Mi spiace, lei non abita più qui

Salve a tutti!

Oggi condivido con voi una stupidaggine burocratica che mi è capitata proprio questa settimana. Spero che sia utile agli altri migranti per evitare di trovarsi nella stessa (ridicola) situazione.

Sono finalmente diventato residente permanente del Canada, quindi in questi giorni sto sbrigando tutte le pratiche burocratiche associate con tale situazione. Per informazione generale, è necessario ottenere un nuovo numero di assicurazione sociale (il SIN, si ottiene presso un qualsiasi centro Service Canada) che non cominci per nove (sono quelli temporanei), una nuova tessera dell’assicurazione sanitaria (presso l’ufficio RAMQ più vicino) e dovrete notificare al vostro datore di lavoro il nuovo SIN. Nulla di particolarmente complicato.

Mi reco quindi Giovedi presso Service Canada per il nuovo SIN. Mi sento alquanto diligente, ho portato con me la lettera di conferma della residenza permanente e il mio certificato di selezione del Québec… peccato che non abbia il passaporto, necessario per l’emissione del SIN permanente! Torno quindi a casa (per fortuna abito vicinissimo… meraviglie della casa in centro), prendo il passaporto, torno di nuovo a Service Canada e senza troppi indugi mi emettono un codice fiscale nuovo di zecca e del tutto permanente.

Questa è stata piuttosto facile!

Venerdi mattina è dunque il momento di rinnovare l’assicurazione sanitaria. Piove in maniera torrenziale ma per fortuna l’ufficio della RAMQ è letteralmente dall’altra parte della strada, quindi spero di non bagnarmi troppo.

Nulla da fare, nonostante il mio robustissimo ombrello Samsonite, arrivo nell’ufficio con i pantaloni veramente fradici. La sensazione di fastidio è davvero enorme e considerato che alla RAMQ tipicamente bisogna fare code di un’ora e passa, non sono contentissimo. Sentendomi però ulteriormente diligente rispetto a Giovedi, ho portato anche il passaporto, e questo mi conforta.

Allo sportello dell’accoglienza della RAMQ (dove, tra parentesi, trovare qualcuno che ti serva in inglese richiede una dose enorme di fortuna, non che mi serva ma lo dico per riferimento) non mi dicono veramente granchè. Io mi presento dicendo che sono diventato residente permanente e che non so se, avendo già rinnovato l’assicurazione sanitaria due mesi fa durante il rinnovo del visto, devo rinnovarla nuovamente. Il panzone baffuto che mi “accoglie” bofonchia qualcosa e mi da un biglietto per lo sportello Prolongation, ovvero proroga.

Mah… evidentemente bisognerà chiedere il rinnovo.

Attendo pazientemente e già prefiguro di dovermi fare un’ora nella deprimente sala d’attesa stile anni ’80 della RAMQ. I pantaloni bagnati mi danno già fastidio e il fatto di non avere capito esattamente che cosa devo fare mi irrita ulteriormente.

Ma ecco che la buona stella mi sorride! Dopo soli due minuti, l’ufficio proroghe è libero! Evviva! Tra cinque minuti sarò a casa e potrò cambiarmi!

Vado dunque allo sportello e spiego la mia situazione. L’impiegato comprende perfettamente e quindi comincia a redarre tutti i documenti necessari per l’assicurazione sanitaria: effettivamente è necessario rinnovarla. Poco male, vorrà dire che dovrò sborsare di nuovo quei fastidiosi dieci dollari per la foto digitale che ti fanno in loco (ridicolo, vero?), già pagati due mesi fa.

I documenti sono pronti, quindi bisogna soltanto verificare alcune formalità. Ecco come sono andate le cose…

“Bene, ha qui la lettera di conferma della residenza permanente?”

“Certamente, eccola qui.”

“Il passaporto, per favore.”

“Eccolo, guardi che il visto è sepolto in mezzo ad altri mille visti di ingresso del Canada e degli Stati Uniti, è quello lì.”

“Ah bene grazie. Mi serve anche il suo CSQ.”

“Oh… si dovrei avercelo… Si, ce l’ho, è qui.”

“Ottimo. Bene è tutto in ordine.”

“Quindi devo solo rifare la foto?”

“Certo. E presentare una prova di residenza.”

A questo punto l’ho guardato di traverso. Ma come sarebbe a dire una prova di residenza???

“Non ho capito scusi, la conferma di residenza permanente me l’avete mandata a quell’indirizzo… non vale?”

“No, la prova di residenza è una bolletta recente della luce, del gas, della tv, del telefono, veda un po’ lei.”

“…ma come? E i documenti canadesi che già ho, che mi avete mandato a QUESTO indirizzo non valgono???”

“Eh no, perchè lei adesso è residente permanente, quindi le prove da residente temporaneo non valgono.”

“Quindi… mi faccia capire bene… allora, io sono residente in Canada da tre anni, e vi ho già dato un indirizzo che voi avete qui nel dossier da tempo.”

“Si…”

“Che è perfettamente valido se sono residente temporaneo, però nel momento in cui sono residente permanente allora no, non vale più, e volete una bolletta della luce???”

“Esatto! Vedo che ha capito!”

Di fronte alla regola più balzana che mi sia mai trovato ad affrontare, provo ad aggirarla in maniera intelligente. Il problema che ho è che io non ho neanche una bolletta cartacea, qua arriva tutto in digitale! E questi cari signori, vogliono vedere il pezzo di carta! Comincio quindi a frugare nel telefono, ma anche lì ci sono problemi…

“Una versione digitale di una bolletta va bene?”

“Si, certo.”

“Benissimo, gliela posso inoltrare via email, la stampa e siamo a posto?”

“No, non gliela posso stampare io. Le faccio firmare una dichiarazione giurata in cui lei afferma di abitare a quell’indirizzo e lei poi ci manda un fax con la bolletta.”

Mi stava cascando una mascella, ma come un fax! Un fax! Nel 2013! Ma esistono ancora i fax? Chi li manda? Dove? A chi? Mi stava venendo da ridere per l’idiozia della situazione. E non è neanche finita qui!

Un barlume di speranza arriva quando finalmente scopro che come prova di residenza va bene anche la fattura del comune di Montreal che ti chiede di pagare la tassa di proprietà sul tuo immobile. Mi viene inoltre comunicato che posso anche portare il documento di persona. Tutto questo è doppiamente ottimo perchè è l’unica bolletta cartacea che ho, evito così di dover trovare un modo di stampare la bolletta e di dover cercare un fax (sapete dove si trova un fax? in farmacia! Ovvio, no?).

Veniamo alla ciliegina sulla torta, la famosa dichiarazione giurata. Il cortese impiegato mi presenta un foglio in cui sostanzialmente giuro assolutamente di abitare dove tutti e due sappiamo perfettamente che io abito. Non ho ovviamente alcun problema a firmare una cosa del genere, ma non posso farlo. E perchè no?

“No no, la deve leggere.”

“Ma la sto leggendo, ora la firmo.”

“Non ha capito. La deve leggere ad alta voce, se no non vale.”

A questo punto mi aspetto soltanto che mi chiedano il lasciapassare A38 di Asterix, perchè più ridicola di così la situazione non può diventare. Leggo quindi ad alta voce la dichiarazione giurata in francese e finalmente ottengo il plico necessario per il rinnovo dell’assicurazione.

Che fatica!

Procedo quindi a farmi la foto, attraverso di nuovo la strada infradiciandomi completamente, salgo a casa, prendo la fattura del comune, riattraverso la strada bagnandomi da capo a piedi, riconsegno il plico firmato appena dieci minuti prima e lo consegno allo stupito impiegato che così commenta: “Ma come, ha aperto il dossier solo dieci minuti fa ed è già qui?!”.

Ma mannaggia a voi, va!

Saluti di oggi alla cortese RAMQ e alle sue bellissime regole del piffero. Saluti più seriosi al Campione del Mondo Domanico, che ieri è giustamente convolato a nozze con Emiglia :). Tanti auguri, mi sarebbe piaciuto essere lì con voi!

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Una Risposta to “Mi spiace, lei non abita più qui”

  1. Daisuke Ido Says:

    Dì un po’, quant’è che non hai più a che fare con l’italica burocrazia? Una procedura del genere per noi è ancora quasi perfettamente normale…
    (PS mi cospargo ancora il capo di cenere per ieri sera/pomeriggio :D)

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