La risposta è “dipende”

Salve a tutti!

Questo è uno degli ultimi post che scrivo dalla Norvegia. La Funcom ha aperto una filiale canadese e mi è stata fatta una offerta molto solida per trasferirmi a Montreal, in Quebec. Ho deciso di accettare questa opportunità perciò da sabato prossimo sarò in Italia per un mese, dopodichè prenderò servizio dal primo luglio oltreoceano.

Ovviamente non chiuderò il blog, anche se sarà d’obbligo un maquillage (francesismi ormai d’obbligo, visto dove vado).

Che cosa dire quindi a chiusura di questa esperienza norvegese? Direi che l’unico modo sensato di concludere sia rispondere alla domanda che io stesso mi sono posto nel titolo: la Norvegia è davvero meglio dell’Italia?

Come già chiaro, la risposta non può essere altro che dipende. Non voglio avere l’arroganza di dettare la Verità a voi cari lettori, ma vi dirò di seguito che cosa ne penso di questo paese. Lo ripeto, tutto quanto leggete è frutto della mia esperienza individuale: posso essere stato molto fortunato o sfortunato, questo mi è impossibile saperlo, ma sono sicuro che uno qualsiasi degli altri immigrati scandinavi potrà smentire in positivo o in negativo qualsiasi cosa dico. Prendete quindi tutto quello che leggete con le molle e usate la vostra testa per decidere se sono un cialtrone oppure no.

Mi sono chiesto di recente che cosa possa motivare uno straniero a venire qui. Ho trovato quattro motivazioni: se vi ritrovate in una o più di queste, probabilmente qui vi troverete bene.

1) La breve esperienza di lavoro: Se volete venire qui per fare una esperienza di lavoro in un posto tranquillo, in cui gli uffici sostanzialmente funzionano, in cui il livello di criminalità è basso e in cui non ci sono distrazioni, la norvegia fa per voi. Accetterete di immigrare qui però esclusivamente se farete vostra la mentalità locale: il lavoro non è una cosa importante, anzi è una delle cose meno importanti della vita. E’ una cosa che si fa perchè a fine mese ti compaiano dei soldi nel conto in banca. Personalmente mi fa saltare i nervi vedere la quantità sostanziosa di deformità lavorative che fanno qui e non posso sopportare la qualità scadente dei servizi al consumatore (a ogni livello), la cattiva etica lavorativa imperante e la generale poca voglia di fare.

2) Il partner norvegese: Se avete un partner norvegese, con ottima probabilità non vorrà muoversi dalla Norvegia. Come è noto infatti la Norvegia è il paese più ricco del mondo, l’acqua è la migliore del mondo, così come l’aria, il cibo, la terra, le foreste, il mare, il sole, il clima e la società. Perchè mai cambiare? Se accettate questo, allora potete trovarvi bene qui. Se non lo accettate, potreste fare fatica a trovare un partner.

3) Dare un futuro ai propri figli: In Norvegia i servizi sociali funzionano abbastanza bene e c’è un grande ritorno in valore rispetto alla quantità mostruosa di tasse pagate. Ne consegue che se si trova lavoro qui, indipendentemente dall’essere norvegesi oppure no, se pensate che sarà difficile assicurare un futuro solido ai vostri figli, la Norvegia è una ottima scelta. Questo motivo, secondo la mia opinione, è il più importante e non è un motivo da poco.

4) Venite da un posto molto disagiato: Questo probabilmente non si applica agli italiani. Va bene, l’Italia se la passa male in questo periodo, siamo sotto dittatura, abbiamo una classe politica inetta e incompetente, l’economia va a rotoli e il crimine ci strangola, nonostante questo non siamo ancora ridotti a una situazione da Terzo Mondo. Se venite da un paese conciato anche peggio dell’Italia, la Norvegia vi sembrerà un paradiso di tranquillità e probabilmente vi piacerà rimanerci.

Per quanto mi riguarda personalmente, non ho mai pensato alla Norvegia come un trasferimento permanente. L’ho sempre vista come un luogo in cui fare una esperienza lavorativa di durata imprecisata, un posto tranquillo. Mi sono però scontrato con alcune particolarità locali che devo dire non mi fanno rimpiangere in alcun modo andarmene via. Se penso infatti a che cosa mi mancherà di più di Oslo, non mi viene in mente null’altro se non i comodi, seppur carissimi, mezzi pubblici. Imperdibile, eh?

La prima cosa che mi fa gioire nel lasciare la Norvegia è il problema degli alloggi. Trovare alloggio è stato uno strazio e in generale i posti che si trovano sono, me lo si lasci dire, degli orrendi tuguri costruiti malissimo. L’isolamento termico è spesso pessimo (ma la Norvegia non ne ha bisogno “tanto l’elettricità è così economica che si può riscaldare tutto”), gli affitti alti e molto spesso gli affittuari vogliono solo norvegesi.

Mi collego qui direttamente al fattore sociale. Come “naturale”, i norvegesi vogliono stare con altri norvegesi. E’ estremamente difficile riuscire a crearsi rapporti sociali qui se non si parla il norvegese. Tipicamente se si esce con amici che ti presentano amici norvegesi quello che succede è una variazione di questo dialogo:

“Ah, sei italiano? Di Bologna? Ah uhm… dov’è? Ah, tipo Milano, bello. E cosa fai qui in Norvegia? Ah si, Conan mi pare di averlo sentito nominare, si si… E come ti trovi? Ah bene bene…” e poi si ricomincia a parlare norvegese, bevendo come spugne e rendendo l’ubriacatura l’obiettivo della serata.

Mi spiace non fa per me. Certe volte penso che siano soltanto dei bifolchi arricchiti.

Contrariamente a quanto molti pensano, il clima non mi ha creato particolari fastidi, è vero è freddo, ma alla fin fine basta coprirsi. E’ molto più ridicola la paralisi di tutti i servizi quando nevica, cosa che non ti aspetteresti da un paese nevoso e gelido per svariati mesi l’anno. Ciò che invece mi ha creato moltissimi problemi è il pessimo, costoso, scadente cibo locale. La selezione nei supermercati è minima e incostante, ciò che trovi una settimana non è detto che sia in stock la settimana successiva. La qualità del cibo è in generale scadentissima, la tradizione alimentare locale è pessima e di ultim’ordine (nonchè in limitata varietà) gli ingredienti che si trovano. Sono vistosamente ingrassato da quando sono in Norvegia e solo dopo grandi sacrifici ho perso circa dieci chili. Adesso devo faticare ancora per cercare di perderne altri otto, ma qui è molto faticoso.

Il cibo è senz’altro, per quanto mi riguarda, un fattore di ribrezzo totale per questo paese, è pessimo oltre ogni possibile immaginazione.

Tiro un po’ le somme. Se lavorare per voi non è importante, se non vi importa di cosa mangiate, se la vostra idea di divertimento consiste nel bere fino a ubriacarvi, se non vi interessa imparare una lingua cacofonica e che vi servirà solo qui, se non vi dispiace rimanere qui per sempre nel caso in cui troviate un partner, se non è un problema cercare per settimane un alloggio, allora prendete in considerazione la norvegia. In tutti gli altri casi, statene lontani come la peste.

E’ tutto per oggi. Saluti a Fiona e in bocca al lupo per quel colloquio.

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26 Risposte to “La risposta è “dipende””

  1. Tom Says:

    Mi ricorda tanto la Scozia, a parte i problemi nel trovare un alloggio: Mai avuto problemi di razzismo, l’unico problema era la qualita’ media delle case, infime (tipo…parqet in bagno), non di rado con un piccolo ospite roditore, e con un isolamento termico di m….
    Anche gli Scozzesi (ma in generale gli abitanti delle isole Britanniche) tendono ad essere superficiali, tendenti all’alcolismo, e mangiano di m… (spesso cenano davanti al televisore, il tavolo da cucina e’ usato solo per colazione e pranzo). Come tutti i British, poi, credono che il loro paese sia il migliore al mondo, che entrare nell’Euro sia un sacrilegio (anche se la sterlina dovesse pareggiare o andare sotto con l’Euro…meglio la bancarotta che diventare come noi “continentali”), e che la causa di tutti i loro problemi sia Bruxelles (mica i loro politici parolai e corrotti, o il loro modo di fare scazziato…).
    Nei supermercati pero’ ho sempre trovato ampia varieta’ di cibo (sia Italiano che Asiatico).
    Una grande differenza pero’ la fa’ il tenore di vita: In Scozia ci sono ampie sacche di poverta’ a livelli da terzo mondo (c’e’ un quartiere a Glasgow, forse piu’ di uno, dove l’aspettativa di vita media per i maschi e’ al di sotto dei 60 anni…persino in certe zone dell’Iraq e’ maggiore), cosa che non mi aspetterei proprio di trovare in Norvegia…

    • osloninja Says:

      Si, senz’altro qui c’è una equità sociale molto maggiore che in altri paesi. Non si cancella il razzismo di fondo, tuttavia.

  2. Tom Says:

    Pero’ non mi sarei mai aspettato che i Norvegesi fossero cosi’ superficiali e scazziati…
    1 – Tempo fa’ in TV dicevano che i paesi in Europa dove la gente legge di piu’ sono Svizzera e Norvegia…entrambi fuore dall’UE. Per cui m’immaginavo un popolo di persone non dico colte, ma almeno consapevoli del mondo che le circonda…

    2 – Me li immaginavo come i Tedeschi (con cui purtroppo ho a che fare ogni giorno): Ligi al dovere, con un etica del lavoro forte, ecc…In poche parole “Arbeit macht frei”.

  3. osloninja Says:

    1. Leggere leggono. Il problema è che vivono in un paese iperprotezionista che col resto del mondo non vuole avere a che fare. L’Europa è una cosa che serve soltanto a dividere la ricchezza della norvegia con paesi cialtroni come la grecia che sperperano tutto (<- discorso sentito più volte).
    2. Ignoro la citazione molto infelice, ma direi che con i tedeschi non hanno nulla a che vedere. Il lavoratore medio è sostanzialmente disinteressato a quello che fa. Non lo fa necessariamente male, ma il minimo è più che sufficiente. E anche se lavori in maniera pietosa avere un lavoro è un tuo DIRITTO e nessuno ti può cacciare, col risultato che quelli che se ne approfittano (tra l'altro strano, nella mia esperienza personale sono tutti norvegesi, non c'è neanche un immigrato) pullulano. Sai quanta gente è in invalidità, tipicamente al 50%, dal posto di lavoro? Circa 500,000 persone, su 4,3M. No comment.

  4. gattosolitario Says:

    La Norvegia é un paese molto speciale anche in Scandinavia. L’isolamento, il non potersi muovere da un posto ad un altro se non in aereo, i soldi infiniti arrivati con il petrolio poco meno di 30 anni fa…

  5. osloninja Says:

    Appunto, un paese di bifolchi arricchiti.

  6. mattias Says:

    Intanto complimenti per la promozione, anche se non ci si conosce veramente dopo aver letto tante pagine del tuo blog un po’ mi sembra di ascoltare i racconti di un vecchio amico (scusa l’eccesso di confidenza) e non posso che essere felice per te : sia per il posto nuovo, sia per esserti sbarazzato della norvegia. Il tuo “giudizio finale” rispecchia perfettamente le cose che hai scritto nel tempo e non mi sorprende. Sono certo che non cambierà di un filo le tue considerazioni, però mi permetto un paio di appunti, e non lo faccio per fare l’avvocato della norvegia,o per farti tardivamente innamorare della norvegia ma solo perché mi piace pensare di poterti darti una immagine un po’ meno compromessa, ora che la stai per lasciare.
    Conosco la norvegia ad un livello diverso, posso dirti che in tante pagine da te scritte, le tue analisi sono state impeccabili e brillanti, ma ( almeno a leggere quanto scrivi, poi magari in realtà ti sei accorto dell’abbaglio) a volte hai preso delle cantonate, anche grosse. Peraltro assolutamente giustificabili: un po’ per difficoltà linguistiche, un po’ perchè le persone che ti davano informazioni ti hanno “depistato”, ed un po’ anche per via di quel normale pregiudizio che ci porta a interpretare le cose in base a schemi mentali formati in un paese/cultura differente.
    Probabilmente certe situazioni le avresti vissute in maniera differente se le avessi capite correttamente o se tu avessi avuto gli strumenti giusti per affrontarle.
    In sintesi: spesso hai visto giusto -a volte hai capito male- a volte hai avuto una sfiga clamorosa 😀
    E comunque devo aggiungere che ti capisco al 100%, io ho avuto lo stesso problema con l’irlanda….e niente da fare, hanno provato a “spiegamela”, sia quando ci abitavo che a posteriori…niente da fare: non sono riusciti a farmela piacere…
    In bocca al lupo per la nuova avventura

    • osloninja Says:

      Può darsi che abbia preso delle cantonate, anzi è molto facile! Nonostante questo, la vita non è una classe scolastica dove c’è la maestra che ti corregge il compito, vivi le esperienze che vivi e nient’altro importa alla fine. Nel pacchetto insomma è incluso quel pregiudizio naturale che è insito in qualche misura in ognuno di noi e che si aggrava in maniera più o meno marcata a seconda degli eventi che ci colpiscono personalmente. Come ho scritto a cappello del post finale, tutto quello che scrivo è frutto della mia esperienza personale, ne consegue che è viziato da fatti come la sorte individuale e il mio completo disinteresse a piazzarmi qui in maniera stabile. C’è poco da fare gli avvocati della norvegia insomma, perchè non c’è niente da accusare o difendere, siamo al momento delle dichiarazioni spontanee ;).

      • mattias Says:

        Ed ancora una volta hai ragione, ma hai presente quando guardi un film coreano/giapponese &Co e vedi uno degli attori fare un gesto o prendere una decisione che ad occhi occidentali appare totalmente insensata/assurda ma nessuno degli attori trova strana o in qualche modo discutibile la cosa, anzi il film prosegue senza nessuna epifania a riguardo e tu non puoi fare altro che accettare che probabilmente “funziona così” e magari riproporti di investigare a riguardo chiedendo lumi all’amico coreano che vive vicino a casa tua?! Ecco, può capitare pure nella vita reale ad un “latino” nella terra dei vichinghi di non capire, purtroppo non sempre c’è l’amico “coreano” che abita vicino a casa;-)
        Ma c’è poco da fare…è la vita che è “ingiusta”
        Buona giornata!

  7. osloninja Says:

    Bè, devi anche unire a questo il fatto che cerco il vizio comico in tutto, perciò ti puoi aspettare che io sottolinei e rinforzi ciò che trovo assurdo :D. Potremmo invitare un norvegese in italia e invitarlo a scrivere che cosa trova di strampalato lì, credo che sarebbero risate :D.

  8. Mattias Says:

    ah se è per questo ti basta fare un salto alle riunioni del 17maggio che organizzano un po’ in giro per l’italia e poi trascrivi un po’ di commenti…c’è da morire dal ridere su quanto siano messi male “questi italiani”…e di nuovo, troveresti che in mezzo a tante verità, ci sono fraintendimenti e cantonate clamorose… senza polemica, anzi se nel tuo mese di vacanza italiana passi in romagna ti offro volentieri una birra, non una AASS ovviamente….

  9. Giovanni Says:

    Quando si va all’estero privi di punti di riferimento in loco (a parte il lavoro intendo), si affronta tutta la gamma della realtà locale.
    A casa, per antica abitudine, noi siamo protetti dal filtro stratificato della nostra famiglia, amici, luoghi, abitudini. Ci sono quartieri di Bologna in cui non sono mai stato in vita mia, e su 380.000 locali riesco a reggerne forse meno di una decina.
    Probabilmente se noi (penso che anchio avrei i tuoi stessi riflessi rispetto alle abitudini norvegesi, per questo dico “noi”) capitassimo in una specie di Bologna di un’altra dimensione, in cui non abbiamo contatti amici etc., ci ritroveremmo di fronte a una serie di cose magari piu’ varie ma altrettanto intollerabili. Cose che appunto stando qui da sempre o quasi abbiamo imparato a scantonare e neanche notiamo più, non ci riguardano.
    Magari il punto vero è che la Norvegia offre poca varietà, a Montreal sarà un altro paio di maniche!

  10. Stef Says:

    Ciao, mi dispiace che non potrò più leggere post sulla Norvegia!
    A me personalmente piace tantissimo, e avendo l’aeroporto della ryanair a 10km, ci vengo spesso.

    Volevo chiederti una cosa, cercherò di essere breve:
    Sono informatico, 32 anni, parlo e scrivo Inglese senza problemi.
    Io e la mia compagna di Etnia Cinese, volevamo trasferirci a Oslo.
    Sai darmi qualche dritta su come cercare lavoro? e di come fare a studiare il norvegese ( tipo se conosci posti in cui fanno corsi, o università )
    Grazie infinite.
    Stef.

    • osloninja Says:

      Bè leggerai del Canada, chissà com’è :). Probabilmente ti piace perchè non ci vivi :D.

      Riguardo la tua domanda, ci sono molteplici corsi statali (che tra l’altro rilasciano il prezioso attestato, con due o tre anni di corso hai la possibilità di chiedere la residenza permanente), probabilmente puoi trovarli su http://www.norway.no. Non so come funzioni per i cinesi (ma lei è di etnia o cittadinanza cinese?) ma per gli europei hai un periodo franco di sei mesi in cui puoi stare in norvegia senza alcuna autorizzazione. Consiglio caldissimamente tuttavia di cercare di trovare un lavoro dall’italia e muoversi successivamente, venire qui a vuoto rischia di diventare una esperienza non solo brutta ma terrificantemente costosa.

      • Stef Says:

        Si non ho mai vissuto in norvegia, ma ci sono stato 7 volte per turismo.
        Sono innamorato di oslo e della natura chr la circonda.
        La mia fidanzata è tedesca di etnia cinese..
        Grazie della risposta!

      • osloninja Says:

        Anche in Italia è bellissimo andare per turismo. Viverci però è tutto un altro paio di maniche. Se ti piace solo da turista, qui potrebbero aspettarti brutte sorprese. Pensaci bene :).

  11. Tom Says:

    Ma gli stipendi (netti…che me ne frega del lordo, se poi lo stato si prende la meta’) in generale come sono?

    • osloninja Says:

      In generale la differenza degli stipendi è abbastanza piatta. E’ difficile che ti diano uno stipendio da fame ma è anche difficile che ti diano moltissimo. Gran parte degli stipendi si piazza “in mezzo”, il problema a guadagnare molto è che se non investi in cose come un mutuo o qualche spesa grossa, lo stato letteralmente ti DERUBA di tutto. Io per quattro soldi (veramente… quattro soldi) in banca quest’anno mi ritrovo a dover pagare una catastrofe di soldi in tasse addizionali allo stato. Mi secca in maniera terribile, è ridicolo.

  12. Tom Says:

    Un’ultima domanda ESTREMAMENTE importante, su cui ruota tutto nella vita…come sono le Norvegesi, esteticamente e caratterialmente?

    • osloninja Says:

      Bè, esteticamente bionde come te le aspetti. C’è una netta divisione tra una grande parte della popolazione che cerca di mantenersi in salute muovendosi molto (il cibo aiuta poco). C’è una parte più piccola che si sbraga in maniera orrenda a causa della quantità notevole di alcool consumato. Ne consegue che è un po’ un prenderci, va come va. Caratterialmente sono come tutti i norvegesi, se parli norvegese non hai particolari problemi, se non lo parli non combinerai granchè.

  13. SpinoWeb Says:

    Ho vissuto un annetto a Toronto, ho potuto vedere Montreal. Il Canada è bellissimo!

  14. Raul Says:

    Ciao, ho cominciato a leggere il tuo blog tempo fa, quando anch’io vivevo in Norvegia (Tromsø) ma ti commento solo ora che mi divido tra Italia e Germania (e un post vecchio per di più).

    Ho ripensato oggi a questo tuo post perchè sto facendo progetti per tornare in Norvegia. Ho condiviso e mi sono riconosciuto nella maggior parte delle tue avventure (forse sono stato più fortunato, ma tant’è) e in particolare nelle tue “considerazioni finali”. Ci tengo a ringraziarti per aver dato un nome ad un’opinione dei norvegesi che mi ero fatto da tempo: bifolchi arricchiti. Ecco cosa sono! Non riuscivo a trasformare l’idea in parole. Grazie.

    “Ma allora perchè ci vuoi tornare?” mi si chiederà. Un po’ per le ragioni 3 e 4 che hai descritto (secondo me l’Italia pur non essendo affatto un “luogo molto disagiato” è un Paese orrendo in cui costruirsi una carriera, ci siamo abbruttiti e incafoniti tremendamente negli ultimi 20 anni) ma anche per una quinta che secondo me manca all’elenco: la Norvegia lontano dai norvegesi. Per chiunque sia appassionato di attività o sport all’aperto le solitudini, i paesaggi, la natura (e persino il clima, ideale per gli sport invernali), sono un paradiso.

    Va beh, ti auguro buon Canada.
    E se passi dalle parti di Francoforte ti si offre uno ebbelwoi.

    Ha de bra!

  15. Linda Says:

    Ciao!
    attualmente vivo in norvegia per lavoro.. confermo parola per parola, punto per punto quanto scritto nel post! anch’io mi sono riconosciuta nella maggior parte delle situazioni da te vissute.. di consegueza non posso che riconoscermi nella tua opinione finale: i norvegesi sono bifolchi arricchiti.. a voler essere gentili!!!
    In particolare ciò che a me pesa di più è il cibo (tutto vero!!! poca scelta, orrenda qualità e carissimo!!!!) e l’ossessione per l’ubriacarsi. Come dice un mio amico italiano che vive anche lui qui: l’alcool stà ai norvegesi come agli italiani stà la figa!
    Sinceramente sono abbastanza felice di vivere questa esperienza ma quando sarà ora di fare i bagagli e partire per nuovi lidi sarò MOLTO più felice. Sarà che a differenza dei norvegesi ho una visione critica del mondo ma decisamente stò posto non fa per me. Va bene giusto x un breve periodo o per una vacanza.. e se volete crescerci dei figli, per carità, mandateli in una scuola italiana o inglese privata perchè in quelle pubbliche non imparano nulla a parte l’inglese: parlo per esperienza diretta! (non hanno compiti e interrogazioni e non viene richiesto di apprendere concetti ma solo di fare ricerchine su wikipedia o leggere delle pagine e discuterne in classe!!!).
    Saluti a tutti!
    ps: e io parlo norvegese quindi non c’è stato nessun fraintendimento!!!!

    • osloninja Says:

      E poi mi danno dell’esagerato :D.

      • Linda Says:

        Non sei affatto esagerato: anzi, a me sei sembrato piuttosto pacato e accomodante!
        Il fatto è che un conto è andarci in vacanza in un paese o conoscerlo x “sentito dire” e un conto è viverci ogni giorno che viene schiantato su questa terra!!
        Sono d’accordo sul “cercare i lati positivi” dei paesi o culture che si incontrano ma.. senza negare l’evidenza dei fatti. Ci sono lati positivi in norvegia (la natura ad esempio) ma quelli negativi non si possono ignorare!

  16. Sara Says:

    Curioso…sono finita su questa pagina a quanto pare scritta quasi 6 anni fa digitando su google la dicitura “norvegesi bifolchi arricchiti”…anche io sono italiana, anche io trasferita in Norvegia da due anni inseguendo il miraggio di una vita migliore in uno di quei “paesi perfetti” di cui tanto si ama straparlare in Italia ora che siamo in epoca di crisi. Quando mi si chiede, e capita spesso, come siano i norvegesi, la definizione che mi viene più naturale dare e’, e non scherzo, “bifolchi arricchiti”. Oggi, in uno dei miei frequenti momenti di abbattimento, mi sono chiesta se, chissà, forse qualcuno avesse avuto un’esperienza simile alla mia…ed eccola…quello che ho letto sembra uscito dalla mia penna. La ragione per la quale sono qui a scrivere ora e’ semplice. Non starò a dilungarmi sui dettagli della mia più che pessima esperienza in questa terra del niente (del “niente”, non del “nulla” …”nulla” e’ una parola troppo poetica che questo luogo davvero non merita), ma chissà, forse c’e’ qualcuno da qualche parte che sta pensando di trasferirsi e forse le mie parole sincere lo aiuteranno a non fare la scelta rovinosa che ho fatto io.
    Volessi mettermi a fare una lista del lati negativi, beh, dovrei scrivere un trattato in 10 tomi…venivo da una positivissima esperienza in Finlandia e, essendo curiosa di vedere “altro”, ho optato per la Norvegia un po’ alla cieca, immaginando che, in qualche modo, la situazione potesse essere vagamente simile. Per carità, non confondiamo m+–a e Nutella.
    I paesi Scandinavi, un tempo poverissimi ed ora piuttosto ricchi, hanno avuto evoluzioni molto diverse. Se Finlandia e Svezia si sono sollevati con l’ingegno sviluppando una forte struttura nazionale, la Norvegia ha fatto tutt’altro…come dico sempre io, probabilmente un norvegese scavando una buca per sotterrare il suo osso ha trovato il petrolio…ed il gioco e’ fatto! Da totali pezzenti a secondo paese più ricco del mondo! Bang!
    Qual e’ il problema in tutto cio’? Che la cultura non si crea coi soldi, tutt’altro! Un bifolco resta un bifolco anche col portafoglio pieno, anzi, peggiora! Ed ecco perché, probabilmente, la cultura norvegese tanto mi ricorda quella americana, ma portata all’estremo. Quale miglior consumatore di un totale imbecille col portafogli gonfio? E quindi eccoli i norvegesi, quelli che “se e’ di plastica e costa parecchio” lo comprano, qualunque cosa sia, che non sanno il tuo nome ma sanno che macchina hai e hanno controllato su internet per vedere quanto prendi di stipendio, che passano la giornata riversi sul divano a scattarsi selfie da postare qua e la’ previo ritocco per sembrare chi non sono, che invidiano, che portano rancore persino contro chi non conoscono…gente aggressiva e litigiosa che conosce solo la zappa e con quella si esprime. In due anni, l’unica persona accettabile che mi e’ capitato di incontrare e’ un vecchio pescatore di 80 anni, il quale, nonostante sia in pensione, continua a pescare e non ha nemmeno un cellulare…una perla rara in questo scenario di pecoroni ottusi che fanno a gara a chi ha la TV più grande. Questo per quanto riguarda la cultura…in sunto, arraffare soldi in modo lecito o illecito senza guardare in faccia a nessuno, comprarsi l’ultimo IPhone e assicurarsi che il vicino di casa lo sappia, indagare sulla vita privata altrui per vedere se per caso ci fosse qualcosa di cui poter sparlare da ubriachi. Ah certo, e bere fino a vomitarsi e pisciarsi addosso, come in Italia fanno i quindicenni alla loro primissima sbornia, solo che qua lo fanno in continuazione e fino alla morte. Gente molto carina e di compagnia insomma.
    Passiamo al cibo….che dire…c’e’ proprio poco da dire…carissimo e di qualità blasfema, soprattutto per un italiano. Trovare una bistecca “non condita e precotta”? Impossibile. E’ la patria di quello che io chiamo “cibo finto”…difficilissimo trovare ingredienti per cucinare una certa cosa, facilissimo trovare quella certa cosa pronta da ficcare nel microonde e mangiare in 30 secondi. Forse nelle loro tradizione di un secolo fa ci saranno anche state ricette accettabili, ad oggi sostituite da roba che, nella migliore delle ipotesi, sa di gomma bruciata. Mi vengono in mente le “patatine al gusto di cappuccino”, per dirne una…
    Parlando di istruzione non so se mettermi a ridere o a piangere…e’ un qualcosa di penoso…a 13 anni studiano la tabellina del 2…facendo un calcolo approssimativo nel vedere figli di conoscenti, mi verrebbe da dire che sono circa 5 anni indietro rispetto ad un ragazzino della stessa eta’ in Italia. Dicono che sia uno dei paesi che legge di più in Europa ma temo sia una delle tante altre bufale che si raccontano…in due anni, non ho ancora avuto modo di conoscere NESSUNO che possieda almeno un libro, e non sto scherzando…ho iniziato a chiederlo con la scusa di prenderne in prestito qualcuno per aiutarmi nello studio del Norvegese, in realtà la mia era curiosità di capire se fossero davvero tanto ignoranti…la risposta più frequente? “Un libro? Non ne ho di libri, ma su internet trovi da leggere in norvegese” …a posto. Altra perla…io parlo spagnolo, mi fu presentata l’insegnante di spagnolo del figlio di un collega ed io mi rivolsi a lei, appunto, in spagnolo. Ebbene, l’insegnante di spagnolo non parlava lo spagnolo. Bello eh? E da qui mi collego a quello che e’ il mondo del lavoro, un disastro ambulante, un teatrino tragicomico. Se lavori per un’azienda ti renderai presto conto che: 1) il 99% delle fatture che ti arrivano sono sbagliate (un esempio? disdire un contratto telefonico e continuare a ricevere le bollette per mesi…basate sul traffico di un numero che non esiste più! Molto, molto onesti…) 2) se commissioni un lavoro ad una ditta esterna lo farà nel 99% dei casi sbagliato almeno tre volte, e consegnerà con almeno 5/6 mesi di ritardo, 3) il tuo commercialista sbaglierà sistematicamente i conti tutti i mesi, ma la multa la dovrai pagare tu. 4) se dovrai licenziare un dipendente e lo farai seguendo tutte le prassi, lui ti farà causa comunque (perché, ho scordato di dirlo, i norvegesi si fanno causa tra di loro in continuazione e per ogni cosa, sono peggio degli italiani che portano il vicino in tribunale perché il suo gatto gli fa pipi’ sullo zerbino) …potrei andare avanti all’infinito, ma, volendo riassumere posso solo dire che lavorano poco, male, e a carissimo prezzo. Un esempio che riguarda la mia azienda: 60.000 corone (ad un calcolo molto molto approssimativo 6.000 euro) per una presentazione in Power Point di dieci pagine, incompleta e sbagliata. Un bambino delle medie in Italia avrebbe fatto lo stesso lavoro in due ore, e lo avrebbe fatto molto meglio.
    Parliamo dello stipendio, molto alto, spesso allettante per chi viene dall’estero…MA…che me ne faccio di uno stipendio che e’ il triplo di quello che prendevo in Italia, quando per vivere spendo 5 volte in più?? Alla fine si e’ punto e a capo, se non peggio. In Italia da precaria ero riuscita a mettere da parte qualcosa pur concedendomi qualche sfizio, in Norvegia quello che guadagno lo spendo tutto per la mera sopravvivenza.
    Non fosse abbastanza il papiro che ho gia’ scritto, e volendo trattare un argomento a mio avviso molto importante, vi racconto in che stato sia la sanità dalla mie parti; tenete presente che io vivo in un centro piuttosto piccolo, probabilmente in città la situazione sara’ migliore. Non abbiamo un medico di base, dovevano tagliare i costi, e hanno scelto quello. Il primo medico disponibile e’ una sorta di “guardia medica” che si raggiunge con un paio di ore di macchina, e credetemi, dico la verità. Per una semplice ecografia l’unico posto dove poter andare da qui e’ a quasi 300 km…vale a dire 600 km per fare un’ecografia, e due giorni di viaggio. Ad un rapido calcolo, considerando trasporto in nave, hotel, spese per l’ecografia e cibo, mi sarebbe costata probabilmente intorno alle 5/6000 corone…5/600 euro insomma.
    Avevamo un ospedale raggiungibile in barca e relativamente vicino, ma costava troppo all’amministrazione, quindi ci hanno accorpato ad un altro che dista 250 km di una strada a curve e tornanti. Dove vivo io, se si sta male sul serio, si muore.
    Io, ormai, quando necessito di cure mediche, vengo in Italia e vado in qualche studio privato. Faccio prima, e spendo meno.
    Ultimo ma non meno importante, il clima. Bello se dura poco…ma dopo diversi anni in cui passi l’estate con 4 gradi e, a volte, la neve a giugno, rischia di diventare molto, molto, molto pesante. Almeno per me lo e’…non avere mai un attimo di tregua dalla morsa del freddo mi ha fortemente provata.

    Ora, mi rendo conto che quanto scritto possa apparire assurdo, forse anche inventato di sana pianta…ma credetemi, questa e’ la realtà che vivo io tutti i santi giorni, e che sento il bisogno di condividere con chi forse mi leggera’.
    Immagino venga da chiedersi perché io non me ne vada…e’ presto detto: ho un vincolo lavorativo molto forte di cui preferisco non dare dettagli, ma che sostanzialmente, mi creerebbe serie complicazioni economiche qualora decidessi di mollare.

    Conclusione? Forse e’ semplice trarne una…dall’Italia me ne sarei andata comunque, ma di certo, avendo immaginato anche solo un 10% della bruttura che ho trovato, non sarei venuta qua, o, quantomeno, sarei stata molto più accorta nel crearmi i vincoli che ora mi obbligano a restare.
    Un consiglio che do a tutti, perché purtroppo l’ho vissuto sulla mia pelle, come diversi hanno scritto, una cosa e’ andare da qualche parte in vacanza, una cosa ben diversa e’ viverci…la Norvegia di per se e’ un territorio affascinante, ma e’ gestita e abitata da idioti…purtroppo di questo ce ne si rende conto solo abitandoci.
    A volte, molto spesso per la verità, questa ultima cosa offusca del tutto la bellezza della natura.

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