31 anni!

Ottobre 24, 2009 di osloninja

Salve a tutti, eccomi tornato a Oslo!

Sono stato in Italia qualche giorno in occasione del mio compleanno il 22 Ottobre e di qualche altra ricorrenza familiare. I giorni di vacanza devo dire sono stati un pochino sfortunati, bruttissimo tempo (tranne il giorno in cui sono andato via!), non sono riuscito a incontrare tutte le persone che avrei voluto e non sono riuscito a fare tutto quello che avrei voluto.

Nonostante questo, ho un sacco di ringraziamenti da fare! Innanzitutto la mia famiglia che forse non saluto abbastanza qui sul blog. Grazie, è sempre bello tornare a casa.

Ringrazio l’indistruttibile Core di [SC.BO] (Jim, CarMazzi & Kru) per il supporto morale e la presenza nonostante i tantissimi impegni. Rimarrà memorabile il doppio 1 di CarMas a Talisman :D . Kru a proposito ho già letto il libro che mi hai regalato, è molto bello :D . Saluto anche quella sciagurata della Contessina Bidoni Mazzanti Vien Dal Mare che a causa di un inconsulto attacco di emicrania è stata la grande assente di giovedi scorso.

Saluto anche il numero innumerevole di persone che mi ha fatto gli auguri di compleanno, è la prima volta da tanto tempo. E’ bello ricevere tutto questo affetto e devo dire che, con un certo stupore, ho ricevuto *moltissimi* auguri dalla Norvegia. E’ una soddisfazione essere stimati, così come è una soddisfazione sapere di essere rispettati, di fare un buon lavoro, di essere rispettati per i propri meriti e null’altro.

Ma mettiamo da parte le sdolcinatezze per qualche momento e…

…TRAC COLPO A TRADIMENTO VI BECCATE IL POST POLITICO!

Ebbene si, è lui o non è lui? E’ proprio lui, CLEMERDO STRIKES BACK. Clemerdo Merdella e la sua cricca di amici, sintesi perfetta del clientelarismo all’italiana e di tutte le logiche sbagliate che vigono in Italia, è stato beccato ancora una volta con le mani nella torta. Questa volta avrebbe raccomandato l’assunzione di personale all’agenzia per il trattamento dei rifiuti della Campania.

Due le considerazioni a riguardo, e non sono esclusivamente dedicate a Clemerdo. Innanzitutto, una piccola osservazione: ma non si era detto che la pressochè totalità dello smaltimento dei rifiuti in Campania era in mano al crimine organizzato? Casualmente Clemerdo e i suoi amiconi “lavorano” proprio nel settore!

Questa osservazione la possiamo anche smontare dicendo che il clientelarismo è talmente radicato che alla fine poco importa il settore, è un mangia-mangia alla ‘ndo cojo cojo (questo è stile signori). Va bene, ammettiamo pure che il settore di competenza dell’agenzia sia poco importante, magari lo è.

Ciò che invece mi ha lasciato stupito è la dabbenaggine dei coinvolti. A quanto pare la prova più importante è un file Word che contiene il nome dell’assunto (in barba totale ai requisiti) e il nome di colui che lo ha raccomandato. Tutto questo è in chiaro, senza nessun tipo di codice o astuzia per mascherare le informazioni.

Ho solo due spiegazioni per questa sfrontatezza: o sei un completo sprovveduto oppure sei convinto della tua impunità (o meglio, visti i tempi, impunibilità). La prima opzione è sempre possibile. D’altra parte non è che avessero messi in piedi chissà che piano criminoso: “Io raccomando X, io ti assumo X, ci facciamo dei regali”. Non ci vuole un genio per attuarlo, quindi è possibile che abbiamo a che fare semplicemente con un sempliciotto disonesto.

Ciò che tuttavia mi spaventa è lo spettro della seconda possibilità, ovvero che ormai siamo arrivati al punto in cui ci si può macchiare con scioltezza dei reati più vergognosi con la tranquillità di essere impunibili a causa di regole strampalate o di un sistema così marcio che la chance di essere beccati in mezzo a così tanti criminali è minuscola.

Spero che si sia trattato solo di un cretino.

Saluti speciali a Truffa Airlines e alle sue regole del piffero: oggi avevo tutti bagagli fuori peso di brutto e non vi ho pagato una lira. Pan per focaccia, truffatori.

Il ritorno del freezer

Ottobre 3, 2009 di osloninja

Salve a tutti!

Come avrete forse visto sui siti specializzati come Gamasutra (mia madre quando ha saputo che il sito di riferimento della industry era Gamasutra ha storto il naso, pensava fosse un sito porno, lol), Funcom ha cassaintegrato il 20% della propria forza lavoro: un sostanziale numero di persone dal quartier generale qui a Oslo.

Non fornirò numeri nè alcunchè che non sia stato ufficialmente dichiarato dal nostro amministratore delegato, tuttavia voglio fornirvi un punto di vista umano di ciò che è successo.

Innanzitutto, tranquillizzo tutti gli amici, i conoscenti e i lettori, ho ancora un lavoro, sono profondamente rispettato e nessuno si è sognato anche solo lontanamente di congelarmi in cassa integrazione, segno che tutto l’impegno e gli sforzi di questi mesi sono valsi qualcosa.

Ricordo poi che nonostante quello che hanno riportato le agenzie, non abbiamo licenziato nessuno che non fosse in condizione di essere cassaintegrato secondo la legge norvegese. Ho già fatto un post su come funziona il congelamento del posto di lavoro qui in norvegia quando l’anno scorso ridimensionammo il reparto QA. La stragrande maggioranza dei colpiti dal provvedimento era nelle condizioni di ricevere supporto dallo stato norvegese, quindi è stata una forma di sospensione del lavoro molto morbida, almeno economicamente parlando.

Dal punto di vista umano invece è stato, ammetto, faticosissimo.

Andiamo con ordine. La settimana scorsa c’erano state alcune discussioni abbastanza accese tra il mio team e il team in cui lavora Targazzo. I miei gregari si lamentavano di non essere considerati abbastanza e di essere ostracizzati in tutte le discussioni di design. Targazzo e soci invece ci ritenevano troppo invadenti. Una classica questione a doppia faccia in cui la ragione sta da qualche parte in mezzo alle due posizioni. Non mi addentro troppo nella questione, non importa.

Giovedi scorso grandi discussioni con Targazzo e uno dei miei, abbiamo speso molto tempo per cercare di decifrare un documento di Targazzo scritto in teoria in inglese. Era veramente incomprensibile, ostrogoto. Momenti di tensione, qualche incomprensione, poi fortunatamente è intervenuto Giorgione e ha aiutato moltissimo. Io mi sono permesso di osservare che se per leggere un documento servono tre persone in aggiunta a chi l’ha scritto, ci sono dei problemi di capacità comunicativa molto pesanti.

Venerdi ricevo notizia che io sarei stato poco professionale nei confronti di Targazzo, con attacchi di tipo personale. Mi dà molto fastidio quando si mette in dubbio la mia professionalità perchè sono sicuro di non avere mancato di rispetto a nessuno, perciò ho passato l’intero weekend a pensare: “Sono stato poco professionale? Sono stato offensivo?”. Mi sono veramente scervellato e non sono riuscito a trovare una risposta.

Lunedi mi avevano promesso un incontro chiarificatore tra tutte le parti in causa. Ero pienamente pronto a scusarmi con Targazzo: sono certo di non avergli mai mancato di rispetto. Sono stato senz’altro critico nei confronti dei suoi documenti incomprensibili ma mai in maniera personale. Se però lui riteneva di essere stato offeso, alla fine questo è sufficiente per avere diritto a delle scuse, sono sicuro che ci siano state delle incomprensioni. Lunedi quindi mi aspettavo una serie di incontri chiarificatori. Nonostante i miei ripetuti solleciti, questi incontri vengono misteriosamente ritardati da Giorgione con motivazioni criptiche e poco chiare.

Non ci faccio troppo caso, almeno finchè non mi butta lì un “Fidati, le cose cambieranno”. Non avevo la più pallida idea di che cosa intendesse. Pensavo che avrebbe cominciato a intervenire più spesso nelle vicende tra team, o qualcosa del genere.

Martedi è doomsday. Arrivo in ufficio e i Produttori passano parola a tutti noi manager di medio livello di assicurarsi assolutamente che tutti quanti siano presenti alla riunione delle dieci. Il CEO gira nervosamente per i piani dell’edificio, non devono essere buone notizie, perchè se lo fossero ce l’avrebbero detto. Alle dieci ci raduniamo nella sala principale, non c’è solo il team di Conan, c’è tutta la compagnia eccetto Secret World (che ha un’area propria).

I minuti passano, siamo tutti lì riuniti, si capisce che c’è qualcosa di brutto nell’aria, ma non si capisce che cosa. Io mi aspettavo l’annuncio di qualche licenziamento, ma una cosa minuscola. O magari qualche ritardo in Secret World (non è certo la fine del mondo… non abbiamo annunciato quando lo rilasciamo, dopo tutto).

Il CEO arriva con circa dieci minuti di ritardo, visibilmente commosso. Comincia a parlare, ma è troppo commosso e prende un minuto per calmarsi. Quando finalmente prende coraggio annuncia le scioccanti novità: il consiglio d’amministrazione ha deciso che bisogna assolutamente diminuire i costi, e la sede di Oslo costa molti soldi. In conseguenza di ciò, hanno deciso di mandare un certo numero di persone in cassa integrazione (ove applicabile, altrimenti tristemente licenziamento).

Subito dopo il meeting mattutino è cominciata una attesa straziante (non per noi manager, fortunatamente). A turno tutti quanti sono stati chiamati per una breve chiacchierata col relativo Produttore per sapere del proprio destino. I primi sono stati tutti i manager e io sono stato chiamato intorno alle dieci e mezza. Non ero molto preoccupato, ma non si sa mai, il nervosismo in tutta la compagnia si tagliava col coltello da tanto era solido e concreto.

Nel Corridoio dell’Apocalisse ho incontrato uno dei programmatori che devo dire mi ha detto una cosa che mi ha fatto piacere: “Se ti mandano via, c’è qualcosa di seriamente sbagliato in questa compagnia!”. Per intenderci questo signore è un norvegese goth grande e grosso, che arriva in ufficio completamente coperto di cerotti perchè il giorno prima ha fatto scherma medioevale e si è massacrato. L’ho ringraziato per l’affetto e sono entrato nella Stanzina dell’Apocalisse dove mi è stato comunicato che mi confermavano in ruolo ma che perdevo un membro del team, Dario Minchiazzuni.

Ci tengo a precisare, io di tutto questo non sapevo nulla. Non posso nascondere che professionalmente mi faccia piacere non avere più a che fare con una persona così odiosa e spiacevole come Mr. Minchiazzuni, tuttavia umanamente non auguro veramente a nessuno di perdere il posto di lavoro. Come dice Giorgione, vorremmo tutti essere filantropi e pagare stipendi alle persone per non fare niente. Purtroppo non si può fare.

La comunicazione del Fato è stata devo dire irreprensibile. Entro l’ora di pranzo tutti quanti erano a conoscenza del loro destino. I problemi per noi manager sono cominciati ora.

Qualcuno ovviamente ha reagito male (v. Dario che ha minacciato di denunciare la compagnia), altri invece l’hanno presa davvero bene, arrivando persino a dire che era la spinta di cui avevano bisogno per cercarsi un nuovo lavoro.

Martedi, Mercoledi e Giovedi sono stati giorni difficili. Mentre comunque lavoravo alla delicatissima creazione del personaggio per aggiungere la nuova razza all’interno del gioco, ho passato gran parte del tempo a dare conforto alle persone, ad ascoltare sfoghi, a cercare di dare spiegazione e soprattutto, a MENTIRE.

Ebbene si. Di Secret World non so niente, ma in Conan abbiamo perso alcune persone con una etica di lavoro molto discutibile che da tempo ricevevano commenti molto negativi sul loro lavoro senza alcuna speranza di miglioramento. In situazioni come queste, devi essere solidale con tutti, anche con quelli che magari stimi di meno.

In questo scenario, ho fatto qualcosa di vero e sentito che già avevo pianificato di fare: scusarmi con Targazzo. Mercoledi è passato dall’ufficio per radunare la sua roba e andarsene per l’ultima volta. L’ho rincorso mentre usciva dall’ufficio e gli ho spiegato che se pensava che gli avessi mancato di rispetto mi scusavo, i problemi erano di comunicazione e non certo personali. Ci siamo stretti la mano, ci siamo augurati buona fortuna e mi sono sentito molto meglio.

Ora la tempesta è un po’ passata, ma è devastante camminare per i corridoi della società, ora siamo tutti sparsi tra più piani ma c’è un vuoto quasi spettrale. Abbiamo consolidato la struttura questo Venerdi ma non stavo bene quindi non so se ci siamo già tutti radunati in un piano solo. Fatto sta che questo brutto pasticcio avrà senz’altro ripercussioni sul morale che sentiremo ancora per molti giorni.

Saluti di oggi a Giorgione, perchè lui mi capisce.

E Forza Norvegia… che siamo grandissimiii

Settembre 17, 2009 di osloninja

Salve a tutti,

la citazione del titolo è dall’inno di una certa associazione criminosa di stampo mafioso per la sovversione dell’ordine democratico che ben tutti conosciamo. Rimanendo in tema, su suggerimento del buon Dandachan, oggi parliamo delle elezioni che si sono appena tenute in Norvegia.

Mi è stato chiesto spesso come funziona la campagna elettorale qui in norvegia. Ebbene non vi so rispondere più di tanto, poichè non guardo la televisione locale (non la ricevo neanche… eppure la pago… lasciamo perdere, v. post dell’anno scorso), tuttavia mi sono fatto una idea abbastanza solida di come funziona la questione anche grazie al contributo della mia amica Giannella che proprio ieri mi ha spiegato un po’ di cose.

Innanzitutto, in Norvegia c’è una certa alternanza. E’ un paese noto per la sua impronta socialdemocratica, ma in realtà è stato governato un po’ da tutte le correnti politiche. Il governo uscente, appena riconfermato, è costituito da una coalizione di centro sinistra guidata dal partito laburista (che ha tra l’altro una imponente seppure orrenda sede nella deliziosa piazza di Youngstorget in centro a Oslo): rimarrà al potere altri quattro anni, durata della legislatura norvegese.

Si opponevano alla coalizione di centro sinistra due coalizioni distinte di destra, l’oltranzista FRP e un’altra coalizione su cui non ho raccolto molte informazioni perchè a quanto ho capito l’antagonista principale era l’FRP.

L’FRP è un partito fantastico, di quelli di cui vale la pena parlare. Innanzitutto, loro corrono da soli. Sono duri e puri, loro si battono per una Norvegia ricca e libera, indipendente dall’europa e soprattutto svuotata di tutti questi fastidiosissimi pidocchi stranieri che vengono a mangiare nel succulento piatto scandinavo. Succulento, ci tengo a precisare, lo dicono loro. Sono degli scienziati politicamente diciamo quanto Bertinotti: a queste elezioni hanno annunciato all’ultimo secondo che tutto sommato si potevano anche alleare col resto delle destre per cercare di fare quadrato contro i laburisti. Troppo tardi, l’hanno annunciato all’ultimo secondo col risultato che la bassissima affluenza alle urne li ha completamente esclusi dal gioco: i laburisti hanno vinto di pochissimo, solo OTTANTA seggi di scarto. Altro che vittoria di Pirro con due senatori a vita infartati di differenza.

Ma qual è il fattore che rende l’FRP ridicolo ma in fondo anche molto triste? Il fatto che siano il frutto del più becero populismo che ormai ben conosciamo? Il fatto che il suddetto populismo li porta a promettere di continuo “se vinceremo, toglieremo tutte le tasse alle aziende così la Norvegia sarà competitiva con tutto il mondo”? Il fatto che sostanzialmente siano degli xenofobi? Il fatto che con tutte queste similitudini sostanzialmente sono il Partito della Mafia + Lega Cerebrolesi?

No! La parte migliore e allo stesso tempo peggiore è che… prendono più del 20% dei voti!

Socialdemocratici si, ma quando si tratta di soldi la testa cambia eh?

Per quanto riguarda la campagna elettorale, non ne sono molto. L’unica cosa che ho visto sono i tantissimi gazebo, ovunque, con signori, devo dire estremamente educati e rigorosamente non invasivi, che offrivano simboli dei partiti e opuscoli dei programmi.

Ultimo ma non ultimo, le reazioni dellaggente. Devo dire qui a Oslo non ho visto molte persone contente. Anzi a essere onesto in ufficio ho visto parecchie persone molto scontente riguardo la sconfitta dell’FRP. Anche la mia amica Giannella la pensa allo stesso modo (che fa abbastanza ridere, lei è pure mezza cinese, di norvegese non ha assolutamente nulla).

Mi pare naturale fare una ipotesi, non è che l’FRP lo votano tutti quelli che stanno a Oslo ma in realtà a governare il paese è il resto della landa semidesolata (e immensa)?

Saluti di oggi alla simpatica Giannella con la sua racchettina da volano.

La mutua norvegese

Settembre 11, 2009 di osloninja

Salve a tutti!

Come al solito non riesco a trovare molto tempo per aggiornare il blog, ma così va la vita. Inizio il post con del volgarissimo spam, abbiamo annunciato l’espansione di Age of Conan: Rise of the Godslayer, che è il progetto a cui sto lavorando ora. Siamo molto felici di poter finalmente parlare (seppur molto limitatamente) del progetto, perciò ecco qui il collegamento al sito ufficiale: http://www.riseofthegodslayer.com/.

Veniamo all’argomento di oggi, la mutua. La settimana scorsa sono stato bloccato da un torcicollo estremamente doloroso. Mi sono svegliato mercoledi completamente bloccato, un male che veramente non avevo mai sentito. Purtroppo per me, avevo una riunione veramente molto importante, perciò sono andato comunque in ufficio… per dieci minuti. Dopo che praticamente tutti mi hanno detto “Senti, ma che cosa vieni in ufficio bloccato così, la riunione durerà tutto il giorno, manda uno dei tuoi sottoposti al tuo posto e vai a casa.” sono andato a casa.

Devo dire che ho apprezzato, stavo veramente vedendo le stelle (fantastico andare in ufficio in autobus… ogni dissesto stradale te lo senti sul collo). Sono tornato a casa dopo avere fatto un po’ di spesa (rigidissimo, le cassiere di ICA che ormai mi conoscono si sono messe a ridere, ciao Helga) e siccome il mio medico ha l’ambulatorio proprio accanto a casa ci sono andato. Una visita costa solo 100 NOK, mi sembra un costo affrontabile, magari può fare qualcosa per me.

Al solito al centro medico di Ullern la mattina c’è fila, la zona è prettamente residenziale perciò molti anziani mattinieri vanno lì per i controlli, specie ora che c’è la paranoia per l’influenza suina. Breve inciso su questo, uno dei consigli del ministero della sanità norvegese è non coprirsi la bocca con la mano quando si tossisce o starnutisce, ma di farlo nell’interno del gomito. Risultati abbastanza ridicoli devo dire.

Devo aspettare circa quaranta minuti per essere visitato dalla mia dottoressa della mutua (“fastleger” ovvero “medico collegato”, se il mio norvegese non mi tradisce). Mi diagnostica in pochi minuti un torcicollo dell’apocalisse: scopro che in norvegese, inglese, francese e altre lingue si chiama Torticollis… divertente! Mi dà tre giorni di malattia e mi scrive due ricette, una per un analgesico e uno per un miorilassante. Mi avverte che il miorilassante è a base di diazepam quindi di non fare nulla che richieda attenzione.

La ricetta medica norvegese ti viene in consegnata sotto forma di… una serie di scontrini. Ebbene si, degli scontrini firmati dal medico che indicano il farmaco, il tipo di farmaco e il dosaggio. E’ abbastanza curioso, di fatto ti danno questi foglietti con su scritto “COSO PER I MUSCOLI – bla bla bla – 2 al giorno” “COSO SE TI FA MALE – bla bla bla – 3 al giorno”.

Vado in farmacia e porgo le mie ricette. La farmacista parla solo norvegese, io ho un male bestia perciò ci sorridiamo, uso il mio OTTIMO norvegese per chiedere le medicine e attendo. La farmacista procede a trovare i farmaci, ma la prima cosa che fa è tenersi le ricette. Io già mi sono scordato il dosaggio dei farmaci perciò sono pronto a obiettare, finchè non vedo che l’uso locale è quello di stampare una etichetta che contiene solo la parte relativa alle informazioni del farmaco e appiccicarla sulla scatola.

Comodo! Me ne torno a casa con due confezioni di farmaci opportunamente marcate in modo da non dimenticarsi il dosaggio e che cosa fanno. Come dire, a prova di scemo.

Parlando un po’ di costi, la visita medica mi è costata 172 NOK, numero alquanto strano che riesco solo a scomporre in 100 + 36 + 36 (le due ricette, suppongo). I farmaci mi sono costati circa 150 NOK, quindi in generale con 300 NOK, ovvero una miseria ho sistemato tutta la faccenda. Non converto i prezzi in euro perchè credo che non abbia senso, fidatevi se vi dico che sono davvero pochi, pochi soldi.

Momento curioso del periodo malattia, mi hanno fermato i controllori sull’autobus per l’abbonamento mensile scaduto. Credo proprio di essermi dimenticato di timbrare quello nuovo, anche se è strano… Ad ogni modo il controllore devo dire è stato molto comprensivo, specie perchè avevo il mensile nuovo già nel portafogli, ha capito che è stato un errore in assoluta buona fede e mi ha solo dato un avvertimento, il che significa che vieni “schedato” come se avessi preso una multa, ovvero la prossima volta non possono chiudere un occhio, o almeno così mi ha detto.

Saluti di oggi alle cassiere di ICA compresa la sgnaccherona bionda e ai solerti soldati della Ruter#.

Timidezza tutta scandinava

Agosto 26, 2009 di osloninja

Salve a tutti, oggi ripesco un episodio successo anni fa che mi è ricapitato di recente in maniera simile, solo che l’episodio “antico” è più rappresentativo.

Svariati anni fa (ormai… otto?) stavo attraversando la scandinavia in treno con degli amici. Quell’anno avevo con me un mazzo di carte di The Great Dalmuthi (utilizzato però nella nostra variante The Great Baldazzi) con cui ci siamo divertiti un sacco. Perchè Great Baldazzi sia divertente però, è necessario trovare un numero sufficiente di persone.

I treni svedesi in genere non hanno gli scompartimenti, sono tutti aperti, perciò avevamo un nutrito gruppo di giovani svedesi vicino a noi. Abbiamo fatto conoscenza con qualcuno e abbiamo spiegato le regole del gioco, dopo poco ci siamo messi a giocare e ci siamo fatti tutti due risate.

Tutto normale, direte voi. Effettivamente si.

Quel che è meno normale, è che dopo un po’ sono venuti a sedersi altre due ragazze svedesi. Ormai avevamo accalappiato tutti i malcapitati dell’area perciò abbiamo coinvolto anche loro. E’ qui il fatto sconvolgente: abbiamo dovuto presentare gli svedesi a vicenda, nonostante parlassero tutti la stessa lingua, perchè altrimenti si guardavano imbarazzati senza dirsi nulla.

Forse avevano bisogno di un paio di birre per dirsi Ciao.

Saluti di oggi a C., per la fiducia.

Dario il Genio

Agosto 22, 2009 di osloninja

Salve a tutti!

Ho un *fantastico* nuovo membro nella mia squadra, Dario Minchiazzuni (i nomi sono mascherati, come al solito), genio della pirlata! E’ eccezionale!

Ci tengo a precisare subito che non è un incompetente, è normale, senza infamia nè lode. Ciò che lo caratteriza invece è una arroganza oltre ogni immaginabile confine e soprattutto una serie di comportamenti di pregevolissima caratura morale. In una settimana ho già una pagina piena di note disciplinari su questo tizio, tanto per intenderci.

Vediamo alcuni dei suoi eccezionali exploit!

Mi viene comunicato che dalla “prossima settimana” Dario sarà nel mio team. Quindi lunedi arrivo in ufficio, annuncio al resto del team che avremo un nuovo membro e lo aspettiamo con una certa trepidazione, ritardando anche i meeting mattutini. Ero stato informato che questo signore non è tra i più mattinieri, ma finchè non arriva tardi ovviamente è tutto lecito.

Aspettiamo… aspettiamo… aspettiamo ancora… Non si fa vedere. Scopro dopo che c’è stato un piccolo disguido di comunicazione, Lunedi era ancora in ferie. Poco male, allora arriverà Martedi, no?

Bè… no. Martedi lo aspettiamo trepidanti ma i sorrisini sarcastici cominiciano a emergere qui e lì specie perchè non si fa vedere neanche Martedi! Stavolta non ci sono scuse, nessuno sa niente, per sentito dire in ufficio mi vengono a dire in via indiretta che forse ha avvisato il suo ex manager che rimaneva a casa perchè era rientrato tardi dalle ferie. Legittimo, ma forse si sarebbe dovuto prendere la briga di chiedere prima.

Mercoledi finalmente il signorino si presenta e di fronte a una cortese rimostranza da parte mia riguardo la scorrettezza procedurale nell’avvisare qualcun altro in ufficio e non il suo manager (cioè il sottoscritto), risponde tutto seccato che non capisce come mai i manager non abbiano una panoramica dei piani ferie centralizzata. Per il momento lascio perdere, ma più avanti nella giornata mi prendo lo scrupolo di controllare col suo ex manager se effettivamente quel Martedi ha avvisato lui.

Ebbene, magia delle magie… no! A questo punto mi sento in dovere di andare a fondo nella facenda, trovo il sig. Minchiazzuni in giro per l’edificio (è un perditempo incredibile), lo trascino a forza in una sala riunioni e gli chiedo molto direttamente: “Hai avvisato qualcuno che non venivi Martedi?”.

A questa domanda, è sbiancato, ha balbettato un po’ e poi ha risposto… “Ehm uhm no.”. Okay, è tutto quello che dovevo sapere, sostanzialmente Martedi il signorino ha saltato il lavoro. Pare tra l’altro che non sia stato l’unico, poichè era in gruppo con altra gente della munifica megaditta. Solo che qualcuno ha avvisato, altri sono semplicemente rimasti a casa. Bravi, complimenti.

Le grandi imprese di Dario non sono finite qui! Giovedi mi delizia con solo un’ora e mezza di pausa pranzo (la normativa norvegese prevede 30 minuti. Siamo un po’ flessibili ma tra 30 minuti e 90 minuti…), cosa che non posso di certo ignorare. Quando torna al suo posto gli chiedo (sapendo già la risposta) che fine aveva fatto.

Mi risponde candidamente (almeno ha capito che balle non me ne deve dire, se no finisce male) che è stato da Santino. Gli dico con limpida fermezza che è inaccettabile prendersi un’ora e mezza di pausa pranzo se non avvisi, senza urlare nè insultare ma è evidentemente che non sono contento. Chi lo sarebbe d’altra parte?

La sua reazione mostra una eccezionale maturità professionale. Prima, mi rinfaccia di aver preso un’ora di pausa pranzo ieri (non mi risulta, ma vabbè). Dopodichè si alza, con una faccia tutta tirata come se stesse per piangere, e va nell’ufficio del manager generale per l’espansione, il buon Gino Gentiloni, un uomo di grande bontà che ha rare abilità nel gestire il personale (in senso buono).

Ovviamente perde un’altra mezz’ora per esporre le sue rimostranze al buon Gino. Quando ha finito, è il mio turno di parlare col capo. Il buon Gino mi spiega che il sig. Minchiazzuni è andato a lamentarsi dicendo che io ce l’ho con lui e sto facendo di tutto per rendergli la vita difficile.

Gino è un uomo intelligente e gli ha dato l’unica risposta possibile: “Nessuno ce l’ha con te. Ma se non segui le regole, ti prendi degli schiaffi, specie in quel team.”.

Le regole sono regole, vanno seguite se no è il caos.

Facezie a parte, come commentare questi comportamenti? Usando le parole stesse del buon Gino, in norvegia si trova una diffusa bassa etica lavorativa. Non si tratta di impiegati in malafede o incapaci, semplicemente non sono interessati al lavoro in quanto tale, è solo una cosa che devi fare tutti i giorni per avere poi dei soldi ogni mese. Gino (che è norvegese) ha definito questo atteggiamento così: “E’ purtroppo abbastanza comune trovare persone che considerano il lavoro una sorta di asilo nido per adulti. Ci vai, ci stai otto ore e poi vai a casa, quel che sia sia.”.

Devo dire che mi sembra strano che sia così, dato che la stragrande maggioranza delle aziende norvegesi è piccola (0-1 dipendenti), ma forse questo ha avuto come conseguenza la mancanza di una cultura corporativa? Personalmente non so rispondere, ma mi sembra interessante parlarne.

Saluti di oggi al Galantuomo di Ashes, a Xio e a Giorgione che è appena tornato dalla Germania.

GamesCon 2009

Agosto 13, 2009 di osloninja

Salve a tutti!

Il 17 agosto a Colonia, in Germania (città stupenda, andate al duomo), si terrà la GamesCon, uno dei più importanti appuntamenti fieristici europei per l’industria dell’intrattenimento elettronico. Originariamente questa fiera si teneva a Leipzig, ma dopo molte lamentele provenienti dagli espositori per la scarsa qualità delle attrezzature a disposizione, l’organizzazione ha pensato (bene) di spostarsi in una città più grande e meglio fornita.

Funcom sarà presente alla GamesCon non solo con uno stand molto bello (di fronte alla NCSoft che presenta Aion purtroppo) pieno di belle topone ma bensì anche con la conferenza stampa ufficiale di presentazione della prima espansione di Age of Conan. Ebbene sì, è su questo che ho lavorato tutti questi mesi del 2009 e potrete tutti vederne i frutti nel materiale che verrà presentato tra pochi giorni.

Non entro nei dettagli di ciò che verrà presentato, tuttavia ci aspettiamo una buona ricezione. Abbiamo lavorato sodo, non ci sono diciamo “escamotage di marketing” basati su fumo senz’arrosto e presentiamo anche qualche progresso tecnologico davvero gustoso. Spero che piaccia al pubblico!

Purtroppo non faccio parte della spedizione (ristrettissima) di sviluppatori che andranno alla GamesCon, però seguirò la fiera da vicina. Intanto siamo un po’ sulle spine poichè l’Espansione viene finalmente annunciata, chissà quale sarà la reazione?

Inoltre la Square presenta il nuovo MMO, Final Fantasy XIV, sequel naturale di Final Fantasy XI che io e molti amici aspettiamo con trepidazione. Sarà interessante vedere che cosa hanno combinato.

Per concludere il breve post di oggi, annuncio che su Harry Potter ho preso una cantonata! La scena rimossa che tanto ho censurato è del SETTIMO libro, non del SESTO! In luce di tutto questo forse scriverò una ri-recensione. Nel frattempo sostituisco il 2/5 con un 3/5.

Saluti di oggi a Dario Minchiazzuni, il mio nuovo sottoposto!

C’era una volta l’America

Agosto 7, 2009 di osloninja

Salve a tutti!

Oggi parliamo di quanto è bello vivere in un paese sotto alcuni punti di vista estremamente civile. Di certo non per l’educazione degli infanti, ma sull’onestà c’è poco da dire.

Un breve antefatto. Molti anni fa sono stato a Boston per una riunione del Figarella Racing Team, tutti quanti a casa di Micheal Figarella che in quei giorni abitava lì nel New England. Ci siamo divertiti un mondo ovviamente ma non è questo ciò di cui voglio parlare. Lì a Boston ho comprato un cappellino da baseball (che cosa originale direte voi) di cotone dei Boston Red Socks. Difficile fare qualcosa di più americano.

Ebbene, quel cappello di ottimo cotone fabbricato in Wysconsin ce l’ho ancora. E’ ancora rosso con la sua bella visierina blu e la B di Boston sopra. Lo porto in giro da anni e vi dirò, ci tengo, ci sono affezionato.

Mia madre lo odia visceralmente e oggi i suoi desideri stavano per avverarsi! Stavo uscendo dall’ufficio per andare all’ipermercato di fronte per fare un po’ di spesa e intanto parlavo al telefono proprio con mia madre. Senza badare troppo ai dintorni ho fatto la spesa, sono andato alla cassa a pagare e poco dopo ho finito la telefonata.

Uscito dalla cassa mi sono guardato attorno, rovistandomi le tasche. Dov’è il mio cappello?

Come chi mi conosce sa, sono abitudinario, le cose le metto sempre negli stessi posti, non mi piace complicarmi la vita. Fruga qui, fruga lì… Questa tasca ha solo due tasche dannazione, dov’è finito?

Mi sono rifatto a piedi tutte le corsie del supermercato ormai deserto, ho chiesto ai cassieri che ormai mi conoscono se avevano visto il mio cappello ma nulla da fare, nessuno lo ha visto.

Dopo avere girato per circa dieci minuti all’interno del supermercato come un disperato, seriamente in pena per il mio storico cappellino, ho deciso di uscire e tornare verso l’ufficio. Magari l’ho lasciato sulla scrivania… improbabile ma potrebbe essere. Oppure magari mi è caduto da una tasca ed è per terra, magari sarà malconcio ma lo recupero. O magari me l’hanno rubato! Pensa un po’ sono l’unico pirla che riesce a subire due furti in Norvegia! Ma sarò scemo?!

Ebbene… Tornando a piedi verso l’ufficio noto qualcosa appoggiato sulla siepe appena fuori la nostra sede: il mio cappellino dei Boston Red Socks, educatamente poggiato lì, in attesa che il suo legittimo proprietario lo recuperi.

Chiunque sia stato, grazie. E’ solo uno sciocco cappello, ma ho alcuni oggetti a cui tengo.

Harry Potter e il Principe Mezzosangue

Luglio 31, 2009 di osloninja

Salve a tutti!

Come promesso recensisco il nuovo film di Harry Potter visto alla sala IMAX al South Bank di Londra. Sono andato il secondo giorno di spettacoli dato che mi trovavo a Londra proprio in quei giorni. Trovare un posto non è stato facile e ho infatti preordinato il biglietto via Internet con due settimane di anticipo. La fortuna mi ha assistito e mentre il cinema si riempiva oltremisura, i quattro bambini accanto a me non si sono presentati se non tardissimo con la maschera a film cominciato, permettendomi quindi di spostarmi su uno dei loro posti (più centrali).

Cosa ti metti, a fare spostare la gente quando già sei arrivato tardi? Ovviamente no :D . Quindi mi sono goduto una bellissima visione centrale del film.

Bando alle ciance, recensione! Il formato è il solito che uso da dieci anni ormai.

Harry Potter e il Principe Mezzosangue – 2/5

In breve: Divertente, ma vuoto di contenuti. Un film ponte.

Premettiamo subito una cosa che spero riduca l’impatto di un votaccio come 2/5: mi sono divertito. Senz’altro questo nuovo HP non è brutto, esci dal cinema divertito. Ci sono tuttavia parecchie cose che non vanno proprio bene per niente. Comprendo i motivi per cui sono state fatte, ma non li condivido.

Parliamo un po’ della trama. Vi premetto che ho letto i libri e visto il film in inglese perciò mi perdonerete se non conosco le traduzioni di tutti i personaggi. Lord Voldemort è scatenato e i suoi Mangiamorte sono in giro per l’inghilterra a compiere gli atti più indicibili (distruggono perfino il Millennium Bridge come si vede nei trailer che circolano da praticamente un anno). Nel frattempo a Hogwarts le lezioni si susseguono con l’aggiunta del professor Slughorn alla compagine dei professori. Slughorn (interpretazione magistrale devo dire) è un personaggio fondamentale: è colui che ha svelato, pur involontariamente, alcuni segreti al giovane Tom che diventerà poi Voldemort. Dumbledore/Silente non rimane ovviamente a guardare e incoraggia Harry a entrare in confidenza con Slughorn per capire che segreti ha rilevato a Voldemort. La scoperta di questa verità metterà Harry sulla strada giusta per la sconfitta finale di Voldemort che, a scanso di equivoci, non avviene in questo film.

La trama è intensa, a mio parere il sesto libro è uno dei più drammatici e intensi, succedono cose importantissime che scuotono fin dalle fondamenta l’intero mondo di Harry Potter. Il problema fondamentale di questo film è proprio qui: alcuni di questi eventi importantissimi NON accadono. Non mi sono mai lamentato del fatto che un film non sia “uguale” a un libro, la trovo una cosa molto molto sciocca, sono mezzi comunicativi completamente diversi e un film ispirato a un libro non sarà mai ciò che tu ti sei immaginato leggendo il libro. Sono inoltre perfettamente cosciente che bisogna fare delle scelte di sceneggiatura perciò è inevitabile che non ci sarà tutto quello che c’è nel libro.

E’ qui che casca l’asino, la scelta di cosa tagliare e cosa mantenere è molto, molto discutibile. Nel sesto libro, noto anche come il libro degli ormoni, tutti i giovani protagonisti cominciano ad avere voglie carnali: l’intero film è condito di sdolcinatezze volutamente ridicole che fanno ridere i primi 5 minuti, ma diventano ben presto eccessive. Il tempo non trascurabile dedicato a tutte queste frivolezze viene pagato nelle parti finali del film quando finalmente accadono alcuni degli eventi più importanti di tutta la saga di Harry Potter.

Ebbene questi momenti epici che qui non cito per non rovinare la sorpresa a nessuno, sono molto, molto deludenti. Non solo la conclusione del film è estremamente anticlimatica perchè manca di mordente ed è semplicemente triste, ma la rimozione di uno specifico evento che accade nel libro cambia *completamente* la percezione che lo spettatore riceve di alcuni personaggi.

Non ho nessun problema con cambiamenti di trama dovuti ad adattamenti cinematografici, tuttavia questa omissione non cambia semplicemente la sequenza temporale degli eventi, cambia completamente ciò che viene trasmesso allo spettatore. Se leggete il sesto libro, alla fine del sesto libro direte: “Wow, ora ho capito.”. Se vedete questo sesto film, la reazione finale sarà di confusione (dati i parecchi tagli che rendono la trama non chiarissima a chi non conosce i libri), rabbia per quello che succede e di delusione perchè il finale è affrettato.

Insomma, nonostante ci siano alcuni eventi eccezionali resi benissimo, nonostante Emma Watson sia “cresciuta molto bene”TM, nonostante ci siano molti momenti divertenti, questo film è di fatto inconcludente. Capisco che debbano riempire gli ultimi due film (ebbene si, finale in due film) con un sacco di materiale, ma rimuovere quella specifica scena da questo film lo ha completamente snaturato, trasmette un messaggio completamente diverso da quello che dovrebbe. Difficile giudicarlo in maniera più che mediocre.

Saluti di oggi a Giorgione che da oggi legge il mio blog col traduttore automatico di Google :D .

Italo-Cino-Fusion: Pollo Imperiale

Luglio 30, 2009 di osloninja

Salve a tutti!

Contrariamente a quanto annunciato, non scrivo la recensione di Harry Potter. Da lunedi ho cominciato una dieta che secondo me si trascinerà per una quantità di tempo mostruoso (stando alla mia dottoressa, 4-5 mesi più altri sei di mantenimento). La dieta non è di quelle da fame mostruosa a essere onesti, 1500-1600 calorie, di certo non si muore. Non devo perdere così tanto (grazie Norvegia e il tuo cibo schifoso) ma secondo me ci vorrà un sacco di tempo.

Detto tutto questo, ora mi devo procurare cibo sano e cucinarmelo tutti i santi giorni, il che devo dire comporta una serie di seccature, tra cui visite continue all’ICA di fronte all’ufficio. Avendo a disposizione una quantità di ingredienti *veramente* microscopica (unico alimento illimitato la verdura), mi sono dovuto ingegnare sulle ricette.

Fortunatamente l’arte culinaria c’è, la reperibilità degli ingredienti purtroppo è modestissima, ma mi sono ingegnato. Mi sono infatti inventato piatti di ispirazione cinese che definirei italo-cino fusion. Vi dirò, per essere fatti con condimenti _minimi_ sono davvero molto buoni.

La ricetta di oggi è il Pollo Imperiale in edizione non piccante.

Ingredienti:

1 peperone giallo, 1 peperone verde, mezza cipolla bianca o gialla (io consiglio bianca), petto di pollo sgrassato q.b. (nel mio caso 130 grammi come da prescrizione), 1 cucchiaio di olio di oliva, salsa di soia rigorosamente Kikkoman q.b..

Non mi dilungo sul perchè l’unica salsa di soia da utilizzare sia la Kikkoman: semplicemente è la migliore, non c’è nessuna marca che gli arrivi anche solo vicino. E’ un marchio giapponese vecchio di 300 anni, diamogli un po’ di credito.

Andiamo a cominciare! (Chi coglie la citazione vince un premio) Lavare bene i peperoni, togliere il picciolo e svuotarli completamente dei semi e della polpa bianca, lasciando qui solo il croccante. Tagliare i peperoni verticalmente in fettine larghe meno di mezzo centimetro. Ricomporre il peperone e tagliare orizzontalmente le fette così ottenute in modo da ottenere pezzi rettangolari approssimativamente piatti della lunghezza di circa 3 centimetri.

Allo stesso modo, tagliare la cipolla. Il taglio suggerito per la mezza cipolla consiste nell’appoggiare la cipolla a calotta sul tagliere, tagliare a metà la cipolla senza scomporla, poi ruotarla di 90° e tagliarla di nuovo. Si otterranno quindi quattro pezzi uguali. Ruotare nuovamente la cipolla, facendo attenzione a non scomporla, di 45° e tagliare di nuovo. Ruotare infine di 90° e tagliare di nuovo, ottenendo quindi una cipolla tagliata in otto parti uguali.

Mischiate le verdure così tagliate avendo accortezza di separare ad uno ad uno i tagli di cipolla. Se la cipolla provoca pianti, ricordate che una cipolla in frigo per circa 10-30 minuti perde le sue proprietà tossiche.

In una padella antiaderente, versate il cucchiaio di olio, spalmandolo bene col dorso del cucchiaio. Accendete il fuoco medio-alto e aggiungete le verdure quando l’olio è BEN caldo (si, fa la differenza). Qui si entra nel regno del gusto personale, ovvero quanto rosolare la verdura. A me personalmente piace una cottura uniforme perciò giro molto la verdura. A causa di questo, le mie verdure ci mettono anche 20 minuti per cuocere correttamente.

Prendendo a indicazione il peperone verde, che sembra essere il più lento delle tre verdure, quando questo raggiunge una consistenza soddisfacente (a me personalmente piace quando è polposo ma non così spappolato che la pelle viene via facilmente, attaccandosi sempre al palato), è il momento di aggiungere il pollo.

Il pollo può essere tagliato durante la cottura delle verdure. Per prima cosa rimuovete ogni traccia di grasso o di schifezze che non siano pura carne. Dopodichè procedete per il taglio come per il sashimi, ovvero prima si taglia il filetto orizzontalmente in fette, dopodichè si tagliano le fette in due, ottenendo pezzi grossolanamente cubici.

Aggiungete il pollo alla padella e rimescolando frequentemente cuocetelo, impiegherà circa 3-5 minuti. Quando il pollo non ha più alcuna traccia di rosa ed è morbido ed elastico se schiacciato col cucchiaio, spruzzate il tutto di salsa di soia. Non dovete assolutamente inondare il piatto, ricordate che è la salsa di soia a salare il piatto e la Kikkoman è molto ricca di sale. Se proprio non vi piace il sale, vi segnalo la Kikkoman col 40% meno di sale. Il sapore è molto simile.

Mantecate il vostro pollo con le verdure con la salsa di soia per circa un minuto, finchè la salsa di soia da nera intensa non assume un colore leggermente più marroncino mentre ribolle. Assaggiate un pezzo di verdura, se il sapore è delicatamente vegetale, avete raggiunto una cottura perfetta e potete impiattare, avendo cura di evitare la salsa di soia con cui avete mantecato.

Voilà! Un piatto che di cinese non ha probabilmente un bel nulla, ma vi posso garantire che in termini di sapore non ha niente da invidiare al vostro ristorante cinese sotto casa.

Saluti di oggi al Club del 32!