS. Ci sarà qualcuno che colpito da dramma personale senz’altro difenderà a spada tratta questo metodo. Volete sperimentarlo?

Fate pure. Ma…

MAI PIU’ DI TASCA NOSTRA.

Che tutti i soldi sprecati siano dati alla ricerca, quella vera. Alle famiglie affette da drammi, il nostro affetto ma nessuna illusione e nessuna presa in giro, questo è il rispetto che si meritano. Non di essere truffate e spremute fino all’ultimo euro da ciarlatani criminali senza scrupoli.

Doomsday!

febbraio 26, 2013

Salve a tutti!

Giuro e vi assicuro giuro che ho provato a evitare di scrivere di questo argomento MA mi spiace è più forte di me. Ebbene si, oggi vi sorbite il post politico, non c’è scampo.

Parto da una premessa che ora mi addolora e di cui invece fino a pochi giorni fa non mi curavo: non ho votato. Non l’ho fatto certo per rifiuto, ma per mia, tra l’altro sciocca, negligenza. Come ho scritto, ho comprato casa qui a Montreal lo scorso Luglio e da allora mi ci sono trasferito. Ho ovviamente aggiornato tutti gli indirizzi rilevanti: agenzia delle tasse federale e provinciale, bollette della luce, notai, società. Peccato che mi sia scordato completamente di aggiornare la mia residenza presso l’anagrafe consolare di Montreal!

Risultato, la mia cartella elettorale è andata probabilmente al mio vecchio indirizzo, non più valido. Quando mi sono reso conto del problema ho immediatamente mandato la rettifica al consolato (che tra l’altro non mi ha nemmeno risposto, devo indagare), ma non ho fatto in tempo: niente da fare, niente voto.

“Poco male, sarebbe stato imbarazzante dover scegliere”, pensavo.

Direi che la mia indecisione, vista la qualità bassissima ovverosia inesistente della corrente offerta politica, si è riflessa nei risultati di queste disastrose elezioni politiche.

Ci viene consegnato infatti un parlamento frammentato in gruppi grandi ma inconciliabili. Hanno vinto o perso tutti, il PD, il PDL, il M5S, volendo anche Monti. Quella corbelleria di legge elettorale che abbiamo adesso garantisce alla Camera al PD (che vince con un distacco assolutamente ridicolo, lo 0.41%) un premio di maggioranza consistente per “garantire la governabilità”. Tralasciamo per il momento la effettiva rappresentatività di un partito che sostanzialmente è stato votato solo da meno di un terzo dei votanti, tralasciamo anche che questa affermazione è valida sia per il PD, che per il PDL, che per il M5S, ma il fatto sconvolgente è che per una volta possiamo legittimamente usare questa locuzione assai abusata: l’Italia è un “paese diviso”.

Al Senato il caos è anche maggiore, con un PDL in testa di una manciata di senatori che potrebbe essere sovvertito praticamente da qualsiasi combinazione politica possibile. Ovviamente i proclami attuali sono spesso del tipo “no, non faremo alleanze con nessuno / niente inciuci” e simili, ma voglio vedere per quanto tempo durerà questo atteggiamento.

Parlando di performance delle specifiche forze politiche, ci troviamo di fronte a un bizzarro scenario. Abbiamo un PD fatto di vecchi soprammobili, figlio di partiti strutturati “alla vetero-comunista”, con segretari-sottosegretari-vicecapiaddetti e altre decine di figure simbolo della iperburocraticizzazione cervellotica. Ha perso circa il 7% dalle ultime elezioni. Il PDL è ancora un culto della persona, gli accoliti di S.B., coloro che ancora credono a ciò che dice e coloro a cui conviene che lui vinca per ritorno personale. La sua perdita è effettivamente massiccia, la Lega è ridotta al 4.5% scarso (il nuovo populismo è quello di Grillo e sparito Bossi la Lega non ha più mordente nè fascino), mentre S.B. e il suo culto perdono praticamente il 16%, un bel tonfo. Non capisco davvero come facciano a parlare di “grande recupero” per il PDL, quando il dato è in realtà piuttosto drammatico. Monti galleggia attorno al 10%, affondando finalmente due vetuste macchiette (Fini e Casini, che spariscono finalmente dalla vita politica italiana). Una buona prestazione per lui, ma il suo contributo è disastroso. I voti che ha preso arrivano da moderati di ogni provenienza che avrebbero votato altrove, di fatto è un 10% che non serve a niente, che non ottiene niente ma che indebolisce tutti gli altri. A essere proprio sincero, credo che Monti sia il principale responsabile dell’ingovernabilità. Questo ovviamente senza entrare nel merito del suo programma politico (dato di pochi minuti fa, all’Estero Monti è andato piuttosto bene, segno dell’accresciuta credibilità internazionale dello stesso). Infine, il M5S fa un grande exploit e raggiunge il 25%, dando un segnale forte riguardo la possibilità di fondare una forza politica nuova portata avanti “dal basso”. Poco da commentare su questo, sono loro la sorpresa di questa elezione.

Insomma, possiamo guardare i numeri come ci pare, ma alla fine sostanzialmente abbiamo due partiti al 25-30%, uno al 25% e uno al 10%. La visione di ognuno è inconciliabile con quella degli altri a meno di ridicoli compromessi sul programma. C’è da augurarsi forse una riforma della legge elettorale, ma come farla? Rendere automaticamente maggioranza una qualsiasi forza politica che non rappresenta più che un quarto del paese? Un sistema a rappresentanza diretta con relativa garanzia di ingovernabilità a causa del frazionamento del paese? L’introduzione del famoso sbarramento alla tedesca in cui se non rappresenti almeno il 10% smetti di esistere? E’ davvero difficile rispondere, le regole possiamo cambiarle quanto vogliamo, ma più sono complicate e più mettono in pericolo la democrazia così come al tempo stesso potenzialmente minano la stabilità del governo.

Tutti, non possono governare. Qualcuno inevitabilmente deve vincere e qualcun altro deve perdere, alla fin fine le decisioni da qualche parte devono arrivare. Quel che mi chiedo però è questo: gli eletti di questo giro sono veramente degni di prendere le decisioni per noi?

Una sola risposta: #vedremo #divoltainvolta.

Saluti di oggi alla Contessina Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare per avere seguito in diretta il mio collegamento LIVE con il Ministero dell’Interno per il commento dei risultati elettorali.

La Scientifica Inquisizione

ottobre 26, 2012

Salve a tutti!

Come promesso, oggi parliamo della discussa sentenza del tribunale di L’Aquila che condanna a sei anni di reclusione, nonchè perpetua interdizione dai pubblici uffici, alcuni componenti della Commissione Grandi Rischi.

Ciò che vorrei commentare oggi è la reazione sensazionalistica e spropositata che si può leggere sui siti di notizie di praticamente qualsiasi Paese. La notizia infatti è così presentata, anche qui in Canada: “In Italia vengono condannati alla galera alcuni scienziati perchè non sono stati capaci di prevedere un terremoto”, sottintendo ovviamente che il nostro è un Paese di oscurantisti e idioti che condanna alla forcaun gruppo di sismologi per non avere predetto l’impredicibile.

Finchè questa fastasiosa interpretazione fosse stata presentata solo dalla stampa estera, avrei potuto accettarlo. Grazie ad anni di ridicoli exploit di S.B. e dei suoi mediocrissimi colleghi, non sono sorpreso che la nostra reputazione internazionale sia scadente.

Ciò che però mi infastidisce davvero è che questo tipo di interpretazione è stata ampiamente presentata anche dalle testate nazionali, relegando versioni più corrette solo a pochi e specifici blog.

Lo chiarisco subito: gli imputati non sono stati condannati perchè non sono stati capaci di prevedere l’impredicibile, nè il processo è stato in alcun modo vertente sulla predicibilità dell’impredicibile. Ne consegue quindi innanzitutto che tutti quei fiumi di parole scritti sui malvagi giudici che si sostituiscono alla scienza costituiscono un’analisi superficiale, sciocca ed errata.

Legittima è la domanda: ma se non hanno parlato del terremoto, allora questo processo su cosa verteva? Ebbene, la parola chiave del dibattimento è stata “comunicazione”.

La parte lesa infatti, i rappresentanti delle vittime, si appella a un principio semplicissimo, quello della responsabilità del pubblico ufficiale verso il cittadino. Agli imputati vengono chieste due cose: contribuire, con la loro competenza professionale assolutamente indiscussa, alla prevenzione e alla gestione delle emergenze e comunicare alla popolazione eventuali rischi.

La questione in diritto quindi non prende neanche in considerazione l’assurda pretesa di punire qualcuno perchè non ha eseguito un’azione impossibile (prevedere l’impredicibile), bensì di valutare se il comportamento del pubblico ufficiale sia stato negligente. Un semplice parallelo tristemente più quotidiano: si tratta dello stesso tipo di valutazione che viene effettuato nei casi di Malasanità in cui magari l’operato stretto dei medici è stato adeguato (quindi la competenza professionale in quanto tale non viene messa in discussione), ma a causa di procedure inefficienti o tardive sono stati causati dei danni.

Vediamo dunque il caso di specie: gli imputati vengono condannati per omicidio colposo plurimo e lesioni colpose. Una prima interpretazione goffa di questo verdetto (di cui ancora tra l’altro non si conoscono le motivazioni, ma parlerò di questo successivamente) porta alla conclusione sensazionalistica di cui abbiamo già parlato.

Se seguiamo però la vicenda opportunamente, si scopre la reale complessità del problema: agli imputati viene contestata l’assoluta mancanza di informazione verso la popolazione, condita con un atteggiamento facilone e quasi scherzoso (non so se vi ricordate il “bicchiere di vino”). E’ chiaro che non si può evacuare una intera regione a ogni sciame sismico, la zona infatti è molto sismica e secondo i dati storici, meno del 5% degli sciami sismici sfocia in un terremoto di qualche entità. E’ altrettanto rispettabile l’opinione che sostiene che se non c’erano indicatori di allarme, la Commissione ha ritenuto di non condividere alcuna informazione col pubblico.

E’ qui però che si raggiunge il nodo centrale dell’intero processo. La parte lesa, anch’essa confermando la validità della scienza sismologica e non volendo neanche entrare nel merito della predizione statistica dei terremoti, ha lamentato che, non avendo la Commissione ritenuto opportuno di condividere con la popolazione la loro analisi, minimizzando il rischio (che pure era maggiore di zero effettivamente, lo sciame c’era) e comportandosi sostanzialmente in maniera irresponsabile, gli imputati hanno causato direttamente la morte delle vittime poichè non hanno fornito gli elementi per giudicare opportunamente la situazione.

Questo è il reale punto accolto dalla corte, che nulla ha a che fare con quella ridicola caccia alla strega che i giornali stanno dipingendo. Fin qui personalmente tutto mi è limpido, ma ciò che non quadra secondo il mio modestissimo parere è il fondamento giuridico sul quale si basa la condanna.

Il nostro ordinamento giuridico si basa infatti su un principio molto semplice: l’imputato è condannato se si è dimostrata la colpa oltre ogni ragionevole dubbio. La colpa è inoltre definita come un’azione (o inazione) che ha causato direttamente un danno.

Vediamo la prima parte, il ragionevole dubbio. Accolta la teoria della parte lesa, si sostiene quindi che la mancanza di comunicazione abbia causato una sorta di interferenza nel senso critico delle vittime che hanno quindi deciso, invece di lasciare la città, di rimanere a casa, con le tristi conseguenze del caso (le condoglianze più sentite a tutti i colpiti, abbiamo avuto il nostro terremoto anche noi in Emilia). Sono personalmente molto scettico riguardo la possibilità di dimostrare in maniera limpida e “oltre ogni ragionevole dubbio” che il signor Mario Rossi, se avesse sentito un messaggio alla radio descrivente la remota possibilità (dico remota perchè così era considerata) di un sisma, avrebbe modificato il proprio comportamento. Forse si, o magari no, chi può dirlo? Posso essere daccordo sul fatto che possa essere stata negligente la condotta di chi ha minimizzato con faciloneria, non è così che si comunica con la popolazione, ma tra qui e stabilire un nesso di causalità tra il mancato annuncio e la morte di qualcuno c’è un mare enorme.

Seconda parte, l’azione o inazione che ha causato il danno. Qual è la relazione esatta tra la mancata comunicazione e l’omicidio? E’ stato l’invito a bersi un bicchiere di vino, oppure cosa? Tutti gli imputati sono condannati alla stessa pena per gli stessi reati, sono quindi tutti quanti equamente responsabili nella vicenda. In che modo precisamente? Non mi sembra per nulla chiaro non solo il preciso nesso ma anche come sia possibile che il ruolo di tutti sia del tutto paritario. Giuridicamente, è una tesi incredibilmente debole.

Insomma, siamo di fronte a un altro bel drammone italiano, di quelli di Ustichiana memoria, praticamente, al momento non si può fare altro che attendere le motivazioni della sentenza, che chiariranno quanto meno le tesi giuridiche accolte dal giudice, ma di sicuro la vicenda non si chiude qui. Le basi della condanna mi sembrano alquanto labili perciò aspettiamoci senz’altro un appello e probabilmente alla fine si arriverà in Cassazione. Il circo mediatico continuerà a trasformare il tutto in una bolgia variopinta di titoli polemici inneggianti all’Inquisizione.

Infine, grazie a questo pasticcio, il Paese subirà un grave danno. Se voi foste un accademico, di qualsivoglia natura e professionalità, visti i precedenti, accettereste di fare parte di un organo governativo? Ho il sospetto di no.

Saluti di oggi a tutti i terremotati, di ogni terra e di ogni luogo.

 

Tutto come previsto

luglio 14, 2012

Salve a tutti,

In attesa di finalizzare il trasferimento nella nuova casa in modo da poter scrivere un articolo finale su come comprare casa qui a Montreal, oggi vi tedio con la tribunetta politica del quattordici luglio.

Ci sono due fatti interessanti che sono avvenuti da poco e che hanno attirato la mia attenzione.

Il primo è un caso di “ve l’avevo detto”. Nonostante i più fieri sostenitori del grillismo, continuo a sostenere che il Movimento 5 Stelle sia un movimento strano e contraddittorio. Beppe Grillo è il capo di questo movimento? Forse si, forse no, fatto sta che di certo ha il potere di scomunica. Non ci troviamo quindi di fronte a un capo di partito quanto piuttosto a un pontefice. E’ notizia di questi giorni infatti l’espulsione di tal Sandra (o Paola, il Corriere usa entrambi i nomi) Poppi dal M5S, a mezzo blog di Beppe Grillo.

Sul frangente specifico personalmente non mi pronuncio, sono sicuro che ci saranno delle ragioni di qualche tipo che sfoceranno senz’altro in recriminazioni bilaterali. La politica è fatta così e non ci vedo nulla di male, è un dibattito. Ciò su cui però ho una opinione è questa panzanza roboante di Grillo secondo la quale lui dà solo la direzione generale, ispira il movimento ma null’altro.

Mi dispiace, ma se censuri la gente e la mandi via, sei il capo del movimento, è un dato di fatto. Poi ovviamente il movimento può non avere la forma giuridica di un partito, ma questo è del tutto irrilevante. Hai la possibilità di allontanare le persone, di decidere chi è dentro e chi è fuori, ne consegue che sei colui che comanda, che ti piaccia o no. E’ sostanzialmente per questo motivo che trovo strana tutta questa effervescenza attorno al M5S: è un banalissimo movimento politico con un segretario assai folkloristico. S.B. non era forse così nel 1994? O se vogliamo parlare di elementi propriamente folkloristici, il caro Umberto?

Dato che ho citato una delle più grandi fonti di disgrazie della Storia d’Italia, mi getto di slancio sul secondo fatterello politico: S.B. ha deciso di ricandidarsi, rimangiandosi ovviamente la parola data. La giustificazione ufficiale è che gli è stato chiesto a più voci, ma considerata la manifesta sorpresa dichiarata da molteplici esponenti del suo partito tra cui Alfano, mi chiedo chi siano queste voci, forse è di nuovo in fase “Unto del Signore” perciò si starà riferendo all’arcangelo Gabriele.

Fatto sta, forse leggermente preoccupato di poter perdere le elezioni a causa della eccezionale esuberanza di Alfano, la rovina d’Italia torna a maledire la scena politica con la sua nefasta, incompetente, criminosa e sopra ogni cosa criminogena presenza. Sta già cominciando a fare le pulizie di primavera in modo da poter far abboccare più gonzi possibile: cura dimagrante del Milan per dimostrare vicinanza ai milioni di italiani vessati dal costo della vita, dimissioni intimate alla Minetti per cercare di alleggerire il proprio debito morale nei confronti del pubblico, profilo bassissimo in modo da non avere alcuna responsabilità eclatante in caso di caduta del governo.

Ci troviamo quindi di fronte alle prove tecniche di marketing che hanno fatto di S.B. un prodotto di successo. In questo caso è necessario ricostruirsi una immagine per liberarsi soprattutto di due fattori di profonda negatività: la disillusione del pubblico e la corruzione morale.

Il primo punto è una grande lotteria influenzata da più fattori. Ci sono molti indecisi, ma avendo impostato tutto sul “O voti per me o sei COMUNISTA” si è creata una polarizzazione secondo la quale c’è una fetta di popolazione che non voterà mai o per la sinistra o per S.B.. Le altre forze politiche sono in una fase di vuoto esattamente come S.B., con la differenza che il nostro egregio statista ha dalla sua uno staff in grado di comunicare correttamente. Alla fine dei conti, quale sarà la proporzione tra quelli che non vorranno più votare S.B. ma non vorranno votare a sinistra, coloro che si faranno convincere di nuovo e coloro che semplicemente si asterranno? Cresceranno gli estremisti?

La corruzione morale è l’altro problema con cui deve avere a che fare il nostro caro ex-premier. Altri politici stanno avendo qualche problema “classico”, i “soliti” finanziamenti illeciti, le “canoniche” appropriazioni, tutte cose a cui (scandalosamente) siamo abituati, vaccinati, assuefatti. “Eeeeh, tanto rubano tutti” è la reazione di Pinco Pallino.

Ma i festini porno, le prostitute, il letto di Putin, le odalische marocchine, le soubrette dell’ultima ora, le statuette di priapo, la pole dance in camera, le escort vestite da Obama, queste sono tutte cose che ti fanno perdere credibilità in un attimo. E’ davvero incredibile: fino al Rubygate tutte le furbate di S.B. erano segno della sua grande intelligenza, del suo acume sopraffino, della sua capacità di cavarsela in ogni situazione. Improvvisamente, spassersela con qualche attricetta (e definiamole così per rispetto, avranno il diritto di campare pure loro) lo trasforma in un vecchio maiale di cui molti si sono disamorati immediatamente.

Che dire, si dice che tiri più un pelo di **** che un carro di buoi, ma in questo caso ci troviamo di fronte a una clamorosa retromarcia. Italia, ti scongiuro, non farti abbindolare da questo nefasto ciarlatano per l’ennesima volta.

Saluti di oggi a Feil che torna in Norvegia e mi abbandona :(.

Una bizzarra dicotomia

maggio 23, 2012

Salve a tutti,

Innanzitutto vorrei rassicurare chi mi ha contattato a riguardo del terremoto in Emilia-Romagna: famiglia e amici stanno tutti bene, non preoccupatevi.

Il post di oggi era senz’altro in odore da tempo dato che ho più volte sfiorato l’argomento nei commenti. Ebbene si, oggi parliamo di Beppe Grillo.

E’ notizia di questi giorni il successo del Movimento 5 Stelle (da qui in poi M5S) di Grillo, un movimento politico che mi lascia sconcertato ogni volta che ci penso.

Contrariamente a quanto potreste aspettarvi, non voglio lanciarmi nella mia solita vigorosa filippica contro il movimento stesso, quanto piuttosto vorrei esporre la incredibile, bizzarra, mostruosa dicotomia alla sua base.

Le due anime del M5S sono veramente disarmoniche: da una parte abbiamo il sig. Grillo, dall’altra una base mossa in maniera sostanzialmente indiretta dal signore sopracitato.

Partiamo dalle cose positive. Grillo con la sua oratoria colloquiale scuote l’animo politico dello “speranzoso medio” (v. sotto). Chi non vorrebbe solo politici di comprovata onestà? Bilanci pubblici trasparenti? Tagli agli sprechi? Sono tutti argomenti che appaiono sensati all’uomo comune.

Grillo cerca di pescare aspiranti politici dai giovani professionisti incensurati che sono la figura perfetta dello “speranzoso medio”: buona cultura, poco interesse a trarre profitto dall’attività politica grazie a un successo personale che però non dà ancora alla testa, voglia di fare qualcosa per la comunità.

Altro aspetto positivo è la, almeno presunta, indipendenza del M5S da Grillo. Il comico “spinge” avanti il movimento, ma in pratica ogni candidato in teoria corre la propria gara.

Fin qui niente di strano, un movimento politico emerso “dal basso”, quasi di intelligentia.

Purtroppo, io trovo tutto questo una orribile, mostruosa, straziante stonatura.

Le dolenti note infatti arrivano primariamente dall’origine del movimento e come tutti sappiamo quando l’origine è marcia difficilmente ci si può aspettare qualcosa di buono.

Il problema enorme che vedo è che il sig. Grillo non è altro che un becero populista. La sua “dialettica” è caotica e disordinata, vuole mandare messaggi politici ma sempre con l’avvertenza “ma io tanto sono un comico”, vuole lasciare il M5S libero ma propugna l’ostracismo dei candidati che non gli piacciono più, ha raggiunto visibilità politica ma finora non ha espresso una singola proposta concreta.

Insomma, non ha molto di differente dagli altri pagliacci che già abbiamo in Parlamento, mette su uno spettacolino divertente, ma non contribuisce in un modo significativo.

E’ proprio questa l’analisi più forte che faccio su Grillo: ma c’era proprio bisogno di avere Grillo per muovere delle persone tutto sommato armate di buone intenzioni? Ci stiamo davvero dicendo che soltanto un comico volgarotto e ignorante può motivare le sonnolenti voglie politiche dei cittadini? Vogliamo davvero dare influenza politica a un uomo che sostiene che l’automobile ad acqua esiste (ed è economicamente sostenibile), che esistono motori che fanno 100 km con un litro di benzina (ibidem) e altre baggianate per imbonitori?

Daccordo, forse è un argumentum ad personam, magari le sue idee politiche sono sviluppatissime e il fatto che si faccia abbindolare da ogni sciocchezza letta su Internet è solo una sua debolezza personale che nulla ha a che vedere con le sue opinioni.

Ma davvero non c’è nessun altro?

La situazione è davvero peggio di quanto pensiamo se per avere un nuovo partito ci dobbiamo rivolgere a Beppe Grillo.

Saluti di oggi a èl per il compleanno, MMo per le foto, Candycake e soprattutto soprattutto soprattutto al nostro grandissimo amico Mark :D.

Lotta di CLASSE

maggio 6, 2012

Salve a tutti,

Apro l’articolo premettendo immediatamente che non tratteremo di reminiscenze tardostaliniste, ma bensì delle manifestazioni che stanno agitando il Quebec da circa ottanta giorni. Mi dicono che è giunta voce perfino in Italia di questa questione, perciò parliamone pure.

Intanto i fatti: il governo locale ha deciso di innalzare le tasse scolastiche per frequentare il CEGEP e l’università. Bisognerebbe aprire un capitolo a parte per capire bene cosa è il CEGEP, per il momento accontentatevi di sapere che è un istituto professionale che viene frequentato dopo le superiori. Alla fine del CEGEP tipicamente sei in grado di fare un lavoro con un buon grado di preparazione oppure sei pronto per l’università. La reazione degli studenti a questi aumenti è stata esplosiva: si tratta infatti di un aumento del 75% spalmato su un totale di cinque anni, senz’altro un aumento consistente.

Questa situazione è un brutto pasticcio fin da subito. Innanzitutto, come può un governo pensare che imporre un aumento improvviso del 75% sia una buona idea? E’ evidente che nessuno lo avrebbe digerito senza colpo ferire. L’argomentazione che si sente più spesso a tal riguardo è che le tasse scolastiche non si sono mosse per anni e anni (sono tuttora le più basse del Canada, però con una popolazione studentesca che è pari a quella dell’Ontario dove sono il triplo) e che quindi era ora che fossero adeguate. L’approccio è senz’altro politicamente ed economicamente legittimo: nonostante tuttavia ben comprenda le motivazioni, non posso fare altro che pensare che sia una mossa disperata frutto di una politica scolastica poco lungimirante.

Perchè si sono ridotti in questo stato? Perchè per anni e anni le tasse non sono cambiate di una virgola, causando in ultimo la necessità di un aumento enorme, chiaramente d’emergenza perchè la finanziaria di quest’anno è scarsa? La colpa di certo non ce l’hanno gli studenti che si ritrovano a subire le scelte governative, mi pare sia un caso eclatante di guai autoprocurati.

Sembrerebbe quindi una situazione piuttosto monolaterale in cui l’indignazione collettiva è più che meritata. Il merito c’è, ma ciò che gli studenti stanno mettendo in piedi non è purtroppo esente da colpe. Da circa ottanta giorni ci sono manifestazioni pressochè tutti i giorni di studenti che “scioperano”, ci sono le scuole bloccate a singhiozzo (poichè il regolarmento provinciale proibisce che ci sia lezione se non ci sono le dovute condizioni di sicurezza) nonchè svariate strade importanti della città.

Visto che ho messo sciopero tra virgolette, infilo di soppiatto nel blog un mio vecchio cavallo di battaglia ovvero l’annosa questione se uno studente possa fare sciopero oppure no. Qui in Quebec mi confermano che esiste una cosa che si chiama “sciopero politico” ma poichè non ne esiste una definizione precisa della Corte Suprema, è un oggetto giuridico del tutto indistinto e quindi di fatto indisciplinato. E’ più plausibile insomma che quando si parla di sciopero lo si faccia in realtà con abuso di terminologia: si tratta di manifestazioni completamente legittime ma di certo non di scioperi poichè gli studenti non lavorano per gli istituti che frequentano. Immagino che l’abuso venga primariamente dalle modalità di manifestazione: interruzione di servizi, creare disagi e contrattempi, contestazione delle forze dell’ordine e dell'”establishment”.

Proprio su questo punto mi sembra che gli studenti si stiano comportando in maniera politicamente mediocre. E’ da ottanta giorni che manifestano, ma la gran parte dei disagi provocati, se non tutti, sono quelli alla città e, come qualcuno ha detto, “a tutte quelle persone che dovrebbero pagare le tasse scolastiche al posto loro”. All’inizio erano una cosa simpatica e c’era una certa solidarietà. Dopo ottanta giorni, cominciano semplicemente a essere un fastidio. D’altra parte, perchè un poveraccio a cui una manifestazione di studenti blocca il ponte per andare al lavoro dovrebbe appoggiarli? Qualcuno si indignerà contro il governo lestofante che vessa i poveri studenti, qualcun altro imprecherà e manderà i sopracitati a quel paese.

Da qualche giorno si è aperto qualche spiraglio di negoziazione, ma qui gli studenti si sono fatti, mi si lasci dire, letteralmente infinocchiare da chi la politica la fa di professione. Il ministro dell’istruzione ha convocato a un tavolo di trattative le tre associazioni studentesche che stanno organizzando lo sciopero: due hanno aderito (ma sono marginali), la terza (CLASSE) ha tenuto un atteggiamento estremamente equivoco. Il ministro aveva posto come condizione per accedere alle trattative una netta dichiarazione di distacco dai disordini violenti. Non ce ne sono stati molti, ma ci sono stati alcuni atti vandalici sia all’interno di uffici governativi che in città che hanno provocato una certa indignazione. La CLASSE invece che condannare nettamente gli atti violenti, ha mantenuto un atteggiamento vago, limitandosi a dire che “tanto per le prossime quarantotto ore non abbiamo nulla in programma”.

Inevitabilmente durante le quarantotto ore di tregua c’è stata una manifestazione ed altrettanto inevitabilmente ci sono stati dei disordini violenti. Ovviamente a nulla è valso lo strepitio della CLASSE che lamentava il fatto che questi facinorosi non facessero parte della loro organizzazione: la frittata era fatta e quindi sono stati espulsi dal tavolo di trattative.

Dopo una serie di tira e molla per cercare di rientrare nelle trattative, in queste ore le associazioni e il ministro stanno discutendo, ma le posizioni mantenute dagli studenti finora mi sembrano francamente demenziali. Il governo sta proponendo di spalmare l’aumento su un periodo più lungo e di riformare l’accesso alle borse di studio in modo da rendere più facile il finanziamento di alunni meritevoli. Gli studenti stanno proponendo idee che onestamente mi lasciano esterefatto unite ad alcune più che meritevoli, vediamo alcune delle più incredibili: sospendiamo le spese di manutenzione delle università per quattro anni (no comment, un premio a chi ha proposto questa davvero), evitiamo di costruire nuovi campus (e gli studenti dove li mettiamo?), istituzione di una commissione esterna che vagli tutti gli investimenti universitari (si sa che aggiungere più burocrazia abbatte i costi), istituzione di una tassa sulle banche dello 0.7% su ogni cent (si sa che tassare le banche non ha assolutamente nessun impatto sui costi all’utente finale) che arrivi all’1.4% nel 2016.

Non riesco onestamente a predire con esattezza chi vincerà questo braccio di ferro, mi preme però osservare una cosa. Un applauso agli studenti per avere manifestato, come garantito in un paese democratico, e aver costretto il governo a riaprire le discussioni su un capitolo che da quasi tre mesi era considerato chiuso. Adesso sono al centro dell’attenzione, non è più necessario sfilare nudi in centro o trapanare il cranio a mezza città con le vuvuzela, devono trovare una espressione politica e sensata di ciò che vogliono. Proposte bislacche e onestamente assurde come quelle che ho appena citato non li porteranno da nessuna parte. Mi ricorda in un certo senso il problema endemico della sinistra italiana: molto brava a contestare di continuo ma quando si è trovata al potere è stata del tutto incapace di essere propositiva.

Criticare è molto facile, ma costruire? Vedremo.

Saluti di oggi a BC<3, DJ Roxy e a quell’emerita testa di m*a che ha inventato le vuvuzela.

Il potere logora… chi ce l’ha

aprile 21, 2012

Salve a tutti,

Oggi inevitabilmente vi sorbirete il solito pappone di commentario politico. E’ sulla bocca di tutti in questi giorni (eccetto sui giornali qui in Canada, dove non interessa a nessuno) il tracollo verticale della Lega Nord. Non mi voglio dilungare sui fatti specifici che hanno portato alla scoperta di ingenti sottrazioni di denaro pubblico da parte del sig. Bossi, della sua famiglia e del tesoriere del partito, sarà la magistratura a determinare se e quali responsabilità vi siano, non è di certo il mio ruolo.

Mi ha fatto piuttosto pensare invece la prontezza con la quale il personale amministrative della Lega Nord abbia collaborato con gli inquirenti per svelare e chiarire l’entità di questi non troppo misteriose sottrazioni di denaro. Da quanto emerso finora, pare che i beneficiari dell’appropriazione indebita siano stati un manipolo di eletti (letteralmente!) che hanno letteralmente disposto dei fondi del partito come meglio credevano, almeno nella misura che essi ritenevano opportuna. Pongo quindi questa domanda: perchè parlare solo ora?

Tralasciando i motivi più superficiali, come eventuali fedeltà alla tessera del partito o dare per assunto che il tuo capo abbia sempre più informazioni di quante ne abbia tu, intravedo strabiliantemente qualcosa di più profondo. Personalmente sono sempre stato un denigratore della Lega Nord, lo dico con grandissima onestà intellettuale, li ho sempre definiti tutti un branco di ignorantoni xenofobi e razzisti. Nonostante il mio rigetto viscerale per l’intero movimento, ripensiamo per un momento a che cosa ha provocato la sua nascita.

Erano i primi anni Novanta, la fine della cosiddetta “Prima Repubblica”, termine sostanzialmente rubato all’evoluzione politica della Francia e che personalmente credo che stoni molto in un ambito politico in cui i protagonisti sono gli stessi da quarant’anni. Mani Pulite aveva tolto dai giochi alcuni protagonisti politici e sull’onda dell’indignazione per la burocrazia opprimente e lo sperpero del denaro pubblico, nasce un movimento populista: la Lega Nord. Il suo leader, un vituperante e aggressivo Umberto Bossi, sfida gli altri partiti a suon di “ce l’ho duro”, “Roma ladrona”, “via i negher e i terun” e altri slogan che tutti abbiamo sentito fino allo sfinimento. Tra parentesi, spero che questi non vi abbiano convinto a votare per loro.

E’ decisamente un movimento di protesta, ha modi di fare estremamente folkloristici ed è fissato su posizioni sociopolitiche fantastiche, come questo costrutto artificiale chiamato “Padania”, il nord “stato indipendente” e altre amenità. In questo punto della sua storia, cominciano a emergere quelli che saranno i protagonisti politici del movimento, i vari Calderoli, Maroni e così via. Ma è anche in questo momento che, formalizzandosi il pensiero politico del movimento, si raccolgono anche i primi consensi e soprattutto entrano a far parte del partito “quelli che ci credono”, ovvero persone che in quelle idee politiche hanno davvero fiducia.

Passa qualche anno, le vicende politiche le conosciamo tutti, la Lega fa cadere il governo Berlusconi I, passa all’opposizione, poi nelle elezioni successive stringe un patto di ferro con S.B. e dà lì in poi sarà il più grande alleato dello stesso. Un movimento xenofobo e populista con la capacità dialettica di Bombolo arriva ad avere circa il 10% dei consensi nel territorio, un risultato davvero eccezionale (per loro). Uno o due politici riescono perfino ad elevarsi a un livello quanto meno accettabile per un paese moderno (penso in particolare a Maroni, che quanto meno posso rispettare) ma è al momento del successo che succede secondo la mia modestissima opinione il pasticcio supremo: la Lega è al potere.

Dev’essere stato un momento di confusione esistenziale incredibile, un po’ come quando una forza di sinistra vince le elezioni. Quando sei una forza antagonista, un movimento di critica, di contrasto, di risposta, a che cosa devi reagire quando sei tu che fai le regole? A te stesso?

Certo che no. La Lega si è macchiata esattamente dello stesso peccato che lamentava a tutte le altre forze: quella stessa “Roma ladrona” su cui Umberto Bossi ha insistito tanto ha alla fine infettato anche lui. Mi sembra ci sia poco scampo, i fatti parlano davvero chiaro, dopo essersi lamentato per anni di quanto si ruba a Roma, Umberto Bossi si è macchiato della stessa azione che ha vituperato per così tanto tempo.

Non solo, ha provocato, secondo me, un forte scollamento con la base “intelligente” del movimento. Nonostante l’opinione di cui sopra infatti, non credo proprio che chiunque voti per la Lega Nord sia onnubilato, anzi poichè è un movimento di protesta a fenomeni precisi (tra l’altro proteste condivisibili, chi è che è in favore della burocrazia e della corruzione?!) sono sicuro che ci siano persone che credano in questo partito. E sono proprio queste persone che hanno vuotato il sacco non appena gli inquirenti hanno bussato alla porta, onorando così l’integrità del proprio partito ed evitando di provocare l’ennesimo insabbiamento.

Forse la gestione di questa crisi da parte della Lega non sarà perfetta, non mi voglio mettere a dare la pagella a tutti quanti, ma apprezzo il fatto che tra il personale amministrativo ci siano molteplici persone che tra la collusione e la legge hanno scelto la seconda. Non posso quindi che augurare a queste persone di costruirsi un futuro migliore liberandosi di populisti farneticanti e faccendieri disonesti.

Voglio infine aggiungere un’ultima riflessione a tutto questo. Diamo pure per certo che qualcuno si sia intascato dei soldi nella Lega, non importa quale dei coinvolti nelle indagini. Perchè lo ha fatto? Perchè questi signori, così duri e puri (specie la prima) si sono macchiati di questo crimine?

Mi si passi la frase fatta, ma personalmente non posso pensare ad altro se non che l’occasione faccia l’uomo ladro. Abbiamo un sistema politico che evidentemente fomenta l’appropriazione indebita e la corruzione. Non credo che siano semplicemente le regole, quanto piuttosto le persone. Evidentemente agli alti livelli politici “ci si comporta così” e per mantenere lo stesso livello di competizione con le altre forze è necessario utilizzare questi discutibili mezzi. Ho visto che stanno approvando nuove regole per la validazione dei bilanci di partito, mi chiedo quanto tempo ci vorrà prima dell’emersione di uno scandalo con società di certificazione false o colluse.

Parlavo con alcuni amici americani di questo argomento e il commento che ho ricevuto è stato che sostanzialmente la corruzione è piuttosto comune negli Stati Uniti così come da noi. Chiedendo fatti circostanziati, è venuto fuori che è “abbastanza frequente” che un senatore o un deputato venga scoperto per avere usato tra i dieci e i ventimila dollari per uso personale senza giustificazione. Questo costituisce appropriazione indebita e la misura pressochè automatica per questi frangenti sono le dimissioni eventualmente condite con espulsione dal partito. Mettiamo pure caso che “siano tutti ladri” e che tutti “rubino” in una tentacolare “Washington ladrona”: nessuno vuole nel proprio partito un noto corrotto.

Da noi è proprio uguale, sia in termini di cifre che di operato, eh?

Abbiamo una pessima classe politica, corrotta, incapace di gestire il Paese e di affrontarne i problemi. Negli ultimi venti anni ha dato dimostrazione soltanto di essere capace di portare il Paese in rovina, di cincischiare facendo metapolitica e di non avere alcuna efficacia. Poveri noi, poveri noi.

Saluti di oggi a DZ per il compleanno, l’intero clan [SC.BO] riunito ancora una volta, Lolo che è riuscita a farsi licenziare e alla Warner Bros per la sua “esuberanza” ;).

This means WAR

gennaio 15, 2012

Salve a tutti,

Purtroppo ci risiamo, ancora vicini rompiscatole. Questa volta abbiamo delle teste di ******* che fumano marijuana tutti i santi i giorni. Due, tre, quattro volte al giorno. Purtroppo sono nell’appartamento a fianco però ogni giorno torno a casa e c’è un tanfo inverecondo ovunque nel mio monolocale.

Non me ne fregherebbe troppo, se non fosse che ormai sono allergico anche al fumo e continuamente aprire la finestra con -30 fuori non è una cosa facilissima.

Sono già stati cortesemente (sul serio) invitati dal sottoscritto a cambiare l’aria, ha parlato loro il portiere e il padrone di casa. Osservo le loro finestre spesso e quando le aprono, lo fanno di uno spiraglio, a conferma del fatto che non gliene frega nulla, sono solo un branco di imbecilli irrispettosi.

Ieri notte, raro caso di Sabato casalingo a causa di una cortese temperatura esterna di -30° C, all’una, mentre provavo a dormire ho avuto una bellissima reazione allergica perchè gli emeriti di cui sopra si sono prodigati nella loro tipica attività. Confesso che ho avuto paura per un momento perchè è stata brutta, mista poi alla furia è stato davvero un risveglio allucinante, tremavo.

Basta, ho pensato, sono stanco di farmi mettere i piedi in testa da gentaglia irrispettosa. Le buone non hanno funzionato, non mi resta che chiamare la polizia.

All’una e quindici chiamo il 911, ero veramente nervoso, ho dovuto ripetere le cose circa tre volte ognuna, dall’indirizzo al nome. La signorina che mi ha risposto (in meno di un secondo!) è stata davvero molto disponibile e ha fatto di tutto per calmarmi.

“D’accordo signore, le mando una volante”. Rassicurante.

La polizia arriva dopo circa dieci minuti, mi aspettavo che suonasse il citofono, ma così non succede. In qualche modo riescono a entrare e li osservo dallo spioncino della porta. Sono in due, sono del corpo di intervento, hanno il giubbotto anti proiettile e le armi. Bussano con prepotenza alla porta, mi aspetto un diverbio.

Contrariamente a quanto mi aspettassi, non succede molto. La porta si apre, i poliziotti intimano in maniera perentoria di andare a fumare la loro m**** da un’altra parte e… finisce lì.

Già.

Non so bene cosa si siano detti ma dopo un trambusto di qualche minuto, la puzza è finita e ho sentito svariata gente andarsene. Forse c’era un party di teste di c****, chi lo sa. D’altra parte è noto, gli imbecilli si radunano sempre in gruppi omogenei.

Adesso è domenica, per ora è tutto tranquillo. Oggi ho da fare, ma domani segnalo questo branco di s****** al dipartimento di polizia locale qui dietro.

Saluti di oggi a quella buonanima della mia amica Sarah che mi ha tirato su nonostante fosse il cuore della notte e fosse a casa con la febbre.

Entusiasmo crepuscolaristico postB.iano

novembre 12, 2011

Salve a tutti,

Oggi mi pare assolutamente d’obbligo farvi sorbire un post politico, data l’eccezionalità della situazione. In realtà non voglio vituperare S.B. e la sua totale assenza di politica, la sua perversione sistematica di ogni regola, la sua assenza totale di senso dello Stato e di rispetto delle istituzioni, il suo sfruttamento opportunistico del potere per sistemare i propri affari personali, la sua sempiterna evasione della giustizia, i suoi festini selvaggi che proiettano ulteriormente la patetica immagine di uomo depravato e inetto, le sue legioni personali di cortigiani e cortigiane che attendono pazienti il loro favore quotidiano.

Potrei parlare per pagine e pagine di tutte queste cose, ma sarebbe alquanto noioso e francamente superfluo: in politica, come è noto, alla fin fine nessuno convince nessun altro. Se non pensate che i danni causati dal “governo” S.B. siano peggiori del Ventennio, non sarò di certo io a convincerci. A tal proposito, per chiarezza, ritengo entrambi i fenomeni due calamità naturali.

Ciò su cui invece invito a riflettere è la reazione sociale e mediatica che le dimissioni del governo stanno causando. Sto seguendo molto da vicino la crisi e mi pare che le differenti reazioni si possano contare sulle dita di una mano. Abbiamo i “poltronisti” parlamentari che vorrebbero le elezioni anticipate, gli entusiasti per questo Mario Monti che credo sia valido economista ma chiacchierato personaggio, gli scettici di quest’ultimo, le folle (sia in piazza che su internet) che osannano alla liberazione, altre folle che si disperano per le dimissioni del loro eroe e infine… i giornalisti che descrivono la fine di questa era B.iana.

Vediamo uno a uno tutti questi fenomeni, perchè personalmente li trovo assai curiosi. Per primi i poltronisti. Con ingenuità politica non indifferente e con una miopia probabilmente indotta dall’egoismo, abbiamo frange parlamentari che vorrebbero andare al voto subito. Nella situazione attuale, non riesco onestamente a capire quale sia il raziocinio dietro tale fretta. Non mi pare che ci sia un partito che si sia distinto per le sue innovative idee o su come uscire dalla crisi. Certo, si strepita ancora questa burletta del “governo non voluto dalle urneee”, ma ho motivo di dubitare dell’integrità etica di coloro che si mostrano paladini della Costituzione.

In aggiunta a questi allucinati delle elezioni anticipate, abbiamo i “Montisti”, ovvero coloro che salutano Mario Monti come grande salvatatore della patria. Personalmente non lo conosco, so che è stato appena nominato senatore a vita, ma cercando un po’ su Internet si trovano informazioni piuttosto miste su questo signore. A voler pensar male, questo Monti è un altro mezzo mascalzone ma almeno sa cosa fare. Sarebbe comunque meglio di chi abbiamo ora al comando, potremmo dire bentornata Prima Repubblica. A fare da contrappeso ai “Montisti” abbiamo i Contromontisti, piuttosto numerosi su Internet a quanto ho potuto vedere, che lo additano come servo delle banche e dei magnati della finanza. Ovviamente non avremo mai modo di sapere se è vero, le azioni parleranno per lui. Non sono scettico in maniera ostile, ma mi chiedo tutt’ora perchè improvissamente Monti sia il Salvatore.

Diamo un’occhiata anche alle iniziative popolari, direi che siamo alle solite. Folle in piazza, cori di “buffone buffone”, cori di “dimettiti”, le solite scaramucce a suon di Bella Ciao, Inno di Mameli, saluti romani, monetine, striscioni più o meno divertenti: nulla di straordinario nè inusuale. Mi permetto di ricordare a tutti cosa successe quando ci liberanno di un certo Benito molti anni fa, manifestazioni spontanee ovunque. I paragoni continuano! (suggerimento subliminale per una certa posizione, v. sopra)

Infine, ultimo ma non ultimo, l’aspetto più strano di tutta questa situazione: le reazioni dei giornali. Per motivi che onestamente mi sfuggono, i giornali scrivono a destra e a manca come sia finita l’era del B.ismo, che S.B. finalmente uscirà dalla scena politica una volta per tutte e smetterà di guastare il Paese. Io rispondo con una sola semplice domanda: “Esattamente… chi l’ha detto?”.

Certo, S.B. ha detto che non si candiderà più, ma ci crede qualcuno? Non è certo la prima volta. Anche se non si candidasse, lascia una scia di lacchè allevati da lui che faranno ancora di peggio a causa della loro intrinseca mediocrità. E’ una posizione che sostengo da tempo, il problema non è che non si trovano nuovi politici che con slancio prendano di petto i problemi, il problema è che queste persone imparano a fare politica da chi è loro attorno e in questo caso è la masnada di cincischiatori che ben conosciamo. Altro che fine del B.ismo, a essere fortunati ci siamo tolti dai piedi lui in Parlamento o al Governo per qualche mese o anno, nulla di più.

Questo magico governo tecnico dei miracoli spero che darà buoni frutti e attuerà riforme necessarie, ma come osservato da tanti, questo tipo di governo ha una scadenza, sistema i pasticci ma poi si torna a votare. Pensate forse che S.B. non manipoli i media come ha fatto finora per sostenere il suo nuovo burattino? Certo che lo farà (sempre che non scappi come Craxi, è una possibilità che mi è venuta in mente or ora) e non ho dubbi che riusciremo ancora una volta a metterci in una situazione di equilibrio instabile in cui il partitello di turno terrà in scacco i lavori parlamentari per due settimane ogni volta che si dichiarerà insoddisfatto.

Il contributo devastante di S.B. alla politica italiana è stata la sua completa dissoluzione: si fa solo metapolitica, si parla e si discute solo di legittimità e di modi, non si parla più di fatti. In tutti questi anni ciò che i nostri governi ci lasciano sono l’Euro, il divieto di fumo e la patente a punti. In quasi vent’anni non mi sembra che sia una gran prestazione, specie considerando l’esplosione del debito. Non penso che la sparizione di S.B. porterà immediatamente questo ribaltamento totale degli schemi politici e un ritorno a una politica “vera” ovvero che riguardi la direzione in cui portare il Paese: posso senz’altro augurarmelo, ma l’inettitudine della nostra classe politica (grazie a S.B. che ha riempito il suo “partito”, se così lo si può chiamare, di ignoranti opportunisti e grazie a un centro sinistra fatto di cariatidi) non mi fa ben sperare.

Ecco, leggo proprio in questo momento il titolone ANSA: “B. SI E’ DIMESSO”. Bene, ci siamo liberati di questo cancro per un po’ di tempo, peccato che abbia lasciato metastasi ovunque. La chemioterapia sarà efficace? Lo vedremo quanto prima.

Saluti di oggi alla Costituzione della Repubblica Italiana. Difendici.