Lo chiamavano Zibù

Salve a tutti!

Oggi condivido con voi qualcosa di incredibilmente banale ma che mi ha colpito per un semplice motivo: ormai pensavo di capirlo, il quebecois!

Tutto comincia due settimane fa quando comincio a lavorare nel mio nuovo team. Ebbene si, non lavoro più con assassini, acrobati, lanciatori di coltelli e spingitori di cavalieri, bensì con hacker impazziti, il grande fratello e i telefoni intelligenti più furbi del mondo. Spero che abbiate capito di che titolo si tratti, perchè non è rilevante per la storiella odierna.

Arrivo nel nuovo team di venerdi pomeriggio e per evitare di scioccare il gruppo presentando un nuovo misterioso manager di cui nessuno sa nulla e che senz’altro è un pazzo scatenato, mi faccio silenziosamente spiegare chi sono i vari membri.

Rimango impressionato dalla varietà della squadra e dalla grandissima passione di questi programmatori che credono profondamente in quello che fanno e che dimostrano con grande dedizione di voler fare un ottimo lavoro. Ci tengo a precisare che, una volta tanto, non c’è alcuna ironia in quello che dico: sono rimasto davvero sbalordito dalla tempra di queste persone.

La squadra è piuttosto variegata, abbiamo alcune combinazioni assolutamente classiche della industry come Britannico + Occhiaie + Puzza di piedi oppure Ammerigano + Bodybuilder + Nonc’èproblema, ma ci distinguiamo per la presenza di una combo incredibilmente rara, qualcosa che ha dell’incredibile: Donna + Cinese + Ottimo Inglese + Programmatore. Si tratta di una creatura rarissima, pressochè leggendaria, alla pari di Italiano + Politico + Onesto + Competente.

Meravigliato da cotanta magnificenza, decido quindi di farmi spiegare dal manager di turno quali sono i nomi di questi straordinari individui. Cominciamo quindi ad aggirarci tra le scrivanie bisbigliando per non disturbare nessuno, raggiungendo prima di tutti il bodybuilder ‘mmerigano: il mitico Gargiulo (i nomi come al solito, sono tutti inventati di sana pianta). Simpatico, dall’aspetto massiccio, come tutti i ‘mmerigani per lui niente è un problema, un po’ di ottimismo e olio di gomito risolvono qualsiasi problema.

Accanto a lui siede un signore francese dall’aspetto distinto, una sorta di clone del commissario Montalbano che però non parla in dialetto. Al contrario parla un francese incredibilmente standard e poichè finirà per sedermi accanto, sarà meglio non irritarlo. Scoprirò più tardi che, come me, è un grandissimo fan del comico marocchino, naturalizzato francese, Gad Elmaleh. Se non lo conoscete e parlate francese, cercatelo su YouTube e fatevi quattro risate.

Subito di seguito si trova la programmatrice cinese Mimì, di città impronunciabile (qualcosa che suona tipo Chiuniuioniauiananug nella provincia di Guinguonuaaaauong). E’ particolarmente minuta quindi quando si mette accanto a Gargiulo l’effetto è abbastanza comico. Lui è enorme, lei è uno scricciolo. Se lui si sbaglia, le si potrebbe sedere sopra senza accorgersene.

L’uomo che segue si rivelerà l’eroe del gruppo, colui che può risolvere qualsiasi problema ma che lavora una quantità di tempo del tutto malsana: il mitico Franchino. Franchino non solo ci può portare in un posto eccezionale che conosce solo lui, ma ci grazia anche coi suoi effulvi caseari: è talmente bravo che lo graziamo volentieri.

Per ultimo, abbiamo l’eccezionale programmatore francese che dà il nome al post di oggi. Eccezionalmente infatti oggi violerò la regola sulla trasposizione arbitraria dei nomi, per far capire la mia confusione è necessario riprodurre esattamente ciò che è successo.

“Chi è lui?”

“Lui si occupa di <una serie di feature particolarmente interessanti>, è francese”

“Okay, quindi primariamente francofono, non c’è problema, come si chiama?”

“Si chiama Zibù.”

“…eh?”

“Si, Zibù.”

“Ma che razza di nome è Zibù?”

Ho cercato di interpretare questo nome secondo qualsiasi bizarra fonetica mi venisse in mente a quel momento ma vi giuro, questo fantasioso nome mi risultava del tutto misterioso.

“Zibù… Zibù… Ma è francese?”

“Si si, è francese”

“Ma che razza di nome è?!”

“Mah non lo so, qua non si usa molto, è un nome da francesi.”

A questo punto mi sono cominciati a venire gli orrendi dubbi. Il manager con cui stavo parlando viene da vicino Montreal e di conseguenza parla la sua versione speciale del francese. Vuoi vedere che “Zibù” non si chiama PROPRIO così?

Ormai era la fine della giornata quindi non sono riuscito a vedere la lista dei componenti per iscritto, ma lunedi mi presento al team e con un pretesto chiedo a tutti quanti il proprio nome nuovamente. Finalmente potrò rivelare il mistero di questo nome che mi ha fatto scervellare tutto il weekend!

“Ciao, tu sei…?”

“Piacere, io sono Thibauld.” (quindi: “Tibò”)

Avete presente quando vivete quei momenti di rivelazione praticamente mistica in cui qualcosa di assolutamente oscuro e imperscrutabile vi risulta improvvisamente chiaro e limpido come l’acqua? Il nirvana della conoscenza si spiegava di fronte ai miei occhi in tutta la sua lucentezza.

Ma come si fa a passare da “Tibò” a “Zibù” dico io?! Stupidi accenti…

Saluti di oggi a Nexnova per il suo compleanno :D.

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Una Risposta to “Lo chiamavano Zibù”

  1. Fabio Says:

    Ciao N0nja.Ti scrivo qua (si, per pigrizia) per segnalarti questa cosa qua, che secondo me ti interessera’… un caro saluto. A presto. F.

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